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Inno sulla Natività: Giuseppe e l’annunciazione

 

Vicariato Arcivescovile della Campania- Chiesa dei SS. Pietro e Paolo - Napoli




 

Inno sulla Natività

di san Romano il Melode

Giuseppe e l’annunciazione

 

Proemio.

O Madre di Dio, lo spettacolo soprannaturale

pose Giuseppe nello stupore:

alla vista del tuo immacolato parto,

egli intuì il senso della pioggia sul vello,

del roveto che il fuoco non consumava

e della verga di Aronne che fiorì.

Testimoniando in tuo favore,

il tuo promesso sposo e custode

dichiarò ai sacerdoti: “La Vergine diviene madre

e anche dopo il parto rimane vergine”.

 

1. Non riesco a comprendere ciò che vedo; supera ogni intendimento umano il fatto che l’erba prenda fuoco senza consumarsi, che l’agnella porti un leone in groppa, la rondine, l’aquila, e un’ancella il proprio padrone. Nel suo seno mortale Maria porta senza limiti il mio Salvatore, con il consenso di lui. Perciò io esclamo con gioia: “La Vergine è madre e anche dopo il parto rimane vergine”.

 

2. Nessun sovrano si reputa oltraggiato se, per finirla con i suoi nemici, veste la divisa del semplice soldato. Così Dio, nell’intento di colpire il feritore di Adamo, si incarna nella Vergine; assumendo la nostra stessa condizione, diviene trabocchetto per il Maligno lui, l’Eterno di cui senza la semina la Vergine diviene madre, e anche dopo il parto rimane vergine.

 

3. L’arca conteneva allora, secondo la descrizione fatta da Mosè, anche la manna e l’urna d’oro. Ricerchiamone il significato poiché nulla avviene per caso nella Scrittura, ma tutto vi è chiaramente da intendersi. L’urna d’oro va intesa come il corpo di Cristo, la manna come il Verbo divino ad esso unito. Ma quale, il simbolo dell’arca? È la Vergine che divenne Madre e anche dopo il parto rimane vergine.

 

4. Ora considero la verga di Aronne, che fiorì senza irrigazione. Isaia, figlio di Amos, aveva esclamato: “Ecco: spunterà un virgulto dal ramo di Iesse e, dalla radice, un fiore”. Chi è il virgulto di Aronne e di Iesse? È Maria che, senza intervento di uomo, dette frutto: così una Vergine è divenuta madre e anche dopo il parto rimane vergine.

 

5. Così era stato per il fuoco quando ardeva nel roveto senza consumare le spine, come oggi il Signore incarnato nella Vergine; non era infatti intendimento di Dio forzare l’intelligenza di Mosè e spaventarlo. Voleva svelargli l’avvenire: per questo egli pose a simbolo il roveto ardente, per insegnargli che una Vergine sarebbe divenuta madre e anche dopo il parto sarebbe rimasta vergine.

 

6. Te, o Gesù, indicano le Scritture, allorché accennano alla manna e all’urna d’oro, oppure al fiore sbocciato dalla radice; alludendo invece al fiore sul ramo e all’arca, vogliono indicare la Madre che ti ha portato in grembo, lei che ha accolto lo Spirito ed è poi rimasta chiusa, così che ognuno possa dire: Una Vergine diviene madre e anche dopo il parto rimane vergine.

 

7. Rivolgendo a lei le parole di gioia, Gabriele trasfuse nella Vergine il Verbo, e lo Spirito fece madre lei, inesperta di nozze: “Ecco, il Signore è con te! Colui che era prima di te, dal grembo tuo verrà: tuo padre sarà il tuo figlio ed è lui che ha scelto me per essere presso di te, è lo stesso che anche dopo il parto ti manterrà pura, affinché ognuno possa dire: ‘La Vergine è divenuta Madre e anche dopo il parto rimane vergine’.

 

8. Da Dio Adamo fu scacciato dal paradiso, e lo stesso Dio ne ha architettato la riabilitazione attraverso il seno tuo. Una donna portò al precipizio, e una donna ora porta al riscatto, donna vergine sorta da una vergine: Adamo allora non aveva conosciuto Eva, né oggi Giuseppe ha conosciuto la Madre di Dio, ma senza semina la Vergine diviene madre e anche dopo il parto rimane vergine”.

 

9. Udite le parole dell’angelo, la Vergine esclamò: “Come avverrà questo, se non conosco uomo? Colui che mi tiene ora nella sua dimora come promesso sposo, e non come mio sposo, mi custodisce per sé. Ma se deve avverarsi ciò che dici, sarebbe meglio un palese connubio affinché ognuno possa dire: “Una Vergine diviene madre e anche dopo il parto rimane vergine”.

 

10. “Ascoltami –rispose-, o Maria: se io, l’Incorporeo, sono stato mandato presso di te, è perché sei destinata a divenire un altro cielo. Non agitare il tuo cuore con il pensiero che Giuseppe debba averti per moglie, perché il tuo Plasmatore ti ha prescelta a sorreggerlo come al suo trono di lassù, affinché ognuno dica: “La Vergine diviene madre e anche dopo il parto rimane vergine”.

 

11. “La mia natura altro non è che notte fonda, come dunque ne risplenderà il sole? Oh! Le parole inverosimili che mi stai dicendo, uomo! La donna, poiché fu già causa di morte per gli uomini, come potrà ora portare la vita? come il Creatore abiterà il fango che sono? Il fuoco non consuma forse tutta quanta l’erbaccia? Così allora ognuno potrà dire: “La Vergine diviene madre e anche dopo il parto rimane vergine”.

 

12. “Dio vuole che l’uomo corrotto sia interamente rinnovato per mezzo tuo. Non dire: ‘Come abiterà in me senza consumarmi?’. Il fuoco che temi sarà per te pioggia, secondo la profezia di Davide: ‘Come la rugiada –egli disse- su vello’, così Dio abiterà senza danno la Vergine, affinché ognuno possa dire: La Vergine diviene madre e anche dopo il parto rimane vergine”.

 

13. Inneggia dunque a Cristo, o Maria, che porti in grembo quaggiù e lassù è in trono con il Padre; che si alimenta al tuo seno e dall’alto dispensa ai mortali cibo divino; che in alto abita il firmamento come sua tenda e in terra è disteso nella grotta per amore degli uomini. La Vergine diviene madre e anche dopo il parto rimane vergine.

 

 


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