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LA DIVINA EUCARESTIA

Discorso di Sua Em.nza il Metropolita

Divina Eucarestia significa: Amore. Prendete, mangiate: questo è il mio corpo che per voi viene spezzato in remissione dei peccati. Bevete tutti: è il mio Sangue, …, che viene sparso per voi e per molti in remissione dei peccati.




         Dio continua ad amare la sua creatura e prepara per sempre la sua preziosissima mensa, perché, secondo la sua volontà, “siano purificate le loro anime, che siano rimessi i loro peccati e possano acquistare il Regno di Dio[1]. E’ di attualità ascoltare l’inno che la Chiesa Ortodossa canta con solennità bizantina: Orsù fedeli, con mente sublime partecipiamo all’ospitalità del Signore alla sua mensa immortale. Dall’altro lato Sant’Ignazio d’Antiochia il Teoforo considera la Santa Eucarestia come Farmaco d’immortalità.

         Gli innografi della Settimana Santa, stupiti da questa grandezza dell’amore divino, invitano i fedeli a comprendere questa straordinaria condiscendenza di Dio che, sino alla fine dei tempi, continuerà a donare agli uomini il proprio Corpo e il proprio Sangue quale antidoto contro la morte, l’unica garanzia perché essi abbiano la salvezza e l’eternità. “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui e chi mangi questo Pane vivrà in eterno”[2], insegna San Giovanni Evangelista.

         L’Ultima Cena, la Santa Eucarestia costituisce la più grande forma di ospitalità di Dio per l’uomo, la più ricca mensa per noi, preparata dall’ineffabile amore di Dio, che è nello stesso tempo l’offerente e l’offerto[3].

         Evdokimov nella sua opera L’Ortodossia afferma: Tutta l’Eucarestia è stata offerta una volta e non si è mai esaurita. L’Agnello di Dio è sempre mangiato e mai consumato.

         Prima e dopo l’Eucarestia, nella quale il celebrante, continuando l’opera d’amore di Cristo Dio-Uomo per la salvezza dell’umanità e divenendo per mezzo della preghiera mistica Ponte tra Dio e l’uomo, si sforza di unire il cielo con la terra e creare condizioni tali che il Pleroma della Chiesa si presenti degno davanti a Dio e comunichi con il suo corpo e il suo sangue, adempiendo così la parola di Dio e realizzando la sua volontà: “Prendete, mangiate: questo è il mio corpo che per voi viene spezzato in remissione dei peccati. Bevete tutti: questo è il mio Sangue, …, che viene sparso per voi e per molti in remissione dei peccati”.

         Ogni volta che il sacerdote celebra l’Eucarestia, avendo davanti a sé questo mistero d’amore, si sforza di costruire la grandiosa scala di Giacobbe per far salire in cielo le anime che pregano con lui.

         Cristo per l’ineffabile e immenso suo amore per gli uomini, fattosi uomo senza alcun mutamento – come proclama San Giovanni Crisostomo nella sua Divina Liturgia – compie tutta l’economia di salvezza a favore dell’uomo e realizza la volontà del suo Padre per dare all’uomo il glorioso titolo di Figlio di Dio e di renderlo partecipe della gloria eterna della Santissima Trinità. Dio non cessa di amare l’uomo e volgere il suo sguardo su di esso. Così continua a visitarlo, ad ascoltarlo e incontrarlo. Il suo dono più meraviglioso è il suo amore, l’eterna Eucarestia che è lo stesso Dio.

         Nell’Eucarestia non solo si invita l’uomo a imitare Cristo per compiere la volontà di Dio, ma anche a vivere sino in fondo il suo sublime desiderio, vale a dire di donare la propria vita per gli altri: “Come io ho amato voi, così voi amate gli altri, nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”[4].

         L’uomo per mezzo dell’Eucarestia trova il suo inizio divino e la via che reca al Regno i Dio. Creato a sua immagine e somiglianza trova in essa la sua ricchezza spirituale e realizza le parole divine: “Prendete, mangiate: questo è il mio corpo”; “Bevete tutti: questo è il mio Sangue”, diventando così vero membro della Chiesa e Figlio di Dio.

 

Venezia, Campo dei Greci, 3 novembre 2014

 

 

+ Metropolita Gennadios

Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta ed

Esarca per l’Europa Meridionale



[1] Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo.

[2] Gv 6,48-51, 53-58.

[3] Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo.

[4] Gv 15,12-13.


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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