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Benvenuti nel nuovo sito dell’ Arcidiocesi Ortodossa d’ Italia

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Santo del giorno

San Mosè l’Etiope

San Mosè visse in Egitto durante il IV secolo. Era un Etiope, e poiché aveva la pelle nera fu chiamato “Murin” (cioè “come un Etiope”). In gioventù e…
CALENDARIO
28 Agosto 2026
«Il Signore disse: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”»
«Il Signore disse: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”»
MARCO 8,34

PREGHIERE DEL GIORNO

LA PREGHIERA DEL VESPERO
28 Agosto 2026

Vespro del 28 Agosto – Memoria del nostro santo padre Mosè l’etiope

28 AGOSTO

Memoria del nostro santo padre Mosè l’etiope.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, stichirà prosòmia.

Tono pl. 4. I tuoi martiri, Signore.

Il celebre Mosè, abbandonando saggiamente il godimento mondano, ha sottomesso le passioni della carne con le più energiche fatiche ascetiche: abbattendo così il multiforme insidiatore, ha riportato la corona della vittoria. Per le sue suppliche, o Signore, a tutti dona la grande misericordia.

Avevi continenza incomparabile, veglie di intere notti in piedi, occhio vigile e un intelletto che percepiva la bellezza divina, o beato Mosè; hai così ottenuto il dono delle guarigioni per sanare i più terribili mali; perciò ti supplichiamo: Chiedi per tutti, o padre, la grande misericordia.

Protetto dalla mano divina, o padre Mosè, sei passato incolume attraverso gli astuti intrighi, le frecce e le insidie dei demòni; reso venerabile dall’impassibilità, sei stato annoverato fra tutti i santi e intercedi perché sia donata a quanti ti onorano con fede la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

I miei pensieri sono impuri, le labbra, ingannatrici, le opere, scellerate: che farò? Come andrò incontro al Giudice? Vergine Sovrana, supplica tuo Figlio, Creatore e Signore, affinché accolga nella penitenza il mio spirito, lui che solo è compassionevole.

Oppure stavrotheotokìon.

La giovenca senza macchia, vedendo il vitello volontariamente appeso al legno, gemendo nel dolore gridava: Ahimè, Figlio carissimo! Che cosa dunque ti ha reso l’ingrato popolo degli ebrei che vuole privarmi di te, o amatissimo?

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Apolytìkion. Tono 1.

Cittadino del deserto, angelo in un corpo e taumaturgo ti sei rivelato, santo padre teoforo Mosè; con digiuno, veglia e preghiera hai ricevuto carismi celesti e guarisci i malati e le anime di quanti con fede a te accorrono. Gloria a Colui che ti ha dato forza; gloria a Colui che ti ha incoronato; gloria a Colui che per mezzo tuo opera guarigioni in tutti.

LA PREGHIERA DEL MATTUTINO
28 Agosto 2026

Mattutino del 28 agosto – Memoria del nostro santo padre Mosè l’etiope

28 AGOSTO

Memoria del nostro santo padre Mosè l’etiope.

Al Mattutino.

Dopo la solita sticologia si dicono i canoni dall’Oktòichos e questo dei santi.

Ode 1. Tono pl. 4. Cantiamo al Signore

Il mio cuore annerito dal morso del peccato, sbiancalo con le piogge della penitenza per le tue preghiere, o padre.

Perforando la tua carne con i chiodi del timore del Signore, cancellasti ogni pensiero malsano dal tuo cuore, o beatissimo teoforo.

Seminando nei solchi del tuo cuore il grano del verbo, germogliasti il frumento che raccogliesti nei tesori inesauribili.

Theotokìon. Tutto intero mi salva il Verbo, Dio supremo che ha voluto per bontà incarnarsi dal tuo grembo, Madre Vergine pura.

Ode 3. Tu sei la saldezza.

Mosso dallo Spirito, o sapiente, sottomettesti gli spiriti malvagi perseverando nelle opere spirituali.

Fortificato dalla potenza di Dio, venerabile Mosè, come un incorporeo abbattesti il forte drago.

Con la pioggia delle tue lacrime spegnesti l’ardente fiamma delle passioni e apparisti un fiume straripante di carismi dello Spirito.

Theotokìon. Forte del tuo aiuto non temo, pura Vergine, l’assalto dei nemici; con la tua protezione respingo le loro legioni.

Irmòs. Tu sei la saldezza di quanti a te ricorrono, Signore, tu sei la luce degli ottenebrati e il mio spirito t’inneggia.

Kàthisma. Tono 3. La confessione della fede.

Accogliendo la luce senza tramonto, rigettasti nell’ombra il volto dei neri demòni, venerabile Mosè e interrompesti i loro misfatti con la tua costante elevazione verso Dio; padre beato, supplica Cristo Dio di donarci la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Non si separò dalla natura divina incarnandosi nel tuo grembo, ma facendosi uomo rimase Dio, il Signore che conservò la tua irreprensibile verginità, o Madre, prima e dopo il parto; supplicalo di continuo di donarci la grande misericordia.

Oppure stavrotheotokìon.

L’Agnella Madre senza macchia, l’incontaminata Madre Vergine del Verbo, vedendo sospeso alla croce il frutto da lei senza doglie coltivato, piangendo maternamente gridò: Ahimè, Figlio mio, come soffri volendo strappare da disonorevoli passioni l’uomo!

Ode 4. Ho udito, Signore.

Con le tue incessanti suppliche e fatiche aggiunte, scacciasti dalla tua anima, o padre, il demone amico della carne.

Innalzando la mente a ciò che supera verbo e intelletto, o beato, sopportasti la calura dell’ascesi come rugiada divina.

Illuminato dal bagliore della contemplazione e dell’azione, o beatissimo padre, il tuo cuore divenne pura dimora dello Spirito.

Theotokìon. Illumina la mia anima ottenebrata da molteplici passioni, divina Sposa, tesoro della verginità, dimora della natura incontenibile.

Ode 5. Vegliando a te gridiamo.

Infiammato dal carbone dell’impassibilità, o beato, inceneristi la materia combustibile delle passioni.

Illuminando le nostre anime, o illustre, ti rivelasti astro di continenza giunto all’apice.

Sulla quadriga delle virtù salisti, padre ammirabile Mosè e raggiungesti il sommo dei cieli.

Theotokìon. Cantiamo te, Theotòkos, Vergine dopo il parto poiché tu concepisti per il mondo Dio Verbo nella carne.

Ode 6. Perdonami, Salvatore.

La bruma dei piaceri e la notte del peccato mi hanno circondato: nel bagliore dello Spirito illumina tutto il mio essere e guidalo al porto della salvezza, o padre.

Come ape laboriosa nell’alveare del tuo cuore raccogliesti il fiore delle virtù stillando la dolcezza immortale che respinge l’amarezza dei demòni.

Perseverando nei deserti ereditasti la città superna e sottomettendo con i digiuni la carne, o ammirabile, guadagnasti le delizie senza fine in paradiso.

Theotokìon. Santificazione spirituale e propiziatorio intoccabile, candeliere aureo e mensa animata recante il pane della vita, noi fedeli ti definiamo, o Vergine.

Irmòs. Perdonami, Salvatore, poiché sono molte le mie iniquità e dal baratro dei mali riconducimi, ti supplico; a te infatti ho gridato e tu ascoltami, Dio della mia salvezza.

Kontàkion. Tono 4. Sei apparso oggi.

Respingendo le immagini degli etiopi spirituali, come sole radioso sei rifulso, illuminando, o beatissimo Mosè, le anime di noi, che ti onoriamo.

Sinassario.

Il 28 di questo mese memoria del nostro santo padre Mosè l’etiope.

Stichi. Anche morendo parli, o Mosè il nero. L’uomo vede l’apparenza, ma Dio il cuore. L’Etiopia seppellì Mosè il 21.

Lo stesso giorno memoria del nuovo santo martire Akàkios.

Stichi. Akakios ebbe la gola tagliata da una spada e scorreva latte significando il candore dell’anima.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Diomede e Lorenzo.

Stichi. Si agitano i rami del platano a cui furono appesi gli atleti per essere colpiti con l’arco di platano.

Lo stesso giorno il giusto re Ezechia si addormentò in pace.

Stichi. Se ancora una volta Ezechia avesse pianto, fino a quando sarebbe vissuto?

Lo stesso giorno memoria di sant’Anna, figlia di Fanuele.

Stichi. La figlia di Fanuele non lasciò la terra fino a che non vide su di essa Dio bambino.

I 303 santi martiri perirono nelle fiamme.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Nella fornace i fanciulli ebrei.

Purificato dal fango delle passioni, lampeggiando di bagliori dello Spirito, davvero fosti trasferito alla luce immateriale, o beato, nei cori degli asceti per i secoli.

Fuggisti ogni sorta di male e divenisti familiare a tutti i beni, desiderasti la felicità immateriale gridando, o beato: Signore nostro Dio, tu sei benedetto.

Con le innumerevoli fatiche della tua ascesi interrompesti le penose seduzioni; perciò trovasti lontano da ogni pena il godimento dei beni, o teoforo, benedicendo il tuo Sovrano.

Theotokìon. Colei che il grande profeta Isaia indicò come Vergine nello Spirito, nelle sue viscere concepì e partorì Dio per noi, che cantiamo: Tu sei benedetto, Signore nostro Dio.

Ode 8. Sette volte più del solito.

Fortificato dalla preghiera, esaltato dall’umiltà, col cuore illuminato dalla giustizia, risplendente di carità, ti slanciasti verso la vetta delle virtù, verso la cima splendente cantando: Sacerdoti, benedite il Signore, popolo, esaltalo per tutti i secoli.

Nero di pelle, tuttavia la sua anima splendeva più della luce del sole: annerì le cupe facce dei demòni, ma rischiarò i cuori dei fedeli, che per sua imitazione cantano: Popolo, esalta Cristo nei secoli.

Sempre corazzato di umiltà, sei sfuggito alle frecce dei neri demòni, o padre e hai addestrato i monaci a combattere il nemico con parole, opere, senza sosta cantando con loro: Fanciulli, benedite e voi, sacerdoti, celebrate, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Theotokìon. Superando natura e ragione, Sovrana pura, concepisti e poi partoristi il Creatore del genere umano, fatto uomo senza separarsi dal Padre, al quale tutto il creato canta: Fanciulli, benedite e voi, sacerdoti, celebrate, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Irmòs. Sette volte più del solito nel suo furore il tiranno dei Caldei rinfocolò la fornace per i fedeli del Signore; ma quando li vide salvati da una forza più potente, gridò: Fanciulli, benedite il vostro Creatore e Redentore e voi, sacerdoti, lodatelo, popolo, esaltalo in tutti i secoli.

Ode 9. Stupì ogni orecchio.

Trascorrendo la vita in opere buone, trovasti la fonte di ogni bene e il compimento del tuo desiderio; là dove risuonano la lode e la festa, tu dimori con gioia, beato Mosè, padre ammirabile.

Col sudore della tua fronte e con le tue pene ci hai procurato la dolcezza del tuo soccorso e hai scacciato l’amarezza delle nostre passioni; le tue reliquie fanno sgorgare su noi le guarigioni, purificando le nostre anime dalla cancrena del male.

Cristo ti cinse di una corona immarcescibile, poiché vincesti il principe di questo mondo e le sue armate; perciò fosti degno di essere aggregato al coro dei beati, con i quali lo preghi di liberare dalle tentazioni quanti ti onorano, o divino.

Theotokìon. Sola fra le donne, Sposa di Dio, interrompesti la maledizione dei progenitori generando l’incircoscrivibile circoscritto nella carne, rinnovando le leggi di natura e unendo ciò che prima era separato con la tua mediazione, o incontaminata.

Irmòs. Stupì ogni orecchio per l’ineffabile condiscendenza di Dio; poiché l’Altissimo volle scendere fino ad un corpo divenendo uomo da grembo verginale; perciò noi fedeli magnifichiamo la pura Madre di Dio.

Exapostilarion. Con i discepoli conveniamo.

Recidesti le teste degli etiopi spirituali, beato padre Mosè, con la spada delle tue divine preghiere, o teoforo e per questo ricevesti da Cristo i premi della vittoria: standogli ora accanto con gli angeli, splendente della luce inondante dell’impassibilità, illumina con la tua intercessione i tuoi cantori, che a te ricorrono.

Theotokìon, stessa melodia.

Per la mia vita turpe ho perduto la bellezza dell’anima e mi sono reso simile, ahimè, alle bestie insensate facendo ciò che non è lecito fare. Sovrana Madre di Dio, illuminandomi, purificami con i divini fulgori della tua luce e con l’issopo della penitenza, o Vergine e rendi il tuo servo utile strumento divino.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

LA PREGHIERA DEL VESPERO
28 Agosto 2026

Vespro del 28 Agosto – Memoria del nostro santo padre Mosè l’etiope

28 AGOSTO

Memoria del nostro santo padre Mosè l’etiope.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, stichirà prosòmia.

Tono pl. 4. I tuoi martiri, Signore.

Il celebre Mosè, abbandonando saggiamente il godimento mondano, ha sottomesso le passioni della carne con le più energiche fatiche ascetiche: abbattendo così il multiforme insidiatore, ha riportato la corona della vittoria. Per le sue suppliche, o Signore, a tutti dona la grande misericordia.

Avevi continenza incomparabile, veglie di intere notti in piedi, occhio vigile e un intelletto che percepiva la bellezza divina, o beato Mosè; hai così ottenuto il dono delle guarigioni per sanare i più terribili mali; perciò ti supplichiamo: Chiedi per tutti, o padre, la grande misericordia.

Protetto dalla mano divina, o padre Mosè, sei passato incolume attraverso gli astuti intrighi, le frecce e le insidie dei demòni; reso venerabile dall’impassibilità, sei stato annoverato fra tutti i santi e intercedi perché sia donata a quanti ti onorano con fede la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

I miei pensieri sono impuri, le labbra, ingannatrici, le opere, scellerate: che farò? Come andrò incontro al Giudice? Vergine Sovrana, supplica tuo Figlio, Creatore e Signore, affinché accolga nella penitenza il mio spirito, lui che solo è compassionevole.

Oppure stavrotheotokìon.

La giovenca senza macchia, vedendo il vitello volontariamente appeso al legno, gemendo nel dolore gridava: Ahimè, Figlio carissimo! Che cosa dunque ti ha reso l’ingrato popolo degli ebrei che vuole privarmi di te, o amatissimo?

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Apolytìkion. Tono 1.

Cittadino del deserto, angelo in un corpo e taumaturgo ti sei rivelato, santo padre teoforo Mosè; con digiuno, veglia e preghiera hai ricevuto carismi celesti e guarisci i malati e le anime di quanti con fede a te accorrono. Gloria a Colui che ti ha dato forza; gloria a Colui che ti ha incoronato; gloria a Colui che per mezzo tuo opera guarigioni in tutti.

LA PREGHIERA DEL MATTUTINO
28 Agosto 2026

Mattutino del 28 agosto – Memoria del nostro santo padre Mosè l’etiope

28 AGOSTO

Memoria del nostro santo padre Mosè l’etiope.

Al Mattutino.

Dopo la solita sticologia si dicono i canoni dall’Oktòichos e questo dei santi.

Ode 1. Tono pl. 4. Cantiamo al Signore

Il mio cuore annerito dal morso del peccato, sbiancalo con le piogge della penitenza per le tue preghiere, o padre.

Perforando la tua carne con i chiodi del timore del Signore, cancellasti ogni pensiero malsano dal tuo cuore, o beatissimo teoforo.

Seminando nei solchi del tuo cuore il grano del verbo, germogliasti il frumento che raccogliesti nei tesori inesauribili.

Theotokìon. Tutto intero mi salva il Verbo, Dio supremo che ha voluto per bontà incarnarsi dal tuo grembo, Madre Vergine pura.

Ode 3. Tu sei la saldezza.

Mosso dallo Spirito, o sapiente, sottomettesti gli spiriti malvagi perseverando nelle opere spirituali.

Fortificato dalla potenza di Dio, venerabile Mosè, come un incorporeo abbattesti il forte drago.

Con la pioggia delle tue lacrime spegnesti l’ardente fiamma delle passioni e apparisti un fiume straripante di carismi dello Spirito.

Theotokìon. Forte del tuo aiuto non temo, pura Vergine, l’assalto dei nemici; con la tua protezione respingo le loro legioni.

Irmòs. Tu sei la saldezza di quanti a te ricorrono, Signore, tu sei la luce degli ottenebrati e il mio spirito t’inneggia.

Kàthisma. Tono 3. La confessione della fede.

Accogliendo la luce senza tramonto, rigettasti nell’ombra il volto dei neri demòni, venerabile Mosè e interrompesti i loro misfatti con la tua costante elevazione verso Dio; padre beato, supplica Cristo Dio di donarci la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Non si separò dalla natura divina incarnandosi nel tuo grembo, ma facendosi uomo rimase Dio, il Signore che conservò la tua irreprensibile verginità, o Madre, prima e dopo il parto; supplicalo di continuo di donarci la grande misericordia.

Oppure stavrotheotokìon.

L’Agnella Madre senza macchia, l’incontaminata Madre Vergine del Verbo, vedendo sospeso alla croce il frutto da lei senza doglie coltivato, piangendo maternamente gridò: Ahimè, Figlio mio, come soffri volendo strappare da disonorevoli passioni l’uomo!

Ode 4. Ho udito, Signore.

Con le tue incessanti suppliche e fatiche aggiunte, scacciasti dalla tua anima, o padre, il demone amico della carne.

Innalzando la mente a ciò che supera verbo e intelletto, o beato, sopportasti la calura dell’ascesi come rugiada divina.

Illuminato dal bagliore della contemplazione e dell’azione, o beatissimo padre, il tuo cuore divenne pura dimora dello Spirito.

Theotokìon. Illumina la mia anima ottenebrata da molteplici passioni, divina Sposa, tesoro della verginità, dimora della natura incontenibile.

Ode 5. Vegliando a te gridiamo.

Infiammato dal carbone dell’impassibilità, o beato, inceneristi la materia combustibile delle passioni.

Illuminando le nostre anime, o illustre, ti rivelasti astro di continenza giunto all’apice.

Sulla quadriga delle virtù salisti, padre ammirabile Mosè e raggiungesti il sommo dei cieli.

Theotokìon. Cantiamo te, Theotòkos, Vergine dopo il parto poiché tu concepisti per il mondo Dio Verbo nella carne.

Ode 6. Perdonami, Salvatore.

La bruma dei piaceri e la notte del peccato mi hanno circondato: nel bagliore dello Spirito illumina tutto il mio essere e guidalo al porto della salvezza, o padre.

Come ape laboriosa nell’alveare del tuo cuore raccogliesti il fiore delle virtù stillando la dolcezza immortale che respinge l’amarezza dei demòni.

Perseverando nei deserti ereditasti la città superna e sottomettendo con i digiuni la carne, o ammirabile, guadagnasti le delizie senza fine in paradiso.

Theotokìon. Santificazione spirituale e propiziatorio intoccabile, candeliere aureo e mensa animata recante il pane della vita, noi fedeli ti definiamo, o Vergine.

Irmòs. Perdonami, Salvatore, poiché sono molte le mie iniquità e dal baratro dei mali riconducimi, ti supplico; a te infatti ho gridato e tu ascoltami, Dio della mia salvezza.

Kontàkion. Tono 4. Sei apparso oggi.

Respingendo le immagini degli etiopi spirituali, come sole radioso sei rifulso, illuminando, o beatissimo Mosè, le anime di noi, che ti onoriamo.

Sinassario.

Il 28 di questo mese memoria del nostro santo padre Mosè l’etiope.

Stichi. Anche morendo parli, o Mosè il nero. L’uomo vede l’apparenza, ma Dio il cuore. L’Etiopia seppellì Mosè il 21.

Lo stesso giorno memoria del nuovo santo martire Akàkios.

Stichi. Akakios ebbe la gola tagliata da una spada e scorreva latte significando il candore dell’anima.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Diomede e Lorenzo.

Stichi. Si agitano i rami del platano a cui furono appesi gli atleti per essere colpiti con l’arco di platano.

Lo stesso giorno il giusto re Ezechia si addormentò in pace.

Stichi. Se ancora una volta Ezechia avesse pianto, fino a quando sarebbe vissuto?

Lo stesso giorno memoria di sant’Anna, figlia di Fanuele.

Stichi. La figlia di Fanuele non lasciò la terra fino a che non vide su di essa Dio bambino.

I 303 santi martiri perirono nelle fiamme.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Nella fornace i fanciulli ebrei.

Purificato dal fango delle passioni, lampeggiando di bagliori dello Spirito, davvero fosti trasferito alla luce immateriale, o beato, nei cori degli asceti per i secoli.

Fuggisti ogni sorta di male e divenisti familiare a tutti i beni, desiderasti la felicità immateriale gridando, o beato: Signore nostro Dio, tu sei benedetto.

Con le innumerevoli fatiche della tua ascesi interrompesti le penose seduzioni; perciò trovasti lontano da ogni pena il godimento dei beni, o teoforo, benedicendo il tuo Sovrano.

Theotokìon. Colei che il grande profeta Isaia indicò come Vergine nello Spirito, nelle sue viscere concepì e partorì Dio per noi, che cantiamo: Tu sei benedetto, Signore nostro Dio.

Ode 8. Sette volte più del solito.

Fortificato dalla preghiera, esaltato dall’umiltà, col cuore illuminato dalla giustizia, risplendente di carità, ti slanciasti verso la vetta delle virtù, verso la cima splendente cantando: Sacerdoti, benedite il Signore, popolo, esaltalo per tutti i secoli.

Nero di pelle, tuttavia la sua anima splendeva più della luce del sole: annerì le cupe facce dei demòni, ma rischiarò i cuori dei fedeli, che per sua imitazione cantano: Popolo, esalta Cristo nei secoli.

Sempre corazzato di umiltà, sei sfuggito alle frecce dei neri demòni, o padre e hai addestrato i monaci a combattere il nemico con parole, opere, senza sosta cantando con loro: Fanciulli, benedite e voi, sacerdoti, celebrate, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Theotokìon. Superando natura e ragione, Sovrana pura, concepisti e poi partoristi il Creatore del genere umano, fatto uomo senza separarsi dal Padre, al quale tutto il creato canta: Fanciulli, benedite e voi, sacerdoti, celebrate, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Irmòs. Sette volte più del solito nel suo furore il tiranno dei Caldei rinfocolò la fornace per i fedeli del Signore; ma quando li vide salvati da una forza più potente, gridò: Fanciulli, benedite il vostro Creatore e Redentore e voi, sacerdoti, lodatelo, popolo, esaltalo in tutti i secoli.

Ode 9. Stupì ogni orecchio.

Trascorrendo la vita in opere buone, trovasti la fonte di ogni bene e il compimento del tuo desiderio; là dove risuonano la lode e la festa, tu dimori con gioia, beato Mosè, padre ammirabile.

Col sudore della tua fronte e con le tue pene ci hai procurato la dolcezza del tuo soccorso e hai scacciato l’amarezza delle nostre passioni; le tue reliquie fanno sgorgare su noi le guarigioni, purificando le nostre anime dalla cancrena del male.

Cristo ti cinse di una corona immarcescibile, poiché vincesti il principe di questo mondo e le sue armate; perciò fosti degno di essere aggregato al coro dei beati, con i quali lo preghi di liberare dalle tentazioni quanti ti onorano, o divino.

Theotokìon. Sola fra le donne, Sposa di Dio, interrompesti la maledizione dei progenitori generando l’incircoscrivibile circoscritto nella carne, rinnovando le leggi di natura e unendo ciò che prima era separato con la tua mediazione, o incontaminata.

Irmòs. Stupì ogni orecchio per l’ineffabile condiscendenza di Dio; poiché l’Altissimo volle scendere fino ad un corpo divenendo uomo da grembo verginale; perciò noi fedeli magnifichiamo la pura Madre di Dio.

Exapostilarion. Con i discepoli conveniamo.

Recidesti le teste degli etiopi spirituali, beato padre Mosè, con la spada delle tue divine preghiere, o teoforo e per questo ricevesti da Cristo i premi della vittoria: standogli ora accanto con gli angeli, splendente della luce inondante dell’impassibilità, illumina con la tua intercessione i tuoi cantori, che a te ricorrono.

Theotokìon, stessa melodia.

Per la mia vita turpe ho perduto la bellezza dell’anima e mi sono reso simile, ahimè, alle bestie insensate facendo ciò che non è lecito fare. Sovrana Madre di Dio, illuminandomi, purificami con i divini fulgori della tua luce e con l’issopo della penitenza, o Vergine e rendi il tuo servo utile strumento divino.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

TESTI BIBLICI

APOSTOLO
28 Agosto 2026

II Cor 11, 5-21

VANGELO
28 Agosto 2026

Mc 4, 1-9

APOSTOLO
28 Agosto 2026

II Cor 11, 5-21

VANGELO
28 Agosto 2026

Mc 4, 1-9

I testi proposti non sono versioni ufficiali della Arcidiocesi, ma sono liberamente tratti da:
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
La firma che unisce cielo e terra:
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UNA FIRMA CHE TUTELA IERI, OGGI E DOMANI.
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8X
1000 ANNI

DI PRESENZA VIVA LA PRESENZA ORTODOSSA È INTESSUTA NELLA STORIA DEL NOSTRO PAESE

8X
IL SACRO

LODIAMO L’ALTISSIMO
COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO

8X
LA SOLIDARIETÀ

UN AIUTO CONCRETO
PER TUTTE LE
GENERAZIONI

8X
LA VITA

CUSTODIAMO IL
CREATO CHE DIO
CI HA AFFIDATO

8X
LA PACE

TESTIMONIAMO LA PACE
E ACCOGLIAMO LA
RICONCILIAZIONE
ATTRAVERSO LA
TRADIZIONE VIVENTE

SOSTENERE LA CHIESA SIGNIFICA
SOSTENERE COMUNITÀ, LITURGIA, FORMAZIONE E CARITÀ.

L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.

I NOSTRI LUOGHI DI CULTO

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DOVE TROVARE
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E I LUOGHI DI CULTO

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cultura e formazione

cultura e formazione

La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.

ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO

L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.

La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.

Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.

In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA

La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.

Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.

Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.

Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it