Benvenuti nel nuovo sito dell’ Arcidiocesi Ortodossa d’ Italia
Benvenuti nel nuovo sito dell’ Arcidiocesi Ortodossa d’ Italia
Santo del giorno
Cornelio il centurione m.

NEWS
PREGHIERE DEL GIORNO
Vespro del 13 Settembre- Inaugurazio ne del tempio della santa Risurrezione di Cristo nostro Dio. Vigilia dell’esaltazione della Preziosa Croce
13 Settembre
Inaugurazione del tempio della santa Risurrezione di Cristo nostro Dio. Vigilia dell’esaltazione della Preziosa Croce. Il santo ieromartire Cornelio, il centurione.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà idiòmela della Dedicazione e 3 prosòmia del santo.
Della Dedicazione. Tono pl. 2.
Onorare l’anniversario della dedicazione è legge antica e buona, ma molto più onorare con la dedicazione le cose nuove: dice infatti Isaia che le isole sono dedicate a Dio e con esse si intendono le Chiese delle genti, che ora si costituiscono e si consolidano in Dio; perciò anche noi festeggiamo secondo lo spirito la presente dedicazione.
Stesso tono.
Rinnovatevi, fratelli e deponendo l’uomo vecchio, vivete in novità di vita, mettendo un freno a tutto ciò da cui viene la morte. Governiamo tutte le membra, rifiutando di mangiare malamente dall’albero, ricordandoci delle cose passate solo per fuggirle. È così che si rinnova l’uomo: è così che è onorato il giorno dell’inaugurazione.
Stesso tono. Di Anatolio.
Come torre di fortezza hai stabilito la tua Chiesa, o Cristo, Verbo anteriore ai secoli: la fondasti sulla pietra della fede e per questo resta salda per sempre, avendo te che per lei, negli ultimi tempi, senza mutamento ti sei fatto uomo. Ringraziando dunque t’inneggiamo: Prima dei secoli e per i secoli e oltre tu sei il nostro Re: gloria a te.
Del santo. Tono 4. Hai dato come segno.
Approvando le tue beneficenze e divine preghiere, Cristo ti manda un angelo santo per illuminarti tutto e il corifeo dei sacri apostoli per rinnovarti con l’acqua e lo Spirito con tutta la tua casa, o ammirabile Cornelio e iniziarti ai beni superni, con la grazia dello Spirito.
Recando su di te il crisma del sacerdozio, sei corso a predicare alle genti l’annuncio di salvezza, estirpando le spine dell’errore, o uomo di senno divino e piantando nelle anime la dottrina spirituale che non erra. Perciò con gioia ti diciamo beato, o Cornelio, come gerarca ispirato da Dio e martire invitto.
Seguendo i tuoi buoni costumi, gli stolti divennero saggi; morto poi per legge di natura e dimorando in una tomba beata, tu la rendi fonte di molti prodigi, o sapiente Cornelio, sanando i malati e mettendo in fuga gli spiriti maligni nel santo Spirito, o ispirato da Dio.
Gloria. Tono pl. 2. Di Giovanni monaco.
Celebrando la memoria della Dedicazione, Signore, glorifichiamo te, datore della santità, chiedendo che vengano santificati i sensi delle nostre anime, per l’intercessione dei vittoriosi pieni di gloria, o Onnipotente buono.
E ora. Della vigilia. Stesso tono.
Oggi l’albero è apparso; oggi la stirpe degli ebrei si è perduta; oggi, grazie a imperatori credenti, la fede si manifesta; Adamo per l’albero era caduto e i demoni davanti a un albero hanno tremato. Onnipotente Signore, gloria a te.
Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.
Lettura dal terzo libro dei Re (3[1] Re 8,22s.27-30).
Salomone si pose di fronte all’altare del Signore, davanti a tutta l’assemblea d’Israele, tese le mani al cielo e disse: Signore, Dio d’Israele, non c’è Dio come te lassù nel cielo e quaggiù sulla terra. Se il cielo del cielo non ti basta, come lo potrà questa casa che io ho edificata al tuo nome? Tuttavia, ti volgerai alla mia supplica, Signore, Dio d’Israele, per ascoltare la supplica e la preghiera che il tuo servo ti rivolge oggi, al tuo cospetto. Perché siano i tuoi occhi aperti su questa casa di cui hai detto che ivi sarà il tuo nome. Perché tu esaudisca la preghiera che ti farà il tuo servo rivolto a questo luogo giorno e notte. E tu esaudirai la supplica del tuo servo e del tuo popolo Israele riguardo a ciò per cui ti pregheranno rivolti a questo luogo: tu esaudirai nel luogo della tua dimora, nel cielo, agirai e sarai loro propizio.
Lettura dai Proverbi (3,19-34).
Dio ha fondato la terra con la sapienza e ha disposto i cieli con la prudenza. Dalla sua intelligenza sono stati spalancati gli abissi e le nubi hanno stillato rugiada. Figlio, non ti sfuggano queste cose, ma custodisci il mio consiglio e il mio pensiero perché la tua anima viva e la grazia circondi il tuo collo. Ci sarà sanità nella tua carne e saranno custodite le tue ossa, perché tu cammini fiducioso, in pace, per tutte le tue vie e il tuo piede non inciampi. Se ti siederai, sarai senza timore, se ti sdraierai, dormirai dolcemente e non temerai per il sopraggiungere di un motivo di terrore, né per gli attacchi di uomini empi perché il Signore sarà in tutte le tue vie e farà star saldo il tuo piede, perché tu non sia catturato. Non trattenerti dal beneficare un bisognoso, se la tua mano ha di che aiutarlo. Non dire: Torna un’altra volta, domani te lo darò, quando in realtà tu hai di che beneficarlo: non sai infatti che cosa porterà il domani. Non tramare il male contro il tuo amico che abita presso di te e confida in te. Non metterti a osteggiare stoltamente un uomo, perché non ti faccia del male. Non attirarti il biasimo che meritano gli uomini malvagi e non invidiare le loro vie, perché è impuro presso il Signore ogni trasgressore e non siede in consiglio con i giusti. La maledizione del Signore è sulle case degli empi, ma le abitazioni dei giusti sono benedette. Il Signore resiste ai superbi, ma agli umili fa grazia.
Lettura dai Proverbi (9,1-11).
La sapienza si è costruita una casa e ha eretto a sostegno sette colonne. Ha sgozzato i suoi animali, ha versato nel calice il suo vino e ha preparato la sua mensa. Ha mandato i suoi servi a invitare al banchetto con alto proclama, dicendo: Chi è stolto si rivolga a me. E a quelli che mancano di senno dice: Venite, mangiate il mio pane e bevete il vino che ho mesciuto per voi. Abbandonate la stoltezza e vivrete, cercate la prudenza per poter aver vita e con la conoscenza raddrizzare l’intelligenza. Chi rimprovera dei malvagi ne ricaverà per sé disonore e chi correggerà l’empio ne avrà biasimo, perché i rimproveri fatti all’empio sono per lui lividure. Non rimproverare dei malvagi perché non ti prendano in odio: rimprovera il saggio e ti amerà. Da’ un’opportunità al saggio e diventerà più saggio, istruisci un giusto e aumenterà la sua istruzione. Principio della sapienza è il timore del Signore e il consiglio dei santi è intelligenza. Conoscere poi la Legge è cosa di una buona mente. In questo modo, infatti, vivrai a lungo e ti verranno aggiunti anni di vita.
Allo stico, stichirà della croce.
Tono pl. 1. Salve, tu che sei veramente.
Salve, croce vivificante, invitto trofeo della pietà, porta del paradiso, sostegno dei fedeli, muro fortificato della Chiesa: per te fu annientata la corruzione, distrutta e inghiottita la potenza della morte e noi fummo innalzati dalla terra al cielo; arma invincibile, nemica dei demòni, gloria dei martiri, vero ornamento dei santi, porto di salvezza, tu doni al mondo la grande misericordia.
Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.
Salve, croce del Signore, per cui fu sciolta dalla maledizione la stirpe umana; sei segno della vera gioia, tu che, innalzata, abbatti i nemici, o venerabilissima: aiuto per noi, fortezza dei re, vigore dei giusti, decoro dei sacerdoti, tu che, venendo impressa, liberi da gravi mali; scettro di potenza con cui veniamo fatti pascolare; arma di pace, che gli angeli venerano con timore; divina gloria di Cristo, che concede al mondo la grande misericordia.
Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.
Salve, guida dei ciechi, medico degli infermi, risurrezione di tutti i morti, tu che hai risollevato noi, caduti nella corruzione; croce preziosa, per cui la corruzione fu dissolta, l’incorruttela fiorì, noi mortali fummo divinizzati e il diavolo fu del tutto abbattuto; vedendoti oggi innalzata per mano di gerarchi, esaltiamo colui che in te fu innalzato e veneriamo te, attingendo con abbondanza la grande misericordia.
Gloria. Della Dedicazione.
Tono 2. Di Anatolio.
Celebrando la Dedicazione del sacratissimo tempio della tua risurrezione, glorifichiamo te, Signore, che lo santificasti e completasti con la tua perfetta grazia e ti allieti per i mistici e sacri riti in esso celebrati dai fedeli, accetti dalla mano dei tuoi servi i sacrifici puri e incruenti e rendi in cambio, a chi li offre rettamente, la purificazione dai peccati e la grande misericordia.
E ora. Stesso tono.
Divino tesoro nascosto in terra, la croce del Vivificante apparve nei cieli a un pio imperatore, mostrando il modello spirituale della vittoria contro i nemici ed egli rallegrandosi con fede e affetto, divinamente ispirato, per esaltare ciò che aveva visto con sommo zelo la estrasse dalle viscere della terra, a riscatto del mondo e salvezza delle nostre anime.
Apolytìkion dell’inaugurazione. Tono 4.
Come mostrasti lo splendore delle realtà celesti mostrasti pure la bellezza materiale del santo accampamento della tua gloria, Signore; mantienilo nei secoli dei secoli e per intercessione della Madre di Dio accogli le preghiere che in esso senza sosta ti rivolgiamo, o Vita e risurrezione di tutti.
Gloria. E ora. Della croce. Tono 2.
La tua vivifica e splendida Croce che donasti a noi indegni, Signore, te la offriamo come supplica. Salva gli imperatori e la tua città, concedendo la pace per le preghiere della Madre di Dio, o unico amico degli uomini.
Mattutino del 13 Settembre- Inauguraz ione del tempio della santa Risurrezione di Cristo nostro Dio. Vigilia dell’esaltazione della Preziosa Croce
13 Settembre
Inaugurazione del tempio della santa Risurrezione di Cristo nostro Dio. Vigilia dell’esaltazione della Preziosa Croce. Il santo ieromartire Cornelio, il centurione.
Al Mattutino.
Apolytìkion dell’inaugurazione. Tono 4.
Come mostrasti lo splendore delle realtà celesti mostrasti pure la bellezza materiale del santo accampamento della tua gloria, Signore; mantienilo nei secoli dei secoli e per intercessione della Madre di Dio accogli le preghiere che in esso senza sosta ti rivolgiamo, o Vita e risurrezione di tutti.
Gloria. E ora. Della croce. Tono 2.
La tua vivifica e splendida Croce che donasti a noi indegni, Signore, te la offriamo come supplica. Salva gli imperatori e la tua città, concedendo la pace per le preghiere della Madre di Dio, o unico amico degli uomini.
Dopo la prima sticologia, kàthisma.
Tono 4. Presto intervieni.
Tutto ha illuminato Cristo con la sua presenza; ha rinnovato il mondo con il suo divino Spirito, le anime sono rigenerate, perché ora è stata dedicata a gloria del Signore una casa, dove Cristo nostro Dio rigenera i cuori dei fedeli, per la salvezza dei mortali.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma, stessa melodia.
La festa odierna della Dedicazione, o fedeli, è giorno eletto da Cristo e ci induce a rinnovarci tutti e a cantare nella fede, con volto raggiante, canti al Sovrano dall’intimo del cuore, perché egli è il Redentore, colui che ci rinnova.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Canone della vigilia con Acròstico alfabetico senza Theotokìon. Poema di Germano.
Ode 1. Tono 4. Irmòs.
O nato dalla Vergine, sommergi nell’abisso dell’impassibilità i potenti comandanti, le tre parti dell’anima, ti supplico, affinché con timpano, nella morte del corpo, ti canti una melodia di vittoria.
Giubilate, cieli, esulta terra, perché si avvicina la croce, santificando con la sua grazia noi, che la veneriamo con baci santi, come fonte della nostra santificazione, ottenendoci la divinizzazione universale.
Santissima croce di Cristo, donaci di poter intraprendere la via celeste, perché a te, noi fedeli, ci prostriamo: fa’ che evitiamo l’abisso della perdizione, partecipando alla gloria divina.
Per te, croce venerabile, ritroviamo l’amicizia con Dio e vedendoti oggi esposta con tutta l’anima e il cuore ti veneriamo senza sosta da te illuminati, glorificando il Verbo, autore della creazione.
Theotokìon. Città del nostro Dio, puro e divino tesoro del Sovrano dell’universo, Madre di Dio purissima, custodisci noi fedeli, che siamo la tua eredità e senza sosta ti acclamiamo glorificando il Nato da te.
Canone dell’inaugurazione.
Poema del monaco Giovanni.
Ode 1. Tono 4. Del Mar Rosso.
Dalla colonna di fuoco guidasti un tempo il tuo popolo, o Cristo, con il lavacro del battesimo ed in Sion hai piantato la Chiesa, che a te grida: Cantiamo un inno al nostro Dio.
La discesa della tua gloria infinita mutò in un secondo cielo il tempio terrestre per te innalzato; perciò tutti in coro inneggiamo: Cantiamo un inno di vittoria al nostro Dio.
Non è più per la legge, né l’elevarsi di mani servili che la Chiesa ti glorifica, Signore, ma per la croce essa grida con fierezza: Cantiamo un inno di vittoria al nostro Dio.
Theotokìon. Senza seme per opera dello Spirito per volere del Padre concepisti il Figlio di Dio, generando incarnato colui che senza madre il Padre genera e senza padre da te nacque per salvarci.
Canone del santo con l’Acròstico. Io canto, o beatissimo, le tue illustri meraviglie. Giuseppe.
Tono pl. 1. Cavallo e cavaliere.
Per le tue preghiere, beato gerarca, illumina quanti celebrano la tua luminosa memoria, nella fulgida solennità della tua dormizione.
Apparisti anche prima della perfetta imitazione, per le preghiere e le elemosine, Cornelio beatissimo, ricercatore del Signore di tutti con retto pensiero.
Imparasti le leggi salvifiche di colui che si unì alla nostra carne per estrema bontà e il corifeo degli apostoli ti istruì nei precetti del Sovrano, o beatissimo.
Theotokìon. Tu susciti nel cuore di tutti i fedeli il desiderio insaziabile di glorificarti senza sosta, Sovrana pura, Madre di Dio, perché sei tu la gloria dei mortali, avendo generato Cristo, Re della gloria.
Della vigilia. Ode 3. Irmòs.
Non nella sapienza, né nella forza, né nella ricchezza ci vantiamo, ma in te, Cristo, sapienza enipostatica del Padre, poiché non c’è santo all’infuori di te, o Filantropo.
Croce del Signore, gloria di Cristo, con fede ti glorifichiamo, noi che venerandoti veniamo illuminati e glorificati.
Con gioia, fedeli, avvicinatevi, come alla fonte pura da cui sgorgano le onde tonificanti della croce e cantiamo a Dio nostro Salvatore.
Sei morto, Gesù, nostra vita, appeso all’albero della croce e noi fedeli, ora abbracciandola, fuggiamo le passioni mortifere.
Theotokìon. Caccia le tenebre dalla mia anima mostrandoti, spezza le catene del peccato, pura Vergine, salvami, tu che generasti il Dio compassionevole.
Dell’inaugurazione. Esulta in te.
Hai santificato con lo Spirito sulla terra la tua Chiesa, consacrandola oggi con olio di letizia.
In te la Chiesa possiede, o Cristo, fondamenta inamovibili, venendo incoronata dalla croce come diadema regale.
Per la tua opera di salvezza, edificato un tempio costruito da uomini, lo hai reso oggi dimora della tua gloria sovraspirituale.
Theotokìon. Tu sola, Madre di Dio, per gli uomini divenisti amministratrice di tesori soprannaturali; perciò ti diciamo: Salve.
Del santo. Tu che hai sospeso.
Prendesti l’illuminazione dello Spirito e la divina grazia dalla bocca divina con tutta la tua casa per la visita del corifeo degli apostoli, che annunziava la dottrina della salvezza.
Come cedro ti elevasti per le virtù e ci offristi come frutto il profumo dei tuoi prodigi, i tuoi insegnamenti e l’energia curativa, beato gerarca Cornelio.
Divenuto degno di grande stima, con il corifeo e gli altri correvi ovunque annunziando il messaggio divino per cui fummo illuminati, venendo liberati dalle tenebre dell’ignoranza.
Theotokìon. Luminosa dimora della purezza, tu portasti il nostro illuminatore, che s’incarnò e per amore si fece uomo come noi, annientando la corruzione, o Vergine, nostra guida verso il paradiso.
Kàthisma. Tono pl. 4.
Dell’incarico segretamente informato.
La tenda della testimonianza rivelata da Dio, sulla terra fu innalzata da Mosè profeta e Salomone per mezzo di sacrifici dedicò il tempio; perciò noi fedeli, trovando rifugio nella nuova Gerusalemme, con Davide cantiamo al crocifisso per noi, chiedendogli il perdono di tutti i nostri peccati.
Della croce. Tono 4. Sei apparso oggi.
Rifulgente di luce la tua croce spezza le falangi oscure, Signore, rischiarando quanti con fede cantano: veramente sei tu la gioia del mondo e la sua saldezza, o croce di Cristo.
Gloria. Del santo. Stesso tono.
La Chiesa di Cristo ti ha ricevuto come primizia delle nazioni; con le tue opere virtuose l’hai fatta splendere chiaramente, santo ieromartire Cornelio.
E ora. Theotokìon. Presto intervieni.
Con fede celebriamo splendidamente la dedicazione della tua dimora, pura Vergine senza macchia, benedetta e lodatissima; sperando con gioia in te, Madre di Dio, ti chiediamo di pregare senza sosta il Salvatore da te incarnato di salvare le nostre anime.
Della vigilia. Ode 4. Irmòs.
Sulla croce salisti per amore della tua immagine, Salvatore; le genti davanti a te scomparvero, o filantropo, poiché tu sei mia forza e mio inno.
Davanti alla croce del Signore, radiosa come un sole, i fedeli si prostrano e coprendola di baci, le loro anime vengono illuminate.
Il Signore Dio apparso incarnato e innalzato sul legno, illumina quanti lo adorano, preservandoli da ogni male.
Concedi perdono e remissione delle colpe, Verbo di Dio, a noi che con fede veneriamo la tua preziosa croce oggi esposta.
Theotokìon. Senza lasciare il seno paterno, o Fanciulla, il Verbo riposò nel tuo grembo come un bambino, volendo riplasmare la mia natura corruttibile.
Dell’inaugurazione. Vedendoti sospeso.
L’offerta del sangue di animali irrazionali terminò per il sangue prezioso effuso dalla tua croce vivificante; purificata da esso la Chiesa giustamente canta: Gloria alla tua potenza, Signore.
Come sono amabili le tue dimore, Signore, per coloro che vogliono vedere a viso scoperto la gloria del tuo volto luminoso e piangere gridando unanimi: Gloria alla tua potenza, Signore.
Recante l’immagine dell’unzione consacrante il tuo popolo eletto, la Chiesa oggi riceve invisibilmente come profumo preziosissimo la grazia del santo Spirito.
Theotokìon. Senza nozze, Vergine, concepisci e vergine resti anche dopo il parto: perciò con voci incessanti, con fede incrollabile, a te acclamiamo, Sovrana: Salve.
Del santo. Accolta la grazia.
Ricevuta la grazia del Santo Spirito, come sole fulgido percorrevi la terra o gloriosissimo, annientando la tenebra dell’idolatria.
Come grande fiume procedi per dissetare con i tuoi divini insegnamenti la faccia della terra e sommergere, o Cornelio, la follia del politeismo.
Morto a questo mondo, beatissimo Cornelio, annunziavi a tutti i morti per le passioni, la divina risurrezione di colui morì per salvarci
Theotokìon. Vergine santa, superando la natura sei divenuta la purissima dimora della Sapienza del Padre; liberaci sempre dagli inganni dell’avversario.
Della vigilia. Ode 5. Irmòs.
Invia su di noi, Signore, la tua illuminazione e liberaci dalle tenebre del peccato, donando, tu che sei buono, la tua pace celeste.
Contro le passioni che ci corrompono, rafforza, croce preziosa, noi che ti onoriamo e baciamo, santissimo simbolo della santa passione.
Con l’anima e il cuore illuminati da belle immagini, accostiamoci, o fedeli, per venerare oggi l’augusto legno della divina croce.
Un tempo Mosè addolcì le acque di Mara e con il suo bastone ti prefigurava, croce preziosa che fai colare sui mortali la dolcezza della salvezza.
Theotokìon. Per noi supplica Cristo che dal tuo puro sangue, o castissima fanciulla, prese la materia della carne riplasmando i mortali.
Dell’inaugurazione. Tu Signore sei mia luce.
Un tempo sul Sinai descrivendo la tua Chiesa, o Signore, mostravi a Mosè un tempio non fatto da mani d’uomo.
Edificasti sulla terra, Signore, una dimora in cui la tua potenza riunisce le schiere celesti con i cori dei mortali.
Sappiamo, Cristo Signore, che sei fonte di vita: sei venuto per evangelizzare pace alla tua Chiesa, o santo.
Theotokìon. Sei tu l’armatura che ci difende dal nemico, santa Sposa di Dio, nostra speranza e àncora di salvezza.
Del santo. Tu che ti rivesti.
Tutto consacrato all’Onnipotente, non venerasti affatto gli idoli sordi, gerarca santo, malgrado l’ostilità di uomini sanguinari.
Invocando con suppliche l’invisibile Dio Altissimo, beato Cornelio, distruggesti l’abominevole tempio degli idoli, o ammirabilissimo.
Custodendo i precetti dell’Onnipotente, fosti imprigionato e incatenato, ma pur incatenato liberasti gli insensati dalla loro cattiva credenza.
Theotokìon. Fa’ piovere su me, pura Vergine, la remissione delle colpe e visitami perché ottenga sollievo dalle passioni fisiche e dalle disgrazie e dal tormento di questa vita.
Della vigilia. Ode 6. Irmòs.
Sono giunto alle profondità del mare e mi ha sommerso l’abisso di molti peccati, ma tu, o Dio, riconduci dalla corruzione la mia vita come filantropo.
Su di te il Creatore volle versare dal suo fianco trafitto acqua e sangue, per i quali fummo ricreati noi fedeli che ti veneriamo, o croce divina.
Vivificante croce del Signore, fonte di immortalità redenzione del mondo, salva noi che ti veneriamo come nostra protezione benefica.
Fosti donata a noi, croce divina, come ama invincibile; per te superiamo le insidie del nemico, venerandoti con cuore retto.
Theotokìon. Santo tempio di colui che dimora nel santuario divenisti, Genitrice di Dio, perciò santifichi i fedeli che t’inneggiano, Madre vergine.
Dell’inaugurazione. Sacrificherò a te.
Cristo nostro Re desiderando la bellezza della Chiesa che scelse, l’ha resa madre di quelle nazioni che strappò dalla servitù per adottarle nello Spirito Santo.
Tremano le falangi dei malvagi demoni davanti alla Chiesa di Cristo, segnata dal segno della croce e adombrata dalla santa luce dello Spirito.
Avendo come fondamenta non la sabbia, ma il Cristo, la Chiesa delle genti viene incoronata di bellezza inaccessibile, ornata di regale diadema.
Theotokìon. Meraviglia che supera le meraviglie passate! Una Vergine nel suo grembo senza nozze ha concepito e regge nelle braccia colui che tiene il mondo nel palmo della mano.
Del santo. Quando soffia.
Mentre puramente pregavi, hai chiaramente visto un angelo del Signore, che ti rivelava il bene supremo per ottenere la salvezza.
Illuminato dallo Spirito di Dio, divenisti stella splendente, illuminando con i tuoi raggi i confini, padre Cornelio.
Colui che l’errore un tempo aveva oscurato, per le tue preghiere ora lo respinge, o beatissimo; riconosciuto il Signore, accoglie con la sua famiglia il battesimo divino.
Theotokìon. Il Signore della gloria s’incarnò dal tuo sangue vergine come lui solo sa, o lodatissima, salvandoci per benevolenza.
Kontàkion dell’inaugurazione.
Tono 4. Sei apparso oggi.
Cielo dalle molte luci, la Chiesa si è rivelata, illuminando tutti i fedeli; stando in essa gridiamo: Rendi stabile, Signore, questa casa.
Ikos.
Alla venuta tra noi del Verbo nella carne, il figlio del tuono testimoniando dice: chiaramente contemplammo la gloria che il Figlio aveva presso il Padre, nella grazia della verità; a tutti noi, che con fede lo abbiamo accolto, ha dato il potere di divenire figli di Dio; e noi, rigenerati non da sangue, né da volontà di carne, ma cresciuti in forza del santo Spirito, abbiamo fondato questa casa di preghiera e gridiamo: rendi stabile, Signore, questa casa.
Sinassario.
Il 13 di questo mese memoria della Dedicazione della santa Anàstasi del Cristo Dio nostro.
Stichi. Seguendo la legge antica, il nuovo Israele celebra l’annuale festa del rinnovamento. Il tredici di settembre per la dedicazione della sua risurrezione ringraziamo il Signore.
Lo stesso giorno memoria di san Cornelio il centurione.
Stichi. Primizia dei gentili fosti nella Chiesa, o Cornelio: onore ben meritato.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Cronidio, Leonzio, Serapione, Stratone, Sèlefchos, Macrobio, Gordiano, Zotico, Ileo, Luciano e Valeriano.
Il beato nostro padre Pietro da Agrea in pace si addormenta.
Il beato Ieroteo, il giovane, l’Iberita si addormenta in pace intorno al 1720.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Della vigilia. Ode 7. Irmòs.
A Babilonia i tre fanciulli considerando follia l’ordine impartito dal tiranno nel mezzo delle fiamme a te gridavano, Signore: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Benedicendo un tempo i suoi figli, Giacobbe, prefigurò il tuo segno, croce preziosa e ora, venerandoti, veniamo illuminati.
Un tempo Mosè divise il mare prefigurandoti con il suo bastone, o santa croce e ora noi venerandoti, attraversiamo a piedi asciutti l’oceano delle passioni.
Venerandoti senza sosta con la bocca e il cuore, santa croce, attingiamo santificazione, salute e salvezza fisica e spirituale.
Theotokìon. Vergine benedetta, prega per noi che ti supplichiamo; in te tutti speriamo e a te gridiamo, o Sovrana: non disprezzare il tuo gregge.
Dell’inaugurazione.
Nella fornace i figli di Abramo.
Mentre un tempo la fornace ardente si rivelò rugiadosa, ora per l’olio dell’unzione spirituale si santificano quanti acclamano: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.
Come nella fornace, nella nuova divina dimora, tutti noi, Israele spirituale, refrigerati gridiamo: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.
Venite, fedeli, feriti dal dolcissimo divino amore in questo mistico talamo uniamoci a Cristo sposo, gridando: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.
Theotokìon. Salve, dimora santificata, divina abitazione dell’Altissimo; Madre di Dio per te ci è stata donata la gioia, perciò ti gridiamo: benedetta sei tu fra le donne, Sovrana purissima.
Del santo. L’Altissimo Signore.
Sei stato la primizia delle genti, avendo per primo ricevuto il santo battesimo e la grazia dello Spirito come i divini apostoli, o Cornelio.
Compiendo per grazia divina prodigi grandissimi, o Cornelio, conducesti alla fede quanti un tempo erravano, insegnando loro a inneggiare: Benedetto sei tu, Signore Dio.
Fosti lira risuonante la melodia di salvifici dogmi, Cornelio, insegnando a ciascuna anima a inneggiare: Benedetto sei tu, Signore Dio.
Trinitario. Glorifichiamo tutti insieme la monade trisipostatica, il Padre preeterno, il Figlio senza tempo e lo Spirito, inneggiando: Benedetto sei tu, Signore Dio.
Theotokìon. Apparisti divinizzatrice della razza umana con la tua divina generazione, Vergine purissima, perciò noi fedeli debitamente ti glorifichiamo.
Della vigilia. Ode 8. Irmòs.
Redentore del mondo, Onnipotente, nella fornace scendesti irrorando di rugiada i fanciulli e insegnando loro a cantare: opere tutte, benedite il Signore.
L’arma invincibile di salvezza, l’aiuto dei fedeli sempre pronto, il soccorso potente, la croce del Signore, oggi esposta, sempre veneriamo.
Mosè, com’è scritto, innalzò il serpente in cima ad un palo, prefigurando la venerabile croce per cui siamo liberati dal morso del serpente spirituale.
Le nostre anime sono da te illuminate, venerabile croce; venerandoti, la tua potenza divina allontana da noi le potenze delle tenebre e i principati.
Theotokìon. Veneriamo la Vergine pura, che supera la natura generando l’eterno Verbo increato per la nostra salvezza, dicendo: benedetto il frutto del tuo grembo, o Vergine.
Dell’inaugurazione. Stese le mani.
Oggi la tua Chiesa, Signore, rivestita come sposa spirituale della tunica tessuta dall’alto per grazia di Dio, invita alla gioia i popoli divenuti suoi figli: opere tutte, benedite il Signore.
Oggi Cristo, nuovo Adamo, ci mostra il cielo spirituale, la santa dimora, portando invece dell’albero della conoscenza il segno vivificante della croce per quanti inneggiano: opere tutte, benedite il Signore.
Trinitario. Veneriamo il Figlio del Padre senza principio e lo Spirito, unica divinità perfetta, eterna, increata consustanziale in tre ipòstasi non confuse, cantando: opere tutte, benedite il Signore.
Theotokìon. Tu sola fra tutte le generazioni, Vergine pura, ti rivelasti Madre di Dio: tu divenisti sede della divinità, senza bruciarti al fuoco della sua luce inaccessibile, o purissima, perciò tutti ti benediciamo, Maria, divina sposa.
Del santo. Per te, Creatore di tutto.
La tua anima cercava nella giustizia l’unico Dio che sulla terra si è rivelato, perciò divenisti venerabile primizia delle genti e strumento dello Spirito.
Con i tuoi discorsi infocati, o beatissimo, incendiasti la foresta degli idoli; perciò sei passato alla luce senza fine, illuminando quanti con affetto t’inneggiano.
Eredità e porzione, aiuto e liberatore, forza e inno, luce e guida fu per te il Verbo, che tutto chiama dal non essere, o Cornelio di senno divino.
Trinitario. Indivisa, santissima e increata Trinità, Padre, Verbo, Spirito Divino, salva quanti inneggiano con affetto al tuo regno e al tuo potere.
Theotokìon. Vergine pura, manda su noi la tua abituale misericordia e ottienici il perdono delle colpe, che per distrazione commettemmo consapevolmente o inconsapevolmente.
Della Vigilia. Ode 9. Irmòs.
Verginale fu il tuo concepimento: Dio procedente dal tuo grembo, mostrandosi incarnato, visse sulla terra con gli uomini; perciò, Madre di Dio, ti magnifichiamo.
Sospeso a te, Cristo risolleva il mondo caduto nell’abisso della perdizione, perciò ti veneriamo, adorando e glorificando, croce santa del Signore.
Purifichiamo le anime e i cuori perseverando nelle buone opere e vedremo il legno salvifico della croce esposto in mezzo a noi; veneriamolo con fede e affetto.
Come grande sole con i tuoi raggi rischiari i cuori oscurati, splendida croce bruciando i demoni: illumina dunque quanti cin fede ti venerano.
Theotokìon. O Vergine, dimora della luce, con il tuo divino splendore illuminami allontanando le tenebre delle mie passioni e la profonda notte della voluttà, santissima Genitrice di Dio.
Dell’inaugurazione. Cristo, pietra angolare.
Venite, contempliamo con cuore puro e pensiero vigile la bellezza della Chiesa, come figlia del re, più splendente dell’oro, magnificandola.
Esulta di letizia e gioia, o sposa del gran Re, vedendo la bellezza del tuo sposo, gridando con il tuo popolo: o fonte di vita, ti magnifichiamo.
Invia dal cielo, Salvatore, sulla tua Chiesa il soccorso: all’infuori di te non conosciamo altro Dio protettore; per essa, infatti, un tempo hai dato la vita riempiendola di conoscenza; perciò essa ti magnifica.
Theotokìon. Salve, piena di grazia, pura Sposa del gran Re; per te fummo liberati dalla maledizione di Eva e trovammo la vita per il tuo concepimento verginale.
Del santo. Isaia danza.
Tutta la Chiesa celebra solennemente la tua sacra memoria, o araldo di Cristo, che sei stato annoverato fra i santi discepoli, avendo ereditato come loro stessi lo Spirito di santità.
Come santo gerarca rifulgevi per i tuoi dogmi e imitasti i divini liturghi; senza sosta, o beatissimo, fai sgorgare fiumi di guarigioni per lenire le pene degli uomini.
Rivestito della tunica intessuta da Cristo con l’incarnazione, ora nella gioia dimori nel regno celeste, contemplando chiaramente l’incomparabile bellezza dello Sposo.
Il tuo venerabile santuario come fonte fa sgorgare copiosamente per i fedeli le guarigioni e allontana, o Cornelio, gli spiriti maligni, illuminando tutti quelli che con fede ti lodano.
Theotokìon. Tu che concepisti la luce sorta dalla luce, ottienimi lo splendore scacciando da me le tenebre delle tentazioni e dei piaceri, Sovrana pura, protettrice intrepida dei cristiani.
Exapostilarion. Con i discepoli conveniamo.
Sul Golgota, volontariamente innalzato in croce, il Signore operò la nostra salvezza, rinnovando tutta il creato; deposto in quella tomba ricettacolo di vita, il terzo giorno come Dio risorse: e noi tutti, con le schiere degli incorporei, festeggiamo la dedicazione della sua radiosa e venerabile risurrezione.
Un altro, stessa melodia.
In mezzo alla terra, il Signore e Dio, con la croce, operò la salvezza, volontariamente incarnato per rinnovare il mondo; deposto nella tomba, il terzo giorno è risorto e in anticipo ci mostra come pegno di vita la sua risurrezione: di essa nella fede noi celebriamo l’inaugurazione, con gli angeli di Dio.
Theotokìon.
Con letizia a te gridiamo il saluto, o Vergine: Salve, riscatto dalla maledizione di Adamo ed Eva; salve, perché per te la natura dei mortali fu innalzata alla gloria ultramondana di tuo Figlio e Dio; salve, perché per te essa in ogni tempo è venerata nei cieli dagli angeli, Madre di Dio Maria lodatissima.
Alle lodi sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia.
Tono 4. Hai dato come segno.
Oggi il divino, sacro, venerabile, luminoso tempio della risurrezione di Cristo viene splendidamente consacrato e la tomba divina effonde la vita nel mondo e offre una fonte immortale, fa scaturire i torrenti della grazia, traboccare i fiumi dei prodigi e dona guarigioni a quanti la cantano con fede.
Ha brillato il superno raggio sfolgorante, effondendo splendore e illuminando l’universo: onoriamo dunque tutti con fede la risurrezione di Cristo Creatore; festeggiamo con inni la divina e vivificante celebrazione della sacra Dedicazione e acclamiamo con salmi, per trovare propizio il Salvatore e Signore.
Desiderosi di vedere innalzato in mezzo alla terra il santo scettro della croce, prima purifichiamo le anime, facciamo rifulgere i sensi, rendiamoci splendenti di luce e illuminàti dalla divina potenza inneggiamo a Cristo, che col suo legno venerabile, offre santificazione a quanti con fede lo onorano e con fervore lo cantano.
Altri stichirà, idiòmela.
Tono 1. Di Giovanni monaco.
Rinnòvati, rinnòvati, o nuova Gerusalemme, perché è venuta la tua luce e la gloria del Signore su di te è sorta. Questa casa l’ha edificata il Padre, questa casa l’ha consolidata il Figlio, questa casa l’ha consacrata il santo Spirito, che illumina, rafforza e santifica le nostre anime.
Stesso tono. Di Anatolio.
Inaugurando un giorno il tempio, Salomone offriva, o Signore, sacrifici e olocausti di animali irrazionali, ma da quando ti compiacesti, Salvatore, di far cessare le figure perché fosse conosciuta la verità, i confini della terra offrono alla tua gloria sacrifici incruenti, poiché tu, tutto dominando, santifichi l’universo col santo Spirito.
Tono 4. Di Giovanni monaco.
Si inaugura oggi la Chiesa delle genti col prezioso sangue che fa scaturire la vita dal fianco immacolato e puro di colui che si incarnò dalla santa Vergine, Cristo nostro Dio: raccolti dunque i cori dei fedeli, glorifichiamo il Padre e il Figlio e il santo Spirito, unica Divinità che domina l’universo.
Gloria. Tono 3.
Rientra in te stesso, o uomo, fatti nuovo da vecchio e celebra la consacrazione dell’anima; finché c’è tempo, si rinnovi per te la vita, ogni tuo modo di agire: le cose vecchie sono passate, ecco, tutte sono divenute nuove. Cogli il frutto di questa festa, mutandoti del bel mutamento: così si rinnova l’uomo, così si onora il giorno della Dedicazione.
E ora. Stesso tono. Di Giovanni monaco.
Cristo nostro Dio, che accettasti la tua crocifissione volontaria per la comune risurrezione della stirpe umana e con lo stilo della croce arrossasti di sangue le tue dita per sottoscrivere regalmente, nella tua benevolenza, l’atto del perdono, non trascurarci mentre siamo di nuovo in pericolo di essere separati da te; ma abbi compassione, o solo longanime, del tuo popolo nella sventura: sorgi, combatti quelli che ci fanno guerra, nella tua onnipotenza.
Grande dossologia, apolytìkion e congedo.
Alla Liturgia typikà e le odi 3 e 6 dei canoni.
Prokìmenon. Alla tua casa si addice la santità, Signore, per la lunghezza dei giorni.
Stico. Il Signore ha instaurato il suo regno, si è rivestito di splendore; si è rivestito il Signore di potenza e se ne è cinto.
L’Apostolo agli Ebrei. Fratelli santi, partecipi di una vocazione celeste.
Alliluia. Le sue fondamenta sono sui monti santi.
Stico. Cose gloriose sono state dette di te, città di Dio.
Vangelo secondo Matteo. In quel tempo Gesù giunse dalle parti di Cesarèa di Filippo (29 giugno).
Kinonikòn. Signore, ho amato lo splendore della tua casa e il luogo della dimora della tua gloria. Alliluia.
Vespro del 13 Settembre- Inaugurazio ne del tempio della santa Risurrezione di Cristo nostro Dio. Vigilia dell’esaltazione della Preziosa Croce
13 Settembre
Inaugurazione del tempio della santa Risurrezione di Cristo nostro Dio. Vigilia dell’esaltazione della Preziosa Croce. Il santo ieromartire Cornelio, il centurione.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà idiòmela della Dedicazione e 3 prosòmia del santo.
Della Dedicazione. Tono pl. 2.
Onorare l’anniversario della dedicazione è legge antica e buona, ma molto più onorare con la dedicazione le cose nuove: dice infatti Isaia che le isole sono dedicate a Dio e con esse si intendono le Chiese delle genti, che ora si costituiscono e si consolidano in Dio; perciò anche noi festeggiamo secondo lo spirito la presente dedicazione.
Stesso tono.
Rinnovatevi, fratelli e deponendo l’uomo vecchio, vivete in novità di vita, mettendo un freno a tutto ciò da cui viene la morte. Governiamo tutte le membra, rifiutando di mangiare malamente dall’albero, ricordandoci delle cose passate solo per fuggirle. È così che si rinnova l’uomo: è così che è onorato il giorno dell’inaugurazione.
Stesso tono. Di Anatolio.
Come torre di fortezza hai stabilito la tua Chiesa, o Cristo, Verbo anteriore ai secoli: la fondasti sulla pietra della fede e per questo resta salda per sempre, avendo te che per lei, negli ultimi tempi, senza mutamento ti sei fatto uomo. Ringraziando dunque t’inneggiamo: Prima dei secoli e per i secoli e oltre tu sei il nostro Re: gloria a te.
Del santo. Tono 4. Hai dato come segno.
Approvando le tue beneficenze e divine preghiere, Cristo ti manda un angelo santo per illuminarti tutto e il corifeo dei sacri apostoli per rinnovarti con l’acqua e lo Spirito con tutta la tua casa, o ammirabile Cornelio e iniziarti ai beni superni, con la grazia dello Spirito.
Recando su di te il crisma del sacerdozio, sei corso a predicare alle genti l’annuncio di salvezza, estirpando le spine dell’errore, o uomo di senno divino e piantando nelle anime la dottrina spirituale che non erra. Perciò con gioia ti diciamo beato, o Cornelio, come gerarca ispirato da Dio e martire invitto.
Seguendo i tuoi buoni costumi, gli stolti divennero saggi; morto poi per legge di natura e dimorando in una tomba beata, tu la rendi fonte di molti prodigi, o sapiente Cornelio, sanando i malati e mettendo in fuga gli spiriti maligni nel santo Spirito, o ispirato da Dio.
Gloria. Tono pl. 2. Di Giovanni monaco.
Celebrando la memoria della Dedicazione, Signore, glorifichiamo te, datore della santità, chiedendo che vengano santificati i sensi delle nostre anime, per l’intercessione dei vittoriosi pieni di gloria, o Onnipotente buono.
E ora. Della vigilia. Stesso tono.
Oggi l’albero è apparso; oggi la stirpe degli ebrei si è perduta; oggi, grazie a imperatori credenti, la fede si manifesta; Adamo per l’albero era caduto e i demoni davanti a un albero hanno tremato. Onnipotente Signore, gloria a te.
Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.
Lettura dal terzo libro dei Re (3[1] Re 8,22s.27-30).
Salomone si pose di fronte all’altare del Signore, davanti a tutta l’assemblea d’Israele, tese le mani al cielo e disse: Signore, Dio d’Israele, non c’è Dio come te lassù nel cielo e quaggiù sulla terra. Se il cielo del cielo non ti basta, come lo potrà questa casa che io ho edificata al tuo nome? Tuttavia, ti volgerai alla mia supplica, Signore, Dio d’Israele, per ascoltare la supplica e la preghiera che il tuo servo ti rivolge oggi, al tuo cospetto. Perché siano i tuoi occhi aperti su questa casa di cui hai detto che ivi sarà il tuo nome. Perché tu esaudisca la preghiera che ti farà il tuo servo rivolto a questo luogo giorno e notte. E tu esaudirai la supplica del tuo servo e del tuo popolo Israele riguardo a ciò per cui ti pregheranno rivolti a questo luogo: tu esaudirai nel luogo della tua dimora, nel cielo, agirai e sarai loro propizio.
Lettura dai Proverbi (3,19-34).
Dio ha fondato la terra con la sapienza e ha disposto i cieli con la prudenza. Dalla sua intelligenza sono stati spalancati gli abissi e le nubi hanno stillato rugiada. Figlio, non ti sfuggano queste cose, ma custodisci il mio consiglio e il mio pensiero perché la tua anima viva e la grazia circondi il tuo collo. Ci sarà sanità nella tua carne e saranno custodite le tue ossa, perché tu cammini fiducioso, in pace, per tutte le tue vie e il tuo piede non inciampi. Se ti siederai, sarai senza timore, se ti sdraierai, dormirai dolcemente e non temerai per il sopraggiungere di un motivo di terrore, né per gli attacchi di uomini empi perché il Signore sarà in tutte le tue vie e farà star saldo il tuo piede, perché tu non sia catturato. Non trattenerti dal beneficare un bisognoso, se la tua mano ha di che aiutarlo. Non dire: Torna un’altra volta, domani te lo darò, quando in realtà tu hai di che beneficarlo: non sai infatti che cosa porterà il domani. Non tramare il male contro il tuo amico che abita presso di te e confida in te. Non metterti a osteggiare stoltamente un uomo, perché non ti faccia del male. Non attirarti il biasimo che meritano gli uomini malvagi e non invidiare le loro vie, perché è impuro presso il Signore ogni trasgressore e non siede in consiglio con i giusti. La maledizione del Signore è sulle case degli empi, ma le abitazioni dei giusti sono benedette. Il Signore resiste ai superbi, ma agli umili fa grazia.
Lettura dai Proverbi (9,1-11).
La sapienza si è costruita una casa e ha eretto a sostegno sette colonne. Ha sgozzato i suoi animali, ha versato nel calice il suo vino e ha preparato la sua mensa. Ha mandato i suoi servi a invitare al banchetto con alto proclama, dicendo: Chi è stolto si rivolga a me. E a quelli che mancano di senno dice: Venite, mangiate il mio pane e bevete il vino che ho mesciuto per voi. Abbandonate la stoltezza e vivrete, cercate la prudenza per poter aver vita e con la conoscenza raddrizzare l’intelligenza. Chi rimprovera dei malvagi ne ricaverà per sé disonore e chi correggerà l’empio ne avrà biasimo, perché i rimproveri fatti all’empio sono per lui lividure. Non rimproverare dei malvagi perché non ti prendano in odio: rimprovera il saggio e ti amerà. Da’ un’opportunità al saggio e diventerà più saggio, istruisci un giusto e aumenterà la sua istruzione. Principio della sapienza è il timore del Signore e il consiglio dei santi è intelligenza. Conoscere poi la Legge è cosa di una buona mente. In questo modo, infatti, vivrai a lungo e ti verranno aggiunti anni di vita.
Allo stico, stichirà della croce.
Tono pl. 1. Salve, tu che sei veramente.
Salve, croce vivificante, invitto trofeo della pietà, porta del paradiso, sostegno dei fedeli, muro fortificato della Chiesa: per te fu annientata la corruzione, distrutta e inghiottita la potenza della morte e noi fummo innalzati dalla terra al cielo; arma invincibile, nemica dei demòni, gloria dei martiri, vero ornamento dei santi, porto di salvezza, tu doni al mondo la grande misericordia.
Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.
Salve, croce del Signore, per cui fu sciolta dalla maledizione la stirpe umana; sei segno della vera gioia, tu che, innalzata, abbatti i nemici, o venerabilissima: aiuto per noi, fortezza dei re, vigore dei giusti, decoro dei sacerdoti, tu che, venendo impressa, liberi da gravi mali; scettro di potenza con cui veniamo fatti pascolare; arma di pace, che gli angeli venerano con timore; divina gloria di Cristo, che concede al mondo la grande misericordia.
Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.
Salve, guida dei ciechi, medico degli infermi, risurrezione di tutti i morti, tu che hai risollevato noi, caduti nella corruzione; croce preziosa, per cui la corruzione fu dissolta, l’incorruttela fiorì, noi mortali fummo divinizzati e il diavolo fu del tutto abbattuto; vedendoti oggi innalzata per mano di gerarchi, esaltiamo colui che in te fu innalzato e veneriamo te, attingendo con abbondanza la grande misericordia.
Gloria. Della Dedicazione.
Tono 2. Di Anatolio.
Celebrando la Dedicazione del sacratissimo tempio della tua risurrezione, glorifichiamo te, Signore, che lo santificasti e completasti con la tua perfetta grazia e ti allieti per i mistici e sacri riti in esso celebrati dai fedeli, accetti dalla mano dei tuoi servi i sacrifici puri e incruenti e rendi in cambio, a chi li offre rettamente, la purificazione dai peccati e la grande misericordia.
E ora. Stesso tono.
Divino tesoro nascosto in terra, la croce del Vivificante apparve nei cieli a un pio imperatore, mostrando il modello spirituale della vittoria contro i nemici ed egli rallegrandosi con fede e affetto, divinamente ispirato, per esaltare ciò che aveva visto con sommo zelo la estrasse dalle viscere della terra, a riscatto del mondo e salvezza delle nostre anime.
Apolytìkion dell’inaugurazione. Tono 4.
Come mostrasti lo splendore delle realtà celesti mostrasti pure la bellezza materiale del santo accampamento della tua gloria, Signore; mantienilo nei secoli dei secoli e per intercessione della Madre di Dio accogli le preghiere che in esso senza sosta ti rivolgiamo, o Vita e risurrezione di tutti.
Gloria. E ora. Della croce. Tono 2.
La tua vivifica e splendida Croce che donasti a noi indegni, Signore, te la offriamo come supplica. Salva gli imperatori e la tua città, concedendo la pace per le preghiere della Madre di Dio, o unico amico degli uomini.
Mattutino del 13 Settembre- Inauguraz ione del tempio della santa Risurrezione di Cristo nostro Dio. Vigilia dell’esaltazione della Preziosa Croce
13 Settembre
Inaugurazione del tempio della santa Risurrezione di Cristo nostro Dio. Vigilia dell’esaltazione della Preziosa Croce. Il santo ieromartire Cornelio, il centurione.
Al Mattutino.
Apolytìkion dell’inaugurazione. Tono 4.
Come mostrasti lo splendore delle realtà celesti mostrasti pure la bellezza materiale del santo accampamento della tua gloria, Signore; mantienilo nei secoli dei secoli e per intercessione della Madre di Dio accogli le preghiere che in esso senza sosta ti rivolgiamo, o Vita e risurrezione di tutti.
Gloria. E ora. Della croce. Tono 2.
La tua vivifica e splendida Croce che donasti a noi indegni, Signore, te la offriamo come supplica. Salva gli imperatori e la tua città, concedendo la pace per le preghiere della Madre di Dio, o unico amico degli uomini.
Dopo la prima sticologia, kàthisma.
Tono 4. Presto intervieni.
Tutto ha illuminato Cristo con la sua presenza; ha rinnovato il mondo con il suo divino Spirito, le anime sono rigenerate, perché ora è stata dedicata a gloria del Signore una casa, dove Cristo nostro Dio rigenera i cuori dei fedeli, per la salvezza dei mortali.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma, stessa melodia.
La festa odierna della Dedicazione, o fedeli, è giorno eletto da Cristo e ci induce a rinnovarci tutti e a cantare nella fede, con volto raggiante, canti al Sovrano dall’intimo del cuore, perché egli è il Redentore, colui che ci rinnova.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Canone della vigilia con Acròstico alfabetico senza Theotokìon. Poema di Germano.
Ode 1. Tono 4. Irmòs.
O nato dalla Vergine, sommergi nell’abisso dell’impassibilità i potenti comandanti, le tre parti dell’anima, ti supplico, affinché con timpano, nella morte del corpo, ti canti una melodia di vittoria.
Giubilate, cieli, esulta terra, perché si avvicina la croce, santificando con la sua grazia noi, che la veneriamo con baci santi, come fonte della nostra santificazione, ottenendoci la divinizzazione universale.
Santissima croce di Cristo, donaci di poter intraprendere la via celeste, perché a te, noi fedeli, ci prostriamo: fa’ che evitiamo l’abisso della perdizione, partecipando alla gloria divina.
Per te, croce venerabile, ritroviamo l’amicizia con Dio e vedendoti oggi esposta con tutta l’anima e il cuore ti veneriamo senza sosta da te illuminati, glorificando il Verbo, autore della creazione.
Theotokìon. Città del nostro Dio, puro e divino tesoro del Sovrano dell’universo, Madre di Dio purissima, custodisci noi fedeli, che siamo la tua eredità e senza sosta ti acclamiamo glorificando il Nato da te.
Canone dell’inaugurazione.
Poema del monaco Giovanni.
Ode 1. Tono 4. Del Mar Rosso.
Dalla colonna di fuoco guidasti un tempo il tuo popolo, o Cristo, con il lavacro del battesimo ed in Sion hai piantato la Chiesa, che a te grida: Cantiamo un inno al nostro Dio.
La discesa della tua gloria infinita mutò in un secondo cielo il tempio terrestre per te innalzato; perciò tutti in coro inneggiamo: Cantiamo un inno di vittoria al nostro Dio.
Non è più per la legge, né l’elevarsi di mani servili che la Chiesa ti glorifica, Signore, ma per la croce essa grida con fierezza: Cantiamo un inno di vittoria al nostro Dio.
Theotokìon. Senza seme per opera dello Spirito per volere del Padre concepisti il Figlio di Dio, generando incarnato colui che senza madre il Padre genera e senza padre da te nacque per salvarci.
Canone del santo con l’Acròstico. Io canto, o beatissimo, le tue illustri meraviglie. Giuseppe.
Tono pl. 1. Cavallo e cavaliere.
Per le tue preghiere, beato gerarca, illumina quanti celebrano la tua luminosa memoria, nella fulgida solennità della tua dormizione.
Apparisti anche prima della perfetta imitazione, per le preghiere e le elemosine, Cornelio beatissimo, ricercatore del Signore di tutti con retto pensiero.
Imparasti le leggi salvifiche di colui che si unì alla nostra carne per estrema bontà e il corifeo degli apostoli ti istruì nei precetti del Sovrano, o beatissimo.
Theotokìon. Tu susciti nel cuore di tutti i fedeli il desiderio insaziabile di glorificarti senza sosta, Sovrana pura, Madre di Dio, perché sei tu la gloria dei mortali, avendo generato Cristo, Re della gloria.
Della vigilia. Ode 3. Irmòs.
Non nella sapienza, né nella forza, né nella ricchezza ci vantiamo, ma in te, Cristo, sapienza enipostatica del Padre, poiché non c’è santo all’infuori di te, o Filantropo.
Croce del Signore, gloria di Cristo, con fede ti glorifichiamo, noi che venerandoti veniamo illuminati e glorificati.
Con gioia, fedeli, avvicinatevi, come alla fonte pura da cui sgorgano le onde tonificanti della croce e cantiamo a Dio nostro Salvatore.
Sei morto, Gesù, nostra vita, appeso all’albero della croce e noi fedeli, ora abbracciandola, fuggiamo le passioni mortifere.
Theotokìon. Caccia le tenebre dalla mia anima mostrandoti, spezza le catene del peccato, pura Vergine, salvami, tu che generasti il Dio compassionevole.
Dell’inaugurazione. Esulta in te.
Hai santificato con lo Spirito sulla terra la tua Chiesa, consacrandola oggi con olio di letizia.
In te la Chiesa possiede, o Cristo, fondamenta inamovibili, venendo incoronata dalla croce come diadema regale.
Per la tua opera di salvezza, edificato un tempio costruito da uomini, lo hai reso oggi dimora della tua gloria sovraspirituale.
Theotokìon. Tu sola, Madre di Dio, per gli uomini divenisti amministratrice di tesori soprannaturali; perciò ti diciamo: Salve.
Del santo. Tu che hai sospeso.
Prendesti l’illuminazione dello Spirito e la divina grazia dalla bocca divina con tutta la tua casa per la visita del corifeo degli apostoli, che annunziava la dottrina della salvezza.
Come cedro ti elevasti per le virtù e ci offristi come frutto il profumo dei tuoi prodigi, i tuoi insegnamenti e l’energia curativa, beato gerarca Cornelio.
Divenuto degno di grande stima, con il corifeo e gli altri correvi ovunque annunziando il messaggio divino per cui fummo illuminati, venendo liberati dalle tenebre dell’ignoranza.
Theotokìon. Luminosa dimora della purezza, tu portasti il nostro illuminatore, che s’incarnò e per amore si fece uomo come noi, annientando la corruzione, o Vergine, nostra guida verso il paradiso.
Kàthisma. Tono pl. 4.
Dell’incarico segretamente informato.
La tenda della testimonianza rivelata da Dio, sulla terra fu innalzata da Mosè profeta e Salomone per mezzo di sacrifici dedicò il tempio; perciò noi fedeli, trovando rifugio nella nuova Gerusalemme, con Davide cantiamo al crocifisso per noi, chiedendogli il perdono di tutti i nostri peccati.
Della croce. Tono 4. Sei apparso oggi.
Rifulgente di luce la tua croce spezza le falangi oscure, Signore, rischiarando quanti con fede cantano: veramente sei tu la gioia del mondo e la sua saldezza, o croce di Cristo.
Gloria. Del santo. Stesso tono.
La Chiesa di Cristo ti ha ricevuto come primizia delle nazioni; con le tue opere virtuose l’hai fatta splendere chiaramente, santo ieromartire Cornelio.
E ora. Theotokìon. Presto intervieni.
Con fede celebriamo splendidamente la dedicazione della tua dimora, pura Vergine senza macchia, benedetta e lodatissima; sperando con gioia in te, Madre di Dio, ti chiediamo di pregare senza sosta il Salvatore da te incarnato di salvare le nostre anime.
Della vigilia. Ode 4. Irmòs.
Sulla croce salisti per amore della tua immagine, Salvatore; le genti davanti a te scomparvero, o filantropo, poiché tu sei mia forza e mio inno.
Davanti alla croce del Signore, radiosa come un sole, i fedeli si prostrano e coprendola di baci, le loro anime vengono illuminate.
Il Signore Dio apparso incarnato e innalzato sul legno, illumina quanti lo adorano, preservandoli da ogni male.
Concedi perdono e remissione delle colpe, Verbo di Dio, a noi che con fede veneriamo la tua preziosa croce oggi esposta.
Theotokìon. Senza lasciare il seno paterno, o Fanciulla, il Verbo riposò nel tuo grembo come un bambino, volendo riplasmare la mia natura corruttibile.
Dell’inaugurazione. Vedendoti sospeso.
L’offerta del sangue di animali irrazionali terminò per il sangue prezioso effuso dalla tua croce vivificante; purificata da esso la Chiesa giustamente canta: Gloria alla tua potenza, Signore.
Come sono amabili le tue dimore, Signore, per coloro che vogliono vedere a viso scoperto la gloria del tuo volto luminoso e piangere gridando unanimi: Gloria alla tua potenza, Signore.
Recante l’immagine dell’unzione consacrante il tuo popolo eletto, la Chiesa oggi riceve invisibilmente come profumo preziosissimo la grazia del santo Spirito.
Theotokìon. Senza nozze, Vergine, concepisci e vergine resti anche dopo il parto: perciò con voci incessanti, con fede incrollabile, a te acclamiamo, Sovrana: Salve.
Del santo. Accolta la grazia.
Ricevuta la grazia del Santo Spirito, come sole fulgido percorrevi la terra o gloriosissimo, annientando la tenebra dell’idolatria.
Come grande fiume procedi per dissetare con i tuoi divini insegnamenti la faccia della terra e sommergere, o Cornelio, la follia del politeismo.
Morto a questo mondo, beatissimo Cornelio, annunziavi a tutti i morti per le passioni, la divina risurrezione di colui morì per salvarci
Theotokìon. Vergine santa, superando la natura sei divenuta la purissima dimora della Sapienza del Padre; liberaci sempre dagli inganni dell’avversario.
Della vigilia. Ode 5. Irmòs.
Invia su di noi, Signore, la tua illuminazione e liberaci dalle tenebre del peccato, donando, tu che sei buono, la tua pace celeste.
Contro le passioni che ci corrompono, rafforza, croce preziosa, noi che ti onoriamo e baciamo, santissimo simbolo della santa passione.
Con l’anima e il cuore illuminati da belle immagini, accostiamoci, o fedeli, per venerare oggi l’augusto legno della divina croce.
Un tempo Mosè addolcì le acque di Mara e con il suo bastone ti prefigurava, croce preziosa che fai colare sui mortali la dolcezza della salvezza.
Theotokìon. Per noi supplica Cristo che dal tuo puro sangue, o castissima fanciulla, prese la materia della carne riplasmando i mortali.
Dell’inaugurazione. Tu Signore sei mia luce.
Un tempo sul Sinai descrivendo la tua Chiesa, o Signore, mostravi a Mosè un tempio non fatto da mani d’uomo.
Edificasti sulla terra, Signore, una dimora in cui la tua potenza riunisce le schiere celesti con i cori dei mortali.
Sappiamo, Cristo Signore, che sei fonte di vita: sei venuto per evangelizzare pace alla tua Chiesa, o santo.
Theotokìon. Sei tu l’armatura che ci difende dal nemico, santa Sposa di Dio, nostra speranza e àncora di salvezza.
Del santo. Tu che ti rivesti.
Tutto consacrato all’Onnipotente, non venerasti affatto gli idoli sordi, gerarca santo, malgrado l’ostilità di uomini sanguinari.
Invocando con suppliche l’invisibile Dio Altissimo, beato Cornelio, distruggesti l’abominevole tempio degli idoli, o ammirabilissimo.
Custodendo i precetti dell’Onnipotente, fosti imprigionato e incatenato, ma pur incatenato liberasti gli insensati dalla loro cattiva credenza.
Theotokìon. Fa’ piovere su me, pura Vergine, la remissione delle colpe e visitami perché ottenga sollievo dalle passioni fisiche e dalle disgrazie e dal tormento di questa vita.
Della vigilia. Ode 6. Irmòs.
Sono giunto alle profondità del mare e mi ha sommerso l’abisso di molti peccati, ma tu, o Dio, riconduci dalla corruzione la mia vita come filantropo.
Su di te il Creatore volle versare dal suo fianco trafitto acqua e sangue, per i quali fummo ricreati noi fedeli che ti veneriamo, o croce divina.
Vivificante croce del Signore, fonte di immortalità redenzione del mondo, salva noi che ti veneriamo come nostra protezione benefica.
Fosti donata a noi, croce divina, come ama invincibile; per te superiamo le insidie del nemico, venerandoti con cuore retto.
Theotokìon. Santo tempio di colui che dimora nel santuario divenisti, Genitrice di Dio, perciò santifichi i fedeli che t’inneggiano, Madre vergine.
Dell’inaugurazione. Sacrificherò a te.
Cristo nostro Re desiderando la bellezza della Chiesa che scelse, l’ha resa madre di quelle nazioni che strappò dalla servitù per adottarle nello Spirito Santo.
Tremano le falangi dei malvagi demoni davanti alla Chiesa di Cristo, segnata dal segno della croce e adombrata dalla santa luce dello Spirito.
Avendo come fondamenta non la sabbia, ma il Cristo, la Chiesa delle genti viene incoronata di bellezza inaccessibile, ornata di regale diadema.
Theotokìon. Meraviglia che supera le meraviglie passate! Una Vergine nel suo grembo senza nozze ha concepito e regge nelle braccia colui che tiene il mondo nel palmo della mano.
Del santo. Quando soffia.
Mentre puramente pregavi, hai chiaramente visto un angelo del Signore, che ti rivelava il bene supremo per ottenere la salvezza.
Illuminato dallo Spirito di Dio, divenisti stella splendente, illuminando con i tuoi raggi i confini, padre Cornelio.
Colui che l’errore un tempo aveva oscurato, per le tue preghiere ora lo respinge, o beatissimo; riconosciuto il Signore, accoglie con la sua famiglia il battesimo divino.
Theotokìon. Il Signore della gloria s’incarnò dal tuo sangue vergine come lui solo sa, o lodatissima, salvandoci per benevolenza.
Kontàkion dell’inaugurazione.
Tono 4. Sei apparso oggi.
Cielo dalle molte luci, la Chiesa si è rivelata, illuminando tutti i fedeli; stando in essa gridiamo: Rendi stabile, Signore, questa casa.
Ikos.
Alla venuta tra noi del Verbo nella carne, il figlio del tuono testimoniando dice: chiaramente contemplammo la gloria che il Figlio aveva presso il Padre, nella grazia della verità; a tutti noi, che con fede lo abbiamo accolto, ha dato il potere di divenire figli di Dio; e noi, rigenerati non da sangue, né da volontà di carne, ma cresciuti in forza del santo Spirito, abbiamo fondato questa casa di preghiera e gridiamo: rendi stabile, Signore, questa casa.
Sinassario.
Il 13 di questo mese memoria della Dedicazione della santa Anàstasi del Cristo Dio nostro.
Stichi. Seguendo la legge antica, il nuovo Israele celebra l’annuale festa del rinnovamento. Il tredici di settembre per la dedicazione della sua risurrezione ringraziamo il Signore.
Lo stesso giorno memoria di san Cornelio il centurione.
Stichi. Primizia dei gentili fosti nella Chiesa, o Cornelio: onore ben meritato.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Cronidio, Leonzio, Serapione, Stratone, Sèlefchos, Macrobio, Gordiano, Zotico, Ileo, Luciano e Valeriano.
Il beato nostro padre Pietro da Agrea in pace si addormenta.
Il beato Ieroteo, il giovane, l’Iberita si addormenta in pace intorno al 1720.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Della vigilia. Ode 7. Irmòs.
A Babilonia i tre fanciulli considerando follia l’ordine impartito dal tiranno nel mezzo delle fiamme a te gridavano, Signore: O Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Benedicendo un tempo i suoi figli, Giacobbe, prefigurò il tuo segno, croce preziosa e ora, venerandoti, veniamo illuminati.
Un tempo Mosè divise il mare prefigurandoti con il suo bastone, o santa croce e ora noi venerandoti, attraversiamo a piedi asciutti l’oceano delle passioni.
Venerandoti senza sosta con la bocca e il cuore, santa croce, attingiamo santificazione, salute e salvezza fisica e spirituale.
Theotokìon. Vergine benedetta, prega per noi che ti supplichiamo; in te tutti speriamo e a te gridiamo, o Sovrana: non disprezzare il tuo gregge.
Dell’inaugurazione.
Nella fornace i figli di Abramo.
Mentre un tempo la fornace ardente si rivelò rugiadosa, ora per l’olio dell’unzione spirituale si santificano quanti acclamano: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.
Come nella fornace, nella nuova divina dimora, tutti noi, Israele spirituale, refrigerati gridiamo: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.
Venite, fedeli, feriti dal dolcissimo divino amore in questo mistico talamo uniamoci a Cristo sposo, gridando: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.
Theotokìon. Salve, dimora santificata, divina abitazione dell’Altissimo; Madre di Dio per te ci è stata donata la gioia, perciò ti gridiamo: benedetta sei tu fra le donne, Sovrana purissima.
Del santo. L’Altissimo Signore.
Sei stato la primizia delle genti, avendo per primo ricevuto il santo battesimo e la grazia dello Spirito come i divini apostoli, o Cornelio.
Compiendo per grazia divina prodigi grandissimi, o Cornelio, conducesti alla fede quanti un tempo erravano, insegnando loro a inneggiare: Benedetto sei tu, Signore Dio.
Fosti lira risuonante la melodia di salvifici dogmi, Cornelio, insegnando a ciascuna anima a inneggiare: Benedetto sei tu, Signore Dio.
Trinitario. Glorifichiamo tutti insieme la monade trisipostatica, il Padre preeterno, il Figlio senza tempo e lo Spirito, inneggiando: Benedetto sei tu, Signore Dio.
Theotokìon. Apparisti divinizzatrice della razza umana con la tua divina generazione, Vergine purissima, perciò noi fedeli debitamente ti glorifichiamo.
Della vigilia. Ode 8. Irmòs.
Redentore del mondo, Onnipotente, nella fornace scendesti irrorando di rugiada i fanciulli e insegnando loro a cantare: opere tutte, benedite il Signore.
L’arma invincibile di salvezza, l’aiuto dei fedeli sempre pronto, il soccorso potente, la croce del Signore, oggi esposta, sempre veneriamo.
Mosè, com’è scritto, innalzò il serpente in cima ad un palo, prefigurando la venerabile croce per cui siamo liberati dal morso del serpente spirituale.
Le nostre anime sono da te illuminate, venerabile croce; venerandoti, la tua potenza divina allontana da noi le potenze delle tenebre e i principati.
Theotokìon. Veneriamo la Vergine pura, che supera la natura generando l’eterno Verbo increato per la nostra salvezza, dicendo: benedetto il frutto del tuo grembo, o Vergine.
Dell’inaugurazione. Stese le mani.
Oggi la tua Chiesa, Signore, rivestita come sposa spirituale della tunica tessuta dall’alto per grazia di Dio, invita alla gioia i popoli divenuti suoi figli: opere tutte, benedite il Signore.
Oggi Cristo, nuovo Adamo, ci mostra il cielo spirituale, la santa dimora, portando invece dell’albero della conoscenza il segno vivificante della croce per quanti inneggiano: opere tutte, benedite il Signore.
Trinitario. Veneriamo il Figlio del Padre senza principio e lo Spirito, unica divinità perfetta, eterna, increata consustanziale in tre ipòstasi non confuse, cantando: opere tutte, benedite il Signore.
Theotokìon. Tu sola fra tutte le generazioni, Vergine pura, ti rivelasti Madre di Dio: tu divenisti sede della divinità, senza bruciarti al fuoco della sua luce inaccessibile, o purissima, perciò tutti ti benediciamo, Maria, divina sposa.
Del santo. Per te, Creatore di tutto.
La tua anima cercava nella giustizia l’unico Dio che sulla terra si è rivelato, perciò divenisti venerabile primizia delle genti e strumento dello Spirito.
Con i tuoi discorsi infocati, o beatissimo, incendiasti la foresta degli idoli; perciò sei passato alla luce senza fine, illuminando quanti con affetto t’inneggiano.
Eredità e porzione, aiuto e liberatore, forza e inno, luce e guida fu per te il Verbo, che tutto chiama dal non essere, o Cornelio di senno divino.
Trinitario. Indivisa, santissima e increata Trinità, Padre, Verbo, Spirito Divino, salva quanti inneggiano con affetto al tuo regno e al tuo potere.
Theotokìon. Vergine pura, manda su noi la tua abituale misericordia e ottienici il perdono delle colpe, che per distrazione commettemmo consapevolmente o inconsapevolmente.
Della Vigilia. Ode 9. Irmòs.
Verginale fu il tuo concepimento: Dio procedente dal tuo grembo, mostrandosi incarnato, visse sulla terra con gli uomini; perciò, Madre di Dio, ti magnifichiamo.
Sospeso a te, Cristo risolleva il mondo caduto nell’abisso della perdizione, perciò ti veneriamo, adorando e glorificando, croce santa del Signore.
Purifichiamo le anime e i cuori perseverando nelle buone opere e vedremo il legno salvifico della croce esposto in mezzo a noi; veneriamolo con fede e affetto.
Come grande sole con i tuoi raggi rischiari i cuori oscurati, splendida croce bruciando i demoni: illumina dunque quanti cin fede ti venerano.
Theotokìon. O Vergine, dimora della luce, con il tuo divino splendore illuminami allontanando le tenebre delle mie passioni e la profonda notte della voluttà, santissima Genitrice di Dio.
Dell’inaugurazione. Cristo, pietra angolare.
Venite, contempliamo con cuore puro e pensiero vigile la bellezza della Chiesa, come figlia del re, più splendente dell’oro, magnificandola.
Esulta di letizia e gioia, o sposa del gran Re, vedendo la bellezza del tuo sposo, gridando con il tuo popolo: o fonte di vita, ti magnifichiamo.
Invia dal cielo, Salvatore, sulla tua Chiesa il soccorso: all’infuori di te non conosciamo altro Dio protettore; per essa, infatti, un tempo hai dato la vita riempiendola di conoscenza; perciò essa ti magnifica.
Theotokìon. Salve, piena di grazia, pura Sposa del gran Re; per te fummo liberati dalla maledizione di Eva e trovammo la vita per il tuo concepimento verginale.
Del santo. Isaia danza.
Tutta la Chiesa celebra solennemente la tua sacra memoria, o araldo di Cristo, che sei stato annoverato fra i santi discepoli, avendo ereditato come loro stessi lo Spirito di santità.
Come santo gerarca rifulgevi per i tuoi dogmi e imitasti i divini liturghi; senza sosta, o beatissimo, fai sgorgare fiumi di guarigioni per lenire le pene degli uomini.
Rivestito della tunica intessuta da Cristo con l’incarnazione, ora nella gioia dimori nel regno celeste, contemplando chiaramente l’incomparabile bellezza dello Sposo.
Il tuo venerabile santuario come fonte fa sgorgare copiosamente per i fedeli le guarigioni e allontana, o Cornelio, gli spiriti maligni, illuminando tutti quelli che con fede ti lodano.
Theotokìon. Tu che concepisti la luce sorta dalla luce, ottienimi lo splendore scacciando da me le tenebre delle tentazioni e dei piaceri, Sovrana pura, protettrice intrepida dei cristiani.
Exapostilarion. Con i discepoli conveniamo.
Sul Golgota, volontariamente innalzato in croce, il Signore operò la nostra salvezza, rinnovando tutta il creato; deposto in quella tomba ricettacolo di vita, il terzo giorno come Dio risorse: e noi tutti, con le schiere degli incorporei, festeggiamo la dedicazione della sua radiosa e venerabile risurrezione.
Un altro, stessa melodia.
In mezzo alla terra, il Signore e Dio, con la croce, operò la salvezza, volontariamente incarnato per rinnovare il mondo; deposto nella tomba, il terzo giorno è risorto e in anticipo ci mostra come pegno di vita la sua risurrezione: di essa nella fede noi celebriamo l’inaugurazione, con gli angeli di Dio.
Theotokìon.
Con letizia a te gridiamo il saluto, o Vergine: Salve, riscatto dalla maledizione di Adamo ed Eva; salve, perché per te la natura dei mortali fu innalzata alla gloria ultramondana di tuo Figlio e Dio; salve, perché per te essa in ogni tempo è venerata nei cieli dagli angeli, Madre di Dio Maria lodatissima.
Alle lodi sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia.
Tono 4. Hai dato come segno.
Oggi il divino, sacro, venerabile, luminoso tempio della risurrezione di Cristo viene splendidamente consacrato e la tomba divina effonde la vita nel mondo e offre una fonte immortale, fa scaturire i torrenti della grazia, traboccare i fiumi dei prodigi e dona guarigioni a quanti la cantano con fede.
Ha brillato il superno raggio sfolgorante, effondendo splendore e illuminando l’universo: onoriamo dunque tutti con fede la risurrezione di Cristo Creatore; festeggiamo con inni la divina e vivificante celebrazione della sacra Dedicazione e acclamiamo con salmi, per trovare propizio il Salvatore e Signore.
Desiderosi di vedere innalzato in mezzo alla terra il santo scettro della croce, prima purifichiamo le anime, facciamo rifulgere i sensi, rendiamoci splendenti di luce e illuminàti dalla divina potenza inneggiamo a Cristo, che col suo legno venerabile, offre santificazione a quanti con fede lo onorano e con fervore lo cantano.
Altri stichirà, idiòmela.
Tono 1. Di Giovanni monaco.
Rinnòvati, rinnòvati, o nuova Gerusalemme, perché è venuta la tua luce e la gloria del Signore su di te è sorta. Questa casa l’ha edificata il Padre, questa casa l’ha consolidata il Figlio, questa casa l’ha consacrata il santo Spirito, che illumina, rafforza e santifica le nostre anime.
Stesso tono. Di Anatolio.
Inaugurando un giorno il tempio, Salomone offriva, o Signore, sacrifici e olocausti di animali irrazionali, ma da quando ti compiacesti, Salvatore, di far cessare le figure perché fosse conosciuta la verità, i confini della terra offrono alla tua gloria sacrifici incruenti, poiché tu, tutto dominando, santifichi l’universo col santo Spirito.
Tono 4. Di Giovanni monaco.
Si inaugura oggi la Chiesa delle genti col prezioso sangue che fa scaturire la vita dal fianco immacolato e puro di colui che si incarnò dalla santa Vergine, Cristo nostro Dio: raccolti dunque i cori dei fedeli, glorifichiamo il Padre e il Figlio e il santo Spirito, unica Divinità che domina l’universo.
Gloria. Tono 3.
Rientra in te stesso, o uomo, fatti nuovo da vecchio e celebra la consacrazione dell’anima; finché c’è tempo, si rinnovi per te la vita, ogni tuo modo di agire: le cose vecchie sono passate, ecco, tutte sono divenute nuove. Cogli il frutto di questa festa, mutandoti del bel mutamento: così si rinnova l’uomo, così si onora il giorno della Dedicazione.
E ora. Stesso tono. Di Giovanni monaco.
Cristo nostro Dio, che accettasti la tua crocifissione volontaria per la comune risurrezione della stirpe umana e con lo stilo della croce arrossasti di sangue le tue dita per sottoscrivere regalmente, nella tua benevolenza, l’atto del perdono, non trascurarci mentre siamo di nuovo in pericolo di essere separati da te; ma abbi compassione, o solo longanime, del tuo popolo nella sventura: sorgi, combatti quelli che ci fanno guerra, nella tua onnipotenza.
Grande dossologia, apolytìkion e congedo.
Alla Liturgia typikà e le odi 3 e 6 dei canoni.
Prokìmenon. Alla tua casa si addice la santità, Signore, per la lunghezza dei giorni.
Stico. Il Signore ha instaurato il suo regno, si è rivestito di splendore; si è rivestito il Signore di potenza e se ne è cinto.
L’Apostolo agli Ebrei. Fratelli santi, partecipi di una vocazione celeste.
Alliluia. Le sue fondamenta sono sui monti santi.
Stico. Cose gloriose sono state dette di te, città di Dio.
Vangelo secondo Matteo. In quel tempo Gesù giunse dalle parti di Cesarèa di Filippo (29 giugno).
Kinonikòn. Signore, ho amato lo splendore della tua casa e il luogo della dimora della tua gloria. Alliluia.
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
8X
1000 ANNI
8X
IL SACRO
LODIAMO L’ALTISSIMO
COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO
8X
LA SOLIDARIETÀ
UN AIUTO CONCRETO
PER TUTTE LE
GENERAZIONI
8X
LA VITA
CUSTODIAMO IL
CREATO CHE DIO
CI HA AFFIDATO
8X
LA PACE
TESTIMONIAMO LA PACE
E ACCOGLIAMO LA
RICONCILIAZIONE
ATTRAVERSO LA
TRADIZIONE VIVENTE
SOSTENERE COMUNITÀ, LITURGIA, FORMAZIONE E CARITÀ.
L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.
I NOSTRI LUOGHI DI CULTO
I NOSTRI LUOGHI DI CULTO
LE NOSTRE PARROCCHIE
E I LUOGHI DI CULTO
In questa sezione puoi cercare la comunità più vicina,
consultare gli orari delle celebrazioni e trovare i riferimenti della parrocchia.
Clicca qui sotto per trovare la tua parrocchia e gli orari delle liturgie.
cultura e formazione
cultura e formazione
La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.
ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO
L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.
La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.
Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.
In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA
La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.
Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.
Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.
Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it












