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Sul grande e manifesto giorno del nostro Signore Gesù Cristo

 CATECHESI n. 50 di S. Teodoro Studita
Pronunciata la Domenica di Carnevale

Vicariato Arcivescovile della Campania- Chiesa dei SS. Pietro e Paolo - Napoli




 

Sul grande e manifesto giorno del nostro Signore Gesù Cristo

CATECHESI 50 di S. Teodoro Studita

Domenica di Carnevale

 Fratelli e padri, è una legge universale in questo giorno per coloro che vivono nel mondo smettere di mangiare carne: eppure si può vedere tra loro una specie di gara nel mangiare carne e bere vino, e persino assistere a spettacoli oltraggiosi di cui dà vergogna perfino parlare. È necessario partecipare con moderazione, rendere grazie al Signore per quello che abbiamo e prepararsi con cura al banchetto davanti a noi; mentre coloro che sono posseduti dalle astuzie del diavolo fanno il contrario, dimostrando di aver accettato quest’ultimo piuttosto che l'altro. Perché ho menzionato queste cose? Affinché noi umili monaci non dirigiamo i nostri pensieri in quella direzione, né condividiamo il loro desiderio, che è davvero miserevole; volgiamoci piuttosto a considerare il Vangelo che ascolteremo, pensando, mentre si canta il canone, al "giorno grande e manifesto" della venuta del nostro Signore Gesù Cristo, quando il giudice "porrà con le pecore alla sua destra e i capri alla sua sinistra ". E a quelli sulla destra rivolgerà quel benedetto e tanto agognato invito: "Venite, benedetti dal Padre mio, ereditate il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo"; mentre a quelli a sinistra pronuncerà la frase più sgradita: "Allontanatevi da me, maledetti, nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e i suoi angeli". Queste parole sono tremende, generano paura e allarme; dovrebbero, mentre le meditiamo, fare cadere noi tutti in ginocchio, piangere per rendere Dio misericordioso con noi, prima che torni, per giudicare gli uomini. Ma anche se per qualcuno non è così, noi -vi prego- ascoltiamo e prestiamo grande attenzione al messaggio del Vangelo, sforzandoci di servire il Signore con timore e tremore, rimuovendo ogni malvagità dall'anima, introducendovi invece tutta la sapienza delle buone opere, della pietà compassionevole, della bontà, umiltà, mansuetudine, pazienza e qualsiasi altra cosa buona e stimabile, così che, condotta una vita degna del Vangelo di Cristo, possiamo diventare eredi del regno dei cieli, in Cristo Gesù nostro Signore, al quale appartengono la gloria e la potenza con il Padre e lo Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amin.

 


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