Benvenuti nel sito della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia
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Santo del giorno
Santi Eulampio ed Eulampia, fratelli e i duecento santi martiri loro compagni

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ISTITUTO TEOLOGICO ORTODOSSO
Sono aperte le iscrizioni ai corsi per l’anno accademico 2026/2027
PREGHIERE DEL GIORNO
Vespro del 10 Ottobre- Memoria dei santi martiri Eulampio ed Eulampia
10 Ottobre
Memoria dei santi martiri Eulampio ed Eulampia
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo le stichirà prosòmia dei santi.
Tono 4. Hai dato come segno.
Più risplendente del sole è sorta per i fedeli la tua memoria fulgida, che illumina il creato con divini bagliori, o beato Eulampio e dissolve la caligine delle passioni e la notte dei demòni: perciò ti diciamo beato e ogni anno ti celebriamo come astro universale, come fervidissimo intercessore.
Raschiato col ferro, bruciato con torce e rinchiuso in prigione, appeso al legno e dato in pasto alle belve, o beato, eri custodito imperturbato nell’intelletto dalla divina grazia e sei stato adornato, o Eulampio, col diadema della vittoria: perciò celebriamo con gioia la tua memoria.
Hai ferito l’astutissimo che ha ferito Eva e l’ha estromessa dal paradiso, ferita tu stessa da passione d’amore per Cristo, Re dell’universo, o Eulampia e sopportando con forza le ferite del corpo e ogni tormento: per superna partecipazione hai ottenuto la divinizzazione divina e preghi per tutti quelli che ti celebrano con fede.
Gloria. Tono 4. Di Giovanni monaco.
Lo stesso nome, unito all’amore fraterno e la castità, fusa con l’impassibilità, custodirono indenne il vigore dello spirito: poiché dove Dio è oggetto di desiderio, tutto il mondo è disprezzato. O prodigio! Il serpente è stato ucciso e colui che diceva iniquità contro l’alto, è precipitato sottoterra, grazie ai martiri fratelli, Eulampio il sapiente ed Eulampia. Ad essi con felicissimi inni acclamiamo: O voi che in Cristo avete ottimamente bene la corsa, chiedete per il mondo la pace e per le nostre anime la grande misericordia.
E ora. Theotokìon. Hai dato come segno.
Salve, tu che hai aspetto di sole, cocchio impenetrabile del sole, tu che hai fatto sorgere il sole inconcepibile. Salve, intelletto sfolgorante di divini bagliori, tu, splendore di folgore che rischiari i confini della terra, tu che davvero brilli come oro, tutta bella e purissima, tu che hai fatto risplendere per i fedeli la luce senza sera.
Oppure stavrotheotokìon.
Venne stracciato il chirografo primordiale del progenitore Adamo, quando fu trafitto il tuo fianco, o misericordiosissimo; e la stirpe umana esiliata, viene santificato dalle stille del tuo sangue e grida: Gloria alla tua amorosa compassione, gloria alla tua divina crocifissione, o Gesù onnipotente, Salvatore delle nostre anime.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Gloria. Tono 4.
Risplendendo della luce della Trinità, la coppia dei fratelli ha abbattuto la ferocia dei tiranni; calpestando così anche la fiamma, cantavano in coro: Ecco, che cosa è bello e che cosa dà gioia, se non l’abitare dei fratelli insieme? E poiché guardavano alla gloria divina, della gloria celeste sono stati resi degni e sempre pregano Cristo Dio noi per noi, per la salvezza delle anime nostre.
E ora. Theotokìon. Hai dato come segno.
Abbi compassione di me, squassato dagli assalti dei demòni e sospinto nel baratro della perdizione, o Sovrana; rendimi saldo sulla roccia delle virtù e, sventati i disegni dei nemici, rendimi degno di compiere i precetti di tuo Figlio, nostro Dio, perché io ottenga la remissione nel giorno del giudizio.
Oppure stavrotheotokìon.
Madre di Dio ignara di nozze sei divenuta, o purissima, Madre di colui che ha sperimentato la croce e dileguato le passioni con la sua preziosa passione e le sue pene volontariamente subite per salvare con la grazia i mortali: supplicalo di salvare anche me per le tue preghiere, Vergine Madre Sovrana, più venerabile degli angeli.
Apolytìkion. Tono 4. Presto intervieni.
I tuoi martiri, Signore, con la loro lotta hanno ricevuto da te, nostro Dio, le corone dell’incorruttela: con la tua forza, infatti, hanno abbattuto i tiranni e spezzato le impotenti audacie dei demòni. Per le loro preghiere, o Cristo Dio, salva le nostre anime.
Mattutino del 10 Ottobre- Memoria dei santi martiri Eulampio ed Eulampia
10 Ottobre
Memoria dei santi martiri Eulampio ed Eulampia
Al Mattutino
Apolytìkion. Tono 4. Presto intervieni.
I tuoi martiri, Signore, con la loro lotta hanno ricevuto da te, nostro Dio, le corone dell’incorruttela: con la tua forza, infatti, hanno abbattuto i tiranni e spezzato le impotenti audacie dei demòni. Per le loro preghiere, o Cristo Dio, salva le nostre anime.
Dopo la solita sticologia i canoni dell’oktòichos e questo dei santi. Acròstico: Celebro la luminosa coppia di martiri. Giuseppe.
Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.
O atleti martiri, illuminati dai fulgidissimi raggi dello splendore trifulgente, chiedete illuminazione per noi, che celebriamo la vostra solennissima memoria.
L’onorata e solenne festa dei martiri rifulge di splendori solari e misticamente rischiara sempre i confini della terra con la forza dello Spirito.
Col tuo giovane corpo affrontasti strenuamente l’antico principe del male, sopportando torture e fuoco e crudeli tormenti, o beato Eulampio.
Theotokìon. Redenti sapientemente dalla condanna dei progenitori per il tuo parto, o pura, con voci canore sempre noi fedeli ti diciamo beata come Madre di Dio.
Ode 3. Non c’è santo.
Strenuamente affondasti le lotte, sopportando torture e amare pene, rinvigorito manifestamente dalla speranza dei beni futuri, o glorioso Eulampio.
Vedendo te, martire, tutto cinto della gloria splendida dei martiri, diede tutta se stessa alle torture Eulampia, tua sorella anche nell’animo.
Desiderando Cristo, o martire, calcolasti un nulla tutto ciò che si vede e per fede respingesti gli assalti feroci dei tiranni, o Eulampio.
Theotokìon. Implora, o Madre di Dio purissima, affinché siano scampati da ogni malizia dei nemici, dalle passioni che distruggono l’anima e da terribili pericoli quanti sempre t’inneggiano.
Irmòs. Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Kàthisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Disprezzando pazientemente le orribili nubi delle torture, o atleti, come sole, nella grazia del Salvatore, siete rifulsi per affetto fraterno; divinamente uniti nelle stesse pene, splendidamente vi siete coperti di gloria, perciò avete ricevuto dall’alto infinita grazia per curare i mali, o atleti e fratelli: pregate Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Guida, o Vergine, la mia umile anima, senza guida nella tempesta delle tentazioni, ora che sta naufragando per il peso dei peccati, o purissima e sta per sprofondare nell’ade; affréttati, o Madre di Dio, con la tua fervida intercessione, salvala concedendole il porto pacifico affinché con fede a te acclami: Prega Dio, tuo Figlio, di donarmi la remissione delle colpe; perché sei, o Sovrana, la speranza del tuo servo.
Oppure stavrotheotokìon.
Contemplando sulla croce l’agnello, il pastore, il Redentore, l’agnella piangendo alzava grida e amaramente esclamava: Esulta il mondo, perché riceve la redenzione, ma ardono le mie viscere vedendo la crocifissione che tu subisci per le tue viscere di misericordia, o Dio più che buono, Signore paziente. E noi a lei gridiamo con fede: Muoviti a compassione di noi o Vergine e dona la remissione delle colpe a coloro che venerano con fede la sua passione.
Ode 4. Cristo, mia forza.
Le fauci delle belve selvagge hai chiuso con le tue divine invocazioni, abbellito di gloria angelica e splendente dei sacri fulgori del martirio.
La grazia del divino Spirito trovò in te, o Eulampio, un tempio animato e santissimo; da esso rafforzato, abbattesti i templi degli idoli.
Eri irremovibile, intrepida, insensibile a tutti gli assalti delle crudeli torture, rafforzata in Cristo, o insigne Eulampia.
Abbelliti dal sangue dei martiri e salvando la concordia con fede fraterna, o beati, vanificaste le oscure trame dei persecutori.
Theotokìon. Prevedendoti chiarissimamente, o pura, Avvacùm ti chiamò monte adombrato di virtù, da cui si manifestò a noi colui che illumina le nostre anime.
Ode 5. Col tuo divino fulgore.
Sei rifulso come aurora solenne, come stella realmente diurna, come luminosissimo sole, illuminando divinamente i fedeli con gli splendori delle lotte e dei segni, o martire Eulampio.
Sopportando dolori immensi e considerando come delizie dolcissime le pene imposte dai malvagi, hai ereditato con gioia le divine ricompense, o martire Eulampio.
Versando rivi di sangue, o martire, hai ricevuto il torrente della delizia e l’eterna gloria immarcescibile, o illustre e la dolce delizia del paradiso.
Theotokìon. Tutte le spade dell’avversario, o Vergine casta e purissima, sono davvero giunte alla fine, poiché tu hai concepito il Dio di tutti, che con la croce ha abbattuto la sua arroganza.
Ode 6. Vedendo il mare.
Crudelmente dilaniati e torturati, o martiri, gettati alle fiere e con le membra straziate e bruciati dal fuoco, non rinnegaste la purissima fede.
Le onde assai sollevate dei tormenti per ordine dei giudici, non riuscirono a sommergere l’animo stabile degli atleti: erano infatti tenuti nel palmo divino.
Annegaste nelle onde del sangue effuso il faraone malvagio, irrigando piamente la Chiesa di Cristo, che rifioriva nella fede, o martiri invitti.
Theotokìon. Per indicibile compassione Dio si riversò come pioggia nel tuo grembo, o Sovrana e dissetò tutti con il torrente della delizia, rinnovando il creato che si era corrotto
Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Kontakion. Tono 3. La Vergine oggi.
Onoriamo i martiri valorosi, fratelli secondo la carne, il sapiente Eulampio ed Eulampia: essi infatti hanno svergognato le macchinazioni dei tiranni con la potenza del crocifisso e sono perciò divenuti gloria e vanto dei martiri.
Ikos.
Onoriamo oggi, o fedeli, con sacri odi e inni, la coppia dei vittoriosi: hanno distrutto infatti l’inganno degli idoli, estinguendo il fuoco del politeismo e svergognato i demòni. Non li ha atterriti il furore dei tiranni, non hanno avuto paura della spada e del fuoco, né degli assalti di belve selvagge Eulampio il glorioso e la venerabile Eulampia, nella loro bella lotta, mostrandosi fratelli nel comune combattimento, gloria e vanto dei martiri.
Sinassario.
Il 10 di questo mese memoria dei santi martiri Eulampio ed Eulampia.
Stichi. Anche Eulampia giunge alla spada e partecipa alle corone di Eulampio decapitato.
Lo stesso giorno memoria dei santi 200 martiri, uccisi con s. Eulampio.
Stichi. Ho visto quattro cinquantine di uomini morire di morte divina.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Vassiano.
Stichi. Vassiano, lasciando la vita di quaggiù, con gioia viene ospitato nelle regioni di lassù.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Teòfilo il confessore.
Stichi. Mostrando coi fatti il tuo nome, lottasti per l’icona del Dio-uomo.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Tutta rugiadosa.
Imitando per grazia i tre giovani, o martiri, avete calpestato il fuoco e refrigerati dal fuoco immateriale dello Spirito, cantavate: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Mentre venivano dilaniate le loro carni, l’amore per il Creatore li sosteneva: i santi infatti, divinizzati per totale inclinazione verso Dio, cantavano con fede: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Superando le onde del tuo cuore con divine ascensioni, o atleta, stavi sulla pietra incrollabile della vita gridando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Theotokìon. La fornace non bruciò i tre giovani, prefigurando il tuo parto: il fuoco divino, infatti, abitò in te e ha illuminato tutti affinché gridino: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Ode 8. Dalla fiamma hai fatto scaturire.
Bellissimo di anima e corpo apparivi mentre venivi sommerso dalla grandine delle torture, o atleta martire, ma per niente scosso, cantavi a Cristo Sovrano nei secoli.
Proclamando insieme il verbo divino, con ardore disprezzarono l’ateo decreto, i martiri del Dio e Re di tutti, uniti da parentela fraterna.
Vi offriste a Dio come sacri e divini olocausti, come agnelli volontariamente immolati, vittime accette sulla mensa celeste, o atleti.
Riconoscendo con fede in te, martire Eulampio, una stella luminosa, risplendente, sfolgorante raggi di guarigioni sulle anime di tutti, inneggiamo nei secoli.
Theotokìon. Salve, purissima fanciulla senza nozze, porto di chi è nella tempesta; salve, divina sposa; salve, propiziatorio dei peccatori; salve, tu che hai generato Dio incarnato.
Irmòs. Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.
Ode 9. Impossibile agli uomini.
Bramando vedere la gloria dell’Onnipotente e la sua vera bellezza, hai trascorso una vita modesta, subendo una morte umile, che ti procurò gloria eterna, o glorioso martire Eulampio.
Come luce, come lampada sempre lucentissima, hai rischiarato, o Eulampio, quanti erano nella notte della vita, scacciando la tenebra dell’ignoranza e sciogliendo il buio delle passioni con lo splendore delle guarigioni, o atleta divinissimamente beato.
Indossando le splendide vesti nel sangue del vostro martirio, state incoronati presso il Signore e cantate con gli angeli: Santo, santo, santo, Trinità onnipotente, creatore di tutto.
Di noi, che con fede celebriamo la vostra veneratissima memoria, sacra e piena di splendore e fulgore, o martiri vittoriosi e festeggiamo questo giorno, venerando con fede le vostre reliquie, ricordatevi, liberandoci tutti da qualsiasi tentazione.
Theotokìon. Come scrigno della luce rifulsa divinamente da te, la pura, illumina, o castissima, gli occhi della mia anima, scacciando la tenebra dell’ignoranza e dileguando la caligine del peccato.
Irmòs. Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, o purissima, il Verbo si mostrò ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui, con gli eserciti celesti, diciamo te beata.
Exapostilàrion. Udite, donne.
È per noi un debito celebrare degnamente coloro che hanno mente celeste, Eulampio ed Eulampia, i sacri vittoriosi, come martiri fratelli e festeggiare con canti la loro fulgidissima memoria: perché essi placano la Divinità per il mondo.
Theotokìon, uguale.
Con le stille della tua misericordia irrora, o purissima, la mia anima consumata dall’ardore del peccato e illumina il mio intelletto oscurato dalle passioni, dirigendolo con chiarezza alla contemplazione immateriale del Figlio tuo, o Madre di Dio.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.
Vespro del 10 Ottobre- Memoria dei santi martiri Eulampio ed Eulampia
10 Ottobre
Memoria dei santi martiri Eulampio ed Eulampia
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo le stichirà prosòmia dei santi.
Tono 4. Hai dato come segno.
Più risplendente del sole è sorta per i fedeli la tua memoria fulgida, che illumina il creato con divini bagliori, o beato Eulampio e dissolve la caligine delle passioni e la notte dei demòni: perciò ti diciamo beato e ogni anno ti celebriamo come astro universale, come fervidissimo intercessore.
Raschiato col ferro, bruciato con torce e rinchiuso in prigione, appeso al legno e dato in pasto alle belve, o beato, eri custodito imperturbato nell’intelletto dalla divina grazia e sei stato adornato, o Eulampio, col diadema della vittoria: perciò celebriamo con gioia la tua memoria.
Hai ferito l’astutissimo che ha ferito Eva e l’ha estromessa dal paradiso, ferita tu stessa da passione d’amore per Cristo, Re dell’universo, o Eulampia e sopportando con forza le ferite del corpo e ogni tormento: per superna partecipazione hai ottenuto la divinizzazione divina e preghi per tutti quelli che ti celebrano con fede.
Gloria. Tono 4. Di Giovanni monaco.
Lo stesso nome, unito all’amore fraterno e la castità, fusa con l’impassibilità, custodirono indenne il vigore dello spirito: poiché dove Dio è oggetto di desiderio, tutto il mondo è disprezzato. O prodigio! Il serpente è stato ucciso e colui che diceva iniquità contro l’alto, è precipitato sottoterra, grazie ai martiri fratelli, Eulampio il sapiente ed Eulampia. Ad essi con felicissimi inni acclamiamo: O voi che in Cristo avete ottimamente bene la corsa, chiedete per il mondo la pace e per le nostre anime la grande misericordia.
E ora. Theotokìon. Hai dato come segno.
Salve, tu che hai aspetto di sole, cocchio impenetrabile del sole, tu che hai fatto sorgere il sole inconcepibile. Salve, intelletto sfolgorante di divini bagliori, tu, splendore di folgore che rischiari i confini della terra, tu che davvero brilli come oro, tutta bella e purissima, tu che hai fatto risplendere per i fedeli la luce senza sera.
Oppure stavrotheotokìon.
Venne stracciato il chirografo primordiale del progenitore Adamo, quando fu trafitto il tuo fianco, o misericordiosissimo; e la stirpe umana esiliata, viene santificato dalle stille del tuo sangue e grida: Gloria alla tua amorosa compassione, gloria alla tua divina crocifissione, o Gesù onnipotente, Salvatore delle nostre anime.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Gloria. Tono 4.
Risplendendo della luce della Trinità, la coppia dei fratelli ha abbattuto la ferocia dei tiranni; calpestando così anche la fiamma, cantavano in coro: Ecco, che cosa è bello e che cosa dà gioia, se non l’abitare dei fratelli insieme? E poiché guardavano alla gloria divina, della gloria celeste sono stati resi degni e sempre pregano Cristo Dio noi per noi, per la salvezza delle anime nostre.
E ora. Theotokìon. Hai dato come segno.
Abbi compassione di me, squassato dagli assalti dei demòni e sospinto nel baratro della perdizione, o Sovrana; rendimi saldo sulla roccia delle virtù e, sventati i disegni dei nemici, rendimi degno di compiere i precetti di tuo Figlio, nostro Dio, perché io ottenga la remissione nel giorno del giudizio.
Oppure stavrotheotokìon.
Madre di Dio ignara di nozze sei divenuta, o purissima, Madre di colui che ha sperimentato la croce e dileguato le passioni con la sua preziosa passione e le sue pene volontariamente subite per salvare con la grazia i mortali: supplicalo di salvare anche me per le tue preghiere, Vergine Madre Sovrana, più venerabile degli angeli.
Apolytìkion. Tono 4. Presto intervieni.
I tuoi martiri, Signore, con la loro lotta hanno ricevuto da te, nostro Dio, le corone dell’incorruttela: con la tua forza, infatti, hanno abbattuto i tiranni e spezzato le impotenti audacie dei demòni. Per le loro preghiere, o Cristo Dio, salva le nostre anime.
Mattutino del 10 Ottobre- Memoria dei santi martiri Eulampio ed Eulampia
10 Ottobre
Memoria dei santi martiri Eulampio ed Eulampia
Al Mattutino
Apolytìkion. Tono 4. Presto intervieni.
I tuoi martiri, Signore, con la loro lotta hanno ricevuto da te, nostro Dio, le corone dell’incorruttela: con la tua forza, infatti, hanno abbattuto i tiranni e spezzato le impotenti audacie dei demòni. Per le loro preghiere, o Cristo Dio, salva le nostre anime.
Dopo la solita sticologia i canoni dell’oktòichos e questo dei santi. Acròstico: Celebro la luminosa coppia di martiri. Giuseppe.
Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.
O atleti martiri, illuminati dai fulgidissimi raggi dello splendore trifulgente, chiedete illuminazione per noi, che celebriamo la vostra solennissima memoria.
L’onorata e solenne festa dei martiri rifulge di splendori solari e misticamente rischiara sempre i confini della terra con la forza dello Spirito.
Col tuo giovane corpo affrontasti strenuamente l’antico principe del male, sopportando torture e fuoco e crudeli tormenti, o beato Eulampio.
Theotokìon. Redenti sapientemente dalla condanna dei progenitori per il tuo parto, o pura, con voci canore sempre noi fedeli ti diciamo beata come Madre di Dio.
Ode 3. Non c’è santo.
Strenuamente affondasti le lotte, sopportando torture e amare pene, rinvigorito manifestamente dalla speranza dei beni futuri, o glorioso Eulampio.
Vedendo te, martire, tutto cinto della gloria splendida dei martiri, diede tutta se stessa alle torture Eulampia, tua sorella anche nell’animo.
Desiderando Cristo, o martire, calcolasti un nulla tutto ciò che si vede e per fede respingesti gli assalti feroci dei tiranni, o Eulampio.
Theotokìon. Implora, o Madre di Dio purissima, affinché siano scampati da ogni malizia dei nemici, dalle passioni che distruggono l’anima e da terribili pericoli quanti sempre t’inneggiano.
Irmòs. Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Kàthisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Disprezzando pazientemente le orribili nubi delle torture, o atleti, come sole, nella grazia del Salvatore, siete rifulsi per affetto fraterno; divinamente uniti nelle stesse pene, splendidamente vi siete coperti di gloria, perciò avete ricevuto dall’alto infinita grazia per curare i mali, o atleti e fratelli: pregate Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Guida, o Vergine, la mia umile anima, senza guida nella tempesta delle tentazioni, ora che sta naufragando per il peso dei peccati, o purissima e sta per sprofondare nell’ade; affréttati, o Madre di Dio, con la tua fervida intercessione, salvala concedendole il porto pacifico affinché con fede a te acclami: Prega Dio, tuo Figlio, di donarmi la remissione delle colpe; perché sei, o Sovrana, la speranza del tuo servo.
Oppure stavrotheotokìon.
Contemplando sulla croce l’agnello, il pastore, il Redentore, l’agnella piangendo alzava grida e amaramente esclamava: Esulta il mondo, perché riceve la redenzione, ma ardono le mie viscere vedendo la crocifissione che tu subisci per le tue viscere di misericordia, o Dio più che buono, Signore paziente. E noi a lei gridiamo con fede: Muoviti a compassione di noi o Vergine e dona la remissione delle colpe a coloro che venerano con fede la sua passione.
Ode 4. Cristo, mia forza.
Le fauci delle belve selvagge hai chiuso con le tue divine invocazioni, abbellito di gloria angelica e splendente dei sacri fulgori del martirio.
La grazia del divino Spirito trovò in te, o Eulampio, un tempio animato e santissimo; da esso rafforzato, abbattesti i templi degli idoli.
Eri irremovibile, intrepida, insensibile a tutti gli assalti delle crudeli torture, rafforzata in Cristo, o insigne Eulampia.
Abbelliti dal sangue dei martiri e salvando la concordia con fede fraterna, o beati, vanificaste le oscure trame dei persecutori.
Theotokìon. Prevedendoti chiarissimamente, o pura, Avvacùm ti chiamò monte adombrato di virtù, da cui si manifestò a noi colui che illumina le nostre anime.
Ode 5. Col tuo divino fulgore.
Sei rifulso come aurora solenne, come stella realmente diurna, come luminosissimo sole, illuminando divinamente i fedeli con gli splendori delle lotte e dei segni, o martire Eulampio.
Sopportando dolori immensi e considerando come delizie dolcissime le pene imposte dai malvagi, hai ereditato con gioia le divine ricompense, o martire Eulampio.
Versando rivi di sangue, o martire, hai ricevuto il torrente della delizia e l’eterna gloria immarcescibile, o illustre e la dolce delizia del paradiso.
Theotokìon. Tutte le spade dell’avversario, o Vergine casta e purissima, sono davvero giunte alla fine, poiché tu hai concepito il Dio di tutti, che con la croce ha abbattuto la sua arroganza.
Ode 6. Vedendo il mare.
Crudelmente dilaniati e torturati, o martiri, gettati alle fiere e con le membra straziate e bruciati dal fuoco, non rinnegaste la purissima fede.
Le onde assai sollevate dei tormenti per ordine dei giudici, non riuscirono a sommergere l’animo stabile degli atleti: erano infatti tenuti nel palmo divino.
Annegaste nelle onde del sangue effuso il faraone malvagio, irrigando piamente la Chiesa di Cristo, che rifioriva nella fede, o martiri invitti.
Theotokìon. Per indicibile compassione Dio si riversò come pioggia nel tuo grembo, o Sovrana e dissetò tutti con il torrente della delizia, rinnovando il creato che si era corrotto
Irmòs. Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Kontakion. Tono 3. La Vergine oggi.
Onoriamo i martiri valorosi, fratelli secondo la carne, il sapiente Eulampio ed Eulampia: essi infatti hanno svergognato le macchinazioni dei tiranni con la potenza del crocifisso e sono perciò divenuti gloria e vanto dei martiri.
Ikos.
Onoriamo oggi, o fedeli, con sacri odi e inni, la coppia dei vittoriosi: hanno distrutto infatti l’inganno degli idoli, estinguendo il fuoco del politeismo e svergognato i demòni. Non li ha atterriti il furore dei tiranni, non hanno avuto paura della spada e del fuoco, né degli assalti di belve selvagge Eulampio il glorioso e la venerabile Eulampia, nella loro bella lotta, mostrandosi fratelli nel comune combattimento, gloria e vanto dei martiri.
Sinassario.
Il 10 di questo mese memoria dei santi martiri Eulampio ed Eulampia.
Stichi. Anche Eulampia giunge alla spada e partecipa alle corone di Eulampio decapitato.
Lo stesso giorno memoria dei santi 200 martiri, uccisi con s. Eulampio.
Stichi. Ho visto quattro cinquantine di uomini morire di morte divina.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Vassiano.
Stichi. Vassiano, lasciando la vita di quaggiù, con gioia viene ospitato nelle regioni di lassù.
Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Teòfilo il confessore.
Stichi. Mostrando coi fatti il tuo nome, lottasti per l’icona del Dio-uomo.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Tutta rugiadosa.
Imitando per grazia i tre giovani, o martiri, avete calpestato il fuoco e refrigerati dal fuoco immateriale dello Spirito, cantavate: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Mentre venivano dilaniate le loro carni, l’amore per il Creatore li sosteneva: i santi infatti, divinizzati per totale inclinazione verso Dio, cantavano con fede: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Superando le onde del tuo cuore con divine ascensioni, o atleta, stavi sulla pietra incrollabile della vita gridando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Theotokìon. La fornace non bruciò i tre giovani, prefigurando il tuo parto: il fuoco divino, infatti, abitò in te e ha illuminato tutti affinché gridino: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Ode 8. Dalla fiamma hai fatto scaturire.
Bellissimo di anima e corpo apparivi mentre venivi sommerso dalla grandine delle torture, o atleta martire, ma per niente scosso, cantavi a Cristo Sovrano nei secoli.
Proclamando insieme il verbo divino, con ardore disprezzarono l’ateo decreto, i martiri del Dio e Re di tutti, uniti da parentela fraterna.
Vi offriste a Dio come sacri e divini olocausti, come agnelli volontariamente immolati, vittime accette sulla mensa celeste, o atleti.
Riconoscendo con fede in te, martire Eulampio, una stella luminosa, risplendente, sfolgorante raggi di guarigioni sulle anime di tutti, inneggiamo nei secoli.
Theotokìon. Salve, purissima fanciulla senza nozze, porto di chi è nella tempesta; salve, divina sposa; salve, propiziatorio dei peccatori; salve, tu che hai generato Dio incarnato.
Irmòs. Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.
Ode 9. Impossibile agli uomini.
Bramando vedere la gloria dell’Onnipotente e la sua vera bellezza, hai trascorso una vita modesta, subendo una morte umile, che ti procurò gloria eterna, o glorioso martire Eulampio.
Come luce, come lampada sempre lucentissima, hai rischiarato, o Eulampio, quanti erano nella notte della vita, scacciando la tenebra dell’ignoranza e sciogliendo il buio delle passioni con lo splendore delle guarigioni, o atleta divinissimamente beato.
Indossando le splendide vesti nel sangue del vostro martirio, state incoronati presso il Signore e cantate con gli angeli: Santo, santo, santo, Trinità onnipotente, creatore di tutto.
Di noi, che con fede celebriamo la vostra veneratissima memoria, sacra e piena di splendore e fulgore, o martiri vittoriosi e festeggiamo questo giorno, venerando con fede le vostre reliquie, ricordatevi, liberandoci tutti da qualsiasi tentazione.
Theotokìon. Come scrigno della luce rifulsa divinamente da te, la pura, illumina, o castissima, gli occhi della mia anima, scacciando la tenebra dell’ignoranza e dileguando la caligine del peccato.
Irmòs. Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, o purissima, il Verbo si mostrò ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui, con gli eserciti celesti, diciamo te beata.
Exapostilàrion. Udite, donne.
È per noi un debito celebrare degnamente coloro che hanno mente celeste, Eulampio ed Eulampia, i sacri vittoriosi, come martiri fratelli e festeggiare con canti la loro fulgidissima memoria: perché essi placano la Divinità per il mondo.
Theotokìon, uguale.
Con le stille della tua misericordia irrora, o purissima, la mia anima consumata dall’ardore del peccato e illumina il mio intelletto oscurato dalle passioni, dirigendolo con chiarezza alla contemplazione immateriale del Figlio tuo, o Madre di Dio.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
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1000 ANNI
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IL SACRO
LODIAMO L’ALTISSIMO
COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO
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TRADIZIONE VIVENTE
SOSTENERE COMUNITÀ, LITURGIA, FORMAZIONE E CARITÀ.
L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.
I NOSTRI LUOGHI DI CULTO
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LE NOSTRE PARROCCHIE
E I LUOGHI DI CULTO
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cultura e formazione
cultura e formazione
La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.
ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO
L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.
La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.
Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.
In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA
La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.
Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.
Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.
Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it













