Benvenuti nel sito della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia
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Santo del giorno
Santi Marciano e Martirio, notai, martiri
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ISTITUTO TEOLOGICO ORTODOSSO
Sono aperte le iscrizioni ai corsi per l’anno accademico 2026/2027
PREGHIERE DEL GIORNO
Vespro del 25 Ottobre- Memoria dei santi martiri Marciano e Martirio, notari (segretari)
25 Ottobre
Memoria dei santi martiri Marciano e Martirio, notari (segretari).
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo 3 stichirà prosòmia dei santi.
Tono 4. Come generoso tra i martiri.
Compiuta la corsa e custodita la fede, cinsero la corona del martirio Marciano e Martirio, le torri irremovibili, le mammelle della Chiesa che fanno scaturire il latte non adulterato, le fulgide perle, gli astri che con i raggi della pietà illuminano il creato.
Con un unico volere e unico sentire, la coppia divina annullò la divisione di Ario, insegnando a venerare il Figlio coeterno al Padre e come lui senza principio, con lo Spirito, la Triade nella Monade, la Monade nella Triade, unica indivisa natura in tre persone.
Vi rivelaste compagni di viaggio, imitatori, uguali nei costumi e nello zelo al sacro predicatore Paolo; con l’effusione del sangue sommergeste i nemici e prosciugaste il torrente di pericolose eresie e diveniste fiume di pietà, che irriga la Chiesa di Cristo, o Marciano e Martirio.
Gloria. Tono 1. Di Germano.
Divenuti discepoli e compagni di cammino del confessore e predicatore della Trinità consustanziale e con lui per essa perseguitati, o beati, preferiste la morte di spada alle interminabili chiacchiere degli eretici: perciò, ornati da Dio delle corone del martirio e ottenuta franchezza, pregate perché siano liberati dai pericoli quanti onorano la vostra memoria.
E ora. Theotokìon. Esultanza delle schiere.
Caduto per la cattiva inclinazione, giaccio nudo e cerco rifugio, o Vergine, nel tuo mare tranquillo: liberami dalla tempesta avversa e dalle molteplici tentazioni, affinché divinamente canti la tua grazia, o sempre Vergine Madre di Dio.
Stavrotheotokìon.
Tuo Figlio accettò di patire per noi, affinché per la passione di lui, tu offra l’impassibilità a tutti, o Madre di Dio: imploralo dunque in ogni tempo di liberarmi da ogni sorta di passioni dell’anima e del corpo, per la tua intercessione.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Gloria. Tono 3.
Gli astri spirituali della Chiesa e difensori della Trinità, Marciano e Martirio, respingendo le eresie con lo scudo della fede, rischiararono il mondo con la luce dell’ortodossia. Ubbidendo a Paolo, pastore pari agli apostoli e maestro dei veri dogmi, annullarono la divisione di Ario e Nestorio, evitando la confusione di Sabellio e Severo; glorificando triadicamente la Monade, a tutti predicarono, gli illustrissimi, come piamente celebrare il Dio incarnato dalla Vergine, unico Figlio in due nature. Ricevute così dal cielo le corone della vittoria, questi uomini prodigiosi chiedono per noi la grande misericordia.
E ora. Theotokìon.
Madre di Dio, santa tra le donne, Madre senza nozze, intercedi presso il Re e Dio da te partorito, affinché come amico degli uomini ci salvi.
Stavrotheotokìon. Grande è la potenza.
Vedendo pendere dal legno, o tutta immacolata, colui che avevi partorito, mandavi grida esclamando: Figlio mio amatissimo, come dunque è tramontata la bellezza irradiante luce di colui che ha reso bella la stirpe degli uomini?
Tono 4. Presto intervieni.
I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio; partecipi della tua forza hanno sconfitto i persecutori e infranto l’audacia impotente dei demoni; per loro intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.
Segue la conclusione.
Mattutino del 25 Ottobre- Memoria dei santi martiri Marciano e Martirio, notari (segretari)
25 Ottobre
Memoria dei santi martiri Marciano e Martirio, notari (segretari).
Al Mattutino.
Dopo la solita sticologia i canoni dall’Oktòichos e quello dei santi, con l’acrostico: Alla coppia dei martiri offro una melodia. Giuseppe.
Ode 1. Tono. 4. Come la cavalleria del faraone.
Tutti illuminati dalla luce della Trinità santa, o santi, siete per sempre astri non erranti; per questo noi fedeli inneggiando alla vostra luminosa memoria, oggi con gioia esultiamo.
Volendo contemplare il Verbo rifulso sulla terra come sole sorto per noi dalla Vergine e avendolo riconosciuto consustanziale al Padre, o martiri, subiste morte violenta con pensiero fermissimo.
Come discepoli e compagni del sapiente Paolo e veri teologi, predicaste che il Figlio è uguale in dignità al Padre e, trafitti da spada, santificaste la terra coi fiotti del vostro sangue, o atleti.
Theotokìon. Concepito il Figlio coeterno al Padre, gli donasti un corpo, Vergine pura, quando si fece mortale per ineffabile amore: perciò venerandolo, con fede ti glorifichiamo come causa della divinizzazione di tutti.
Ode 3. Non nella sapienza.
Illuminati dall’ortodossia per lo Spirito divino, fugaste del tutto le tenebre di Ario, divenendo martiri dell’Onnipotente.
Dogmatizzando il Verbo uguale al Padre, foste condannati a morte, o Marciano e Martirio e trasferiti alla vita eterna.
Alla sacra armata degli angeli vi uniste e ai cori dei martiri vi aggregaste: perciò celebriamo la vostra venerabile memoria.
Theotokìon. Avvolta in abiti con frange d’oro, ora stai come Regina alla destra del Signore tuo Dio, o Sovrana nostra, pregando per i tuoi servi fedeli.
Irmòs. Non nella sapienza, né nella potenza o nella ricchezza ci vantiamo, ma in te, Sapienza enipostàtica del Padre, poiché altro Dio all’infuori di te, o Cristo, noi non conosciamo.
Kathisma. Tono 3. Attonito di fronte.
Il Figlio e Signore consustanziale al Padre prima dei secoli, Cristo Verbo incarnato predicaste saggiamente senza divisione, o santi; perciò fino al sangue per lui avete resistito, condannando tutta l’empietà di Ario; avendo dunque familiarità, pregate per le nostre anime.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Inconoscibile e imperscrutabile è il tremendo mistero in te compiuto, o fanciulla Sovrana piena di grazia: generasti, infatti, concependo l’incircoscritto, incarnato dal tuo sangue puro; come tuo Figlio pregalo sempre, o fanciulla, di salvare le nostre anime.
Oppure stavrotheotokìon.
La pura ignara di nozze, la Madre tua, o Cristo, vedendoti pendere morto dal legno, facendo materno lamento diceva: Che cosa ti ha reso il popolo ebreo iniquo e ingrato, che ha goduto dei tuoi tanti e grandi doni, Figlio mio? Io canto la tua divina condiscendenza.
Ode 4. Colui che siede.
Per la forza della vostra mente e la perfezione del vostro pensiero, martiri del Signore, custodendo l’ortodossia terminaste l’agone da martiri, scacciando la tenebra dell’eresia.
Il folle che nella sua pazzia non volle predicare il Verbo al Padre consustanziale, fu strangolato dai lacci delle vostre sacre pene e venne inghiottito nelle onde del vostro sangue per grazia divina.
Militando per il Signore e soffrendo per la fede, o santi, vi aggregaste alle armate celesti; perciò siete detti beati, procurandoci sostegno e illuminazione.
Le mammelle della Chiesa, che versano il latte dell’ortodossia e sfamano i pii, il nobile Marciano e Martirio, siano celebrati con dolci melodie.
Theotokìon. Il sacro profeta un tempo ti chiamò, o Vergine pura, monte di Dio tutto ombroso per le virtù, da cui il Verbo Salvatore apparve per il restauro e l’illuminazione delle nostre anime.
Ode 5. Gli empi non vedranno.
Vi rivelaste sapientissimi seguaci dei dogmi del divino sacerdote Paolo; imitandone i costumi, o martiri, strenuamente lottaste e giustamente foste incoronati.
Come stelle risplendete fieramente al vertice della venerabile Chiesa, allontanando il buio fittissimo dell’eresia di Ario, o valorosissimi santi.
Allontanandovi dai piaceri della vita, o santi, vi avvicinaste a Cristo con pochissimo sangue e avete ereditato il regno incrollabile, o gloriosi atleti.
Theotokìon. Veramente concepisti il Figlio di Dio consustanziale al Padre e al divino Spirito, o pura Genitrice di Dio; pregalo sempre d’aver compassione delle nostre anime.
Ode 6. Sono giunto alla profondità.
Seguendo le parole del pastore sapiente in Dio, o sapienti, serbaste la fede ortodossa per cui foste uccisi, o Marciano e tu, divino Martirio.
Preziosa apparve la vostra morte agli occhi del Signore, o santi e sapienti opliti, perciò con preziosi anniversari siete beatificati da tutti, o gloriosi.
Avendo voi come fonte di prodigi, o beatissimo Marciano e Martirio, valorosi atleti, la Chiesa di Cristo nei secoli gioisce.
Theotokìon. Con la bocca e il cuore veramente ti proclamiamo Madre di Dio o Vergine: pregalo sempre, o pura, di salvare le nostre anime.
Irmòs. Sono giunto nelle profondità del mare e mi ha sommerso l’abisso di molti peccati, ma tu come Dio, strappa dalla rovina la mia vita, o misericordiosissimo.
Kontàkion. Tono 4. Tu che volontariamente.
Dopo aver lottato ottimamente dall’infanzia, tu, Marciano e insieme il sapiente Martirio, avete poi abbattuto l’apostata Ario, custodendo immutabile la fede ortodossa, sulle orme di Paolo, sapiente maestro: e così con lui avete ottenuto vita, come nobili difensori della Trinità.
Ikos.
Voi che avete piamente servito il Dio amico degli uomini, o coppia benedetta, affrettatevi a venirmi incontro per liberarmi dai mali, provvedendo una parola di sapienza a me, che celebro la vostra lotta: sostenendola per la fede con animo sicuro, o santi, avete ottenuto le celesti corone e vi rallegrate per sempre tra i cori dei lottatori, degli apostoli, dei maestri e dei venerabili gerarchi, come araldi del Dio Verbo, come nobili difensori della Trinità.
Sinassario.
Il 25 di questo mese memoria dei santi martiri e notari Marciano e Martirio.
Stichi. I due notari, Marciano e Martirio, appaiono come calami di Cristo intinti nel sangue per la spada il 25.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Anastasio.
Lo stesso giorno memoria di san Valerino martire.
Stichi. Valerino col capo mozzato dalla spada, quante corone riceve per un piccolo taglio!
Lo stesso giorno memoria di san Sabino martire.
Stichi. Penetrando nel fuoco, danza, martire Sabino, la danza divina che ti procura la divina corona.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Valerio e Crisafo.
Stichi. Ai due atleti la pena della spada, alle guide il castigo per l’orgoglio.
Lo stesso giorno memoria di santa Tabithà, che san Pietro risuscitò dai morti.
Stichi. Dov’è per te Pietro, Tabithà? Di nuovo ti risuscita morta come un tempo.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. A Babilonia un tempo.
Seguendo bene il sacro pastore, ornati dall’ortodossia, invano foste uccisi da mani eterodosse, o illustrissimi opliti.
Osservando con fede senza deviazioni la legge di Dio, divini martiri, lottaste secondo le regole morendo di spada per mano di iniqui.
Dopo la sacra sepoltura, con le vostre sante intercessioni presso il Vivificante, avete seppellito, o santi, le malattie di quanti con fede accorrono alla vostra tomba.
Attingendo misticamente dalle fonti sacre la grazia delle guarigioni, irrigate i fedeli, inaridendo tutta la marea delle malattie.
Theotokìon. Liberati dal giudizio eterno per il tuo concepimento, Genitrice di Dio, a te sempre gridiamo: Salve, benedetta e piena di grazia.
Ode 8. Redentore di tutti.
Predicando l’Agnello di Dio consustanziale al Padre, come due agnelli foste uccisi e accostandovi alla mensa di lassù, siete stati aggregati all’assemblea degli atleti.
Rafforzati dalla potenza dello Spirito, i fedeli martiri annientarono l’arroganza dell’errore e lottando fermamente e ora guariscono dalle malattie.
Divenuti medici per i fedeli, sanate con suppliche divine le difficili malattie e gli ostili assalti delle nostre passioni.
Trinitario. Inneggiamo il Padre ingenito, il Figlio e lo Spirito Santo, unica divinità e unica increata essenza, gridando: Opere tutte, benedite il Signore.
Theotokìon. Danzano insieme le potenze angeliche per il tuo parto, o Fanciulla, Madre di Dio, Deìpara, con fede scambiandosi l’annunzio; generasti infatti il Sovrano Redentore al quale gridiamo: Benedite, opere, il Signore.
Irmòs. Redentore di tutti, Onnipotente, sceso nel mezzo della fiamma, irrorasti i pii e insegnasti a cantare: Opere tutte, benedite, inneggiate al Signore.
Ode 9. Per la sua colpa e trasgressione.
Rafforzati dalla potenza di Cristo, non temeste la morte, o atleti, ma prontamente chinando il collo alla spada, valorosamente affrontaste il divino agone: perciò degnamente siete beatificati.
Come due fulgide stelle illuminate tutta l’ecumène con gli splendori delle lotte, o sapiente Marciano e Martirio, scacciando il buio dell’oscura eresia di Ario.
Degnamente infine riceveste corone di gloria da parte di Dio, vincendo Macedonio dallo spirito accecato e ora state presso il trono del Sovrano, chiedendo per noi perfetto scioglimento dai peccati, o santi.
La vostra divina memoria è sorta più fulgida del sole, illuminando i cuori di tutti quelli che la festeggiano, o beati; in essa implorate il Signore di strapparci dalle tenebre dei peccati.
Theotokìon. Tu che sei abitazione della luce, o pura, illumina gli occhi della mia anima, ottenebrati dalla trascuratezza e giacenti sempre nella profonda tenebra della pigrizia, o beatissima, perché con fede ti proclami beata.
Irmòs. Per la sua colpa e trasgressione, Eva introdusse la maledizione; ma tu, Madre di Dio, per il frutto del tuo grembo, germogliasti al mondo la benedizione; per questo tutti ti magnifichiamo.
Exapostilarion. Con i discepoli conveniamo.
Marciano il sapientissimo e con lui Martirio, abbatterono l’abominevole e folle dogma di Ario con la divina grazia della Trinità santa, per la quale lottarono: e come divini martiri, ricevuta da Cristo Salvatore una luminosa corona, pregano per noi che li celebriamo.
Theotokìon.
Arca e mensa, candeliere e urna, monte e reggia, trono e lettiga e porta del Re della gloria: tale noi tutti con affetto ti celebriamo, Vergine santa e Madre di Dio, poiché tu sei rifugio e salvezza dei cristiani, difesa indistruttibile, patrona e custode.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.
Vespro del 25 Ottobre- Memoria dei santi martiri Marciano e Martirio, notari (segretari)
25 Ottobre
Memoria dei santi martiri Marciano e Martirio, notari (segretari).
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo 3 stichirà prosòmia dei santi.
Tono 4. Come generoso tra i martiri.
Compiuta la corsa e custodita la fede, cinsero la corona del martirio Marciano e Martirio, le torri irremovibili, le mammelle della Chiesa che fanno scaturire il latte non adulterato, le fulgide perle, gli astri che con i raggi della pietà illuminano il creato.
Con un unico volere e unico sentire, la coppia divina annullò la divisione di Ario, insegnando a venerare il Figlio coeterno al Padre e come lui senza principio, con lo Spirito, la Triade nella Monade, la Monade nella Triade, unica indivisa natura in tre persone.
Vi rivelaste compagni di viaggio, imitatori, uguali nei costumi e nello zelo al sacro predicatore Paolo; con l’effusione del sangue sommergeste i nemici e prosciugaste il torrente di pericolose eresie e diveniste fiume di pietà, che irriga la Chiesa di Cristo, o Marciano e Martirio.
Gloria. Tono 1. Di Germano.
Divenuti discepoli e compagni di cammino del confessore e predicatore della Trinità consustanziale e con lui per essa perseguitati, o beati, preferiste la morte di spada alle interminabili chiacchiere degli eretici: perciò, ornati da Dio delle corone del martirio e ottenuta franchezza, pregate perché siano liberati dai pericoli quanti onorano la vostra memoria.
E ora. Theotokìon. Esultanza delle schiere.
Caduto per la cattiva inclinazione, giaccio nudo e cerco rifugio, o Vergine, nel tuo mare tranquillo: liberami dalla tempesta avversa e dalle molteplici tentazioni, affinché divinamente canti la tua grazia, o sempre Vergine Madre di Dio.
Stavrotheotokìon.
Tuo Figlio accettò di patire per noi, affinché per la passione di lui, tu offra l’impassibilità a tutti, o Madre di Dio: imploralo dunque in ogni tempo di liberarmi da ogni sorta di passioni dell’anima e del corpo, per la tua intercessione.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Gloria. Tono 3.
Gli astri spirituali della Chiesa e difensori della Trinità, Marciano e Martirio, respingendo le eresie con lo scudo della fede, rischiararono il mondo con la luce dell’ortodossia. Ubbidendo a Paolo, pastore pari agli apostoli e maestro dei veri dogmi, annullarono la divisione di Ario e Nestorio, evitando la confusione di Sabellio e Severo; glorificando triadicamente la Monade, a tutti predicarono, gli illustrissimi, come piamente celebrare il Dio incarnato dalla Vergine, unico Figlio in due nature. Ricevute così dal cielo le corone della vittoria, questi uomini prodigiosi chiedono per noi la grande misericordia.
E ora. Theotokìon.
Madre di Dio, santa tra le donne, Madre senza nozze, intercedi presso il Re e Dio da te partorito, affinché come amico degli uomini ci salvi.
Stavrotheotokìon. Grande è la potenza.
Vedendo pendere dal legno, o tutta immacolata, colui che avevi partorito, mandavi grida esclamando: Figlio mio amatissimo, come dunque è tramontata la bellezza irradiante luce di colui che ha reso bella la stirpe degli uomini?
Tono 4. Presto intervieni.
I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio; partecipi della tua forza hanno sconfitto i persecutori e infranto l’audacia impotente dei demoni; per loro intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.
Segue la conclusione.
Mattutino del 25 Ottobre- Memoria dei santi martiri Marciano e Martirio, notari (segretari)
25 Ottobre
Memoria dei santi martiri Marciano e Martirio, notari (segretari).
Al Mattutino.
Dopo la solita sticologia i canoni dall’Oktòichos e quello dei santi, con l’acrostico: Alla coppia dei martiri offro una melodia. Giuseppe.
Ode 1. Tono. 4. Come la cavalleria del faraone.
Tutti illuminati dalla luce della Trinità santa, o santi, siete per sempre astri non erranti; per questo noi fedeli inneggiando alla vostra luminosa memoria, oggi con gioia esultiamo.
Volendo contemplare il Verbo rifulso sulla terra come sole sorto per noi dalla Vergine e avendolo riconosciuto consustanziale al Padre, o martiri, subiste morte violenta con pensiero fermissimo.
Come discepoli e compagni del sapiente Paolo e veri teologi, predicaste che il Figlio è uguale in dignità al Padre e, trafitti da spada, santificaste la terra coi fiotti del vostro sangue, o atleti.
Theotokìon. Concepito il Figlio coeterno al Padre, gli donasti un corpo, Vergine pura, quando si fece mortale per ineffabile amore: perciò venerandolo, con fede ti glorifichiamo come causa della divinizzazione di tutti.
Ode 3. Non nella sapienza.
Illuminati dall’ortodossia per lo Spirito divino, fugaste del tutto le tenebre di Ario, divenendo martiri dell’Onnipotente.
Dogmatizzando il Verbo uguale al Padre, foste condannati a morte, o Marciano e Martirio e trasferiti alla vita eterna.
Alla sacra armata degli angeli vi uniste e ai cori dei martiri vi aggregaste: perciò celebriamo la vostra venerabile memoria.
Theotokìon. Avvolta in abiti con frange d’oro, ora stai come Regina alla destra del Signore tuo Dio, o Sovrana nostra, pregando per i tuoi servi fedeli.
Irmòs. Non nella sapienza, né nella potenza o nella ricchezza ci vantiamo, ma in te, Sapienza enipostàtica del Padre, poiché altro Dio all’infuori di te, o Cristo, noi non conosciamo.
Kathisma. Tono 3. Attonito di fronte.
Il Figlio e Signore consustanziale al Padre prima dei secoli, Cristo Verbo incarnato predicaste saggiamente senza divisione, o santi; perciò fino al sangue per lui avete resistito, condannando tutta l’empietà di Ario; avendo dunque familiarità, pregate per le nostre anime.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Inconoscibile e imperscrutabile è il tremendo mistero in te compiuto, o fanciulla Sovrana piena di grazia: generasti, infatti, concependo l’incircoscritto, incarnato dal tuo sangue puro; come tuo Figlio pregalo sempre, o fanciulla, di salvare le nostre anime.
Oppure stavrotheotokìon.
La pura ignara di nozze, la Madre tua, o Cristo, vedendoti pendere morto dal legno, facendo materno lamento diceva: Che cosa ti ha reso il popolo ebreo iniquo e ingrato, che ha goduto dei tuoi tanti e grandi doni, Figlio mio? Io canto la tua divina condiscendenza.
Ode 4. Colui che siede.
Per la forza della vostra mente e la perfezione del vostro pensiero, martiri del Signore, custodendo l’ortodossia terminaste l’agone da martiri, scacciando la tenebra dell’eresia.
Il folle che nella sua pazzia non volle predicare il Verbo al Padre consustanziale, fu strangolato dai lacci delle vostre sacre pene e venne inghiottito nelle onde del vostro sangue per grazia divina.
Militando per il Signore e soffrendo per la fede, o santi, vi aggregaste alle armate celesti; perciò siete detti beati, procurandoci sostegno e illuminazione.
Le mammelle della Chiesa, che versano il latte dell’ortodossia e sfamano i pii, il nobile Marciano e Martirio, siano celebrati con dolci melodie.
Theotokìon. Il sacro profeta un tempo ti chiamò, o Vergine pura, monte di Dio tutto ombroso per le virtù, da cui il Verbo Salvatore apparve per il restauro e l’illuminazione delle nostre anime.
Ode 5. Gli empi non vedranno.
Vi rivelaste sapientissimi seguaci dei dogmi del divino sacerdote Paolo; imitandone i costumi, o martiri, strenuamente lottaste e giustamente foste incoronati.
Come stelle risplendete fieramente al vertice della venerabile Chiesa, allontanando il buio fittissimo dell’eresia di Ario, o valorosissimi santi.
Allontanandovi dai piaceri della vita, o santi, vi avvicinaste a Cristo con pochissimo sangue e avete ereditato il regno incrollabile, o gloriosi atleti.
Theotokìon. Veramente concepisti il Figlio di Dio consustanziale al Padre e al divino Spirito, o pura Genitrice di Dio; pregalo sempre d’aver compassione delle nostre anime.
Ode 6. Sono giunto alla profondità.
Seguendo le parole del pastore sapiente in Dio, o sapienti, serbaste la fede ortodossa per cui foste uccisi, o Marciano e tu, divino Martirio.
Preziosa apparve la vostra morte agli occhi del Signore, o santi e sapienti opliti, perciò con preziosi anniversari siete beatificati da tutti, o gloriosi.
Avendo voi come fonte di prodigi, o beatissimo Marciano e Martirio, valorosi atleti, la Chiesa di Cristo nei secoli gioisce.
Theotokìon. Con la bocca e il cuore veramente ti proclamiamo Madre di Dio o Vergine: pregalo sempre, o pura, di salvare le nostre anime.
Irmòs. Sono giunto nelle profondità del mare e mi ha sommerso l’abisso di molti peccati, ma tu come Dio, strappa dalla rovina la mia vita, o misericordiosissimo.
Kontàkion. Tono 4. Tu che volontariamente.
Dopo aver lottato ottimamente dall’infanzia, tu, Marciano e insieme il sapiente Martirio, avete poi abbattuto l’apostata Ario, custodendo immutabile la fede ortodossa, sulle orme di Paolo, sapiente maestro: e così con lui avete ottenuto vita, come nobili difensori della Trinità.
Ikos.
Voi che avete piamente servito il Dio amico degli uomini, o coppia benedetta, affrettatevi a venirmi incontro per liberarmi dai mali, provvedendo una parola di sapienza a me, che celebro la vostra lotta: sostenendola per la fede con animo sicuro, o santi, avete ottenuto le celesti corone e vi rallegrate per sempre tra i cori dei lottatori, degli apostoli, dei maestri e dei venerabili gerarchi, come araldi del Dio Verbo, come nobili difensori della Trinità.
Sinassario.
Il 25 di questo mese memoria dei santi martiri e notari Marciano e Martirio.
Stichi. I due notari, Marciano e Martirio, appaiono come calami di Cristo intinti nel sangue per la spada il 25.
Lo stesso giorno memoria del santo martire Anastasio.
Lo stesso giorno memoria di san Valerino martire.
Stichi. Valerino col capo mozzato dalla spada, quante corone riceve per un piccolo taglio!
Lo stesso giorno memoria di san Sabino martire.
Stichi. Penetrando nel fuoco, danza, martire Sabino, la danza divina che ti procura la divina corona.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Valerio e Crisafo.
Stichi. Ai due atleti la pena della spada, alle guide il castigo per l’orgoglio.
Lo stesso giorno memoria di santa Tabithà, che san Pietro risuscitò dai morti.
Stichi. Dov’è per te Pietro, Tabithà? Di nuovo ti risuscita morta come un tempo.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. A Babilonia un tempo.
Seguendo bene il sacro pastore, ornati dall’ortodossia, invano foste uccisi da mani eterodosse, o illustrissimi opliti.
Osservando con fede senza deviazioni la legge di Dio, divini martiri, lottaste secondo le regole morendo di spada per mano di iniqui.
Dopo la sacra sepoltura, con le vostre sante intercessioni presso il Vivificante, avete seppellito, o santi, le malattie di quanti con fede accorrono alla vostra tomba.
Attingendo misticamente dalle fonti sacre la grazia delle guarigioni, irrigate i fedeli, inaridendo tutta la marea delle malattie.
Theotokìon. Liberati dal giudizio eterno per il tuo concepimento, Genitrice di Dio, a te sempre gridiamo: Salve, benedetta e piena di grazia.
Ode 8. Redentore di tutti.
Predicando l’Agnello di Dio consustanziale al Padre, come due agnelli foste uccisi e accostandovi alla mensa di lassù, siete stati aggregati all’assemblea degli atleti.
Rafforzati dalla potenza dello Spirito, i fedeli martiri annientarono l’arroganza dell’errore e lottando fermamente e ora guariscono dalle malattie.
Divenuti medici per i fedeli, sanate con suppliche divine le difficili malattie e gli ostili assalti delle nostre passioni.
Trinitario. Inneggiamo il Padre ingenito, il Figlio e lo Spirito Santo, unica divinità e unica increata essenza, gridando: Opere tutte, benedite il Signore.
Theotokìon. Danzano insieme le potenze angeliche per il tuo parto, o Fanciulla, Madre di Dio, Deìpara, con fede scambiandosi l’annunzio; generasti infatti il Sovrano Redentore al quale gridiamo: Benedite, opere, il Signore.
Irmòs. Redentore di tutti, Onnipotente, sceso nel mezzo della fiamma, irrorasti i pii e insegnasti a cantare: Opere tutte, benedite, inneggiate al Signore.
Ode 9. Per la sua colpa e trasgressione.
Rafforzati dalla potenza di Cristo, non temeste la morte, o atleti, ma prontamente chinando il collo alla spada, valorosamente affrontaste il divino agone: perciò degnamente siete beatificati.
Come due fulgide stelle illuminate tutta l’ecumène con gli splendori delle lotte, o sapiente Marciano e Martirio, scacciando il buio dell’oscura eresia di Ario.
Degnamente infine riceveste corone di gloria da parte di Dio, vincendo Macedonio dallo spirito accecato e ora state presso il trono del Sovrano, chiedendo per noi perfetto scioglimento dai peccati, o santi.
La vostra divina memoria è sorta più fulgida del sole, illuminando i cuori di tutti quelli che la festeggiano, o beati; in essa implorate il Signore di strapparci dalle tenebre dei peccati.
Theotokìon. Tu che sei abitazione della luce, o pura, illumina gli occhi della mia anima, ottenebrati dalla trascuratezza e giacenti sempre nella profonda tenebra della pigrizia, o beatissima, perché con fede ti proclami beata.
Irmòs. Per la sua colpa e trasgressione, Eva introdusse la maledizione; ma tu, Madre di Dio, per il frutto del tuo grembo, germogliasti al mondo la benedizione; per questo tutti ti magnifichiamo.
Exapostilarion. Con i discepoli conveniamo.
Marciano il sapientissimo e con lui Martirio, abbatterono l’abominevole e folle dogma di Ario con la divina grazia della Trinità santa, per la quale lottarono: e come divini martiri, ricevuta da Cristo Salvatore una luminosa corona, pregano per noi che li celebriamo.
Theotokìon.
Arca e mensa, candeliere e urna, monte e reggia, trono e lettiga e porta del Re della gloria: tale noi tutti con affetto ti celebriamo, Vergine santa e Madre di Dio, poiché tu sei rifugio e salvezza dei cristiani, difesa indistruttibile, patrona e custode.
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
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1000 ANNI
8X
IL SACRO
LODIAMO L’ALTISSIMO
COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO
8X
LA SOLIDARIETÀ
UN AIUTO CONCRETO
PER TUTTE LE
GENERAZIONI
8X
LA VITA
CUSTODIAMO IL
CREATO CHE DIO
CI HA AFFIDATO
8X
LA PACE
TESTIMONIAMO LA PACE
E ACCOGLIAMO LA
RICONCILIAZIONE
ATTRAVERSO LA
TRADIZIONE VIVENTE
SOSTENERE COMUNITÀ, LITURGIA, FORMAZIONE E CARITÀ.
L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.
I NOSTRI LUOGHI DI CULTO
I NOSTRI LUOGHI DI CULTO
LE NOSTRE PARROCCHIE
E I LUOGHI DI CULTO
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cultura e formazione
cultura e formazione
La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.
ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO
L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.
La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.
Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.
In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA
La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.
Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.
Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.
Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it













