Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




Questi sono i miei pensieri su come avverrà il Giudizio

 di San Paisio l'Atonita

Vicariato Arcivescovile della Campania- Chiesa dei SS. Pietro e Paolo - Napoli




 

Questi sono i miei pensieri su come avverrà il Giudizio  

di S. Paisio l’Atonita

 

A san Paisio fu chiesto:

- Gheronda, come si svolgerà il Giudizio Universale?

- Nel giorno del giudizio, la condizione spirituale di ogni persona verrà rivelata in un istante e ognuno si collocherà nel luogo dove merita di essere. Ciascuno osserverà il proprio stato miserabile come su uno schermo televisivo, così come lo stato dell'altro. Vedendo riflesso se stesso nell’altro, ognuno abbasserà la testa per la vergogna, e si sposterà al posto che merita.* Ad esempio, una donna che sedeva con indifferenza a gambe incrociate in presenza di sua suocera, che pur soffrendo di una gamba rotta, si stava comunque prendendo cura del suo nipotino, non potrà dire: “Perché, o Cristo mio, metti mia suocera in Paradiso e non me?", perché quella precisa scena apparirà davanti ai suoi occhi durante il Giudizio. Ricorderà la scena di sua suocera in piedi sulla sua gamba rotta per assistere il suo nipotino, e saprà che non merita di andare in Paradiso - e nemmeno ci sarà spazio per lei lì.

Oppure, quando i monaci che hanno visto le difficoltà e le prove che le persone nel mondo hanno dovuto affrontare e il modo in cui sono state affrontate, ma loro stessi come monaci non hanno vissuto di conseguenza, abbasseranno la testa per la vergogna e si dirigeranno verso ciò che meritano.

Le monache che non hanno vissuto in modo gradito a Dio vedranno lì tutte le madri eroiche -che non avevano preso voti né avuto le benedizioni e le opportunità avute da loro-, e come quelle madri hanno lottato e quale stato spirituale hanno raggiunto -quando come monache erano state preoccupate e tormentate da tante cose insignificanti- si vergogneranno di se stesse. Questo è il modo in cui i miei pensieri percepiscono che il giudizio avverrà. Cristo non dirà: “Ehi tu, vieni qui! Cos'hai fatto?" o "Tu, vai all'Inferno!" o "Tu, vai in Paradiso"; ma piuttosto, ognuno di noi si confronterà con gli altri e andrà dove sa che è il suo posto.** L’entità della gioia sperimentata da ogni persona in Paradiso varierà. Uno avrà un ditale pieno di gioia, un altro un bicchiere e un altro ancora un intero serbatoio. Ma tutti si sentiranno completi e nessuno conoscerà l'entità della gioia e del piacere dell'altro. Il Dio Benevolo ha così predisposto queste cose, perché se uno sapesse che l'altro ha più gioia, allora non sarebbe il Paradiso, perché sorgerebbero domande come: "Perché dovrebbe avere più gioia di me?". In altre parole, in Paradiso ogni persona vedrà la gloria di Dio secondo la purezza degli occhi della sua anima. Il grado di visibilità non sarà determinato da Dio, ma dipenderà dalla purezza di ogni persona.

- Gheronda, alcuni non credono che l'inferno e il paradiso esistano.

- Non credono che l'inferno e il paradiso esistano? Dal momento che sono anime, come è possibile che i morti rimangano nella non-esistenza? Dio è immortale e l'uomo è immortale per grazia. Di conseguenza, l'uomo sarà immortale anche all'Inferno. Inoltre, il Paradiso e l'Inferno sono sperimentati dall'anima anche in questa vita, in una misura analoga allo stato interiore di ogni persona. Quando qualcuno sperimenta la stretta del rimorso nella sua coscienza e prova paura, angoscia, ansia, disperazione o è sopraffatto dall'odio, dall'invidia e così via, allora sperimenta l'inferno. Ma quando è pieno di amore, gioia e pace, gentilezza, mitezza e così via, allora sperimenta il paradiso. La base di tutto questo è l'anima, perché sono le anime che sperimentano sia la gioia che il dolore. Vai da una persona morta e digli le cose più piacevoli. Digli, per esempio: "Tuo fratello è venuto dall'America!", non capirà né sentirà nulla.  Anche se gli rompessi le braccia o le gambe, non sentirebbe nulla. Pertanto, è l'anima che sente e comprende.

I dubbiosi non se lo chiedono? O ancora, fai un sogno bello e piacevole; ti rallegri e il tuo cuore si diletta così tanto che non vuoi che finisca. Ti svegli e sei deluso perché ti sei svegliato. Oppure potresti fare un brutto sogno, in cui sei caduto e ti sei rotto le gambe, causandoti molto dolore e sofferenza. Pieno di angoscia, ti svegli piangendo; poi ti rendi conto che stai bene e dici: "Grazie a Dio, era solo un sogno!" In altre parole, è l'anima che vive queste cose. Per un sogno spiacevole si può soffrire più di quanto accadrebbe nella realtà, così come un malato soffre più di notte che di giorno. Quando si muore e si va all'Inferno, si vive un'esperienza molto più dolorosa! Prova a immaginare di vivere un incubo eterno e di essere tormentato eternamente! Qui difficilmente possiamo sopportare un brutto sogno per più di pochi minuti. Prova a immaginare di sopportarlo in eterno - Dio non voglia – e nel dolore! Quindi è meglio che non andiamo all'inferno. Cosa ne pensi?

- Gheronda, abbiamo lottato per così tanto tempo per non andare all'Inferno ... stai dicendo che possiamo comunque finire lì?

- Se non abbiamo cervello, è lì che andremo. Prego che andiamo tutti in paradiso! È una cosa molto grave, dopo tutto quello che Dio ha fatto per noi umani, andare all'Inferno e addolorarlo. Possa Dio proteggere così tanto che non solo nessun essere umano, ma anche nessuna creatura, nemmeno un uccello, vada all'Inferno. Possa il Dio Benevolo concederci un pentimento sincero e completo, così che la morte ci trovi in ​​una buona condizione spirituale e possiamo essere ammessi nel Suo Regno Celeste. Amin.

 

Note:

* Scrive San Giovanni Damasceno: "Nessuno creda che non ci sarà riconoscimento l'uno dell'altro in quel terribile raduno. Sì, infatti, ciascuno riconoscerà quello vicino a lui - non dalla forma del suo corpo, ma con l’occhio perspicace dell'anima ". (PG 95 276A)

 ** Scrive San Simeone il Nuovo Teologo: "E molto semplicemente, ogni persona peccatrice vedrà di fronte a lui, in quel terribile giorno del Giudizio, nella vita eterna e in quella luce ineffabile, colui che è come lui, e sarà giudicato da lui. " (Sul pentimento, Discorso 5, Fonti Chrétiennes 96, 434)

 

[tradotto dall'inglese da www.johnsanidopoulos.com]

 

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 14-04-2021

i santi di domani 15-04-2021

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP