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Benvenuti nel nuovo sito dell’ Arcidiocesi Ortodossa d’ Italia

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Santo del giorno

Postfesta della Santa Croce

Dal 15 settembre fino all’Apodosi, cantiamo: «O venite, adoriamo e prostriamoci davanti a Cristo. O Figlio di Dio, crocifisso secondo la carne, salva…
CALENDARIO
19 Settembre 2026
«Il Signore disse: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”»
«Il Signore disse: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”»
MARCO 8,34

PREGHIERE DEL GIORNO

LA PREGHIERA DEL VESPERO
19 Settembre 2026

Vespro del 19 Settembre- Memoria dei santi martiri Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte

19 Settembre

Memoria dei santi martiri Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato 6 stichi e 3 stichirà prosòmia della festa.

Tono pl. 4. O straordinario prodigio!

O straordinario prodigio! La croce santissima, albero vivificante, oggi si mostra levata in alto, la glorificano tutti i confini e tutti i demòni sono atterriti: quale dono è stato fatto ai mortali! Per essa, o Cristo, salva le nostre anime, come solo compassionevole.

O straordinario prodigio! La croce che portò l’Altissimo come grappolo pieno di vita, si mostra oggi elevata da terra: per essa tutti fummo attratti a Dio e la morte del tutto inghiottita; o albero immacolato, per cui gustiamo l’immortale cibo dell’Eden, glorificando Cristo!

O straordinario prodigio! La larghezza e la lunghezza della croce sono pari al cielo, perché con la divina grazia essa santifica l’universo. In essa sono vinte le genti barbare; per essa sono saldamente stabiliti gli scettri dei regnanti. O divina scala, per cui saliamo ai cieli, esaltando con canti Cristo Signore!

Dei santi. Stesso tono. I tuoi martiri.

Volendo ereditare le inesauribili delizie, o Trofimo martire, ti deliziavi delle pene del corpo e fosti trasferito dalla corruzione all’incorruttela, esultante e adorno del martirio: perciò con le tue preghiere chiedi per tutti, o beato, la grande misericordia.

Il glorioso Sabbazio, che sopportò tanti supplizi, gioisce ora del riposo sabbatico negli atri dei cieli, ricevendo il premio delle sue lotte, annoverato tra le folle degli angeli: per la sua intercessione, o Cristo, dona al tuo popolo la grande misericordia.

Opponendosi al tribunale degli atei con determinazioni divinamente ispirate, Dorimedonte fortificò il suo intelletto e avanzò inflessibile verso le prove dei tormenti: ricevuti i premi della vittoria, regna con Cristo, pregando sempre per tutti noi.

ÈGloria. E ora. Della festa. Tono pl. 4.

compiuta, o Dio, la parola del tuo profeta Mosè che dice: Vedrete la vostra vita appesa davanti ai vostri occhi. Oggi la croce è innalzata e il mondo è liberato dall’inganno. Oggi si inaugura la risurrezione di Cristo ed esultano i confini della terra, offrendo a te un inno con i cembali di Davide e dicendo: Hai operato la salvezza in mezzo alla terra, o Dio, con la croce e la risurrezione: per esse ci hai salvato, o buono e filantropo. Signore onnipotente, gloria a te.

Apòstica stichirà.

ATono pl. 4. Il terzo giorno sei risorto.

adoriamo il luogo dove si sono posati i piedi di Cristo, elevando la croce beatissima, su cui venne versato il sangue del Sovrano, che fa scaturire per il mondo la risurrezione.

Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.

Mortificando le passioni della carne e dello spirito, noi che pensiamo secondo Dio, affrettiamoci a farci innalzare da terra verso l’eredità celeste, crocifissi col Cristo Sovrano, mentre viene innalzata la croce.

Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.

Scaturì dal divino fianco del Salvatore la fonte che fa fluire la vita: essa irriga le anime di quanti con fede adorano la sua divina passione, la croce e la risurrezione.

Gloria. E ora. Tono pl. 2.

Il mondo nei suoi quattro confini è oggi santificato dalla quadripartita croce innalzata, o Cristo nostro Dio; ed è innalzato il corno dei nostri imperatori, che spezzano con essa i corni dei nemici. Grande sei tu, Signore e mirabile nelle tue opere: gloria a te.

Apolytìkion della festa. Tono 1.

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità, dando ai re vittoria contro i barbari e custodendo con la tua croce la tua città.

LA PREGHIERA DEL MATTUTINO
19 Settembre 2026

Mattutino del 19 Settembre- Memoria dei santi martiri Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte

19 Settembre

Memoria dei santi martiri Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte.

Al Mattutino.

Apolytìkion della festa. Tono 1.

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità, dando ai re vittoria contro i barbari e custodendo con la tua croce la tua città.

Dopo la prima sticologia, kàthisma.

Tono 1. Sigillata la pietra.

Veneriamo il legno della tua croce, o filantropo, perché in esso fosti inchiodato, vita di tutti; hai aperto il paradiso, Salvatore, al ladrone che con fede a te si rivolgeva; egli fu degno della beatitudine così confessandoti: Ricordati di me, Signore. Come lui accogli anche noi, che acclamiamo: Tutti abbiamo peccato, per la tua amorosa compassione non disprezzarci.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono 1. I soldati a guardia.

Distese le braccia sulla croce, misericordioso, radunasti le genti da te lontane per glorificare la tua grande bontà. Guarda dunque alla tua eredità e abbatti con la tua croce preziosa chi ci fa guerra.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Canone della festa e dei santi. Acròstico: Canto lo splendore trifulgido dei martiri. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. Il faraone alla testa.

Illuminati dai bagliori luminosissimi dello Spirito, sciogliete le nubi oscure della mia anima, rischiarate il mio intelletto e aprite le mie labbra per cantarvi un inno, o martiri di Cristo dal grande nome.

Con la forza della vostra mente avete resistito all’insensato che vi costringeva a dare un culto abominevole agli dèi e voi attraverso molteplici tormenti, offriste sacrificio perfetto al Re dell’universo.

L’Onnipotente vi concesse il potere di abbattere del tutto la forza del dragone, venerabili martiri eccelsi, opliti della Trinità santa, augusto Sabbazio, divino Dorimedonte e Trofimo.

Theotokìon. Splendidamente illuminati dalle chiare grazie da te sgorganti, i nobili martiri, o Vergine piena di grazia, unica porta della luce, superarono l’oscurità profonda di insopportabili torture a te inneggiando.

Ode 3. Tu che in principio stabilisti.

Con pensiero splendido e mente stabile, marciavate incontro alla prova dei tormenti, colpiti e dilaniati dai colpi, restando irremovibili e invincibili per la vostra fede.

Imporporati dai rivi sacri del vostro sangue, generosi opliti, ora siete al cospetto del Signore, Re immortale, senza sosta pregando per noi.

Non rinnegaste Cristo, affrontando svariate torture col corpo raschiato e straziato ed esposti alle belve, o illustri opliti, martiri eccelsi.

Theotokìon. Sottomettendosi ai precetti del Sovrano incarnato dal tuo grembo, con il tuo aiuto, pura Vergine, salvezza delle nostre anime, i generosi atleti sconfissero gli iniqui

Irmòs. Tu che in principio stabilisti con sapienza i cieli e fondasti la terra sulle acque, o Cristo, sulla pietra dei tuoi precetti rafforzami, poiché non c’è santo all’infuori di te, o unico filantropo.

Kàthisma dei martiri. Tono 1. I soldati a guardia.

Sopportaste con coraggio insieme le dure pene delle torture, riceveste la vita senza affanni, Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte, perciò oggi esulta la Chiesa di Cristo, festeggiando la vostra santa memoria.

Gloria. E ora. Della festa.

Tu che lassù, come Dio, hai il cielo per trono e la terra per sgabello, Cristo Salvatore, ci hai indicato la croce come sgabello dei tuoi piedi; ad essa davidicamente tutti ci prostriamo; essa, come custode e soccorso richiediamo e con fede glorifichiamo.

Ode 4. Tu sei mia forza, Signore.

Splendidi di pazienza nei tormenti, foste sospesi al palo e dilaniati ai fianchi con uncini di ferro, o gloriosi martiri; spogliati dei vostri corpi, indossaste l’incorruttibile veste divina per stare presso il trono della Trinità santa.

Flagellato per Cristo, santo martire Trofimo, sopportavi le eccessive pene che su di te si infrangevano, considerando le ricompense celesti, le inesauribili delizie presso Dio: terminata la lotta, fosti degno delle delizie presso il Sovrano.

Sopportando con coraggio in letizia i tormenti, o Sabbazio, rimettesti la tua anima nelle mani di Dio e nella dimora celeste trovasti riposo sabbatico, sconfiggendo il miserabile che ti aveva condannato, ricevendo la ricompensa dei vincitori.

Theotokìon. Quale puro palazzo del loro Re, il trio dei martiri, invocando il tuo aiuto, pura Vergine, demolì i templi dei demòni, passando al tempio della gloria eccelsa con inni di lode sempre glorificandoti.

Ode 5. Perché mi hai abbandonato.

Lontani da ogni amicizia col corpo, per il numero e la lunghezza dei vostri tormenti diveniste, o illustri, familiari del Dio compassionevolissimo, che per misericordia vi amò e con la sua passione uccise le passioni.

I tuoi passi, martire Trofimo erano diretti verso le vie sapientissime del martirio, nelle quali eccellevi; inchiodato ai sandali ferrati, colpisti in fronte la testa di Beliar.

Esponendo i misteri divini, o Trofimo dalle molte lotte, svergognasti i tiranni e santificasti la terra camminando sul tuo sangue; camminando ora con gioia in paradiso, prega per la nostra salvezza.

Theotokìon. Invocando in aiuto la Purissima e santa Vergine, piena di grazia, i valorosi opliti attraversarono la moltitudine dei tormenti e la tempesta dei castighi, restando irremovibili nella loro mente.

Ode 6. Perdonami, Salvatore.

Attraversarono nella quiete, con la guida dello Spirito, il mare delle torture, gli illustri atleti e santamente attraccarono al porto salvifico e pacifico.

Vedendo le tue membra effondere sangue sulla terra, o Trofimo e ricevendo aceto nelle narici, in cambio ottieni i profumi dell’amore di Cristo.

Osservando volontariamente i precetti di Cristo, respingesti del tutto gli atei ostili e ti consegnasti ai supplizi, o martire Dorimedonte.

Theotokìon. Rinvigoriti dalla tua forza, o Cristo, gli atleti vittoriosi lottarono secondo le regole, inneggiando alla Madre pura che ti concepì ineffabilmente.

Irmòs. Perdonami, Salvatore, molte infatti sono le mie colpe e strappami, ti prego dall’abisso dei mali, poiché a te ho gridato e tu ascoltami, Dio della mia salvezza.

Kontàkion. Tono pl. 4. Come primizie.

La Chiesa onora e celebra il tuo luminoso agone, sostegno dei lottatori e baluardo della pietà: o beato ovunque celebrato, lottatore dal nobile sentire, glorioso Trofimo, con i tuoi compagni di lotta, chiedi per i tuoi cantori il perdono, tu che non sei stato vinto.

Ikos.

Stupirono le schiere dei cieli per le lotte dei santi martiri, perché con un corpo mortale, sbaragliarono i nemici incorporei, corroborati dalla forza della croce; sono perciò proclamati beati in eterno e chiedono per tutti noi il perdono delle colpe: sono infatti onorati perché non sono stati vinti.

Sinassario.

Il 19 di questo mese memoria dei santi martiri Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte.

Stichi. Trofimo e Dorimedonte, unica anima, subirono identica morte di spada. Dilaniato dal ferro, Sabbazio donò la sua vita, giungendo al riposo sabbatico. Trofimo il 19 con i suoi compagni termina la sua corsa atletica.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. La discesa di Dio.

Realmente divenuto splendente per la tua inclinazione verso Dio, stoicamente sopportasti di essere arso con i fianchi squarciati per un ingiusto castigo, o beato Dorimedonte.

Desiderando contemplare l’ineffabile gloria di Dio, fosti accecato con ferri incandescenti, ma tu, Trofimo, grato gridavi al Signore: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Infiammati tutti e tre dall’amore per la Trinità santa, affrontaste le lotte più dure e ora esultate con le miriadi celesti; con loro ricordatevi di noi, che chiediamo il perdono dei nostri peccati.

Theotokìon. Essendo più pura di ogni creatura, hai ricevuto, o Sovrana, il Verbo, da te nato ineffabilmente: desiderando lui, gli insigni martiri sopportarono le fiamme delle torture.

Ode 8. Sette volte di più.

Spogliandovi dei corpi per lottare fra i tormenti, riceveste la veste incorruttibile, coprendo l’eterno nemico di vergogna; e, incoronati, giungeste alla fine beata cantando: sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Seguendo le orme della passione di Cristo, santi martiri, foste appesi al legno, sopportando prove con cuore nobile e annegaste nelle onde del sangue la maledetta stirpe dei demòni, cantando: sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Acclamiamo Trofimo, glorifichiamo Sabbazio, magnifichiamo, oggi, Dorimedonte, colonne incrollabili, difesa dei fedeli, torce luminose della Chiesa, rischiarata dai raggi delle loro grandi lotte, cantando: sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Theotokìon. Generasti, neonato, Cristo nostro Dio, che noi riconosciamo consustanziale al Padre e allo Spirito, o Vergine pura; confessando lui, i nobili martiri, hanno compiuto le loro sacre lotte: con loro, Purissima, noi, popoli, tribù e lingue tutte con fede ti diciamo beata per tutti i secoli.

Irmòs. Sette volte di più il tiranno dei caldei infiammò nel suo furore la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvi per una forza superiore, gridava al Creatore e Redentore: sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Ode 9. Stupì di questo.

Per la potenza del Creatore di tutti, o martiri, fermaste gli assalti delle belve e siete rimasti illesi da loro, sorprendendo grandemente per il loro mutamento; riuniti ora alla folla dei martiri, pregate sempre per noi.

Come vittime per la mensa del Verbo, foste offerti gloriosamente, tagliati dalla spada: ora che state con gioia nel paradiso dei primogeniti, contemplate la gloria di Dio e ricevete i frutti delle vostre pene, la ricompensa delle lotte.

Raduniamoci concordi, venite ora, fedeli, glorifichiamo l’illustre Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte, i forti martiri della verità, tralci della mistica vite, che per grazia di Dio versano per noi il vino della vera letizia.

La memoria festiva degli atleti, sorgendo oggi, realmente illumina tutti gli uomini più chiaramente dei raggi del sole, dileguando le nubi dell’accidia e le tenebre delle passioni; o Verbo, per le loro preghiere, abbi pietà di tutti.

Theotokìon. Serbandoti Vergine colui che sorse dal tuo grembo come sole realmente senza sera, rischiarò, o Vergine, gli indomiti atleti; con loro supplicalo d’aver pietà di noi, che piamente ti diciamo beata.

Irmòs. Stupì di questo il cielo e i confini della terra sbalordirono: poiché Dio apparve agli uomini corporalmente e il tuo grembo divenne più grande dei cieli, perciò, Madre di Dio, le schiere degli angeli e degli uomini ti magnificano.

Exapostilarion dei santi.

Tu che il cielo con le stelle.

Tu che il cielo con le stelle, come Dio adornasti e per mezzo dei tuoi santi tutta la terra illumini, o autore di tutte le cose, salva i tuoi cantori.

Della festa. Tono 2.

Croce, custode di tutta l’ecumène! Croce, splendore della Chiesa; croce, fortezza dei re; croce, saldezza dei fedeli; croce, gloria degli angeli e disfatta dei demòni.

Apòstica stichirà. Tono 2. Casa di Efrata.

L’albero della tua croce, mio Salvatore, venendo innalzato toglie la bruttura corruttrice del peccato e fa risplendere l’universo.

Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.

Liberazione dal male e acquisizione di beni, elargisce al genere umano la santa croce di Cristo nella sua esaltazione.

Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.

Quando Mosè metteva in rotta Amalek, preannunziando la passione di Cristo, tracciava in anticipo la figura della croce divina e tutta immacolata.

Gloria. E ora. Stessa melodia.

Venite, con gioia salutiamo tutti l’albero salvifico, su cui venne steso Cristo, la redenzione.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

LA PREGHIERA DEL VESPERO
19 Settembre 2026

Vespro del 19 Settembre- Memoria dei santi martiri Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte

19 Settembre

Memoria dei santi martiri Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato 6 stichi e 3 stichirà prosòmia della festa.

Tono pl. 4. O straordinario prodigio!

O straordinario prodigio! La croce santissima, albero vivificante, oggi si mostra levata in alto, la glorificano tutti i confini e tutti i demòni sono atterriti: quale dono è stato fatto ai mortali! Per essa, o Cristo, salva le nostre anime, come solo compassionevole.

O straordinario prodigio! La croce che portò l’Altissimo come grappolo pieno di vita, si mostra oggi elevata da terra: per essa tutti fummo attratti a Dio e la morte del tutto inghiottita; o albero immacolato, per cui gustiamo l’immortale cibo dell’Eden, glorificando Cristo!

O straordinario prodigio! La larghezza e la lunghezza della croce sono pari al cielo, perché con la divina grazia essa santifica l’universo. In essa sono vinte le genti barbare; per essa sono saldamente stabiliti gli scettri dei regnanti. O divina scala, per cui saliamo ai cieli, esaltando con canti Cristo Signore!

Dei santi. Stesso tono. I tuoi martiri.

Volendo ereditare le inesauribili delizie, o Trofimo martire, ti deliziavi delle pene del corpo e fosti trasferito dalla corruzione all’incorruttela, esultante e adorno del martirio: perciò con le tue preghiere chiedi per tutti, o beato, la grande misericordia.

Il glorioso Sabbazio, che sopportò tanti supplizi, gioisce ora del riposo sabbatico negli atri dei cieli, ricevendo il premio delle sue lotte, annoverato tra le folle degli angeli: per la sua intercessione, o Cristo, dona al tuo popolo la grande misericordia.

Opponendosi al tribunale degli atei con determinazioni divinamente ispirate, Dorimedonte fortificò il suo intelletto e avanzò inflessibile verso le prove dei tormenti: ricevuti i premi della vittoria, regna con Cristo, pregando sempre per tutti noi.

ÈGloria. E ora. Della festa. Tono pl. 4.

compiuta, o Dio, la parola del tuo profeta Mosè che dice: Vedrete la vostra vita appesa davanti ai vostri occhi. Oggi la croce è innalzata e il mondo è liberato dall’inganno. Oggi si inaugura la risurrezione di Cristo ed esultano i confini della terra, offrendo a te un inno con i cembali di Davide e dicendo: Hai operato la salvezza in mezzo alla terra, o Dio, con la croce e la risurrezione: per esse ci hai salvato, o buono e filantropo. Signore onnipotente, gloria a te.

Apòstica stichirà.

ATono pl. 4. Il terzo giorno sei risorto.

adoriamo il luogo dove si sono posati i piedi di Cristo, elevando la croce beatissima, su cui venne versato il sangue del Sovrano, che fa scaturire per il mondo la risurrezione.

Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.

Mortificando le passioni della carne e dello spirito, noi che pensiamo secondo Dio, affrettiamoci a farci innalzare da terra verso l’eredità celeste, crocifissi col Cristo Sovrano, mentre viene innalzata la croce.

Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.

Scaturì dal divino fianco del Salvatore la fonte che fa fluire la vita: essa irriga le anime di quanti con fede adorano la sua divina passione, la croce e la risurrezione.

Gloria. E ora. Tono pl. 2.

Il mondo nei suoi quattro confini è oggi santificato dalla quadripartita croce innalzata, o Cristo nostro Dio; ed è innalzato il corno dei nostri imperatori, che spezzano con essa i corni dei nemici. Grande sei tu, Signore e mirabile nelle tue opere: gloria a te.

Apolytìkion della festa. Tono 1.

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità, dando ai re vittoria contro i barbari e custodendo con la tua croce la tua città.

LA PREGHIERA DEL MATTUTINO
19 Settembre 2026

Mattutino del 19 Settembre- Memoria dei santi martiri Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte

19 Settembre

Memoria dei santi martiri Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte.

Al Mattutino.

Apolytìkion della festa. Tono 1.

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità, dando ai re vittoria contro i barbari e custodendo con la tua croce la tua città.

Dopo la prima sticologia, kàthisma.

Tono 1. Sigillata la pietra.

Veneriamo il legno della tua croce, o filantropo, perché in esso fosti inchiodato, vita di tutti; hai aperto il paradiso, Salvatore, al ladrone che con fede a te si rivolgeva; egli fu degno della beatitudine così confessandoti: Ricordati di me, Signore. Come lui accogli anche noi, che acclamiamo: Tutti abbiamo peccato, per la tua amorosa compassione non disprezzarci.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono 1. I soldati a guardia.

Distese le braccia sulla croce, misericordioso, radunasti le genti da te lontane per glorificare la tua grande bontà. Guarda dunque alla tua eredità e abbatti con la tua croce preziosa chi ci fa guerra.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Canone della festa e dei santi. Acròstico: Canto lo splendore trifulgido dei martiri. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. Il faraone alla testa.

Illuminati dai bagliori luminosissimi dello Spirito, sciogliete le nubi oscure della mia anima, rischiarate il mio intelletto e aprite le mie labbra per cantarvi un inno, o martiri di Cristo dal grande nome.

Con la forza della vostra mente avete resistito all’insensato che vi costringeva a dare un culto abominevole agli dèi e voi attraverso molteplici tormenti, offriste sacrificio perfetto al Re dell’universo.

L’Onnipotente vi concesse il potere di abbattere del tutto la forza del dragone, venerabili martiri eccelsi, opliti della Trinità santa, augusto Sabbazio, divino Dorimedonte e Trofimo.

Theotokìon. Splendidamente illuminati dalle chiare grazie da te sgorganti, i nobili martiri, o Vergine piena di grazia, unica porta della luce, superarono l’oscurità profonda di insopportabili torture a te inneggiando.

Ode 3. Tu che in principio stabilisti.

Con pensiero splendido e mente stabile, marciavate incontro alla prova dei tormenti, colpiti e dilaniati dai colpi, restando irremovibili e invincibili per la vostra fede.

Imporporati dai rivi sacri del vostro sangue, generosi opliti, ora siete al cospetto del Signore, Re immortale, senza sosta pregando per noi.

Non rinnegaste Cristo, affrontando svariate torture col corpo raschiato e straziato ed esposti alle belve, o illustri opliti, martiri eccelsi.

Theotokìon. Sottomettendosi ai precetti del Sovrano incarnato dal tuo grembo, con il tuo aiuto, pura Vergine, salvezza delle nostre anime, i generosi atleti sconfissero gli iniqui

Irmòs. Tu che in principio stabilisti con sapienza i cieli e fondasti la terra sulle acque, o Cristo, sulla pietra dei tuoi precetti rafforzami, poiché non c’è santo all’infuori di te, o unico filantropo.

Kàthisma dei martiri. Tono 1. I soldati a guardia.

Sopportaste con coraggio insieme le dure pene delle torture, riceveste la vita senza affanni, Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte, perciò oggi esulta la Chiesa di Cristo, festeggiando la vostra santa memoria.

Gloria. E ora. Della festa.

Tu che lassù, come Dio, hai il cielo per trono e la terra per sgabello, Cristo Salvatore, ci hai indicato la croce come sgabello dei tuoi piedi; ad essa davidicamente tutti ci prostriamo; essa, come custode e soccorso richiediamo e con fede glorifichiamo.

Ode 4. Tu sei mia forza, Signore.

Splendidi di pazienza nei tormenti, foste sospesi al palo e dilaniati ai fianchi con uncini di ferro, o gloriosi martiri; spogliati dei vostri corpi, indossaste l’incorruttibile veste divina per stare presso il trono della Trinità santa.

Flagellato per Cristo, santo martire Trofimo, sopportavi le eccessive pene che su di te si infrangevano, considerando le ricompense celesti, le inesauribili delizie presso Dio: terminata la lotta, fosti degno delle delizie presso il Sovrano.

Sopportando con coraggio in letizia i tormenti, o Sabbazio, rimettesti la tua anima nelle mani di Dio e nella dimora celeste trovasti riposo sabbatico, sconfiggendo il miserabile che ti aveva condannato, ricevendo la ricompensa dei vincitori.

Theotokìon. Quale puro palazzo del loro Re, il trio dei martiri, invocando il tuo aiuto, pura Vergine, demolì i templi dei demòni, passando al tempio della gloria eccelsa con inni di lode sempre glorificandoti.

Ode 5. Perché mi hai abbandonato.

Lontani da ogni amicizia col corpo, per il numero e la lunghezza dei vostri tormenti diveniste, o illustri, familiari del Dio compassionevolissimo, che per misericordia vi amò e con la sua passione uccise le passioni.

I tuoi passi, martire Trofimo erano diretti verso le vie sapientissime del martirio, nelle quali eccellevi; inchiodato ai sandali ferrati, colpisti in fronte la testa di Beliar.

Esponendo i misteri divini, o Trofimo dalle molte lotte, svergognasti i tiranni e santificasti la terra camminando sul tuo sangue; camminando ora con gioia in paradiso, prega per la nostra salvezza.

Theotokìon. Invocando in aiuto la Purissima e santa Vergine, piena di grazia, i valorosi opliti attraversarono la moltitudine dei tormenti e la tempesta dei castighi, restando irremovibili nella loro mente.

Ode 6. Perdonami, Salvatore.

Attraversarono nella quiete, con la guida dello Spirito, il mare delle torture, gli illustri atleti e santamente attraccarono al porto salvifico e pacifico.

Vedendo le tue membra effondere sangue sulla terra, o Trofimo e ricevendo aceto nelle narici, in cambio ottieni i profumi dell’amore di Cristo.

Osservando volontariamente i precetti di Cristo, respingesti del tutto gli atei ostili e ti consegnasti ai supplizi, o martire Dorimedonte.

Theotokìon. Rinvigoriti dalla tua forza, o Cristo, gli atleti vittoriosi lottarono secondo le regole, inneggiando alla Madre pura che ti concepì ineffabilmente.

Irmòs. Perdonami, Salvatore, molte infatti sono le mie colpe e strappami, ti prego dall’abisso dei mali, poiché a te ho gridato e tu ascoltami, Dio della mia salvezza.

Kontàkion. Tono pl. 4. Come primizie.

La Chiesa onora e celebra il tuo luminoso agone, sostegno dei lottatori e baluardo della pietà: o beato ovunque celebrato, lottatore dal nobile sentire, glorioso Trofimo, con i tuoi compagni di lotta, chiedi per i tuoi cantori il perdono, tu che non sei stato vinto.

Ikos.

Stupirono le schiere dei cieli per le lotte dei santi martiri, perché con un corpo mortale, sbaragliarono i nemici incorporei, corroborati dalla forza della croce; sono perciò proclamati beati in eterno e chiedono per tutti noi il perdono delle colpe: sono infatti onorati perché non sono stati vinti.

Sinassario.

Il 19 di questo mese memoria dei santi martiri Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte.

Stichi. Trofimo e Dorimedonte, unica anima, subirono identica morte di spada. Dilaniato dal ferro, Sabbazio donò la sua vita, giungendo al riposo sabbatico. Trofimo il 19 con i suoi compagni termina la sua corsa atletica.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. La discesa di Dio.

Realmente divenuto splendente per la tua inclinazione verso Dio, stoicamente sopportasti di essere arso con i fianchi squarciati per un ingiusto castigo, o beato Dorimedonte.

Desiderando contemplare l’ineffabile gloria di Dio, fosti accecato con ferri incandescenti, ma tu, Trofimo, grato gridavi al Signore: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Infiammati tutti e tre dall’amore per la Trinità santa, affrontaste le lotte più dure e ora esultate con le miriadi celesti; con loro ricordatevi di noi, che chiediamo il perdono dei nostri peccati.

Theotokìon. Essendo più pura di ogni creatura, hai ricevuto, o Sovrana, il Verbo, da te nato ineffabilmente: desiderando lui, gli insigni martiri sopportarono le fiamme delle torture.

Ode 8. Sette volte di più.

Spogliandovi dei corpi per lottare fra i tormenti, riceveste la veste incorruttibile, coprendo l’eterno nemico di vergogna; e, incoronati, giungeste alla fine beata cantando: sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Seguendo le orme della passione di Cristo, santi martiri, foste appesi al legno, sopportando prove con cuore nobile e annegaste nelle onde del sangue la maledetta stirpe dei demòni, cantando: sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Acclamiamo Trofimo, glorifichiamo Sabbazio, magnifichiamo, oggi, Dorimedonte, colonne incrollabili, difesa dei fedeli, torce luminose della Chiesa, rischiarata dai raggi delle loro grandi lotte, cantando: sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Theotokìon. Generasti, neonato, Cristo nostro Dio, che noi riconosciamo consustanziale al Padre e allo Spirito, o Vergine pura; confessando lui, i nobili martiri, hanno compiuto le loro sacre lotte: con loro, Purissima, noi, popoli, tribù e lingue tutte con fede ti diciamo beata per tutti i secoli.

Irmòs. Sette volte di più il tiranno dei caldei infiammò nel suo furore la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvi per una forza superiore, gridava al Creatore e Redentore: sacerdoti, benedite, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Ode 9. Stupì di questo.

Per la potenza del Creatore di tutti, o martiri, fermaste gli assalti delle belve e siete rimasti illesi da loro, sorprendendo grandemente per il loro mutamento; riuniti ora alla folla dei martiri, pregate sempre per noi.

Come vittime per la mensa del Verbo, foste offerti gloriosamente, tagliati dalla spada: ora che state con gioia nel paradiso dei primogeniti, contemplate la gloria di Dio e ricevete i frutti delle vostre pene, la ricompensa delle lotte.

Raduniamoci concordi, venite ora, fedeli, glorifichiamo l’illustre Trofimo, Sabbazio e Dorimedonte, i forti martiri della verità, tralci della mistica vite, che per grazia di Dio versano per noi il vino della vera letizia.

La memoria festiva degli atleti, sorgendo oggi, realmente illumina tutti gli uomini più chiaramente dei raggi del sole, dileguando le nubi dell’accidia e le tenebre delle passioni; o Verbo, per le loro preghiere, abbi pietà di tutti.

Theotokìon. Serbandoti Vergine colui che sorse dal tuo grembo come sole realmente senza sera, rischiarò, o Vergine, gli indomiti atleti; con loro supplicalo d’aver pietà di noi, che piamente ti diciamo beata.

Irmòs. Stupì di questo il cielo e i confini della terra sbalordirono: poiché Dio apparve agli uomini corporalmente e il tuo grembo divenne più grande dei cieli, perciò, Madre di Dio, le schiere degli angeli e degli uomini ti magnificano.

Exapostilarion dei santi.

Tu che il cielo con le stelle.

Tu che il cielo con le stelle, come Dio adornasti e per mezzo dei tuoi santi tutta la terra illumini, o autore di tutte le cose, salva i tuoi cantori.

Della festa. Tono 2.

Croce, custode di tutta l’ecumène! Croce, splendore della Chiesa; croce, fortezza dei re; croce, saldezza dei fedeli; croce, gloria degli angeli e disfatta dei demòni.

Apòstica stichirà. Tono 2. Casa di Efrata.

L’albero della tua croce, mio Salvatore, venendo innalzato toglie la bruttura corruttrice del peccato e fa risplendere l’universo.

Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.

Liberazione dal male e acquisizione di beni, elargisce al genere umano la santa croce di Cristo nella sua esaltazione.

Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.

Quando Mosè metteva in rotta Amalek, preannunziando la passione di Cristo, tracciava in anticipo la figura della croce divina e tutta immacolata.

Gloria. E ora. Stessa melodia.

Venite, con gioia salutiamo tutti l’albero salvifico, su cui venne steso Cristo, la redenzione.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

TESTI BIBLICI

APOSTOLO
19 Settembre 2026

1 Cor 1,26-2,5

VANGELO
19 Settembre 2026

Gv 8,21-30

APOSTOLO
19 Settembre 2026

1 Cor 1,26-2,5

VANGELO
19 Settembre 2026

Gv 8,21-30

I testi proposti non sono versioni ufficiali della Arcidiocesi, ma sono liberamente tratti da:
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
La firma che unisce cielo e terra:
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UNA FIRMA CHE TUTELA IERI, OGGI E DOMANI.
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8X
1000 ANNI

DI PRESENZA VIVA LA PRESENZA ORTODOSSA È INTESSUTA NELLA STORIA DEL NOSTRO PAESE

8X
IL SACRO

LODIAMO L’ALTISSIMO
COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO

8X
LA SOLIDARIETÀ

UN AIUTO CONCRETO
PER TUTTE LE
GENERAZIONI

8X
LA VITA

CUSTODIAMO IL
CREATO CHE DIO
CI HA AFFIDATO

8X
LA PACE

TESTIMONIAMO LA PACE
E ACCOGLIAMO LA
RICONCILIAZIONE
ATTRAVERSO LA
TRADIZIONE VIVENTE

SOSTENERE LA CHIESA SIGNIFICA
SOSTENERE COMUNITÀ, LITURGIA, FORMAZIONE E CARITÀ.

L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.

I NOSTRI LUOGHI DI CULTO

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cultura e formazione

cultura e formazione

La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.

ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO

L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.

La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.

Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.

In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA

La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.

Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.

Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.

Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it