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03.03: Memoria dei santi martiri Eutropio, Cleonico e Basilisco

 

Vicariato Arcivescovile della Campania- Chiesa dei SS. Pietro e Paolo - Napoli




 

Questi santi vissero durante il regno dell’imperatore Diocleziano nel 296. Venivano da Amasea, la famosa città della Cappadocia sul Mar Nero. Erano parenti e commilitoni di san Teodoro Tirone. Essendo stati accusati davanti al governatore Asclepiodoto, furono duramente bastonati. Sant’Eutropio inoltre fu colpito sulla bocca, perché aveva insultato il governatore. Tuttavia, i soldati che li colpivano divennero come paralizzati e senza forze, e i santi furono guariti, perché era apparso loro il Signore e il santo martire Teodoro. Visto questo miracolo, molti miscredenti credettero in Cristo e furono decapitati. Il governatore, dal canto suo, studiata la situazione, cambiò il suo comportamento e cercò di allontanare san Cleonico dalla fede in Cristo con lusinghe. Gli fece regali e promise di dargli ancora di più, ma non riuscì nel suo intento. La mente del santo non cambiò, anzi quello si arrabbiò e mise in ridicolo la mancanza di comprensione del governatore, nonché la debolezza degli idoli. Infatti, mentre il governatore e il resto dei Greci offrivano sacrifici ai loro dei, san Cleonico con le sue preghiere fece cadere l'idolo della dea Artemide.

A questo punto gli idolatri, bruciando di rabbia, portarono ad ebollizione una miscela di catrame e asfalto in tre caldaie e la versarono sulle spalle dei tre martiri cristiani. Tuttavia, essi rimasero incolumi, benchè i servi che avevano versato la miscela finirono completamente bruciati. Dopo questo, i santi Eutropio e Cleonico furono crocifissi, ricevendo la corona del martirio e guadagnando la vita eterna. San Basilisco da parte sua fu gettato in prigione, dove morì dopo parecchio tempo.

 


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