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14.01: Memoria di San Sava, primo arcivescovo della Serbia

 

Vicariato Arcivescovile della Campania- Chiesa dei SS. Pietro e Paolo - Napoli




 

San Sava, primo arcivescovo e maestro del popolo serbo, è il più amato di tutti i santi di Serbia. Nacque nel 1169 e fu chiamato Rastko dai suoi genitori. Era figlio di Stefano Nemanja, il sovrano della Serbia, meglio conosciuto come San Simeone il Mirovlita (v. 13 febbraio). Da giovane, Rastko si recò in segreto sul Monte Athos, al Monastero di San Panteleimon. Quando suo padre venne a sapere della fuga, inviò da lui dei soldati, ma prima che potessero catturarlo, fu tonsurato monaco con il nome di Saba, come San Saba il Santificato. Subito dopo entrò nel Monastero di Vatopedi, dove suo padre lo raggiunse nel 1197. Insieme ricostruirono il Monastero di Hilandar e ne fecero un grande centro spirituale per i loro connazionali. Nel 1200 San Simeone si addormentò nel Signore e il suo corpo divenne una fonte di santo myron. Nel 1204 San Sava fu costretto a tornare in Serbia con le reliquie del padre, per riportare la pace tra i suoi due fratelli, che stavano lottando per il dominio del regno. La grazia delle reliquie di san Simeone e la mediazione di san Sava sanarono la divisione tra i suoi fratelli. Dopo aver persuaso l'imperatore a Costantinopoli e il Patriarca Ecumenico a concedere l'autocefalia alla Chiesa serba, il Santo contro la sua volontà fu ordinato primo Arcivescovo della sua terra natale nel 1219, adoperandosi alacremente per rafforzare la fede ortodossa. Nel 1221 incoronò suo fratello Stefano primo re di Serbia (v. 24 settembre). Nel 1234, prevedendo per grazia divina la sua prossima dipartita, si dimise dal trono arcivescovile, nominò successore il suo discepolo Arsenio e intraprese un pellegrinaggio a Gerusalemme e al Monte Sinai; sulla via del ritorno attraverso la Bulgaria, si addormentò in pace nel 1236.

Poiché ha da sempre rappresentato l'eroe nazionale della Serbia e un invincibile baluardo per la difesa della fede ortodossa, i Turchi musulmani bruciarono le sue reliquie incorrotte nell'anno 1594.

 


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