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06.08 La Trasfigurazione del Nostro Signore Gesù Cristo

 prof. Ioannis Fountoulis




 

La nostra Chiesa celebra il 6 agosto la grande festa della Trasfigurazione del Salvatore, e nei giorni successivi celebra ancora questa festa e vive nella gloria splendente del Signore trasfigurato. La celebrazione proseguirà per otto giorni fino al 13 agosto, quando si ripeterà l'intero servizio nell'apodosi della festa. Allo stesso modo si celebrano tutte le grandi feste del Signore e le altre, perché si riferiscono ad eventi che la Chiesa vuole che lascino una traccia profonda nella mente dei fedeli. In altre parole, non solo prepara i fedeli con i tropari pre-festivi, ma poi li accompagna dopo la festa, per otto giorni, incubando in qualche modo i temi e riproponendoli quotidianamente per un costante studio e nutrimento spirituale. Soprattutto i fedeli che per vari motivi non hanno potuto partecipare alla Sinassi nel grande giorno della festa e rivivere il sacro evento, hanno l'opportunità la Domenica, che cadrà sicuramente in questo periodo di otto giorni, di ascoltare gli inni della festa e immergersi nel suo profumo. Così, insieme alla gloria della risurrezione, sarà lodata la luce increata del Cristo trasfigurato. Al nostro ingresso nel tempio vedremo e venereremo nella sua icona il Signore della Gloria, con il suo volto splendente come il sole, con vesti bianche come la luce, nella radiosa gloria della Divinità, con i due rappresentanti dell'Antico Testamento, Mosè ed Elia, e i tre testimoni del Nuovo, Pietro, Giacomo e Giovanni.

Il fascino di questa festa è così grande e così degno dell'evento soprannaturale della Trasfigurazione attraverso la veste liturgica che indossa la nostra Chiesa, che studiando e immergendosi nel suo mistero, si prova esattamente la stessa sensazione provata dai tre apostoli testimoni oculari, l'abbagliamento e il timore, ma insieme la magnificenza della gloria e la dolcezza della luminosa presenza di Cristo. Quest’ultima sensazione è così affascinante, che quando si sente la voce di Pietro: "È bello per noi essere qui", si pensa di sentire la propria voce, nonché l'espressione del proprio desiderio. Gli inni sono teologicamente, musicalmente e poeticamente accurati, opera dei più collaudati innografi. L'intero luminoso rituale crea un'atmosfera simile a quella del Tabor. Quel divino accadimento è ora vissuto non solo dai tre discepoli, ma da tutta la Chiesa. Tutto il popolo di Dio vede la gloria di Cristo e si trasforma con Lui «di gloria in gloria, per lo Spirito del Signore», secondo l'apostolo Paolo. Perché è in questo elemento escatologico che si trova il profondo significato teologico dell'evento e della festa della Trasfigurazione. Non è solo un'affermazione della divinità, potenza e gloria di Cristo, data ai discepoli eletti per sostenerli, perché in poco tempo possano assistere alle sue "debolezze", al suo arresto, scherno, passione e morte, volendo assicurarli del fatto della risurrezione. È insieme e soprattutto godimento della gloria della luce increata della Divinità di Cristo, del suo dominio sul mondo dei vivi e dei morti. È inoltre l'immagine della posizione degli uomini, di Dio in mezzo agli dèi, come apparirà alla fine dei secoli e come la Chiesa la pregusta. Questa festa collega il mondo terreno e quello celeste -presenti al Tabor nei rappresentanti dei morti e dei vivi-, di Dio e dell'uomo, che coesistono e si manifestano nella persona del Cristo trasfigurato, oggi e domani, croce e gloria, fine e inizio. Per questo la festa fu posta come ultima delle feste annuali del Signore, rimandando all'Esaltazione della Croce come prima festa del nuovo anno, iniziato in settembre. Esattamente quaranta giorni prima della festa della Croce, poiché prima della passione avveniva la trasfigurazione, per mostrare ai discepoli e a tutti noi la sua Divinità che in futuro sarebbe stata crocifissa. È anche la festa che chiude gli eventi annuali della vita del Signore con un'apertura all'eschaton, alla futura presenza di Cristo, alla gloria e divinità dell'uomo trasfigurato in Cristo, finalità e scopo dell'opera redentrice del Salvatore.

 

tradotto da www.johnsanidoupoulos.com

 


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i santi di domani 13-08-2022

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