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14.01: Memoria di Santa Nino di Cappadocia, evangelizzatrice della Georgia

 

Vicariato Arcivescovile della Campania- Chiesa dei SS. Pietro e Paolo - Napoli




 

Santa Nino (o Nina) nacque in Cappadocia, dove vivevano molti Georgiani; si dice che sia una parente del megalomartire San Giorgio il trionfatore. Suo padre, Zabulone, un pio e famoso soldato, prima ancora di sposarsi aveva lasciato la sua patria, la Cappadocia, per offrire i suoi servizi all'imperatore Massimiano. Sua madre, Susanna, era la sorella del vescovo di Gerusalemme, Giovenale. Ardendo d'amore per Dio, suo padre, con il consenso della moglie, si fece monaco nel deserto del Giordano. Susanna fu ordinata diaconessa nella Chiesa dell’Anastasi. Santa Nino fu affidata allora alla piissima anziana Niofòra.

Quando santa Nino cominciò a leggere il Vangelo, arrivata al capitolo che narra la crocifissione del Signore, rimase colpita dal dettaglio sulle vesti di Cristo. Si chiedeva se fosse stata mai trovata la tunica indossata dal Figlio di Dio. Le fu detto che, secondo la tradizione, essa era conservata nella città di Mtskheta, in Iberia (Georgia), portata lì Elioz, il rabbino della città; quegli l'aveva a sua volta ricevuta dal soldato che l'aveva vinta nel sorteggio avvenuto ai piedi della croce. Queste parole si incisero profondamente nel suo cuore, e pregava la Madre di Dio che fosse ritenuta degna di andare nella Terra degli Iberici, per adorare la veste del suo Figlio e Dio. La Tuttasanta ascoltò quella preghiera e apparve in sogno alla Santa. La esortò ad andare in Iberia a predicare il Vangelo di Cristo e le offrì una croce di tralci di vite, assicurandole che sarebbe stata per lei il suo scudo contro i nemici visibili e invisibili. La Santa si svegliò e vide nelle sue mani la meravigliosa Croce. La baciò, tagliò una treccia dai capelli, la intrecciò sulla croce e andò subito da suo zio, il vescovo Giovenale. Questi comprese quale fosse la volontà di Dio e le diede la sua benedizione. Così, per ordine della Vergine Maria, predicò il Vangelo in Georgia, intorno al III secolo. La sua attività apostolica e il dono dei miracoli condussero i re di Georgia Mirian (265-342) e Nana alla verità di Cristo.

La Santa trovò il luogo dove era stata deposta la veste di Cristo, e lì costruì il Tempio cattedrale di Svetitskhoveli (della colonna vivente).

Santa Nino si addormentò in pace e Dio la glorificò mantenendo incorruttibili le sue sante reliquie.

 


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