Benvenuti nel sito della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia
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Santo del giorno
San Longino il Centurione

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ISTITUTO TEOLOGICO ORTODOSSO
Sono aperte le iscrizioni ai corsi per l’anno accademico 2026/2027
PREGHIERE DEL GIORNO
Vespro del 16 Ottobre- Memoria del santo martire Longino, il centurione che stava sotto la croce
16 Ottobre
Memoria del santo martire Longino, il centurione che stava sotto la croce.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo 3 stichirà prosòmia dei santi.
Tono 4. Come generoso tra i martiri.
Vedendo, o glorioso, con il buon ladrone colui che divenne mortale e sperimentò la croce, oscurando lo splendore del sole, facendo sgorgare dal fianco la remissione salvifica, tu lo confessasti Dio e Sovrano, che volontariamente aveva subìto la passione, per la sua smisurata compassione.
Vedendo appesa al legno la vite fruttifera zampillante vino di vita e di remissione, o glorioso, accostasti le labbra del cuore e, bevendo, fosti ricolmo di letizia, rigettando l’amara incredulità come uomo di senno, come chi manifestamente sceglie il bene al posto del male.
Messo a morte il tiranno con l’ardire delle tue parole, ti consegnasti a volontaria immolazione, senza temere, illustre Longino, la morte che ti procurava per grazia la vita immortale: perciò con fede celebriamo la tua solennissima memoria, supplicandoti di intercedere per noi presso il Signore.
Gloria. Tono pl. 2. Di Giovanni monaco.
Il centurione Longino, contemplando nella tua passione, o Cristo, il tempio squarciato, ti proclamava ai giudei Figlio di Dio; perciò quei malvagi, recisa la sua divina testa con la spada, la gettarono nel letame; ma una donna la trovò e le pupille chiuse dei suoi occhi furono aperte; con lei anche noi a te gridiamo: O tu che incoronasti il tuo lottatore, per le sue suppliche illumina anche gli occhi del nostro cuore perché glorifichiamo te, Dio, inchiodato alla croce per salvarci.
E ora. Theotokìon. Riposta nei cieli.
Io solo più di tutti i figli degli uomini ho peccato, io solo, l’infelice, commettendo cose che in nessun modo si possono esprimere con la parola, o pura, né sono sopportabili all’udito; perciò ti prego: Perdona, Sovrana, perdona e dammi conversione, dammi confessione, dammi gemiti e lacrime, perché così, col cuore contrito, io sempre levi il grido: Ho peccato, ho peccato, siimi propizio, salvami.
Oppure stavrotheotokìon.
Una spada, come disse Simeone, trapassò il tuo cuore, santissima Sovrana, vedendo colui che da te per un ineffabile decreto rifulse, innalzato da iniqui sulla croce come un condannato, abbeverato di aceto e di fiele, col fianco trafitto, le mani e i piedi inchiodati; e facendo lamento alzavi grida, esclamando maternamente: Perché, Figlio dolcissimo, questo mistero nuovo?
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Gloria. Tono pl. 2. Di Giovanni monaco.
Stando presso la croce e osservando l’accaduto, vedendo crocifisso sul legno il Dio e uomo, tu a lui gridavi: Nel tuo regno ricordati di me, Signore. Perciò il Salvatore ti diceva: Beato sei tu, Longino e il tuo ricordo è di generazione in generazione.
E ora. Theotokìon. Il terzo giorno sei risorto.
In te ripongo Vergine, tutta la mia speranza: non trascurarmi, ma affréttati, o buona, a salvarmi presto dalle passioni che mi molestano e ogni giorno mi guerreggiano.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendo, la Madre di Dio purissima, pendere dal legno la nostra vita, maternamente gemeva gridando: Figlio mio e Dio mio, salva quanti con affetto ti inneggiano.
Mattutino del 16 Ottobre- Memoria del santo martire Longino, il centurione che stava sotto la croce
16 Ottobre
Memoria del santo martire Longino, il centurione che stava sotto la croce.
Al Mattutino.
Dopo la solita sticologia i canoni dall’Oktòichos e quello del santo. Acrostico: Inneggerò all’immensa gloria di Longino. Giuseppe.
Ode 1. Tono. 4. Quando l’antico Israele.
Illuminato, o glorioso, dai divini bagliori e stando presso Cristo Dio con le schiere degli angeli, rischiara quanti celebrano la tua luminosa memoria.
Nulla ti separò, o martire, dalla tua unione con Dio, essendo distaccato per fede da ogni voluttà carnale e gioendo dell’amore supremo in tutta purezza.
Adorando il Dio vivente, illustre e beato Longino, non concedesti il minimo culto alle statue inanimate; perciò, messo a morte, giungesti alla vita senza fine.
Theotokìon. Volendo salvare i mortali, per bontà, dall’irragionevolezza, Dio Verbo da un verbo si lasciò concepire nel tuo grembo, Vergine Madre benedetta, senza macchia, purissima.
Ode 3. In te si rallegra.
Riconoscendo il Signore come vero Figlio di Dio, che patì per noi sulla croce, credesti a lui con tutta la tua anima.
Ricevuto il seme del Verbo, come terra buona, o Longino, producesti la spiga matura della pietà divina.
Attraversasti il mare dei dolori con la vela della croce; perciò raggiungesti con gioia, il porto della pace.
Theotokìon. Purissima Madre di Dio, risana la mia anima afflitta dall’assalto delle passioni e guidala alla salvezza.
Irmòs. In te si rallegra la tua Chiesa, o Cristo, acclamando: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e saldezza.
Kathisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Vedesti crocifisso il nostro Redentore e illuminato dai suoi raggi, fuggisti la profondissima tenebra dell’ignoranza e conformasti te stesso alla divina conoscenza, credendo Dio colui che vedevi; perciò dopo la lotta, beato Longino, fosti annoverato con gioia nei cori dei martiri; sempre con loro prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Vergine purissima, guarda la mia anima miserabile e naufraga senza governo nella tempesta della vita e nel furore delle tentazioni, sommersa visibilmente dal fardello dei peccati e sul punto di sprofondare agli inferi; affréttati, Madre di Dio, con la tua ardente intercessione salvala, tu che procuri il porto della pace, affinché con fede a te gridi: prega Cristo Dio di donarmi la remissione dei peccati, poiché tu sei la speranza del tuo servo indegno.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendo sulla croce l’Agnello, il Pastore e Redentore, l’agnella gemeva amaramente ed esclamò in lacrime: il mondo si rallegra ricevendo la redenzione e le mie viscere si consumano vedendo la crocefissione che subisci per noi, per viscere di compassione, o Dio sommamente buono, longanime Signore. Con fede gridiamo: Abbi compassione di noi, o Vergine e dona remissione delle colpe a quanti con fede venerano la sua passione.
Ode 4. Vedendo te.
Attingendo vigore dalla fede, beato Longino, distruggesti l’impotente forza dell’errore e acclamasti: Gloria alla tua potenza, Signore.
Vedendo l’impassibile Signore, Re della gloria, elevato e inchiodato sulla croce lo confessasti Figlio di Dio che soffre volontariamente passione, glorioso Longino.
Vedendo la morte deperire, una volta messo a morte l’impassibile Signore, ti affrettasti, Longino, a morire per lui, per vivere dopo la morte con gli illustri martiri.
Theotokìon. Generasti, o pura, in due nature, energie e volontà il Verbo, unito nel tuo grembo secondo ipòstasi alla nostra natura e divenuto uomo.
Ode 5. Tu, Signore, mia luce.
Divenuto realmente forestiero in tutta la terra, ti adornasti delle ferite degli atleti e la terra dei miti ti ospitò, Longino.
Fortificato dalla potenza della croce, atleta Longino, fosti capace di respingere la folle audacia dei tiranni.
Ponendo su fondamento sicuro i moti del tuo cuore, sei rimasto incrollabile nelle prove, o invincibile.
Theotokìon. Salvati da lei, con affetto cantiamo la sola genitrice del nostro Dio ignara d’uomo, la divina Madre e la diciamo beata.
Ode 6. A te sacrificherò.
Vedendo il tremore sgretolare terra e i monti nel giorno della passione, crollò la tua incredulità e allora fu confermata la tua fede in colui che patì, o Longino.
Vedendo il mutamento sopravvenuto nel creato, sei riuscito a comprendere la verità con sapienza e perfezione e ti sei convertito, o Longino, alla conoscenza di Dio.
Sopportasti lietamente il terribile castigo e, decapitato dalla spada, con la tua fede incrollabile recidesti la testa degli avversari.
Theotokìon. Strappa, sradica, fai perire gli spinosi pensieri del mio cuore, Vergine purissima e con la tua mediazione, rendimi fertile.
Irmòs. A te sacrificherò con voce di lode, così ti grida la Chiesa, purificata dal lavacro dei demòni per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.
Kontàkion. Tono 4. Sei apparso oggi.
Gioisce lietamente oggi la Chiesa nella memoria di Longino, atleta illustre e acclama: Tu sei la mia forza, Cristo e il mio sostegno.
Ikos.
Vedendo il cielo in tenebra profonda, la terra scuotersi, le pietre spezzarsi e il velo del tempio scisso in due parti nella divina passione di Cristo, l’atleta lo riconobbe Figlio di Dio che pativa in forza della propria compassione, pur essendo impassibile per divinità e gloria e reggendo e dominando tutto con il Padre e il santo Spirito, come Dio vero e Re; perciò con gioia Longino acclamava: Tu sei la mia forza, Cristo e il mio sostegno.
Sinassario.
Il 16 di questo mese memoria del santo martire Longino centurione.
Stichi. Dicendoti di nuovo figlio di Dio, come un tempo, o Cristo, il Centurione fu decapitato dalla lama. Il sedici con la spada fu messo a morte Longino.
Lo stesso giorno memoria dei santi due martiri decapitati con san Longino.
Stichi. Lasciando un esercito corruttibile grazie alla spada, due atleti si arruolarono per il Signore.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Leonzio, Domezio, Terenzio e Domnino.
Stichi. Avendo tre compagni di lotta, Leonzio, stavi nella pira come un leone.
Lo stesso giorno memoria del beato nostro padre Malò.
Stichi. Malò, lasciando la dimora terrena, prende dimora lassù nel cielo.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Nella fornace persiana.
Lottando virilmente secondo le regole, o martire, ostacolasti le volontà degli empi e ricevesti la corona meritata, gridando: Benedetto sei tu, Signore della gloria.
La divina grazia che scende sulle tue reliquie scioglie tutti i dolori di quanti piamente si avvicinano a te e ti predicano invincibile martire della verità, o beato.
Per Cristo non risparmiasti la tua carne mortale, Longino; ti rifiutasti di sacrificare ai demòni e con gioia ti offristi come vittima pura a Dio, decapitato dalla spada, o ammirabile.
Theotokìon. In te, Vergine, trovò dimora conveniente alla sua purezza il Verbo, che con te volle purificare dalle sozzure l’umanità. Benedetto, infatti è il frutto del tuo seno.
Ode 8. Stese le mani Daniele.
Pacificate prima le rivolte della carne con le tue veglie davanti al Signore, ti addormentasti nel sonno beato, o glorioso, morendo per Cristo, che con il suo divino sonno, sull’albero della croce, per i morti fece sgorgare la vita.
Hai visto, o beatissimo, Dio fatto uomo per amore versare sangue dal suo fianco forato dalla lancia e tu stesso fosti ferito dal suo dolcissimo amore, cantando: Opere tutte, benedite il Signore.
Con i flutti del tuo sangue spegnesti il braciere degli idoli, sapientissimo Longino; incendiasti le loro statue cancellando il loro culto, tu, la cui anima bruciava di zelo per Dio, gridando: Opere tutte, benedite il Signore.
Con gli occhi del cuore illuminati dal raggio divino del Sole che oscurava il bagliore del sole, trascurasti, o Longino, le tenebre dell’empietà e divenisti lampada per noi che cantiamo: Opere tutte, benedite il Signore.
Theotokìon. Con tutta la mia anima, con la bocca e il cuore ti proclamo Madre di Dio, Vergine pura e ti supplico: rischiarami con la tua luce e liberami dalle cupe tenebre, affinché gridi: Opere tutte, benedite il Signore.
Irmòs. Stese le mani, Daniele nella fossa chiuse le fauci dei leoni; mentre i fanciulli, amanti della pietà, cinti di virtù, spensero la forza del fuoco acclamando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.
Ode 9. Da te, Vergine.
Mia forza e inno è il Verbo che stese le mani sulla croce: così gridavi agli empi, o martire; e io soffro la morte volontariamente per raffigurare la sua beatissima passione.
Come vittorioso atleta, ornato di grazia e bellezza, trovasti, o Longino, il tuo supremo splendore presso il Verbo rifulgente e per le tue pene fosti largamente ricompensato.
Mostrasti tutto lo splendore del Sole senza tramonto, effondendo in tutta la terra il bagliore delle guarigioni e dileguando le tenebre dell’ignoranza, perciò ti diciamo beato, o Longino.
Sei asceso agli atri celesti ed esulti nel numero dei santi martiri; con essi, beato Longino, ricordati di quanti piamente celebrano festeggiando la tua santa memoria.
Theotokìon. In te, Madre di Dio, dimorò la luce senza tramonto, grazie alla quale videro la luce quanti giacevano nelle tenebre e nell’ombra del peccato. Rischiara dunque i sensi del mio cuore.
Irmòs. Da te, Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo, che congiunse le nature distinte: perciò, Madre di Dio, esultanti ti magnifichiamo.
Exapostilarion. Con i discepoli.
Vedendo il Signore e Dio di tutti spirare sulla croce per suo volere e tutto il creato scuotersi nell’ora della passione, o Longino vittorioso, con il buon ladrone tu lo confessasti Figlio di Dio: per lui, gioioso, fosti anche immolato e ora come nobile martire preghi per noi tutti.
Theotokìon.
Si annienta nel tuo grembo il Verbo che è ogni pienezza, senza uscire, incomprensibilmente, dal seno paterno, o pura: come carne è visto e come bimbo è partorito, o Madre di Dio; imploralo con fervore perché siano liberati da pericoli, tentazioni, colpe e dalla geenna, o Sovrana, quanti piamente ti proclamano Madre di Dio.
Quindi il resto del mattutino secondo l’ordinamento e il congedo.
Vespro del 16 Ottobre- Memoria del santo martire Longino, il centurione che stava sotto la croce
16 Ottobre
Memoria del santo martire Longino, il centurione che stava sotto la croce.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo 3 stichirà prosòmia dei santi.
Tono 4. Come generoso tra i martiri.
Vedendo, o glorioso, con il buon ladrone colui che divenne mortale e sperimentò la croce, oscurando lo splendore del sole, facendo sgorgare dal fianco la remissione salvifica, tu lo confessasti Dio e Sovrano, che volontariamente aveva subìto la passione, per la sua smisurata compassione.
Vedendo appesa al legno la vite fruttifera zampillante vino di vita e di remissione, o glorioso, accostasti le labbra del cuore e, bevendo, fosti ricolmo di letizia, rigettando l’amara incredulità come uomo di senno, come chi manifestamente sceglie il bene al posto del male.
Messo a morte il tiranno con l’ardire delle tue parole, ti consegnasti a volontaria immolazione, senza temere, illustre Longino, la morte che ti procurava per grazia la vita immortale: perciò con fede celebriamo la tua solennissima memoria, supplicandoti di intercedere per noi presso il Signore.
Gloria. Tono pl. 2. Di Giovanni monaco.
Il centurione Longino, contemplando nella tua passione, o Cristo, il tempio squarciato, ti proclamava ai giudei Figlio di Dio; perciò quei malvagi, recisa la sua divina testa con la spada, la gettarono nel letame; ma una donna la trovò e le pupille chiuse dei suoi occhi furono aperte; con lei anche noi a te gridiamo: O tu che incoronasti il tuo lottatore, per le sue suppliche illumina anche gli occhi del nostro cuore perché glorifichiamo te, Dio, inchiodato alla croce per salvarci.
E ora. Theotokìon. Riposta nei cieli.
Io solo più di tutti i figli degli uomini ho peccato, io solo, l’infelice, commettendo cose che in nessun modo si possono esprimere con la parola, o pura, né sono sopportabili all’udito; perciò ti prego: Perdona, Sovrana, perdona e dammi conversione, dammi confessione, dammi gemiti e lacrime, perché così, col cuore contrito, io sempre levi il grido: Ho peccato, ho peccato, siimi propizio, salvami.
Oppure stavrotheotokìon.
Una spada, come disse Simeone, trapassò il tuo cuore, santissima Sovrana, vedendo colui che da te per un ineffabile decreto rifulse, innalzato da iniqui sulla croce come un condannato, abbeverato di aceto e di fiele, col fianco trafitto, le mani e i piedi inchiodati; e facendo lamento alzavi grida, esclamando maternamente: Perché, Figlio dolcissimo, questo mistero nuovo?
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Gloria. Tono pl. 2. Di Giovanni monaco.
Stando presso la croce e osservando l’accaduto, vedendo crocifisso sul legno il Dio e uomo, tu a lui gridavi: Nel tuo regno ricordati di me, Signore. Perciò il Salvatore ti diceva: Beato sei tu, Longino e il tuo ricordo è di generazione in generazione.
E ora. Theotokìon. Il terzo giorno sei risorto.
In te ripongo Vergine, tutta la mia speranza: non trascurarmi, ma affréttati, o buona, a salvarmi presto dalle passioni che mi molestano e ogni giorno mi guerreggiano.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendo, la Madre di Dio purissima, pendere dal legno la nostra vita, maternamente gemeva gridando: Figlio mio e Dio mio, salva quanti con affetto ti inneggiano.
Mattutino del 16 Ottobre- Memoria del santo martire Longino, il centurione che stava sotto la croce
16 Ottobre
Memoria del santo martire Longino, il centurione che stava sotto la croce.
Al Mattutino.
Dopo la solita sticologia i canoni dall’Oktòichos e quello del santo. Acrostico: Inneggerò all’immensa gloria di Longino. Giuseppe.
Ode 1. Tono. 4. Quando l’antico Israele.
Illuminato, o glorioso, dai divini bagliori e stando presso Cristo Dio con le schiere degli angeli, rischiara quanti celebrano la tua luminosa memoria.
Nulla ti separò, o martire, dalla tua unione con Dio, essendo distaccato per fede da ogni voluttà carnale e gioendo dell’amore supremo in tutta purezza.
Adorando il Dio vivente, illustre e beato Longino, non concedesti il minimo culto alle statue inanimate; perciò, messo a morte, giungesti alla vita senza fine.
Theotokìon. Volendo salvare i mortali, per bontà, dall’irragionevolezza, Dio Verbo da un verbo si lasciò concepire nel tuo grembo, Vergine Madre benedetta, senza macchia, purissima.
Ode 3. In te si rallegra.
Riconoscendo il Signore come vero Figlio di Dio, che patì per noi sulla croce, credesti a lui con tutta la tua anima.
Ricevuto il seme del Verbo, come terra buona, o Longino, producesti la spiga matura della pietà divina.
Attraversasti il mare dei dolori con la vela della croce; perciò raggiungesti con gioia, il porto della pace.
Theotokìon. Purissima Madre di Dio, risana la mia anima afflitta dall’assalto delle passioni e guidala alla salvezza.
Irmòs. In te si rallegra la tua Chiesa, o Cristo, acclamando: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e saldezza.
Kathisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Vedesti crocifisso il nostro Redentore e illuminato dai suoi raggi, fuggisti la profondissima tenebra dell’ignoranza e conformasti te stesso alla divina conoscenza, credendo Dio colui che vedevi; perciò dopo la lotta, beato Longino, fosti annoverato con gioia nei cori dei martiri; sempre con loro prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Vergine purissima, guarda la mia anima miserabile e naufraga senza governo nella tempesta della vita e nel furore delle tentazioni, sommersa visibilmente dal fardello dei peccati e sul punto di sprofondare agli inferi; affréttati, Madre di Dio, con la tua ardente intercessione salvala, tu che procuri il porto della pace, affinché con fede a te gridi: prega Cristo Dio di donarmi la remissione dei peccati, poiché tu sei la speranza del tuo servo indegno.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendo sulla croce l’Agnello, il Pastore e Redentore, l’agnella gemeva amaramente ed esclamò in lacrime: il mondo si rallegra ricevendo la redenzione e le mie viscere si consumano vedendo la crocefissione che subisci per noi, per viscere di compassione, o Dio sommamente buono, longanime Signore. Con fede gridiamo: Abbi compassione di noi, o Vergine e dona remissione delle colpe a quanti con fede venerano la sua passione.
Ode 4. Vedendo te.
Attingendo vigore dalla fede, beato Longino, distruggesti l’impotente forza dell’errore e acclamasti: Gloria alla tua potenza, Signore.
Vedendo l’impassibile Signore, Re della gloria, elevato e inchiodato sulla croce lo confessasti Figlio di Dio che soffre volontariamente passione, glorioso Longino.
Vedendo la morte deperire, una volta messo a morte l’impassibile Signore, ti affrettasti, Longino, a morire per lui, per vivere dopo la morte con gli illustri martiri.
Theotokìon. Generasti, o pura, in due nature, energie e volontà il Verbo, unito nel tuo grembo secondo ipòstasi alla nostra natura e divenuto uomo.
Ode 5. Tu, Signore, mia luce.
Divenuto realmente forestiero in tutta la terra, ti adornasti delle ferite degli atleti e la terra dei miti ti ospitò, Longino.
Fortificato dalla potenza della croce, atleta Longino, fosti capace di respingere la folle audacia dei tiranni.
Ponendo su fondamento sicuro i moti del tuo cuore, sei rimasto incrollabile nelle prove, o invincibile.
Theotokìon. Salvati da lei, con affetto cantiamo la sola genitrice del nostro Dio ignara d’uomo, la divina Madre e la diciamo beata.
Ode 6. A te sacrificherò.
Vedendo il tremore sgretolare terra e i monti nel giorno della passione, crollò la tua incredulità e allora fu confermata la tua fede in colui che patì, o Longino.
Vedendo il mutamento sopravvenuto nel creato, sei riuscito a comprendere la verità con sapienza e perfezione e ti sei convertito, o Longino, alla conoscenza di Dio.
Sopportasti lietamente il terribile castigo e, decapitato dalla spada, con la tua fede incrollabile recidesti la testa degli avversari.
Theotokìon. Strappa, sradica, fai perire gli spinosi pensieri del mio cuore, Vergine purissima e con la tua mediazione, rendimi fertile.
Irmòs. A te sacrificherò con voce di lode, così ti grida la Chiesa, purificata dal lavacro dei demòni per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.
Kontàkion. Tono 4. Sei apparso oggi.
Gioisce lietamente oggi la Chiesa nella memoria di Longino, atleta illustre e acclama: Tu sei la mia forza, Cristo e il mio sostegno.
Ikos.
Vedendo il cielo in tenebra profonda, la terra scuotersi, le pietre spezzarsi e il velo del tempio scisso in due parti nella divina passione di Cristo, l’atleta lo riconobbe Figlio di Dio che pativa in forza della propria compassione, pur essendo impassibile per divinità e gloria e reggendo e dominando tutto con il Padre e il santo Spirito, come Dio vero e Re; perciò con gioia Longino acclamava: Tu sei la mia forza, Cristo e il mio sostegno.
Sinassario.
Il 16 di questo mese memoria del santo martire Longino centurione.
Stichi. Dicendoti di nuovo figlio di Dio, come un tempo, o Cristo, il Centurione fu decapitato dalla lama. Il sedici con la spada fu messo a morte Longino.
Lo stesso giorno memoria dei santi due martiri decapitati con san Longino.
Stichi. Lasciando un esercito corruttibile grazie alla spada, due atleti si arruolarono per il Signore.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Leonzio, Domezio, Terenzio e Domnino.
Stichi. Avendo tre compagni di lotta, Leonzio, stavi nella pira come un leone.
Lo stesso giorno memoria del beato nostro padre Malò.
Stichi. Malò, lasciando la dimora terrena, prende dimora lassù nel cielo.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Nella fornace persiana.
Lottando virilmente secondo le regole, o martire, ostacolasti le volontà degli empi e ricevesti la corona meritata, gridando: Benedetto sei tu, Signore della gloria.
La divina grazia che scende sulle tue reliquie scioglie tutti i dolori di quanti piamente si avvicinano a te e ti predicano invincibile martire della verità, o beato.
Per Cristo non risparmiasti la tua carne mortale, Longino; ti rifiutasti di sacrificare ai demòni e con gioia ti offristi come vittima pura a Dio, decapitato dalla spada, o ammirabile.
Theotokìon. In te, Vergine, trovò dimora conveniente alla sua purezza il Verbo, che con te volle purificare dalle sozzure l’umanità. Benedetto, infatti è il frutto del tuo seno.
Ode 8. Stese le mani Daniele.
Pacificate prima le rivolte della carne con le tue veglie davanti al Signore, ti addormentasti nel sonno beato, o glorioso, morendo per Cristo, che con il suo divino sonno, sull’albero della croce, per i morti fece sgorgare la vita.
Hai visto, o beatissimo, Dio fatto uomo per amore versare sangue dal suo fianco forato dalla lancia e tu stesso fosti ferito dal suo dolcissimo amore, cantando: Opere tutte, benedite il Signore.
Con i flutti del tuo sangue spegnesti il braciere degli idoli, sapientissimo Longino; incendiasti le loro statue cancellando il loro culto, tu, la cui anima bruciava di zelo per Dio, gridando: Opere tutte, benedite il Signore.
Con gli occhi del cuore illuminati dal raggio divino del Sole che oscurava il bagliore del sole, trascurasti, o Longino, le tenebre dell’empietà e divenisti lampada per noi che cantiamo: Opere tutte, benedite il Signore.
Theotokìon. Con tutta la mia anima, con la bocca e il cuore ti proclamo Madre di Dio, Vergine pura e ti supplico: rischiarami con la tua luce e liberami dalle cupe tenebre, affinché gridi: Opere tutte, benedite il Signore.
Irmòs. Stese le mani, Daniele nella fossa chiuse le fauci dei leoni; mentre i fanciulli, amanti della pietà, cinti di virtù, spensero la forza del fuoco acclamando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.
Ode 9. Da te, Vergine.
Mia forza e inno è il Verbo che stese le mani sulla croce: così gridavi agli empi, o martire; e io soffro la morte volontariamente per raffigurare la sua beatissima passione.
Come vittorioso atleta, ornato di grazia e bellezza, trovasti, o Longino, il tuo supremo splendore presso il Verbo rifulgente e per le tue pene fosti largamente ricompensato.
Mostrasti tutto lo splendore del Sole senza tramonto, effondendo in tutta la terra il bagliore delle guarigioni e dileguando le tenebre dell’ignoranza, perciò ti diciamo beato, o Longino.
Sei asceso agli atri celesti ed esulti nel numero dei santi martiri; con essi, beato Longino, ricordati di quanti piamente celebrano festeggiando la tua santa memoria.
Theotokìon. In te, Madre di Dio, dimorò la luce senza tramonto, grazie alla quale videro la luce quanti giacevano nelle tenebre e nell’ombra del peccato. Rischiara dunque i sensi del mio cuore.
Irmòs. Da te, Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo, che congiunse le nature distinte: perciò, Madre di Dio, esultanti ti magnifichiamo.
Exapostilarion. Con i discepoli.
Vedendo il Signore e Dio di tutti spirare sulla croce per suo volere e tutto il creato scuotersi nell’ora della passione, o Longino vittorioso, con il buon ladrone tu lo confessasti Figlio di Dio: per lui, gioioso, fosti anche immolato e ora come nobile martire preghi per noi tutti.
Theotokìon.
Si annienta nel tuo grembo il Verbo che è ogni pienezza, senza uscire, incomprensibilmente, dal seno paterno, o pura: come carne è visto e come bimbo è partorito, o Madre di Dio; imploralo con fervore perché siano liberati da pericoli, tentazioni, colpe e dalla geenna, o Sovrana, quanti piamente ti proclamano Madre di Dio.
Quindi il resto del mattutino secondo l’ordinamento e il congedo.
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
8X
1000 ANNI
8X
IL SACRO
LODIAMO L’ALTISSIMO
COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO
8X
LA SOLIDARIETÀ
UN AIUTO CONCRETO
PER TUTTE LE
GENERAZIONI
8X
LA VITA
CUSTODIAMO IL
CREATO CHE DIO
CI HA AFFIDATO
8X
LA PACE
TESTIMONIAMO LA PACE
E ACCOGLIAMO LA
RICONCILIAZIONE
ATTRAVERSO LA
TRADIZIONE VIVENTE
SOSTENERE COMUNITÀ, LITURGIA, FORMAZIONE E CARITÀ.
L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.
I NOSTRI LUOGHI DI CULTO
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cultura e formazione
cultura e formazione
La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.
ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO
L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.
La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.
Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.
In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA
La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.
Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.
Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.
Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it













