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Inno sulla Natività: Maria e i Re Magi

 

di san Romano il Melode

Vicariato Arcivescovile della Campania- Chiesa dei SS. Pietro e Paolo - Napoli




 

Inno sulla Natività di san Romano il Melode

Maria e i Re Magi

 

Proemio.

La Vergine oggi partorisce Colui che è sovrasostanziale,

e la terra offre all’Inaccessibile una grotta.

Gli angeli con i pastori cantano gloria,

i Magi fanno il loro viaggio guidati dalla stella:

perché per noi è nato un nuovo Bambino,

il Dio che è prima dei secoli.

 

1. Betlemme ha riaperto l’Eden, andiamo a vedere. Vi troviamo le delizie in un luogo nascosto. Andiamo a prendere i beni del paradiso in una grotta. Ivi è apparsa la radice non irrorata che germinò il perdono. Ivi si è trovato il pozzo non scavato, al quale Davide desiderò bere. Ivi una Vergine, mettendo alla luce un bambino, estinse subito la sete di Adamo e di Davide. Affrettiamoci perciò ad andare dove è nato, nuovo Bambino, il Dio che è prima dei secoli.

 

2. Il Padre della madre ha voluto divenire di lei figlio. Il Salvatore dei bambini è adagiato bambino, in un presepio. La madre lo contempla e dice: “Dimmi, o figlio, come sei stato seminato in me e come sei nato? Ti vedo, o mie viscere, e stupisco: il mio seno è gonfio di latte e non sono sposa. Ti vedo avvolto nelle fasce, e scorgo ancora intatto il sigillo della mia verginità. Perché sei tu che l’hai serbato tale, quando ti sei degnato nascere, nuovo Bambino, Dio di prima dei secoli.

 

3. O Re eccelso, che cosa vi è di comune tra te e le nostre miserie? O Creatore del cielo, perché vieni tra gli abitanti della terra? Ti sei lasciato incantare da una grotta e ti diletti di un presepio? Ecco, non vi è posto per la tua serva nell’albergo. Ma che dico posto! Non vi è neppure una grotta per lei, perché la grotta appartiene ad altri. Quando Sara fu madre, era erede di vaste terre, ma, per me, nemmeno una tana. Mi è stato concesso solo l’uso di un antro, che hai voluto per dimora, nuovo Bambino, o Dio di prima dei secoli”.

 

4. Mentre diceva tra sé queste parole e pregava colui che conosce i segreti, udì i Magi che chiedevano del Fanciullo. La Vergine si rivolse loro: “Chi siete voi?”. “Chi sei tu –risposero- chi sei tu, che hai messo al mondo un simile Bambino? Chi è tuo padre, chi è tua madre, chi, tu, che sei Madre e nutrice di un Figlio senza padre? Quando abbiamo veduto l’astro, capimmo che era apparso, nuovo Bambino, il Dio di prima dei secoli.

 

5. È esatto il senso degli oracoli svelati da Balaam, quando disse che sarebbe sorto un astro il quale avrebbe spento tutti gli altri oracoli e auguri, astro che avrebbe sciolto le parabole dei sapienti, le sentenze loro e i loro enigmi, astro più risplendente di quello che i nostri occhi possano vedere, poiché egli è il Creatore di tutti gli astri, colui del quale fu predetto: ‘Da Giacobbe spunterà, nuovo Bambino, il Dio di prima dei secoli’.”

 

6. Udite queste strane parole, Maria si prostrò e adorò il frutto delle proprie viscere, e piangendo esclamò: “Grandi cose, o Figlio, cose molto grandi tu hai operato dalla mia miseria: ecco, infatti, i Magi che sono fuori chiedono di te, ed i ricchi del tuo popolo supplicano di vedere il tuo volto. Ché davvero è popolo tuo questo dal quale ti sei fatto riconoscere, nuovo Bambino, tu, Dio di prima dei secoli.

 

7. Se essi sono popolo tuo, o Figlio, comanda che vengano sotto il tuo tetto, e vedano la tua povertà, la tua preziosa miseria. Tu sei la mia gloria e il mio vanto. Lungi da me il vergognarmene! La grazia e l’ornamento di questa abitazione, e mia, sei tu. Fa’ loro cenno di entrare. Nulla importa la mia povertà, poiché posseggo in te un tesoro che i Re sono venuti a vedere, avendo i Re Magi saputo che sei apparso, nuovo Bambino, o Dio di prima dei secoli”.

 

8. Gesù Cristo, nostro vero Dio, toccò in maniera invisibile l’anima della Madre e le disse: “Lascia entrare costoro che il mio verbo ha condotto sin qui. Perché questo mio verbo ha brillato per quanti mi cercavano. Per gli occhi del corpo è un astro, ma è una virtù per gli occhi dell’anima: obbedendo al mio ordine ha viaggiato con i Magi, ed ora, seguitando a compiere il suo ufficio, mostra con i suoi raggi il luogo dove è nato, nuovo Bambino, il Dio di prima dei secoli.

 

9.  Accogli dunque, o Venerata, accogli quanti mi hanno accolto. Io sono in loro come sono fra le tue braccia, e sono con loro qui venuto senza allontanarmi da te”. Ella aprì la porta e accolse il corteo dei Magi; aprì la porta lei, porta impenetrabile che solo Cristo varcò; aprì la porta lei, che fu aperta senza che fosse privata del tesoro della sua purezza; aprì la porta lei, da cui nacque la Porta, nuovo Bambino, il Dio di prima dei secoli.

 

10. I Magi entrarono subito nel luogo. Alla vista del Cristo essi rabbrividirono, poiché scorgevano anche la madre con il suo promesso sposo. Dissero allora con timore: “Questo è il fanciullo senza ascendenza umana, e come mai vediamo, o Vergine, il promesso sposo nella tua casa? Non è stato, il tuo, parto senza rimprovero? Ma come non biasimarti per la presenza di Giuseppe? Guarda che sono molti gli invidiosi in cerca del luogo dove è nato, nuovo Bambino, il Dio di prima dei secoli”.

 

11. Disse Maria ai Magi: “Io vi spiegherò per quale ragione Giuseppe si trova nella mia casa, e lo farò per confutare i maldicenti, perché vi dica egli stesso le cose udite sul figlio mio. Egli vide in sogno un angelo santo, che gli svelò da dove fu il mio concepimento. Di notte, una visione di fuoco gli chiarì la causa dei suoi tormenti: se Giuseppe è qui con me, è per dimostrare che questi è il nuovo Bambino, il Dio di prima dei secoli.

 

12. Egli narrerà con chiarezza tutte le cose udite, testimonierà su quanto egli stesso vide fra i celesti e i terrestri, riferirà dei pastori e come gli spiriti di fuoco unirono gli inni loro a quelli elevati dalla terra. Per quanto riguarda voi Magi, egli dirà dell’astro lucente che precedendovi vi fece da guida. Ma lasciamo le cose già dette e raccontateci voi la vostra storia: da dove venite e come avete saputo che era apparso, nuovo Bambino, il Dio di prima dei secoli”.

 

13. Alle parole della Luminosa, i luminari dell’oriente così risposero: “Tu vuoi sapere da dove siamo venuti? Dalla terra dei Caldei dove non dicono ‘il Signore è il Dio dei Signori’, da Babilonia, dove non sanno chi è il Creatore di tutto quanto si adora, di là venne la scintilla del tuo figlio per trarci dal fuoco persiano. Abbiamo abbandonato il fuoco che tutto divora, per contemplare il fuoco che rinfresca, il nuovo Bambino, Dio di prima dei secoli.

 

14. Ogni cosa è vanità di vanità, ma dalle nostre parti nessuno pensa così, poiché alcuni ingannano, altri sono ingannati. Perciò, o Vergine, siano rese grazie al Figlio tuo per mezzo del quale siamo stati liberati non solo dall’errore, ma anche dalle tribolazioni nei molti luoghi da noi attraversati, tra popoli ignoti dei quali è sconosciuta la lingua e che incontrammo nel nostro peregrinare sulla terra e nel nostro investigare, cercando alla luce della stella ove fosse nato, nuovo Bambino, il Dio di prima dei secoli.

 

15. Alla luce di questo stesso splendore abbiamo esplorato tutta Gerusalemme, secondo le parole della profezia. E poiché udimmo che Dio aveva minacciato la città, ci siamo mossi alla luce dello splendore, in cerca della famosa Legge. Ma non ci fu dato trovarla, perché l’arca era stata tolta con ogni tesoro che conteneva. Le cose antiche sono tramontate, perché ha rinnovato tutto il nuovo Bambino, il Dio di prima dei secoli.

 

16. “Così –disse Maria ai Magi fedeli- avete percorsa tutta Gerusalemme, la città che uccide i profeti? Come avete potuto impunemente attraversarla, se è divenuta il discredito di tutti? Come avete potuto sfuggire ad Erode che significa strage e non giustizia?”. Le risposero: “O Vergine, noi non siamo fuggiti da lui, l’abbiamo piuttosto ingannato. Andavamo chiedendo a ognuno dove fosse nato, nuovo Bambino, il Dio di prima dei secoli”.

 

17. Quando la Madre di Dio ebbe udito queste loro parole, chiese loro: “Che vi hanno chiesto Erode ed i Farisei?”. “Dapprima Erode, poi i primi del tuo popolo, come tu li hai chiamati, si sono informati del tempo esatto dell’apparizione dell’astro. Saputolo, essi si atteggiarono come se lo avessero ignorato, senza più cercare di indagare su quanto volevano sapere, mentre a chi cerca è dato contemplare, nuovo Bambino, il Dio di prima dei secoli.

 

18. Gli stolti! Pensarono che fossimo noi degli sprovveduti, e così ci chiesero: ‘Da dove e come siete venuti? Come avete percorso strade sconosciute?’. Noi rispondemmo con altre domande, su quanto, tuttavia, ben sapevano. ‘Voi stessi, come avete fatto una volta a percorrere e attraversare il grande deserto? Colui che vi trasse dall’Egitto, egli stesso ci ha ora condotti a lui dalla Caldea, allora con una colonna di fuoco, oggi con l’astro che indica, nuovo Bambino, il Dio di prima dei secoli.

 

19. In ogni luogo l’astro fu la nostra guida, come per voi Mosè quando portava la verga, diffondendo la luce della conoscenza divina. La manna una volta vi nutrì e dalla roccia foste dissetati. Quanto a noi, siamo stati saziati dalla speranza in lui e ci siamo nutriti della gloria di lui. Non abbiamo più pensato a riprendere la strada impraticabile della Persia, ma la nostra brama era di vedere, adorare e glorificare, nuovo Bambino, il Dio di prima dei secoli”.

 

20. Ecco la verità detta dai Magi. La Vergine santa chiudeva tutto sotto sigillo nel proprio cuore e il fanciullo confermava le parole di entrambi, mantenendo incontaminato il grembo della Madre anche dopo il parto, e risparmiando ogni fatica ai cuori e ai passi dei Magi dopo il lungo viaggio. Perché nessuno di loro provò fatica, come successe ad Avvacum quando si recò presso Daniele. Colui che era apparso ai profeti, è lo stesso che è apparso ai Magi, nuovo Bambino, il Dio di prima dei secoli.

 

21. Terminati i racconti, i Magi presero in mano i loro doni e si prostrarono davanti al Dono dei doni, davanti al Profumo dei profumi: offrirono a Cristo oro, mirra e incenso esclamando: “Accogli questo triplice dono, come accogli l’inno trisagio dai Serafini. Non lo respingere come Caino, ma ricevilo come offerta di Abele, per Colei che ti mise al mondo, e grazie alla quale sei nato per noi, nuovo Bambino, Dio di prima dei secoli.

 

22. L’Intemerata, di fronte a tutte queste cose nuove, e splendide –i Magi prostrati con le mani ricolme, lo splendore della stella, i pastori inneggianti- rivolse al Creatore e Signore di tutti questa preghiera: “Accogli, Figlio, questo triplice dono e adempi la triplice domanda di colei che ti ha messo al mondo. Ti invoco per le stagioni, per i frutti della terra e per tutti gli abitanti di essa. Riconcilia con te il mondo intero, per riguardo a me da cui sei nato, nuovo Bambino, o Dio di prima dei secoli.

 

23. Non sono semplicemente Madre tua, o Salvatore misericordioso. Non invano nutro il Dispensatore stesso del latte. Ma per tutti gli uomini ti supplico. Hai fatto di me bocca e vanto di tutta la mia stirpe. La terra che tu hai creata trova in me protezione sicura, mura di protezione e presidio. A me guardano coloro che furono cacciati dalle delizie del paradiso, perché là io li riconduca. Prenda coscienza l’universo che tu sei nato da me, nuovo Bambino, il Dio di prima dei secoli.

 

24. Salva il mondo, o Salvatore, per questo tu sei venuto. Restaura l’opera tua tutta: per questo sei apparso a me, ai Magi, al Creato intero. Guarda i Magi, ai quali hai manifestato la luce del tuo volto: essi sono prostrati ai tuoi piedi, ti hanno portato doni utili, belli, accuratamente scelti. Mi torneranno utili, nel momento in cui dovrò recarmi in Egitto e fuggire con te, per te, o mia guida, mio Figlio e mio Creatore, tu che mi fai ricca, mio nuovo Bambino e Dio di prima dei secoli”.

 

 

 

 


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