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Benvenuti nel sito della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia

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Santo del giorno

Sant’Areta megalomartire e i suoi compagni

Il martire Areta e con lui 4299 martiri soffrirono per il Signore Gesù Cristo nel sesto secolo. Areta era prefetto della città cristiana di Negran in…

ISTITUTO TEOLOGICO ORTODOSSO

Sono aperte le iscrizioni ai corsi per l’anno accademico 2026/2027

CALENDARIO
24 Ottobre 2026
«Il Signore disse: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”»
«Il Signore disse: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”»
MARCO 8,34

PREGHIERE DEL GIORNO

LA PREGHIERA DEL VESPERO
24 Ottobre 2026

Vespro del 24 Ottobre- Memoria del santo megalomartire Areta e dei suoi compagni

24 Ottobre

Memoria del santo megalomartire Areta e dei suoi compagni.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, cantiamo le stichirà prosòmia.

Tono 1. Martiri degni di ogni lode.

Alla crudeltà degli ebrei, opponesti il tuo coraggio, o illustre martire Areta; per divina grazia ti sei mostrato vittorioso e hai offerto a Cristo un coro di martiri militante per lui, composto, o glorioso, da ogni età e raccolto da ogni stirpe.

Areta gloriosissimo, componendo un’amabile coro con i sacri martiri tuoi compagni, con i quali hai combattuto la buona battaglia e compiuto la corsa della tua valorosissima lotta, supplica Cristo perché sia data alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Vergini fanciulle, ardenti di appassionato amore per Cristo, dimentiche della debolezza naturale e visibilmente corroborate dalla divina potenza, hanno calpestato la seduzione del nemico, senza timore di fronte alla pena dei tormenti, senza paura di fronte al fuoco della fornace.

Gloria. Tono 4. Di Anatolio.

Con canti, o fedeli, onoriamo oggi concordi il pastore capo, il gloriosissimo Areta, con i suoi compagni: egli ha confutato un imperatore apostata e versato il sangue per confessare Cristo; per questo anche una nube infuocata ardeva dalla faccia della terra, accusando l’empietà degli scellerati. Tu dunque, o Cristo Dio, che hai dato forza ai tuoi vittoriosi perché ti glorificassero, salva anche noi, tu che sei il Creatore dell’universo, dalle tentazioni e dalle tribolazioni, per intercessione dei tuoi santi.

E ora. Theotokìon. Hai dato come segno.

Lava la sozzura del mio miserabile cuore, o lodatissima Madre di Dio, purificalo da tutte le ferite e le piaghe del peccato, o pura e frena l’instabilità del mio intelletto, affinché io, misero e inutile servo tuo, salvandomi magnifichi il tuo potere e il grande soccorso ricevuto.

Oppure stavrotheotokìon.

Quando il sole con la luna ti vide pendere dal legno, o filantropo, nascose i suoi raggi, o mio Cristo, sole di giustizia e si scossero le fondamenta della terra per il timore della tua potenza. Ma la Madre tua, con le viscere trafitte a te gridava: o Gesù, immensamente buono, gloria alla tua compassione.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Gloria. Tono pl. 4.

Conoscendo in anticipo il malvagio e infido consiglio dei giudei, con l’ardire dello Spirito lottaste per testimoniare Cristo: come infatti un tempo, sotto la Legge, essi avevano provocato nel deserto colui che li aveva salvati dall’Egitto e poi lo condannarono alla croce, così ora anche con voi con i fatti hanno violato la parola e, imitando l’infedeltà, vi hanno condannati al fuoco. Ma voi, concordi e coraggiosi, avete lottato con costanza e diveniste formidabili tra i martiri. Poiché avete familiarità con Dio, chiedete che siano liberate le nostre anime da tante colpe.

E ora. Theotokìon. I tuoi martiri, Signore.

Strappami, Sovrana, dalla mano del dragone omicida, che ipocritamente mi fa guerra per divorarmi tutto intero: spezza, ti supplico, le sue mascelle e sventa le sue insidie, affinché, sottratto alle sue unghie, io magnifichi il tuo potere.

Oppure stavrotheotokìon.

Vedendoti crocifisso e messo a morte, la Madre di Dio gridava: Ahimè, come dunque sopporti questi dolori, Figlio dolcissimo? Colpisce il mio cuore la tua lancia, fa ardere le mie viscere la tua passione; ma io ti canto, perché volontariamente tu soffri questo per salvare l’uomo.

LA PREGHIERA DEL MATTUTINO
24 Ottobre 2026

Mattutino del 24 Ottobre- Memoria del santo megalomartire Areta e dei suoi compagni

24 Ottobre

Memoria del santo megalomartire Areta e dei suoi compagni.

Al Mattutino

La solita sticologia e i canoni dell’oktòichos e questo dei santi. Acròstico: Cantiamo con inni dolcemente divini la compagnia dei martiri. Di Teofane.

Ode 1. Tono pl. 4. Rivolgiamo un canto.

Vittorioso martire di Cristo Areta beatissimo, per le suppliche tue e dei martiri illumina il mio intelletto, affinché inneggi la vostra divina e luminosa memoria.

Acquisendo sapientemente cittadinanza nei cieli, o divinamente beato, per imitare Cristo e per amore del martirio, ti sei consegnato agli iniqui ebrei, santo.

Trasgredendo la parola di Dio, l’iniquo e ingiustissimo ebreo sconvolgeva il gregge eletto di Cristo, tuttavia venne fatta giustizia dalla giusta e divina provvidenza.

Percorrendo realmente la via che porta al cielo, hai avvicinato a Cristo una Chiesa di martiri, radunata da ogni età e genere, o illustre Areta.

Theotokìon. Con inni, fedeli, celebriamo la castissima Vergine, la Madre di Dio piena di grazia, la divina protezione, il porto sereno, la salvezza di tutti i fedeli.

Ode 3. O Signore, creatore.

Vedendo la tua Chiesa fortificata dalla grazia della croce, o unico filantropo, gli iniqui figli degli ebrei, divorati dalla gelosia, le fecero patire ogni tormento.

Con la loro lingua velenosa gli empi bestemmiavano contro di te, che avevi liberato dall’antica tirannia i loro progenitori che in te avevano creduto.

Tu che hai plasmato per volere divino i cuori degli uomini, affinchè potessero conoscere la profondità della tua provvidenza, perché hai consegnato ai lupi il gregge che tu hai radunato, o Cristo?

Il tuo gregge divinamente assennato, dilaniato dalle barbariche spade con ardore ti ha invocato: Accogli gli spirito e le anime nostre, Salvatore e guidaci verso la luce del tuo regno.

Theotokìon. Hai ricondotto di nuovo alla vita me, morto un tempo, o unica purissima, che generasti la vita enipostàtica; la morte che contro di essa si avventò venne squarciata.

Irmòs. O Signore, creatore della volta celeste che ci ricopre e fondatore della Chiesa, rafforzami nel tuo amore, o vertice di ogni desiderio, sostegno dei fedeli, solo amico degli uomini.

Kàthisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Rafforzato dalla potenza della croce e cingendo di mura la tua città, con le opere svergognasti l’orgoglio del tiranno; divenuto modello di pazienza divina, con essa hai condotto i martiri a Cristo; perciò radunandoci giustamente onoriamo la tua solennissima festa, o Areta indimenticabile. O atleta beato, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Come purissima sposa del Creatore, come Madre senza uomo del Redentore, essendo scrigno del Paràclito, o purissima, affrettati a scampare me dalle iniquità di cui sono divenuto pessima abitazione e dai demòni di cui sono divenuto trastullo, facendo brillare la mia casa con lo splendore della virtù; o puro candelabro, scaccia la nebbia delle passioni e per le tue preghiere, purissima, rendimi degno della comunione superna e della luce senza sera.

Oppure stavrotheotokìon.

Vedendo in croce te, che sei Dio di bontà per la ricchezza di natura, il creato, Salvatore inconcepibile, tremava e scuotendosi tutto sussultava nel timore, ma il popolo dei giudei gridava a Pilato: Prendilo come un criminale e crocifiggendolo inchiodalo e trafiggilo con la lancia e mandalo a morte; vedendoti patire terribilmente queste cose, tua Madre diceva: Inneggio alla tua infinita condiscendenza, o Figlio.

Ode 4. Tu sei mia forza.

L’assemblea rafforzata dallo Spirito, il divino fulgido coro, la folla dei martiri, l’esercito vittorioso con a capo Areta, sia celebrato con zelo da coloro che cantano: Gloria alla tua potenza, filantropo.

Radunata dalla tua saggezza, rifulgente dalla tua venerabile canizie, la tua città fedele, o beatissimo, si oppose valorosamente ai tiranni e riportando vittoria, canta al Salvatore: Gloria alla tua potenza, filantropo.

La pia città preferì la nuova legge sancita dal vivificante Spirito, alla legge della lettera che custodiva con animo puro e cantava nobilmente a Cristo: Gloria alla tua potenza, filantropo.

Ti rivelasti veramente città di Dio, o onorabilissimo e dimora divina dei martiri e si canta splendidamente la tua gloria, celebrando le tue sublimi imprese perché hai condotto al Sovrano un coro che canta: Gloria alla tua potenza, filantropo.

Theotokìon. Tu che sei germogliata la regalità davidica, concepisti il Re dell’universo, il Verbo sorto ineffabilmente dal Padre prima dei secoli, o Madre di Dio Vergine; perciò noi fedeli ti diciamo divinamente beata.

Ode 5. Perché mi hai respinto.

Il popolo eletto da Dio, la folla dei beati lottatori con ardore si rafforzavano e sostenevano a vicenda, preferendo venire uccisi gloriosamente per Cristo dagli iniqui.

Rafforzati dalla fede, accesi di zelo per Dio, i tuoi servi, Cristo, non ebbero paura degli agli empi, ma uniti con semplicità nel tuo amore, volontariamente consegnarono se stessi.

Rimettendo tutta la loro vita alla divina provvidenza e agli impenetrabili disegni della sapienza, il divino popolo con coraggio avanzarono verso gli iniqui ebrei sanguinari.

Sperando in te e confidando nella tua risurrezione, i tuoi iniziati, o Salvatore, furono uccisi dagli iniqui per la tua confessione, senza pentirsi, né lagnarsi.

Theotokìon. Il Dio anteriore ai secoli, coeterno al Padre, per ricca compassione si è impoverito dimorando nel tuo grembo e si fece uomo sulla terra incarnato da te, Madre di Dio, Vergine inneggiatissima.

Ode 6. Siimi propizio, Salvatore.

I santi martiri illustri, segnati dal sangue di Cristo, di cuore effusero il loro sangue e ora sono divenuti degni di regnare con lui.

Per fede profeticamente parlavano di pace lingue stillanti miele, lingue infantili predicavano di Cristo, vergini sagge immolarono se stesse a Dio.

La luce rifulge da te, escono guarigioni da Parte di Dio, al quale sei andato, o divino Areta, ancora grondante dei sudori della lotta.

La moltitudine dei martiri ti offre il sangue per te divinamente effuso e chiede la remissione delle colpe per i fedeli che senza sosta li glorificano.

Theotokìon. La gloria dell’Altissimo è rifulsa da Sion avvolta in indicibile unione nel rivestimento della carne, inesperta di nozze e ha illuminato il mondo.

Irmòs. Siimi propizio, Salvatore, perché molte sono le mie iniquità e fammi risalire, ti prego, dall’abisso del male: perché a te ho gridato e tu esaudiscimi, o Dio della mia salvezza.

Kontakion. Tono 4. Sei apparso oggi.

Apportatrice di gioia si presenta oggi a noi la festa luminosa dei vittoriosi: celebrandola, glorifichiamo il Signore che è negli eccelsi.

Ikos.

Illumina, o Cristo, il mio intelletto con lo splendore delle lotte del nobile Areta e di tutti i santi che con lui hanno lottato: si è mostrato primo fra tutti questo forte che si è splendidamente schierato contro coloro che negano la tua incarnazione, di te che oltre natura ti sei incarnato e sei nato per liberarci dall’inganno e per mostrare senza errore la via del martirio a quanti vogliono percorrerla: in essa hanno camminato gli atleti, celebrando il Signore che è negli eccelsi.

Sinassario.

Il 24 di questo mese memoria del santo megalomartire Areta e compagni.

Stichi. Decapitato, Areta, andò a Dio e con lui un gran numero subì il martirio il giorno ventiquattro.

Lo stesso giorno memoria di una donna e del suo bambino, il quale, vedendola gettata nel fuoco, entrò lui stesso nelle fiamme e perì con lei.

Stichi. Una madre patì le fiamme in silenzio e il suo bambino si fece bruciare senza piangere.

Lo stesso giorno memoria della santa martire Sebastiana.

Stichi. Con la decapitazione fa scorrere latte Sebastiana, che divenne cristiana, non per sangue, né per carne.

I santi Marco, Stìrico, Valentino, seppelliti vivi e i santi Akakios presbitero e Nerdon perirono di fuoco e spada.

Per le preghiere dei tuoi santi, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Il fuoco ebbe paura.

Dal sangue effuso dai tuoi martiri scaturiscono le guarigioni sui fedeli che glorificano la loro memoria e gridano di cuore a te, loro Creatore: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Figli di madri compassionevoli, legate al tuo amore, o Cristo, non furono risparmiati, ma bruciando nella fornace a te, loro Sovrano, gridavano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Gli atleti vittoriosi hanno del tutto vanificato il consiglio degli empi: ornati di saggezza e prudenza divina, con gioia si fecero uccidere cantando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Accendendo splendidamente le lampade del martirio e della verginità, con gioia i vincitori, con le vergini sagge gridano nel talamo nuziale: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Tu procuri purificazione e salvezza alle anime di quanti con fede e affetto ti proclamano Madre di Dio e a una voce gridano a tuo Figlio: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Ode 8. Follemente il tiranno

Non è nella legge la perfezione, ma nel Cristo, che ci dona la salvezza, dicevano i martiri ai deicìdi; perciò con gioia tutti ci lasciamo uccidere e prontamente moriamo e a lui cantiamo: Popolo, inneggia a Cristo nei secoli.

Il bambino insegna e rivela agli ignoranti a contemplare la tua immacolata icona e a ricevere la fede nella tua venuta sulla terra e sfuggendo alle mani degli iniqui, entrò nella fiamma, cantando con la madre: Popolo, inneggia a Cristo nei secoli.

Sulla terra i martiri hanno lottato con fede e nei cieli degnamente hanno ricevuto da Cristo la corona, con gioia sono andati là dov’è la dimora di quanti si allietano e con fede cantano e gridano senza sosta: Popolo, inneggia a Cristo nei secoli.

Avendo vinto il malvagio principe di questo mondo e i ministri dei suoi voleri, o santi, siete partiti con fiducia e gioia indicibile verso l’Onnipotente Signore di tutti gridando: Sacerdoti, benedite, popolo, inneggia a Cristo nei secoli.

Theotokìon. Vergine purissima, implora tuo Figlio per noi, che ti inneggiamo con semplicità e purezza e ti dichiariamo Madre di Dio, o purissima, che chiedi che la remissione dei peccati per quanti con fede cantano: Popolo, inneggia a Cristo nei secoli.

Irmòs. Follemente il tiranno dei caldei infiammò sette volte di più la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvati da superiore potenza, gridava: Benedite, fanciulli, il Creatore e Redentore; celebratelo, sacerdoti; sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

Ode 9. Freme ogni orecchio.

Comunicando alla morte di Cristo, siete divenuti partecipi della sua gloria, o santi martiri e siete stati splendidamente insigniti della corona del regno. Stando presso Dio chiedete per noi la salvezza spirituale.

Siete risultati leali e invitti soldati di Cristo, o martiri Areta sapientissimo e compagni con le donne martiri, vergini, fanciulle, perciò vi supplichiamo: implorate di continuo per noi il filantropo.

Ecco davanti a noi l’assemblea divinamente eletta dei martiri: venite, amici di Dio, celebriamoli e inneggiamoli come atleti vittoriosi e divini ministri, che senza sosta pregano per noi il filantropo.

Dirigi e guida la mia vita, o Verbo di Dio Sovrano, per le implorazioni dei tuoi ministri che ti hanno amato e rendimi degno di aver parte con loro, trascurando i miei peccati come buono e filantropo.

Theotokìon. Divenisti tenda di Dio contenendo in grembo l’incontenibile e partorendo incarnato per noi colui che prima era senza carne; supplicalo, o pura, di donare perdono dei peccati a tutti coloro che con fede sempre ti magnificano.

Irmòs. Freme ogni orecchio per l’indicibile discesa di Dio, come l’Altissimo volontariamente sia disceso fino a un corpo, divenendo uomo dal tuo grembo verginale; perciò noi fedeli magnifichiamo la casta Madre di Dio.

Exapostilarion. Udite, donne.

Areta illustrissimo, con i tuoi compagni di lotta prega Cristo di concedere al mondo concordia, pace al pio e divinamente assennato imperatore e sovrano, o glorioso megalomartire e perdono a quelli che celebrano la vostra sacra memoria.

Theotokìon.

Rinnovasti la natura corrotta del progenitore, oltre natura concependo e ignara d’uomo partorendo l’Artefice del creato: da lui corroborati, i cori dei martiri hanno lottato, cantando te, o Madre di Dio, primizia della nostra salvezza.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

LA PREGHIERA DEL VESPERO
24 Ottobre 2026

Vespro del 24 Ottobre- Memoria del santo megalomartire Areta e dei suoi compagni

24 Ottobre

Memoria del santo megalomartire Areta e dei suoi compagni.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, cantiamo le stichirà prosòmia.

Tono 1. Martiri degni di ogni lode.

Alla crudeltà degli ebrei, opponesti il tuo coraggio, o illustre martire Areta; per divina grazia ti sei mostrato vittorioso e hai offerto a Cristo un coro di martiri militante per lui, composto, o glorioso, da ogni età e raccolto da ogni stirpe.

Areta gloriosissimo, componendo un’amabile coro con i sacri martiri tuoi compagni, con i quali hai combattuto la buona battaglia e compiuto la corsa della tua valorosissima lotta, supplica Cristo perché sia data alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Vergini fanciulle, ardenti di appassionato amore per Cristo, dimentiche della debolezza naturale e visibilmente corroborate dalla divina potenza, hanno calpestato la seduzione del nemico, senza timore di fronte alla pena dei tormenti, senza paura di fronte al fuoco della fornace.

Gloria. Tono 4. Di Anatolio.

Con canti, o fedeli, onoriamo oggi concordi il pastore capo, il gloriosissimo Areta, con i suoi compagni: egli ha confutato un imperatore apostata e versato il sangue per confessare Cristo; per questo anche una nube infuocata ardeva dalla faccia della terra, accusando l’empietà degli scellerati. Tu dunque, o Cristo Dio, che hai dato forza ai tuoi vittoriosi perché ti glorificassero, salva anche noi, tu che sei il Creatore dell’universo, dalle tentazioni e dalle tribolazioni, per intercessione dei tuoi santi.

E ora. Theotokìon. Hai dato come segno.

Lava la sozzura del mio miserabile cuore, o lodatissima Madre di Dio, purificalo da tutte le ferite e le piaghe del peccato, o pura e frena l’instabilità del mio intelletto, affinché io, misero e inutile servo tuo, salvandomi magnifichi il tuo potere e il grande soccorso ricevuto.

Oppure stavrotheotokìon.

Quando il sole con la luna ti vide pendere dal legno, o filantropo, nascose i suoi raggi, o mio Cristo, sole di giustizia e si scossero le fondamenta della terra per il timore della tua potenza. Ma la Madre tua, con le viscere trafitte a te gridava: o Gesù, immensamente buono, gloria alla tua compassione.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Gloria. Tono pl. 4.

Conoscendo in anticipo il malvagio e infido consiglio dei giudei, con l’ardire dello Spirito lottaste per testimoniare Cristo: come infatti un tempo, sotto la Legge, essi avevano provocato nel deserto colui che li aveva salvati dall’Egitto e poi lo condannarono alla croce, così ora anche con voi con i fatti hanno violato la parola e, imitando l’infedeltà, vi hanno condannati al fuoco. Ma voi, concordi e coraggiosi, avete lottato con costanza e diveniste formidabili tra i martiri. Poiché avete familiarità con Dio, chiedete che siano liberate le nostre anime da tante colpe.

E ora. Theotokìon. I tuoi martiri, Signore.

Strappami, Sovrana, dalla mano del dragone omicida, che ipocritamente mi fa guerra per divorarmi tutto intero: spezza, ti supplico, le sue mascelle e sventa le sue insidie, affinché, sottratto alle sue unghie, io magnifichi il tuo potere.

Oppure stavrotheotokìon.

Vedendoti crocifisso e messo a morte, la Madre di Dio gridava: Ahimè, come dunque sopporti questi dolori, Figlio dolcissimo? Colpisce il mio cuore la tua lancia, fa ardere le mie viscere la tua passione; ma io ti canto, perché volontariamente tu soffri questo per salvare l’uomo.

LA PREGHIERA DEL MATTUTINO
24 Ottobre 2026

Mattutino del 24 Ottobre- Memoria del santo megalomartire Areta e dei suoi compagni

24 Ottobre

Memoria del santo megalomartire Areta e dei suoi compagni.

Al Mattutino

La solita sticologia e i canoni dell’oktòichos e questo dei santi. Acròstico: Cantiamo con inni dolcemente divini la compagnia dei martiri. Di Teofane.

Ode 1. Tono pl. 4. Rivolgiamo un canto.

Vittorioso martire di Cristo Areta beatissimo, per le suppliche tue e dei martiri illumina il mio intelletto, affinché inneggi la vostra divina e luminosa memoria.

Acquisendo sapientemente cittadinanza nei cieli, o divinamente beato, per imitare Cristo e per amore del martirio, ti sei consegnato agli iniqui ebrei, santo.

Trasgredendo la parola di Dio, l’iniquo e ingiustissimo ebreo sconvolgeva il gregge eletto di Cristo, tuttavia venne fatta giustizia dalla giusta e divina provvidenza.

Percorrendo realmente la via che porta al cielo, hai avvicinato a Cristo una Chiesa di martiri, radunata da ogni età e genere, o illustre Areta.

Theotokìon. Con inni, fedeli, celebriamo la castissima Vergine, la Madre di Dio piena di grazia, la divina protezione, il porto sereno, la salvezza di tutti i fedeli.

Ode 3. O Signore, creatore.

Vedendo la tua Chiesa fortificata dalla grazia della croce, o unico filantropo, gli iniqui figli degli ebrei, divorati dalla gelosia, le fecero patire ogni tormento.

Con la loro lingua velenosa gli empi bestemmiavano contro di te, che avevi liberato dall’antica tirannia i loro progenitori che in te avevano creduto.

Tu che hai plasmato per volere divino i cuori degli uomini, affinchè potessero conoscere la profondità della tua provvidenza, perché hai consegnato ai lupi il gregge che tu hai radunato, o Cristo?

Il tuo gregge divinamente assennato, dilaniato dalle barbariche spade con ardore ti ha invocato: Accogli gli spirito e le anime nostre, Salvatore e guidaci verso la luce del tuo regno.

Theotokìon. Hai ricondotto di nuovo alla vita me, morto un tempo, o unica purissima, che generasti la vita enipostàtica; la morte che contro di essa si avventò venne squarciata.

Irmòs. O Signore, creatore della volta celeste che ci ricopre e fondatore della Chiesa, rafforzami nel tuo amore, o vertice di ogni desiderio, sostegno dei fedeli, solo amico degli uomini.

Kàthisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Rafforzato dalla potenza della croce e cingendo di mura la tua città, con le opere svergognasti l’orgoglio del tiranno; divenuto modello di pazienza divina, con essa hai condotto i martiri a Cristo; perciò radunandoci giustamente onoriamo la tua solennissima festa, o Areta indimenticabile. O atleta beato, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Come purissima sposa del Creatore, come Madre senza uomo del Redentore, essendo scrigno del Paràclito, o purissima, affrettati a scampare me dalle iniquità di cui sono divenuto pessima abitazione e dai demòni di cui sono divenuto trastullo, facendo brillare la mia casa con lo splendore della virtù; o puro candelabro, scaccia la nebbia delle passioni e per le tue preghiere, purissima, rendimi degno della comunione superna e della luce senza sera.

Oppure stavrotheotokìon.

Vedendo in croce te, che sei Dio di bontà per la ricchezza di natura, il creato, Salvatore inconcepibile, tremava e scuotendosi tutto sussultava nel timore, ma il popolo dei giudei gridava a Pilato: Prendilo come un criminale e crocifiggendolo inchiodalo e trafiggilo con la lancia e mandalo a morte; vedendoti patire terribilmente queste cose, tua Madre diceva: Inneggio alla tua infinita condiscendenza, o Figlio.

Ode 4. Tu sei mia forza.

L’assemblea rafforzata dallo Spirito, il divino fulgido coro, la folla dei martiri, l’esercito vittorioso con a capo Areta, sia celebrato con zelo da coloro che cantano: Gloria alla tua potenza, filantropo.

Radunata dalla tua saggezza, rifulgente dalla tua venerabile canizie, la tua città fedele, o beatissimo, si oppose valorosamente ai tiranni e riportando vittoria, canta al Salvatore: Gloria alla tua potenza, filantropo.

La pia città preferì la nuova legge sancita dal vivificante Spirito, alla legge della lettera che custodiva con animo puro e cantava nobilmente a Cristo: Gloria alla tua potenza, filantropo.

Ti rivelasti veramente città di Dio, o onorabilissimo e dimora divina dei martiri e si canta splendidamente la tua gloria, celebrando le tue sublimi imprese perché hai condotto al Sovrano un coro che canta: Gloria alla tua potenza, filantropo.

Theotokìon. Tu che sei germogliata la regalità davidica, concepisti il Re dell’universo, il Verbo sorto ineffabilmente dal Padre prima dei secoli, o Madre di Dio Vergine; perciò noi fedeli ti diciamo divinamente beata.

Ode 5. Perché mi hai respinto.

Il popolo eletto da Dio, la folla dei beati lottatori con ardore si rafforzavano e sostenevano a vicenda, preferendo venire uccisi gloriosamente per Cristo dagli iniqui.

Rafforzati dalla fede, accesi di zelo per Dio, i tuoi servi, Cristo, non ebbero paura degli agli empi, ma uniti con semplicità nel tuo amore, volontariamente consegnarono se stessi.

Rimettendo tutta la loro vita alla divina provvidenza e agli impenetrabili disegni della sapienza, il divino popolo con coraggio avanzarono verso gli iniqui ebrei sanguinari.

Sperando in te e confidando nella tua risurrezione, i tuoi iniziati, o Salvatore, furono uccisi dagli iniqui per la tua confessione, senza pentirsi, né lagnarsi.

Theotokìon. Il Dio anteriore ai secoli, coeterno al Padre, per ricca compassione si è impoverito dimorando nel tuo grembo e si fece uomo sulla terra incarnato da te, Madre di Dio, Vergine inneggiatissima.

Ode 6. Siimi propizio, Salvatore.

I santi martiri illustri, segnati dal sangue di Cristo, di cuore effusero il loro sangue e ora sono divenuti degni di regnare con lui.

Per fede profeticamente parlavano di pace lingue stillanti miele, lingue infantili predicavano di Cristo, vergini sagge immolarono se stesse a Dio.

La luce rifulge da te, escono guarigioni da Parte di Dio, al quale sei andato, o divino Areta, ancora grondante dei sudori della lotta.

La moltitudine dei martiri ti offre il sangue per te divinamente effuso e chiede la remissione delle colpe per i fedeli che senza sosta li glorificano.

Theotokìon. La gloria dell’Altissimo è rifulsa da Sion avvolta in indicibile unione nel rivestimento della carne, inesperta di nozze e ha illuminato il mondo.

Irmòs. Siimi propizio, Salvatore, perché molte sono le mie iniquità e fammi risalire, ti prego, dall’abisso del male: perché a te ho gridato e tu esaudiscimi, o Dio della mia salvezza.

Kontakion. Tono 4. Sei apparso oggi.

Apportatrice di gioia si presenta oggi a noi la festa luminosa dei vittoriosi: celebrandola, glorifichiamo il Signore che è negli eccelsi.

Ikos.

Illumina, o Cristo, il mio intelletto con lo splendore delle lotte del nobile Areta e di tutti i santi che con lui hanno lottato: si è mostrato primo fra tutti questo forte che si è splendidamente schierato contro coloro che negano la tua incarnazione, di te che oltre natura ti sei incarnato e sei nato per liberarci dall’inganno e per mostrare senza errore la via del martirio a quanti vogliono percorrerla: in essa hanno camminato gli atleti, celebrando il Signore che è negli eccelsi.

Sinassario.

Il 24 di questo mese memoria del santo megalomartire Areta e compagni.

Stichi. Decapitato, Areta, andò a Dio e con lui un gran numero subì il martirio il giorno ventiquattro.

Lo stesso giorno memoria di una donna e del suo bambino, il quale, vedendola gettata nel fuoco, entrò lui stesso nelle fiamme e perì con lei.

Stichi. Una madre patì le fiamme in silenzio e il suo bambino si fece bruciare senza piangere.

Lo stesso giorno memoria della santa martire Sebastiana.

Stichi. Con la decapitazione fa scorrere latte Sebastiana, che divenne cristiana, non per sangue, né per carne.

I santi Marco, Stìrico, Valentino, seppelliti vivi e i santi Akakios presbitero e Nerdon perirono di fuoco e spada.

Per le preghiere dei tuoi santi, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Il fuoco ebbe paura.

Dal sangue effuso dai tuoi martiri scaturiscono le guarigioni sui fedeli che glorificano la loro memoria e gridano di cuore a te, loro Creatore: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Figli di madri compassionevoli, legate al tuo amore, o Cristo, non furono risparmiati, ma bruciando nella fornace a te, loro Sovrano, gridavano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Gli atleti vittoriosi hanno del tutto vanificato il consiglio degli empi: ornati di saggezza e prudenza divina, con gioia si fecero uccidere cantando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Accendendo splendidamente le lampade del martirio e della verginità, con gioia i vincitori, con le vergini sagge gridano nel talamo nuziale: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Tu procuri purificazione e salvezza alle anime di quanti con fede e affetto ti proclamano Madre di Dio e a una voce gridano a tuo Figlio: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Ode 8. Follemente il tiranno

Non è nella legge la perfezione, ma nel Cristo, che ci dona la salvezza, dicevano i martiri ai deicìdi; perciò con gioia tutti ci lasciamo uccidere e prontamente moriamo e a lui cantiamo: Popolo, inneggia a Cristo nei secoli.

Il bambino insegna e rivela agli ignoranti a contemplare la tua immacolata icona e a ricevere la fede nella tua venuta sulla terra e sfuggendo alle mani degli iniqui, entrò nella fiamma, cantando con la madre: Popolo, inneggia a Cristo nei secoli.

Sulla terra i martiri hanno lottato con fede e nei cieli degnamente hanno ricevuto da Cristo la corona, con gioia sono andati là dov’è la dimora di quanti si allietano e con fede cantano e gridano senza sosta: Popolo, inneggia a Cristo nei secoli.

Avendo vinto il malvagio principe di questo mondo e i ministri dei suoi voleri, o santi, siete partiti con fiducia e gioia indicibile verso l’Onnipotente Signore di tutti gridando: Sacerdoti, benedite, popolo, inneggia a Cristo nei secoli.

Theotokìon. Vergine purissima, implora tuo Figlio per noi, che ti inneggiamo con semplicità e purezza e ti dichiariamo Madre di Dio, o purissima, che chiedi che la remissione dei peccati per quanti con fede cantano: Popolo, inneggia a Cristo nei secoli.

Irmòs. Follemente il tiranno dei caldei infiammò sette volte di più la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvati da superiore potenza, gridava: Benedite, fanciulli, il Creatore e Redentore; celebratelo, sacerdoti; sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.

Ode 9. Freme ogni orecchio.

Comunicando alla morte di Cristo, siete divenuti partecipi della sua gloria, o santi martiri e siete stati splendidamente insigniti della corona del regno. Stando presso Dio chiedete per noi la salvezza spirituale.

Siete risultati leali e invitti soldati di Cristo, o martiri Areta sapientissimo e compagni con le donne martiri, vergini, fanciulle, perciò vi supplichiamo: implorate di continuo per noi il filantropo.

Ecco davanti a noi l’assemblea divinamente eletta dei martiri: venite, amici di Dio, celebriamoli e inneggiamoli come atleti vittoriosi e divini ministri, che senza sosta pregano per noi il filantropo.

Dirigi e guida la mia vita, o Verbo di Dio Sovrano, per le implorazioni dei tuoi ministri che ti hanno amato e rendimi degno di aver parte con loro, trascurando i miei peccati come buono e filantropo.

Theotokìon. Divenisti tenda di Dio contenendo in grembo l’incontenibile e partorendo incarnato per noi colui che prima era senza carne; supplicalo, o pura, di donare perdono dei peccati a tutti coloro che con fede sempre ti magnificano.

Irmòs. Freme ogni orecchio per l’indicibile discesa di Dio, come l’Altissimo volontariamente sia disceso fino a un corpo, divenendo uomo dal tuo grembo verginale; perciò noi fedeli magnifichiamo la casta Madre di Dio.

Exapostilarion. Udite, donne.

Areta illustrissimo, con i tuoi compagni di lotta prega Cristo di concedere al mondo concordia, pace al pio e divinamente assennato imperatore e sovrano, o glorioso megalomartire e perdono a quelli che celebrano la vostra sacra memoria.

Theotokìon.

Rinnovasti la natura corrotta del progenitore, oltre natura concependo e ignara d’uomo partorendo l’Artefice del creato: da lui corroborati, i cori dei martiri hanno lottato, cantando te, o Madre di Dio, primizia della nostra salvezza.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

TESTI BIBLICI

APOSTOLO
24 Ottobre 2026

II Cor 3,12-18

VANGELO
24 Ottobre 2026

Lc 7,1-10

APOSTOLO
24 Ottobre 2026

II Cor 3,12-18

VANGELO
24 Ottobre 2026

Lc 7,1-10

I testi proposti non sono versioni ufficiali della Arcidiocesi, ma sono liberamente tratti da:
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
La firma che unisce cielo e terra:
La firma che unisce cielo e terra:
UNA FIRMA CHE TUTELA IERI, OGGI E DOMANI.
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8X
1000 ANNI

DI PRESENZA VIVA LA PRESENZA ORTODOSSA È INTESSUTA NELLA STORIA DEL NOSTRO PAESE

8X
IL SACRO

LODIAMO L’ALTISSIMO
COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO

8X
LA SOLIDARIETÀ

UN AIUTO CONCRETO
PER TUTTE LE
GENERAZIONI

8X
LA VITA

CUSTODIAMO IL
CREATO CHE DIO
CI HA AFFIDATO

8X
LA PACE

TESTIMONIAMO LA PACE
E ACCOGLIAMO LA
RICONCILIAZIONE
ATTRAVERSO LA
TRADIZIONE VIVENTE

SOSTENERE LA CHIESA SIGNIFICA
SOSTENERE COMUNITÀ, LITURGIA, FORMAZIONE E CARITÀ.

L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.

I NOSTRI LUOGHI DI CULTO

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DOVE TROVARE
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cultura e formazione

cultura e formazione

La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.

ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO

L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.

La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.

Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.

In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA

La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.

Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.

Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.

Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it