Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




26.03: sugli Angeli

 

di San Giovanni Damasceno




 

San Giovanni Damasceno “Esatta esposizione delle fede ortodossa”, Libro II, cap. 2 e 3: sugli Angeli

II, 2. Dunque, Dio buono e superiore ad ogni bontà non si accontentò della contemplazione di se stesso, e invece per sovraeminenza di bontà si compiacque che vi fossero esseri da lui beneficati e partecipi della sua bontà: perciò condusse dal non essere all’essere e creò tutte quante le cose, visibili e invisibili, e l’uomo costituito di visibile e di invisibile. Egli crea pensando, e il suo pensiero sussiste come opera completata dal Verbo e portata a termine dallo Spirito santo.

 

II, 3. Egli stesso è artefice e creatore degli angeli, avendoli condotti dal non-essere all’essere e avendoli creati natura incorporea secondo la propria immagine, come una specie di soffio e di fuoco immateriale, così  come dice il divino Davide: “Fai dei venti i tuoi messaggeri, e i tuoi ministri come fiamme guizzanti” (Sal 103,4), esprimendo la levità, l’ardore, il calore, l’estrema sottigliezza e l’acutezza nel desiderio e nel servizio di Dio, la loro elevazione e la loro lontananza da ogni pensiero materiale.

Perciò l’angelo è una sostanza intelligente, sempre mobile, di libera volontà, incorporea, servitrice di Dio, la quale per grazia ha conseguito l’immortalità nella sua natura, e di questa sostanza solo il Creatore sa la forma e il limite. È detta incorporea e immateriale, per quanto lo è in confronto a noi: ma tutto ciò che è posto in confronto a Dio, il solo inconfrontabile, è invece riconosciuto denso e materiale poiché solo il divino è realmente immateriale e incorporeo.

Dunque è una natura razionale, intelligente, di libera volontà, soggetta a mutamento per giudizio oppure per volontà: infatti ogni cosa creata è anche soggetta a mutamento –soltanto l’increato è immutabile-, e ogni essere razionale è dotato di libera volontà. Quindi in quanto natura razionale e intelligente è dotata di libera volontà; in quanto creata, è mutabile avendo il potere sia di rimanere e di progredire nel bene sia di volgersi al peggio.

Non è suscettibile di pentimento, poiché è anche incorporeo: infatti l’uomo è stato dotato di pentimento a causa della debolezza del corpo. È immortale non per natura ma per grazia. Infatti tutto ciò che ha avuto un inizio, ha anche una fine per natura. Soltanto Dio è sempre esistente, anzi è al di sopra del sempre: l’artefice dei tempi non è sotto al tempo ma al di sopra di esso.

Gli angeli sono luci intelligenti seconde, che hanno l’illuminazione della luce prima e senza principio, e non hanno bisogno di lingua né di orecchio poiché si partecipano scambievolmente i propri pensieri e voleri senza emissione di parola.

Tutti gli angeli furono creati per mezzo del Verbo e furono portati a compimento dallo Spirito santo attraverso la santificazione, partecipando della luce e della grazia in proporzione alla loro dignità e al loro ordine.

Essi sono circoscritti: non stanno sulla terra quando stanno in cielo, e non rimangono in cielo quando sono inviati da Dio sulla terra. Non sono racchiusi da muri, da porte, da serrature o da sigilli, e infatti non sono delimitati. Dico “non delimitati”: infatti a quelle persone degne, a cui Dio vuole che si manifestino, essi si manifestano non come essi sono ma con un cambiamento di forma, così come possono vederli coloro che li vedono. “In realtà solo ciò che non è creato è anche non delimitato per natura e realmente: ogni creatura è delimitata da Dio che l’ha creata”.

Ricevono la santificazione dallo Spirito santo dal di fuori della loro sostanza, profetizzano per mezzo della grazia divina, e non hanno bisogno di nozze proprio perché non sono mortali.

Essendo intelligenze, essi sono appunto in luoghi intellettuali, senza essere circoscritti secondo il corpo (per natura non sono formati corporalmente, e non si distendono nelle tre dimensioni), ma essendo intellettualmente presenti e operanti là dove siano stati ordinati e non potendo stare e operare contemporaneamente qua e là.

Non sappiamo se per sostanza essi siano uguali o differiscano fra loro. Lo sa soltanto Dio che li ha creati e tutto conosce. Differiscono fra loro per luce e per rango, sia che abbiano il rango in proporzione alla luce sia che abbiano parte alla luce in proporzione al rango, e si illuminano scambievolmente fra loro secondo l’eccellenza del loro ordine e della loro natura: ed p chiaro che i superiori partecipano agli inferiori l’illuminazione e la conoscenza.

Sono forti e pronti per l’adempimento della volontà di Dio, e per la velocità della loro natura si trovano subito dovunque il cenno di Dio li chiami; sorvegliano le parti della terra e sovrintendono a popoli e luoghi in conformità a come sono stati ordinati dal Creatore; amministrano le cose che ci riguardano, e ci aiutano. Sono completamente al di sopra di noi secondo la volontà e l’ordine di Dio, e stanno sempre intorno a Dio.

Sono difficilmente movibili al male, ma tuttavia non sono non movibili; però ora sono non movibili, ma non per natura bensì per grazia, e per la costante aderenza all’unico bene. Vedono Dio per quanto è loro possibile, e questo è il loro nutrimento. Sono al di sopra di noi, in quanto incorporei e lontani da ogni passione corporea, ma tuttavia non sono impassibili. Assumono forme a seconda di ciò che Dio loro Signore ordina, e così si manifestano agli uomini e rivelano a loro i misteri divini. Dimorano in cielo, e come unica opera hanno il cantare in lode di Dio e servire la sua divina volontà.

Come dice il santissimo, sacratissimo ed espertissimo in teologia Dionigi Aeropagita, “tutta la teologia, e cioè la divina Scrittura, nomina nove sostanze celesti: e il divino iniziatore ai misteri [Ieroteo, il maestro di Dionigi] le distingue in tre ordini triadici. Dice che la prima è quella che sta sempre intorno a Dio, ed è stata tramandata essere unita a Dio direttamente e senza intermediari, quella dei Serafini dalle sei ali, dei Cherubini dia molti occhi, e dei santissimi Troni; seconda, quella delle Signorie, delle Virtù e delle Potestà; terza, quella dei Principati, degli Arcangeli e degli Angeli”.

Alcuni dicono che nacquero prima di tutta la creazione, come dice Gregorio il Teologo: “In primo luogo pensa le potenze angeliche e celesti, e il pensiero diviene opera”; invece altri dicono dopo che era nato il primo cielo. Ma tutti riconoscono che nacquero prima della creazione dell’uomo. Per parte mia concordo con il Teologo, perché era conveniente che dapprima fosse creata la sostanza intellettuale, quindi quella sensibile e poi l’uomo stesso, costituito da ambedue.

Però tutti coloro che dicono gli angeli creatori di una sostanza -quale che essa sia- sono bocca del loro padre, il diavolo. Infatti gli angeli, essendo creature, non sono creatori. Invece creatore, provvidente e conservatore di tutte le cose è Dio, l’unico increato, che è lodato e glorificato nel Padre, nel Figlio e nello Spirito santo.

 

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 20-05-2022

Notice: Undefined variable: nome in /web/htdocs/www.ortodossia.it/home/w/tmp/htmlyRpxJ5 on line 37

i santi di domani 21-05-2022

Notice: Undefined variable: nome2 in /web/htdocs/www.ortodossia.it/home/w/tmp/htmlyRpxJ5 on line 65

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP