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21.02: Memoria di sant'Eustazio, arcivescovo di Antiochia

 

Vicariato Arcivescovile della Campania- Chiesa dei SS. Pietro e Paolo - Napoli




 

Il divino Confessore Eustazio visse durante il regno del primo imperatore cristiano Costantino il Grande (306-337). Era di Side in Panfilia, come riferisce san Girolamo; Niceta dice invece che era di Filippi in Macedonia. Prima di diventare arcivescovo di Antiochia era stato vescovo di Berea (Aleppo) in Siria.

Questo santo era un insegnante e, per la saggezza delle sue parole, sparse la luce dell'ortodossia in tutta l'ecumene. Fu presente al Primo Concilio Ecumenico di Nicea, che si riunì nel 325, dove fu elevato al titolo di arcivescovo di Antiochia. In quel Sinodo mantenne il dogma della pietà e dell'ortodossia, rimproverando gli ariani e opponendosi alle loro teorie. Questi insensati avevano introdotto un taglio e una divisione nell'unica natura della Santissima Trinità, ritenendo il Figlio di Dio una creatura e separandolo dall'essenza, dall'onore e dalla dignità del Suo Padre consustanziale. A causa la sua franchezza divinamente ispirata e dello zelo che nutriva a favore della fede ortodossa, Eusebio di Nicomedia, Teognide di Nicea ed Eusebio di Cesarea, insieme a tutti coloro che erano in comunione con la blasfemia ariana, lo calunniarono. Così, con la scusa di andare a Gerusalemme, si recarono ad Antiochia e convocarono un'assemblea per deporre il santo. Per far sembrare che lo avevano deposto per una giusta ragione, gli astuti architettato un piano. Elargirono grandi doni a una prostituta, madre di un neonato, e la persuasero a testimoniare il falso, cioè che aveva concepito il bambino con il Santo. Perciò la prostituta venne all'assemblea con quel bambino e calunniò il Santo dicendo che questi era il padre. Quei perfidi Gerarchi non cercarono altre testimonianze, ma fecero solo giurare la donna; questo fu abbastanza per loro, così immediatamente deposero il Santo. Non si limitarono a questo, ma persuasero l'imperatore a mandarlo in esilio. Così il beato Eustazio si recò a Traianopoli in Tracia nel 329 o nel 330. La sua deposizione provocò uno scisma nella Chiesa di Antiochia che non fu guarito fino al 414. Trent'anni dopo il suo esilio, nel 360, si addormentò in pace nel Signore.

Si narra che la donna che aveva calunniato il grande Eustazio era caduta in una grave malattia, pertanto confessò di aver ingiustamente accusato e calunniato il Santo, e rivelò i nomi dei gerarchi ariani che la avevano corrotta. Disse anche che il padre del neonato che aveva concepito era un calderaio, di nome Eustazio.

Cento anni più tardi, durante il regno dell'imperatore Zenone (474-491), nell'anno 477, la sua santa reliquia fu traslata e portata ad Antiochia. La popolazione si riversò fuori dalla città per andargli incontro, accogliendolo con grande onore, con inni, fiaccole e incenso.

Questo Santo è stato anche onorato con un encomio dal divino Giovanni Crisostomo, che lo definisce "martire", mentre il beato Michele Syngellos (ca. 761-846) lo chiama "il più importante dei Padri di Nicea".

 


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