Benvenuti nel nuovo sito dell’ Arcidiocesi Ortodossa d’ Italia
Benvenuti nel nuovo sito dell’ Arcidiocesi Ortodossa d’ Italia
Santo del giorno
Natività della Madre di Dio.

NEWS
PREGHIERE DEL GIORNO
Vespro del 8 Settembre- Natività della santissima Sovrana nostra Theotòkos e sempre Vergine Maria
8 Settembre
Natività della santissima Sovrana nostra Theotòkos e sempre Vergine Maria.
Al Piccolo Vespro
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo i seguenti stichirà prosòmia.
Tono 1. Esultanza delle schiere.
Gioacchino e Anna festeggiano generando la primizia della nostra salvezza, l’unica Theotòkos; con loro anche noi festeggiamo oggi, proclamando beata la Vergine pura dalla radice di Iesse.
Oggi la verga di Anna genera un rampollo divino, la Theotòkos, salvezza degli uomini; nascendo straordinariamente da lei il Demiurgo di tutte le cose, per benevolenza purifica come buono tutta la corruzione di Adamo.
La Vergine che contiene Dio, la pura Theotòkos, vanto dei profeti, la figlia di Davide, è nata oggi da Gioacchino e dalla sapiente Anna e con la sua nascita ha annientato la nostra maledizione.
La terra prima sterile genera terra fertile e da grembo sterile discende un frutto santo, nutrito con latte: straordinario prodigio! La nutrice della nostra vita, che ha accolto in seno il Pane celeste, riceve latte dal seno.
Gloria. E ora. Tono 2.
Venite, amici tutti delle vergini e desiderosi di purezza, venite per accogliere con affetto il vanto della verginità, la fonte di vita che scaturisce da pietra solida e dalla sterilità, il roveto incombusto dal fuoco immateriale, che purifica e illumina le nostre anime.
Allo stico, stichirà prosòmia. Tono 2. Casa di Efrata.
Prole di Gioacchino e Anna, la Vergine si è mostrata agli uomini, liberando tutti dalle catene del peccato.
Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre, perché il re ha bramato la tua bellezza
La sterilità di Anna si è mostrata realmente come monte ombroso, da cui è stata donata la salvezza di tutti i credenti.
Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.
Rompendo i legami della sterilità di Anna, è arrivata la purissima Vergine, arbitro della liberazione degli uomini.
Gloria. E ora.
Venite, fedeli, glorifichiamo la Vergine, poiché generata dalla sterile, ha rinnovato la nostra natura resa sterile.
Apolytìkion. Tono 4.
La tua nascita, Theotòkos, ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il sole di giustizia, Cristo nostro Dio: egli, ponendo fine alla maledizione ci ha dato la benedizione e, distruggendo la morte, ci ha donato la vita eterna.
Piccola ectenia e conclusione.
Al Grande Vespro
Dopo il salmo introduttivo, la prima stasi di Beato l’uomo (salmi 1-3). Al Signore, a te ho gridato, 6 stichi e i seguenti idiòmela.
Tono pl. 2. Di Sergio.
Oggi Dio, che riposa sui troni spirituali, si è apprestato sulla terra un trono santo; colui che ha consolidato i cieli con sapienza, nella sua filantropia si è preparato un cielo vivente: perché da sterile radice ha fatto germogliare per noi, come pianta portatrice di vita, la Madre sua. O Dio dei prodigi, speranza dei disperati, Signore, gloria a te.
Questo è il giorno del Signore, esultate, popoli: poiché ecco, il talamo della luce, il libro del Verbo della vita è uscito dal grembo; la porta che guarda a oriente è stata generata e attende l’ingresso del sommo sacerdote, lei che introduce nel mondo, sola, il solo Cristo, per la salvezza delle nostre anime.
Anche se, per divino volere, famose donne sterili hanno generato, pure, al di sopra di tutti i loro figli, divinamente risplende Maria, poiché, prodigiosamente partorita da madre sterile, ha partorito nella carne il Dio dell’universo, da grembo senza seme, oltre natura: unica porta dell’Unigenito Figlio di Dio, che attraversandola l’ha custodita chiusa e tutto disponendo con sapienza come egli sa, per tutti gli uomini ha operato la salvezza.
Stesso tono. Di Stefano Aghiopolìta.
Oggi le porte sterili si aprono e ne esce la divina porta verginale; oggi la grazia comincia a dare i suoi frutti, manifestando al mondo la Madre di Dio, per la quale le cose terrestri si uniscono a quelle celesti, a salvezza delle nostre anime.
Oggi è il preludio della gioia universale, oggi cominciano a spirare le aure che preannunciano la salvezza. La sterilità della nostra natura è finita, perché la sterile diventa madre di colei che resta vergine dopo aver partorito il Creatore, di colei dalla quale colui che è Dio per natura assume ciò che gli è estraneo e con la carne per gli sviati opera la salvezza: lui, il Cristo filantropo e Redentore delle nostre anime.
Oggi la sterile Anna partorisce la fanciulla divina, prescelta fra tutte le generazioni per essere dimora del Re universale e Creatore, il Cristo Dio, a compimento della divina economia: per essa noi, figli della terra, siamo riplasmati e rinnovati, passando dalla corruzione alla vita senza fine.
Gloria. E ora. Stesso tono. Di Sergio.
Oggi Dio, che riposa sui troni spirituali, si è apprestato sulla terra un trono santo; colui che ha consolidato i cieli con sapienza, nella sua filantropia si è preparato un cielo vivente: perché da sterile radice ha fatto germogliare per noi, come pianta portatrice di vita, la Madre sua. O Dio dei prodigi, speranza dei disperati, Signore, gloria a te.
Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.
Lettura dalla Genesi (28, 10-17).
Giacobbe partì dal pozzo del giuramento e si diresse verso Carran; si imbatté in un luogo e là si mise a dormire perché era tramontato il sole. Prese una delle pietre che erano lì, se la pose sotto il capo, si addormentò in quel luogo e sognò: ed ecco, una scala appoggiava sulla terra mentre la sua cima raggiungeva il cielo; gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa, mentre il Signore vi si appoggiava e gli disse: Io sono il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco, non temere: la terra su cui giaci, la darò a te e alla tua discendenza. E la tua discendenza sarà come la sabbia della terra e si estenderà verso il mare, verso mezzogiorno, verso settentrione e verso oriente e saranno benedette in te e nella tua discendenza tutte le tribù della terra. Ed ecco, io sono con te per custodirti in tutto il cammino che farai; e ti farò tornare in questa terra, perché non ti abbandonerò sinché io non abbia fatto tutto quello di cui ti ho parlato. Giacobbe si destò dal suo sonno e disse: Il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo! Ebbe timore e disse: Quanto è tremendo questo luogo! Altro non è che la casa di Dio e questa è la porta del cielo.
Lettura dalla profezia di Ezechiele (43,27-44,4).
A partire dal giorno ottavo i sacerdoti offriranno sull’altare i vostri olocausti e i vostri sacrifici pacifici e voi mi sarete accetti, dice il Signore. E mi fece volgere per la via della porta esterna del santuario che guarda ad oriente: essa era chiusa. E il Signore mi disse: Questa porta resterà chiusa, non verrà aperta e nessuno passerà per essa, perché per essa entrerà il Signore Dio d’Israele e rimarrà chiusa. Poiché il principe, lui siede in essa per prender cibo. Entrerà per la via del portico della porta e per la sua via uscirà. E mi introdusse per la via della porta che guarda a settentrione, di fronte al tempio: e vidi ed ecco, era piena di gloria la casa del Signore.
Lettura dai Proverbi (9,1-11).
La sapienza si è costruita una casa e ha eretto a sostegno sette colonne. Ha sgozzato i suoi animali, ha versato nel calice il suo vino e ha preparato la sua mensa. Ha mandato i suoi servi a invitare al banchetto con alto proclama, dicendo: Chi è stolto si rivolga a me. E a quelli che mancano di senno dice: Venite, mangiate il mio pane e bevete il vino che ho mesciuto per voi. Abbandonate la stoltezza e vivrete, cercate la prudenza per poter aver vita e dirigere l’intelligenza con la conoscenza. Chi rimprovera dei malvagi ne ricaverà per sé disonore e chi correggerà l’empio ne avrà biasimo, perché i rimproveri fatti all’empio sono per lui lividure. Non rimproverare dei malvagi perché non ti prendano in odio: rimprovera il saggio e ti amerà. Dà un’opportunità al saggio e diventerà più saggio, istruisci un giusto e aumenterà la sua istruzione. Principio della sapienza è il timore del Signore e il consiglio dei santi è intelligenza. Conoscere poi la Legge è cosa di una buona mente. In questo modo, infatti, vivrai a lungo e ti verranno aggiunti anni di vita.
Alla Litì, stichirà idiòmela.
Tono 1. Di Stefano Aghiopolìta.
Il principio della nostra salvezza, o popoli, è oggi: poiché la predestinata dalle antiche generazioni, la Madre e Vergine, dimora di Dio, viene partorita dalla sterile, ramo fiorito dalla radice di Iesse. Adamo progenitore gioisce, Eva esulta; poiché veramente la progenitrice, plasmata da una costola di Adamo, proclama beata la figlia e sua discendente dicendo: E’ nata la mia redenzione, sto per esser liberata dalle catene dell’ade; Davide gioisce e sul salterio benedice il Signore, nostro Dio, poiché da grembo sterile la Vergine sorge oggi per la salvezza delle nostre anime.
Tono 2.
Venite, amici della festa e voi che amate la purezza, accogliete con affetto la gloria della verginità, la fonte della vita, zampillante da arida roccia, il roveto nato dalla sterile senza prole per contenere il fuoco immateriale che purifica e illumina le nostre anime.
Stesso Tono. Di Anatolio.
Che cos’è questo canto festivo oggi? Anna e Gioacchino misticamente esultanti di gioia dicono: Rallegratevi oggi con noi, Adamo ed Eva, perché se un tempo la vostra trasgressione chiuse il paradiso, un frutto celebre ci è donato, Maria, la serva di Dio che riapre a tutti gli uomini l’ingresso nell’Eden.
La Sovrana dell’universo che Dio ha destinato a rimanere, il tempio della sua divinità eterna, oggi procede glorificando dal grembo di Anna, un tempo sterile; per lei l’arroganza dell’ade è abbattuta; Eva, la madre del genere umano, rientra ormai in possesso della vita. Degnamente a lei gridiamo: Benedetta tu fra le donne, Vergine Maria e benedetto Gesù, frutto del tuo grembo.
Gloria. E ora. Di Sergio Aghiopolìta. Tono pl. 4.
In questo felice giorno di festa facciamo risuonare la cetra spirituale perché dalla stirpe di Davide oggi nasce la Madre della vita, che dissolve le tenebre; è lei il risollevamento di Adamo e la riabilitazione di Eva, la fonte d’incorruttela e la liberazione dal peccato; per lei siamo stati divinizzati e liberati dalla morte; acclamiamola perciò con Gabriele, o fedeli: Salve, piena di grazia, è con te il Signore che, grazie a te, ci concede la grande misericordia.
Allo stico, stichirà idiòmela.
Tono 4. Di Germano patriarca.
La gioia universale è sorta per noi dai giusti Gioacchino e Anna, la Vergine inneggiatissima, che per la sua purezza somma diviene tempio vivente di Dio e, sola, è con verità riconosciuta Theotòkos. Per le sue suppliche, o Cristo Dio, manda sul mondo la pace e alle nostre anime, la grande misericordia.
Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.
Preannunciata da un angelo, oggi sei nata, progenie augustissima, dai giusti Gioacchino e Anna, o Vergine, cielo e trono di Dio, ricettacolo di purezza, annunziatrice di gioia a tutto il mondo, patrona della nostra vita, distruzione della maledizione, che tu muti in benedizione. Nel giorno della tua nascita, Vergine eletta da Dio, chiedi dunque la pace e per le nostre anime la grande misericordia.
Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.
Sterile, senza prole, Anna batta oggi gioiosa le mani, si rivestano di splendore le cose della terra, esultino i re, si allietino i sacerdoti tra le benedizioni, festeggi tutto il mondo: perché ecco, la regina, la pura sposa del Padre, è germogliata dalla radice di Iesse. Non partoriranno più figli nel dolore le donne, perché è fiorita la gioia e la vita degli uomini abita nel mondo. Non saranno più rifiutati i doni di Gioacchino, perché il lamento di Anna si è mutato in gioia ed essa dice: Rallegratevi con me, tutti voi del popolo eletto Israele: poiché ecco, il Signore mi ha donato la reggia vivente della sua gloria divina, per la comune letizia, gioia e salvezza delle nostre anime.
Gloria. E ora.
Tono pl. 4. Di Sergio Aghiopolìta.
Venite, fedeli tutti, accorriamo alla Vergine, perché ecco, nasce colei che prima di essere concepita in seno è stata predestinata a essere Madre del nostro Dio; il tesoro della verginità, la verga fiorita di Aronne, che spunta dalla radice di Iesse, l’annunzio dei profeti, il germoglio dei giusti Gioacchino e Anna nasce e il mondo con lei si rinnova. Essa è partorita e la Chiesa si riveste del proprio decoro. Il tempio santo, ricettacolo della Divinità, strumento verginale, talamo regale in cui si è compiuto lo straordinario mistero dell’ineffabile unione delle nature, che si congiungono in Cristo: adorando lui, celebriamo la pura nascita della Vergine.
Apolytìkion. Tono 4.
La tua nascita, Theotòkos, ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il sole di giustizia, Cristo nostro Dio: egli, ponendo fine alla maledizione ci ha dato la benedizione e, distruggendo la morte, ci ha donato la vita eterna (3).
Mattutino del 8 Settembre- Natività della santissima Sovrana nostra Theotòkos e sempre Vergine Maria
8 Settembre
Natività della santissima Sovrana nostra Theotòkos e sempre Vergine Maria.
Al Mattutino.
Apolytìkion. Tono 4.
La tua nascita, Theotòkos, ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il sole di giustizia, Cristo nostro Dio: egli, ponendo fine alla maledizione ci ha dato la benedizione e, distruggendo la morte, ci ha donato la vita eterna (3).
Dopo la prima sticologia, kàthisma.
Tono 4. Stupì Giuseppe.
Proclamalo Davide, che cosa ti ha giurato Dio? Ciò che mi ha giurato, egli dice, ecco lo ha compiuto, donando la Vergine dal frutto del mio grembo: da lei il Cristo creatore, il nuovo Adamo, è stato generato re sul mio trono e oggi regna colui che possiede il regno incrollabile. La sterile partorisce la Theotòkos e nutrice della nostra vita.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Dopo la seconda sticologia,
kàthisma uguale.
Dalla radice di Iesse e dai lombi di Davide nasce oggi per noi la divina fanciulla Maria e l’universo è rinnovato e divinizzato. Rallegratevi insieme, cielo e terra, lodatela, famiglie delle genti. Gioacchino gioisce e Anna festeggia gridando: La sterile partorisce la Theotòkos e nutrice della nostra vita.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Dopo il polyèleos, kàthisma.
Tono pl. 4. Conosciuto l’ordine.
Esulti il cielo, si allieti la terra, perché è stato partorito sulla terra il cielo di Dio: la sposa di Dio, secondo la promessa. La sterile allatta Maria bambina e Gioacchino gioisce per questo parto dicendo: Mi è stato partorito il virgulto da cui Cristo fiore è germogliato dalla radice di Davide. O prodigio veramente straordinario!
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.
Prokìmenon. Tono 4.
Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.
Stico. Ha emesso il mio cuore il verbo buono.
Ogni spirito e il vangelo secondo Luca (1,39-49.56).
In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito santo ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore. Allora Maria disse: L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’onnipotente e santo è il suo nome. Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Gloria. Per l’intercessione della Theotòkos. E ora. Lo stesso. Quindi, lo stico. Pietà di me, o Dio.
Idiòmelon. Tono 4. Di Germano.
La gioia universale è sorta per noi dai giusti Gioacchino e Anna, la Vergine inneggiatissima, che per la sua purezza somma diviene tempio vivente di Dio e, sola, è con verità riconosciuta Theotòkos. Per le sue suppliche, o Cristo Dio, manda sul mondo la pace e alle nostre anime la grande misericordia.
I canoni del signor Giovanni con gli irmì per 8 stichi e del signor Andrea per 6 stichi.
Canone di Giovanni monaco.
Ode 1. Tono 2. Irmòs.
Venite, popoli, cantiamo un canto al Cristo Dio che ha diviso il mare e guidato il popolo che aveva liberato dalla schiavitù dell’Egitto: perché egli si è grandemente glorificato.
Venite, fedeli, allietandoci nel divino Spirito, onoriamo con inni la sempre vergine Fanciulla che oggi, da una sterile, è venuta nel mondo per la salvezza dei mortali.
Esulta, Gioacchino con Anna di senno divino, perché oggi hai fatto germogliare dai tuoi lombi la Vergine eletta da Dio, dalla quale è nato per noi il Cristo Signore.
Nasce oggi il ponte della vita per il quale i mortali che stanno nell’ade sono richiamati dalla caduta, glorificando Cristo datore di vita.
Canone del signor Andrea.
Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.
A colui che spezza le guerre col suo braccio e che guidò Israele nel Mar Rosso, a lui cantiamo, come Dio nostro redentore, poiché si è glorificato.
Esulti tutto il creato e gioisca Davide, poiché dal suo tronco è germogliato il ramo recante come fiore il Signore, redentore dell’universo.
La Santa dei santi nel santo sacrario come bimba è condotta per esser nutrita dalla mano di un angelo divino; festeggiamo tutti con fede la sua nascita.
Anna, sterile e senza prole, non poteva restare senza figli a causa di Dio, che l’aveva destinata prima dei secoli a divenire madre della Vergine pura, da cui sarebbe nato l’Autore del creato in forma di servo.
Te sola, agnella senza difetto, che nel tuo grembo fornisti a Cristo la natura umana come un vello, noi glorifichiamo con inni, in questo giorno in cui Anna ti ha partorito.
Canto, proclamo, glorifico tre ipòstasi partecipi di unica natura, eternità, santità; un unico Dio è glorificato nel Padre, nel Figlio e nello Spirito.
Chi mai vide un lattante generato senza padre, chi mai vide una madre rimasta vergine? Doppio mistero, pura Genitrice di Dio!
Katavasìa. Tracciando una croce, Mosè, col bastone verticale, divise il Mar Rosso per Israele che lo passò a piedi asciutti, poi lo riunì su se stesso con frastuono volgendolo contro i carri di faraone, disegnando, orizzontalmente, l’arma invincibile; perciò cantiamo a Cristo nostro Dio perché si è glorificato.
Ode 3. Irmòs.
Rafforzaci in te, Signore, tu che col legno uccidesti il peccato e infondi il tuo timore nel cuore dei tuoi cantori.
Vissuti irreprensibilmente per Dio, hanno generato la salvezza di tutti, i genitori dal divino sentire di colei che partorì Dio, nostro Creatore.
Il Signore, che per tutti fa scaturire la vita, da una sterile ha prodotto la Vergine: in lei egli si degnò di entrare, custodendola incorrotta dopo il parto.
Inneggiamo come Theotòkos il frutto di Anna, Maria, che ha concepito il grappolo portatore di vita, protezione e aiuto di tutti.
Un altro Irmòs.
Si è rafforzato il mio cuore nel Signore, la mia fronte si è innalzata nel mio Dio, si è dilatata la mia bocca contro i miei nemici, ho gioito per la tua salvezza.
Benedetto, Anna, il tuo grembo, che portò il frutto della verginità, che senza seme concepirà Gesù, redentore e nutritore del creato.
Tutto il creato proclama beata te, Vergine, partorita oggi da Anna come puro ramo germogliato dalla radice di Iesse, per coltivare Cristo fiore.
Mostrandoti superiore a tutto il creato, tuo Figlio, pura Madre di Dio, magnifica oggi la tua santa nascita e colma di gioia tutto l’universo.
Innalzata nel Santo dei Santi, Vergine pura Theotòkos, ti sei rivelata superiore a tutto il creato, concependo nella carne il Creatore.
Veneriamo il Padre senza principio, cantiamo il Figlio senza tempo, adoriamo lo Spirito coeterno, unico Dio trisipostàtico.
Generando l’illuminatore e il principio di vita dei mortali, pura Madre di Dio, divenisti il tesoro della nostra vita e la porta della luce inaccessibile.
Katavasìa. Una verga è assunta come figura del mistero perché, con la sua fioritura, essa designa il sacerdote: e per la Chiesa un tempo sterile, è fiorito ora l’albero della croce, come forza e sostegno.
Ypacoì. Tono 2.
Il profeta chiamò la santa Vergine porta invalicabile, custodita solo per il nostro Dio: per essa è passato il Signore, da essa procede l’Altissimo e la lascia sigillata, liberando la nostra vita dalla corruzione.
Kàthisma. Tono 4. Stupì Giuseppe.
La Vergine Maria e veramente Madre di Dio, come nube della luce oggi su noi è rifulsa e proviene dai giusti per la nostra gloria. Adamo non è più condannato, Eva è liberata dai lacci e per questo acclamiamo gridando con franchezza all’unica Pura: Annunzia gioia, la tua nascita, a tutta l’ecumène.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Ode 4. Irmòs.
Ho udito, Signore, l’annuncio della tua economia e ho dato gloria a te, solo filantropo.
Inneggiamo te, Signore, che doni a tutti i fedeli, come porto di salvezza, colei che ti ha generato.
O sposa di Dio, Cristo ti ha resa vanto e forza di tutti quelli che cantano con fede il tuo mistero.
Sovrana ignara di nozze, riscattati dalle colpe per le tue suppliche, noi tutti, grati, ti diciamo beata.
Un altro Irmòs.
Ho inteso, Signore, il tuo annunzio e ho temuto, poiché nel tuo ineffabile disegno tu, che sei Dio eterno, dalla Vergine sei venuto incarnato: Gloria alla tua gloria, o Cristo, gloria alla tua potenza.
Glorificando con inni e salmi l’augusta nascita della Theotòkos, veneriamo, fedeli, colui che aveva veramente promesso a Davide che il frutto dei suoi lombi avrebbe regnato dopo di lui.
Schiudesti il grembo di Sara, Signore, dando Isacco come frutto della vecchiaia: oggi hai donato, Salvatore, la tua Madre pura come fertile frutto del grembo.
Ascolta, Signore, la mia preghiera, dica Anna, poiché oggi mi hai concesso il frutto promesso: colei che tra tutte le donne e le generazioni, dovrà divenire la tua pura Madre.
Gioisce conte oggi l’ecumène, o Anna divina, poiché da te è fiorita la Madre del suo Redentore, colei ha germogliata dalla radice di Davide, lo scettro di potenza, che porta per noi il Cristo fiore.
Trinità eterna e indivisa per essenze, cherubicamente ti glorifico, gridando con lingua impura: santo, santo, santo l’unico Dio per tutti i secoli in eterno.
Gli oracoli dei profeti si sono compiuti con la tua nascita, Vergine pura: con fede ti chiamarono tempio, porta, monte spirituale e roveto, verga di Aronne fiorita dalla radice di Davide.
Katavasìa. Ho udito, Signore, il mistero della tua economia, ho considerato le tue opere e glorificato la tua divinità.
Ode 5. Irmòs.
Tu che hai dissolto le buie ombre degli enigmi e hai rischiarato i cuori dei fedeli con l’avvento della verità, grazie a questa divina figlia, guida anche noi, o Cristo, con la tua luce.
Inneggiamo, popoli, colei per cui divenne come noi l’autore di tutte le cose: i profeti che ne furono fatti degni, gioirono al vederla in figura, traendo da essa il frutto di una chiara salvezza.
La fioritura della verga secca manifestò a Israele la scelta del sacerdote: e ora il gloriosissimo germoglio della sterile straordinariamente celebra con la sua luce lo splendore dei genitori.
Un altro Irmòs.
Signore, nostro Dio, dacci la pace; Signore nostro Dio, sostienici; Signore, all’infuori di te non conosciamo altri, il tuo nome invochiamo.
Incorrotta fu la tua nascita, Vergine pura, ineffabile il tuo concepimento, il tuo parto uguale al tuo concepimento, Sposa non sposata, poiché della mia natura si rivestì lo stesso Dio.
Gioiscano oggi le schiere degli angeli, danzino cantando i figli di Adamo, poiché nasce il ramo che dovrà recare come fiore il Cristo, unico redentore della stirpe umana.
Oggi Eva è sciolta dalla condanna, Adamo liberato dall’antica maledizione per la tua nascita, gridando a te, pura Vergine: Per te siamo liberati dalla rovina.
Gloria a te, che oggi hai glorificato la sterile genitrice del ramo sempre verde da cui, secondo la promessa, fiorirà Cristo, fiore della nostra vita.
Ti adoriamo, Trinità indivisibile, increata, coeterna e consustanziale, che sempre proclamiamo unico Dio trisipostàtico.
Il tuo grembo divenne santa mensa, la tua purezza restò intatta come prima, o Vergine, poiché Cristo, nostro sole, è sorto da te come sposo dal talamo.
Katavasìa. O albero beatissimo, su cui è stato steso Cristo, Re e Signore! Per te cadde colui che con un albero aveva ingannato, fu adescato da Dio nella carne, in te confitto donando la pace alle nostre anime.
Ode 6. Irmòs.
Al Signore, dal ventre del mostro, Giona gridò: Fammi tu risalire, ti prego, dal profondo dell’ade affinché a te, Redentore, con voce di lode e in spirito di verità, io offra un sacrificio.
Al Signore, nell’afflizione della sterilità, gridarono i genitori divinamente saggi della Madre di Dio e generarono lei come comune salvezza e vanto di generazione in generazione.
Ricevettero un celeste dono degno di Dio, i genitori divinamente saggi della Madre di Dio: il cocchio più eccelso di quello dei cherubini, colei che partorisce il Verbo e Creatore.
Un altro Irmòs.
Come le acque del mare, o filantropo, le onde della vita mi sommergono, ma come Giona dall’abisso, strappa dalla rovina la mia vita, compassionevole Signore.
Inneggiamo la tua santa nascita, onoriamo inoltre il tuo verginale concepimento, sposa divina, Vergine non sposata: con noi esultano gli angeli e le anime dei santi.
Pura Vergine, più santa dei santi, i tuoi casti genitori ti condussero al tempio del Signore per esservi santamente allevata e preparata alla maternità divina.
O madri e sterili, danzate di gioia, coraggio, esultate, o senza prole, poiché la sterile genera la Madre di Dio, che sta per liberare Adamo ed Eva dalla maledizione e dalle pene.
Sento Davide che di te canta: Sono condotte al palazzo del re le vergini del tuo seguito; anch’io dunque con lui a te, come figlia del re, inneggio.
In te, pura Vergine, il mistero della Trinità è cantato e glorificato: il Padre si è compiaciuto, il Verbo ha posto la sua tenda fra gli uomini e con la sua ombra ti ha coperto lo Spirito santo.
Sei divenuta incensiere d’oro, poiché il fuoco divino, il Verbo, per energia del santo Spirito rese sua dimora il tuo grembo, apparendo ai nostri occhi in forma umana, o pura Genitrice di Dio.
Katavasìa. Nelle viscere del mostro marino, Giona stendendo le palme a forma di croce, chiaramente prefigurava la salvifica passione: perciò uscendo il terzo giorno, rappresentò la risurrezione ultramondana del Cristo Dio crocifisso nella carne, che con la sua risurrezione il terzo giorno illuminò il mondo.
Kontàkion. Tono 4. Autòmelo.
Gioacchino e Anna furono liberati dalla vergogna della sterilità e Adamo ed Eva dalla corruzione della morte per la tua natività, o pura; questa celebra oggi il tuo popolo, riscattato dalla schiavitù dei peccati, a te esclamando: la sterile partorisce la Theotòkos e nutrice della nostra vita.
Ikos.
La preghiera e il gemito di Gioacchino e Anna per la loro sterilità e mancanza di prole, giunsero accetti alle orecchie del Signore ed essi produssero al mondo un frutto portatore di vita; l’uno compiva sul monte la sua preghiera e l’altra portava la sua vergogna in un giardino: ma con gioia la sterile partorisce la Theotòkos e nutrice della nostra vita.
Sinassario.
L’8 di questo mese nascita della santissima Sovrana nostra Theotòkos e sempre Vergine Maria.
Stichi. Più di tutte le madri è benedetta sant’Anna, essendo madre della Vergine Madre. Il giorno otto genera colei che genererà la luce infinita.
Lo stesso giorno i santi fratelli Rufo e Rufino perirono di spada.
Stichi. Chinandosi alla spada Rufino dice al fratello: seguimi, non indugiare, Rufo.
Lo stesso giorno san Severo perì di spada.
Stichi. Sono pronto alla mia passione, dice Severo: e tu, spada, sei pronta a decapitarmi?
Lo stesso giorno sant’Artemidòro perì nel fuoco.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Irmòs.
Il roveto incombusto sul monte e la fornace dei caldei irrorante rugiada chiaramente prefigurano te, sposa di Dio: perché senza venirne arsa, ricevesti in un grembo materiale il divino fuoco immateriale; e noi gridiamo a colui che da te fu partorito: Benedetto il Dio dei nostri padri.
Nelle tue immateriali manifestazioni era impedita al legislatore la contemplazione del grande mistero, o venerabilissima, mentre veniva simbolicamente ammaestrato a non avere sentimenti terreni: perciò preso da stupore per il prodigio, diceva: Benedetto il Dio dei nostri padri.
Monte, porta celeste e scala spirituale ti profetizzò divinamente il sacro coro, poiché da te fu intagliata la pietra non toccata da strumento umano; e sei chiamata anche porta per cui è passato il Signore dei prodigi, Dio dei nostri padri.
Un altro Irmòs.
La fornace dei caldei avvampante di fuoco venne rinfrescata dall’intervento dello Spirito di Dio, mentre i fanciulli cantavano: benedetto il Dio dei nostri padri.
Festeggiamo, o pura e veneriamo con fede la tua santa nascita, per il cui annunzio siamo liberati dalla maledizione antica nella manifestazione di Cristo.
Ora Anna gioisce e fiera grida: Pur essendo sterile ho generato la Madre di Dio, per cui la condanna di Eva è sciolta e colei che è nelle pene smetterà di soffrire.
Adamo è liberato, Eva danza con gioia a te acclamando nello Spirito: In te siamo liberati dalla maledizione ancestrale per la venuta di tuo Figlio.
Anime infeconde, sterili e senza prole, esultate, poiché Anna ora gioisce, mostrandosi ricca di discendenti: madri, esultate di gioia con la Madre di Dio.
Glorifichiamo il Padre, il Figlio e lo Spirito, santissima Trinità in una Mònade divina, indivisibile, increata, consustanziale e coeterna.
Restando vergine dopo il parto, tu sola generasti il nostro Dio, rinnovando così la natura, liberando Eva dalla maledizione ancestrale, pura Genitrice di Dio Maria.
Katavasìa. Il folle editto di un tiranno empio sconvolse i popoli, spirando minaccia e bestemmia in odio a Dio: non spaventò però i tre fanciulli quel bestiale furore e quel fuoco crepitante; ma in mezzo al fuoco, che strideva sotto il vento rugiadoso, essi salmeggiavano: O celebratissimo Dio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto.
Ode 8. Irmòs.
Nella fornace dei fanciulli prefigurasti un tempo la Madre tua, Signore, perché la figura liberò dal fuoco costoro che in esso si muovevano senza venir bruciati. E noi inneggiamo a lei, che oggi grazie a te è apparsa ai confini e la sovresaltiamo per tutti i secoli.
La prescelta dimora della nostra riconciliazione con Dio comincia oggi a essere, per partorire per noi il Verbo, che si manifesta nello spessore della carne: lui celebriamo, noi che per lui dal non essere abbiamo ricevuto l’essere e lui sovresaltiamo per tutti i secoli.
La liberazione dalla sterilità terminò l’universale sterilità nel bene e il prodigio mostrò chiaramente Cristo che viene a dimorare tra i mortali: lui celebriamo, noi che per lui dal non essere abbiamo ricevuto l’essere e lo sovresaltiamo per tutti i secoli.
Un altro Irmòs.
Tu che stabilisci alle acque i loro limiti, poni la sabbia come confine al mare e tutto reggi, a te inneggia il sole, la luna ti glorifica, a te offre l’inno tutto il creato, Demiurgo e Creatore, nei secoli.
Tu che hai fatto prodigi per la sterile Anna, tu che hai dischiuso il suo infecondo grembo per farlo fruttificare, tu, Dio santo, come Figlio della Vergine, hai assunto carne da lei, dalla Theotòkos Vergine.
Tu che sigilli e dischiudi l’abisso, alzi le acque sulle nubi e doni la pioggia al mondo, sulla sterile radice di Anna hai fatto germogliare come ramo e frutto la purissima Madre di Dio.
Tu che sciogliesti i lacci della sterilità, alla sterile donasti l’illustre frutto, la fertile fanciulla, la Madre tua secondo la carne, di cui divieni Figlio e germoglio, o Dio compassionevole, venendo fra noi.
O agricoltore delle nostre menti e giardiniere delle nostre anime, tu che rivelasti fruttuosa la terra sterile, hai reso sant’Anna, un tempo sterile, terra coltivata, fertile, fiorente e ubertosa, che ha germogliato la Theotòkos, frutto purissimo.
Trinità santa ed eterna, Dio supremo, la moltitudine degli angeli a te inneggia e per te trema; cielo, terra e abissi davanti a te fremono, gli uomini ti benedicono, il fuoco è tuo servo, tutto il creato con timore ti obbedisce.
Prodigio nuovo: Dio Figlio di una donna e una Madre senza uomo genera senza seme e la prole è Dio, o terribile visione! O straordinario concepimento della Vergine! O concepimento tremendo! Realmente tutto ciò supera l’intelletto e la visione.
Katavasìa. Benedite, fanciulli, pari in numero alla Trinità, Dio Padre Creatore, inneggiate al Verbo che discese mutando il fuoco in rugiada e sovresaltate per i secoli lo Spirito santissimo, che concede vita a tutti.
Ode 9. Irmòs.
Più venerabile non si salmeggia.
Benedetta, purissima, noi ti magnifichiamo, o Madre di Dio, tu che da grembo verginale, incomprensibilmente, hai dato un corpo all’astro divino, sorto prima del sole e venuto corporalmente a vivere tra noi.
Colui che per le folle ribelli fece scaturire fiumi dalla dura roccia, elargisce a noi, genti docili, un frutto di letizia da grembo sterile: te, pura Madre di Dio, che noi, com’è degno, magnifichiamo.
Te, annullamento dell’antica, severa sentenza, che risollevi la nostra prima madre, causa dell’unione della nostra stirpe con Dio, ponte che conduce al Creatore, Theotòkos, noi magnifichiamo.
Un altro Irmòs.
Estranea alle madri la verginità e alle vergini il concepimento, ma in te, Theotòkos, i due prodigi si congiungono e tutte le tribù delle genti per tutti i secoli ti magnificano.
Secondo la promessa, Madre di Dio, tu ottieni una nascita degna della purezza: alla sterile fosti donata come divino frutto e tutte le tribù delle genti nei secoli ti magnificano.
Ecco che si compie l’oracolo che dice: Sorga la tenda caduta del sacro Davide in te, purissima, prefigurata; per te tutta la materia degli uomini è ricreata nel corpo di Dio.
Veneriamo le tue fasce, Theotòkos, glorifichiamo colui che ti dona come frutto a colei che un tempo era sterile e prodigiosamente apre il grembo senza prole, poiché Dio, essendo onnipotente, compie ciò che vuole.
Germogliasti in grembo, o Anna di mente divina, madre della sposa, secondo la promessa, il fiore verginale, lo splendore divino della purezza; perciò, come radice della nostra vita, ti diciamo beata.
Estranea agli empi la lode del tuo nome, Padre, Figlio e santo Spirito, Trinità eterna, onnipotente e increata, per cui tutto il mondo è stato fondato a un cenno della tua volontà divina.
Nel tuo grembo, Vergine Madre, hai ospitato Uno della Trinità santa, Cristo nostro Dio, al quale tutto il creato inneggia, per il quale tremano i troni elevati: supplicalo di salvare le nostre anime
Katavasìa. Sei mistico paradiso che, senza coltivazione, o Theotòkos, ha prodotto il Cristo, dal quale fu piantato sulla terra l’albero vivificante della croce: adorando lui, per essa che ora viene esaltata, noi ti magnifichiamo.
Un’altra. La morte, sopraggiunta alla nostra stirpe per il frutto dell’albero, è oggi distrutta dalla croce, perché la maledizione, che nella progenitrice colpiva tutta la stirpe, è annullata per la prole della pura Madre di Dio: tutte le potenze dei cieli la magnificano.
Exapostilarion. Udite, donne.
Esultano oggi tutti i confini dell’ecumène per la tua nascita, Vergine, Madre di Dio Maria, sposa ignara di nozze: con essa hai posto fine al triste obbrobrio dei tuoi genitori, privi di prole e alla maledizione che colpiva la progenitrice Eva nel suo partorire.
Un altro exapostilarion uguale.
Sii rinnovato, Adamo e tu Eva, glorificata; profeti, unitevi in coro con gli apostoli e i giusti: comune gioia di angeli e uomini, nasce oggi al mondo la Theotòkos, dai giusti Gioacchino e Anna.
Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà prosòmia, ripetendo il primo.
Tono 1. O straordinario prodigio!
O straordinario prodigio! La fonte della vita nasce dalla sterile, la grazia comincia a produrre i suoi splendidi frutti. Rallégrati, Gioacchino, divenuto genitore della Theotòkos: nessuno è come te tra i genitori terrestri, o ispirato da Dio, perché per te ci è stata data la Vergine che accoglie Dio, la dimora di Dio, il santissimo monte (2).
O straordinario prodigio! Il frutto della sterile, rifulgendo per il cenno dell’onnipotente Creatore dell’universo, ha vigorosamente posto fine alla sterilità del mondo nel bene. Madri, gridate in coro con la madre della Theotòkos: Salve, piena di grazia, con te è il Signore, che per te concede al mondo la grande misericordia.
Mostrandosi vivente colonna della castità e fulgido vaso raggiante di grazia, la gloriosa Anna ha partorito colei che è veramente la difesa, il divino fiore della verginità, colei che a tutte le vergini e a quelle che desiderano il dono della verginità, visibilmente concede la bellezza verginale e concede a tutti i fedeli la grande misericordia.
Gloria. E ora. Tono pl. 2.
Questo è il giorno del Signore, esultate, popoli: poiché ecco, il talamo della luce, il libro del Verbo della vita è uscito dal grembo; la porta che guarda a oriente è stata generata e attende l’ingresso del sommo sacerdote, lei che introduce nel mondo, sola, il solo Cristo, per la salvezza delle nostre anime.
Grande dossologia, apolytìkion e congedo.
Alla Liturgia typikà e le odi 3 e 6 del canone.
Antifona 1.
Stico. Ricordati, Signore, di Davide e di tutta la sua mitezza.
Per le intercessioni della Theotòkos.
Stico 2. Ecco, abbiamo udito che è in Efrata, l’abbiamo trovata nei campi boscosi.
Per le intercessioni della Theotòkos.
Stico 3. Cose gloriose si dicono di te, città di Dio.
Per le intercessioni della Theotòkos.
Stico 4. Dio è in mezzo a lei e non sarà scossa.
Per le intercessioni della Theotòkos.
Gloria. E ora.
Per le intercessioni della Theotòkos.
Antifona 2.
Stico 1. Il Signore ha giurato a Davide la verità e non la smentirà.
Salva, Figlio di Dio incarnato per noi.
Stico 2. Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.
Salva, Figlio di Dio incarnato per noi.
Stico 3. Là farò sorgere la potenza di Davide, ho preparato una lampada al mio Cristo.
Salva, Figlio di Dio incarnato per noi.
Stico 4. Poiché il Signore ha eletto Sion, se l’è scelta per sua dimora.
Gloria. E ora.
O Unigenito Figlio e Verbo.
Antifona 3.
Stico 1. Qui abiterò perché l’ho scelta.
Apolytìkion. Tono 4.
La tua nascita, Theotòkos, ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il sole di giustizia, Cristo nostro Dio: egli, ponendo fine alla maledizione ci ha dato la benedizione e, distruggendo la morte, ci ha donato la vita eterna.
Stico 2. L’Altissimo ha santificato la sua dimora.
La tua nascita, Madre di Dio.
Stico 3. Santo è il tuo tempio, meraviglioso nella giustizia.
La tua nascita, Madre di Dio.
Kinonikòn. Prenderò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Alliluia.
Vespro del 8 Settembre- Natività della santissima Sovrana nostra Theotòkos e sempre Vergine Maria
8 Settembre
Natività della santissima Sovrana nostra Theotòkos e sempre Vergine Maria.
Al Piccolo Vespro
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo i seguenti stichirà prosòmia.
Tono 1. Esultanza delle schiere.
Gioacchino e Anna festeggiano generando la primizia della nostra salvezza, l’unica Theotòkos; con loro anche noi festeggiamo oggi, proclamando beata la Vergine pura dalla radice di Iesse.
Oggi la verga di Anna genera un rampollo divino, la Theotòkos, salvezza degli uomini; nascendo straordinariamente da lei il Demiurgo di tutte le cose, per benevolenza purifica come buono tutta la corruzione di Adamo.
La Vergine che contiene Dio, la pura Theotòkos, vanto dei profeti, la figlia di Davide, è nata oggi da Gioacchino e dalla sapiente Anna e con la sua nascita ha annientato la nostra maledizione.
La terra prima sterile genera terra fertile e da grembo sterile discende un frutto santo, nutrito con latte: straordinario prodigio! La nutrice della nostra vita, che ha accolto in seno il Pane celeste, riceve latte dal seno.
Gloria. E ora. Tono 2.
Venite, amici tutti delle vergini e desiderosi di purezza, venite per accogliere con affetto il vanto della verginità, la fonte di vita che scaturisce da pietra solida e dalla sterilità, il roveto incombusto dal fuoco immateriale, che purifica e illumina le nostre anime.
Allo stico, stichirà prosòmia. Tono 2. Casa di Efrata.
Prole di Gioacchino e Anna, la Vergine si è mostrata agli uomini, liberando tutti dalle catene del peccato.
Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre, perché il re ha bramato la tua bellezza
La sterilità di Anna si è mostrata realmente come monte ombroso, da cui è stata donata la salvezza di tutti i credenti.
Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.
Rompendo i legami della sterilità di Anna, è arrivata la purissima Vergine, arbitro della liberazione degli uomini.
Gloria. E ora.
Venite, fedeli, glorifichiamo la Vergine, poiché generata dalla sterile, ha rinnovato la nostra natura resa sterile.
Apolytìkion. Tono 4.
La tua nascita, Theotòkos, ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il sole di giustizia, Cristo nostro Dio: egli, ponendo fine alla maledizione ci ha dato la benedizione e, distruggendo la morte, ci ha donato la vita eterna.
Piccola ectenia e conclusione.
Al Grande Vespro
Dopo il salmo introduttivo, la prima stasi di Beato l’uomo (salmi 1-3). Al Signore, a te ho gridato, 6 stichi e i seguenti idiòmela.
Tono pl. 2. Di Sergio.
Oggi Dio, che riposa sui troni spirituali, si è apprestato sulla terra un trono santo; colui che ha consolidato i cieli con sapienza, nella sua filantropia si è preparato un cielo vivente: perché da sterile radice ha fatto germogliare per noi, come pianta portatrice di vita, la Madre sua. O Dio dei prodigi, speranza dei disperati, Signore, gloria a te.
Questo è il giorno del Signore, esultate, popoli: poiché ecco, il talamo della luce, il libro del Verbo della vita è uscito dal grembo; la porta che guarda a oriente è stata generata e attende l’ingresso del sommo sacerdote, lei che introduce nel mondo, sola, il solo Cristo, per la salvezza delle nostre anime.
Anche se, per divino volere, famose donne sterili hanno generato, pure, al di sopra di tutti i loro figli, divinamente risplende Maria, poiché, prodigiosamente partorita da madre sterile, ha partorito nella carne il Dio dell’universo, da grembo senza seme, oltre natura: unica porta dell’Unigenito Figlio di Dio, che attraversandola l’ha custodita chiusa e tutto disponendo con sapienza come egli sa, per tutti gli uomini ha operato la salvezza.
Stesso tono. Di Stefano Aghiopolìta.
Oggi le porte sterili si aprono e ne esce la divina porta verginale; oggi la grazia comincia a dare i suoi frutti, manifestando al mondo la Madre di Dio, per la quale le cose terrestri si uniscono a quelle celesti, a salvezza delle nostre anime.
Oggi è il preludio della gioia universale, oggi cominciano a spirare le aure che preannunciano la salvezza. La sterilità della nostra natura è finita, perché la sterile diventa madre di colei che resta vergine dopo aver partorito il Creatore, di colei dalla quale colui che è Dio per natura assume ciò che gli è estraneo e con la carne per gli sviati opera la salvezza: lui, il Cristo filantropo e Redentore delle nostre anime.
Oggi la sterile Anna partorisce la fanciulla divina, prescelta fra tutte le generazioni per essere dimora del Re universale e Creatore, il Cristo Dio, a compimento della divina economia: per essa noi, figli della terra, siamo riplasmati e rinnovati, passando dalla corruzione alla vita senza fine.
Gloria. E ora. Stesso tono. Di Sergio.
Oggi Dio, che riposa sui troni spirituali, si è apprestato sulla terra un trono santo; colui che ha consolidato i cieli con sapienza, nella sua filantropia si è preparato un cielo vivente: perché da sterile radice ha fatto germogliare per noi, come pianta portatrice di vita, la Madre sua. O Dio dei prodigi, speranza dei disperati, Signore, gloria a te.
Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.
Lettura dalla Genesi (28, 10-17).
Giacobbe partì dal pozzo del giuramento e si diresse verso Carran; si imbatté in un luogo e là si mise a dormire perché era tramontato il sole. Prese una delle pietre che erano lì, se la pose sotto il capo, si addormentò in quel luogo e sognò: ed ecco, una scala appoggiava sulla terra mentre la sua cima raggiungeva il cielo; gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa, mentre il Signore vi si appoggiava e gli disse: Io sono il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco, non temere: la terra su cui giaci, la darò a te e alla tua discendenza. E la tua discendenza sarà come la sabbia della terra e si estenderà verso il mare, verso mezzogiorno, verso settentrione e verso oriente e saranno benedette in te e nella tua discendenza tutte le tribù della terra. Ed ecco, io sono con te per custodirti in tutto il cammino che farai; e ti farò tornare in questa terra, perché non ti abbandonerò sinché io non abbia fatto tutto quello di cui ti ho parlato. Giacobbe si destò dal suo sonno e disse: Il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo! Ebbe timore e disse: Quanto è tremendo questo luogo! Altro non è che la casa di Dio e questa è la porta del cielo.
Lettura dalla profezia di Ezechiele (43,27-44,4).
A partire dal giorno ottavo i sacerdoti offriranno sull’altare i vostri olocausti e i vostri sacrifici pacifici e voi mi sarete accetti, dice il Signore. E mi fece volgere per la via della porta esterna del santuario che guarda ad oriente: essa era chiusa. E il Signore mi disse: Questa porta resterà chiusa, non verrà aperta e nessuno passerà per essa, perché per essa entrerà il Signore Dio d’Israele e rimarrà chiusa. Poiché il principe, lui siede in essa per prender cibo. Entrerà per la via del portico della porta e per la sua via uscirà. E mi introdusse per la via della porta che guarda a settentrione, di fronte al tempio: e vidi ed ecco, era piena di gloria la casa del Signore.
Lettura dai Proverbi (9,1-11).
La sapienza si è costruita una casa e ha eretto a sostegno sette colonne. Ha sgozzato i suoi animali, ha versato nel calice il suo vino e ha preparato la sua mensa. Ha mandato i suoi servi a invitare al banchetto con alto proclama, dicendo: Chi è stolto si rivolga a me. E a quelli che mancano di senno dice: Venite, mangiate il mio pane e bevete il vino che ho mesciuto per voi. Abbandonate la stoltezza e vivrete, cercate la prudenza per poter aver vita e dirigere l’intelligenza con la conoscenza. Chi rimprovera dei malvagi ne ricaverà per sé disonore e chi correggerà l’empio ne avrà biasimo, perché i rimproveri fatti all’empio sono per lui lividure. Non rimproverare dei malvagi perché non ti prendano in odio: rimprovera il saggio e ti amerà. Dà un’opportunità al saggio e diventerà più saggio, istruisci un giusto e aumenterà la sua istruzione. Principio della sapienza è il timore del Signore e il consiglio dei santi è intelligenza. Conoscere poi la Legge è cosa di una buona mente. In questo modo, infatti, vivrai a lungo e ti verranno aggiunti anni di vita.
Alla Litì, stichirà idiòmela.
Tono 1. Di Stefano Aghiopolìta.
Il principio della nostra salvezza, o popoli, è oggi: poiché la predestinata dalle antiche generazioni, la Madre e Vergine, dimora di Dio, viene partorita dalla sterile, ramo fiorito dalla radice di Iesse. Adamo progenitore gioisce, Eva esulta; poiché veramente la progenitrice, plasmata da una costola di Adamo, proclama beata la figlia e sua discendente dicendo: E’ nata la mia redenzione, sto per esser liberata dalle catene dell’ade; Davide gioisce e sul salterio benedice il Signore, nostro Dio, poiché da grembo sterile la Vergine sorge oggi per la salvezza delle nostre anime.
Tono 2.
Venite, amici della festa e voi che amate la purezza, accogliete con affetto la gloria della verginità, la fonte della vita, zampillante da arida roccia, il roveto nato dalla sterile senza prole per contenere il fuoco immateriale che purifica e illumina le nostre anime.
Stesso Tono. Di Anatolio.
Che cos’è questo canto festivo oggi? Anna e Gioacchino misticamente esultanti di gioia dicono: Rallegratevi oggi con noi, Adamo ed Eva, perché se un tempo la vostra trasgressione chiuse il paradiso, un frutto celebre ci è donato, Maria, la serva di Dio che riapre a tutti gli uomini l’ingresso nell’Eden.
La Sovrana dell’universo che Dio ha destinato a rimanere, il tempio della sua divinità eterna, oggi procede glorificando dal grembo di Anna, un tempo sterile; per lei l’arroganza dell’ade è abbattuta; Eva, la madre del genere umano, rientra ormai in possesso della vita. Degnamente a lei gridiamo: Benedetta tu fra le donne, Vergine Maria e benedetto Gesù, frutto del tuo grembo.
Gloria. E ora. Di Sergio Aghiopolìta. Tono pl. 4.
In questo felice giorno di festa facciamo risuonare la cetra spirituale perché dalla stirpe di Davide oggi nasce la Madre della vita, che dissolve le tenebre; è lei il risollevamento di Adamo e la riabilitazione di Eva, la fonte d’incorruttela e la liberazione dal peccato; per lei siamo stati divinizzati e liberati dalla morte; acclamiamola perciò con Gabriele, o fedeli: Salve, piena di grazia, è con te il Signore che, grazie a te, ci concede la grande misericordia.
Allo stico, stichirà idiòmela.
Tono 4. Di Germano patriarca.
La gioia universale è sorta per noi dai giusti Gioacchino e Anna, la Vergine inneggiatissima, che per la sua purezza somma diviene tempio vivente di Dio e, sola, è con verità riconosciuta Theotòkos. Per le sue suppliche, o Cristo Dio, manda sul mondo la pace e alle nostre anime, la grande misericordia.
Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.
Preannunciata da un angelo, oggi sei nata, progenie augustissima, dai giusti Gioacchino e Anna, o Vergine, cielo e trono di Dio, ricettacolo di purezza, annunziatrice di gioia a tutto il mondo, patrona della nostra vita, distruzione della maledizione, che tu muti in benedizione. Nel giorno della tua nascita, Vergine eletta da Dio, chiedi dunque la pace e per le nostre anime la grande misericordia.
Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.
Sterile, senza prole, Anna batta oggi gioiosa le mani, si rivestano di splendore le cose della terra, esultino i re, si allietino i sacerdoti tra le benedizioni, festeggi tutto il mondo: perché ecco, la regina, la pura sposa del Padre, è germogliata dalla radice di Iesse. Non partoriranno più figli nel dolore le donne, perché è fiorita la gioia e la vita degli uomini abita nel mondo. Non saranno più rifiutati i doni di Gioacchino, perché il lamento di Anna si è mutato in gioia ed essa dice: Rallegratevi con me, tutti voi del popolo eletto Israele: poiché ecco, il Signore mi ha donato la reggia vivente della sua gloria divina, per la comune letizia, gioia e salvezza delle nostre anime.
Gloria. E ora.
Tono pl. 4. Di Sergio Aghiopolìta.
Venite, fedeli tutti, accorriamo alla Vergine, perché ecco, nasce colei che prima di essere concepita in seno è stata predestinata a essere Madre del nostro Dio; il tesoro della verginità, la verga fiorita di Aronne, che spunta dalla radice di Iesse, l’annunzio dei profeti, il germoglio dei giusti Gioacchino e Anna nasce e il mondo con lei si rinnova. Essa è partorita e la Chiesa si riveste del proprio decoro. Il tempio santo, ricettacolo della Divinità, strumento verginale, talamo regale in cui si è compiuto lo straordinario mistero dell’ineffabile unione delle nature, che si congiungono in Cristo: adorando lui, celebriamo la pura nascita della Vergine.
Apolytìkion. Tono 4.
La tua nascita, Theotòkos, ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il sole di giustizia, Cristo nostro Dio: egli, ponendo fine alla maledizione ci ha dato la benedizione e, distruggendo la morte, ci ha donato la vita eterna (3).
Mattutino del 8 Settembre- Natività della santissima Sovrana nostra Theotòkos e sempre Vergine Maria
8 Settembre
Natività della santissima Sovrana nostra Theotòkos e sempre Vergine Maria.
Al Mattutino.
Apolytìkion. Tono 4.
La tua nascita, Theotòkos, ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il sole di giustizia, Cristo nostro Dio: egli, ponendo fine alla maledizione ci ha dato la benedizione e, distruggendo la morte, ci ha donato la vita eterna (3).
Dopo la prima sticologia, kàthisma.
Tono 4. Stupì Giuseppe.
Proclamalo Davide, che cosa ti ha giurato Dio? Ciò che mi ha giurato, egli dice, ecco lo ha compiuto, donando la Vergine dal frutto del mio grembo: da lei il Cristo creatore, il nuovo Adamo, è stato generato re sul mio trono e oggi regna colui che possiede il regno incrollabile. La sterile partorisce la Theotòkos e nutrice della nostra vita.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Dopo la seconda sticologia,
kàthisma uguale.
Dalla radice di Iesse e dai lombi di Davide nasce oggi per noi la divina fanciulla Maria e l’universo è rinnovato e divinizzato. Rallegratevi insieme, cielo e terra, lodatela, famiglie delle genti. Gioacchino gioisce e Anna festeggia gridando: La sterile partorisce la Theotòkos e nutrice della nostra vita.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Dopo il polyèleos, kàthisma.
Tono pl. 4. Conosciuto l’ordine.
Esulti il cielo, si allieti la terra, perché è stato partorito sulla terra il cielo di Dio: la sposa di Dio, secondo la promessa. La sterile allatta Maria bambina e Gioacchino gioisce per questo parto dicendo: Mi è stato partorito il virgulto da cui Cristo fiore è germogliato dalla radice di Davide. O prodigio veramente straordinario!
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.
Prokìmenon. Tono 4.
Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.
Stico. Ha emesso il mio cuore il verbo buono.
Ogni spirito e il vangelo secondo Luca (1,39-49.56).
In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito santo ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore. Allora Maria disse: L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’onnipotente e santo è il suo nome. Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Gloria. Per l’intercessione della Theotòkos. E ora. Lo stesso. Quindi, lo stico. Pietà di me, o Dio.
Idiòmelon. Tono 4. Di Germano.
La gioia universale è sorta per noi dai giusti Gioacchino e Anna, la Vergine inneggiatissima, che per la sua purezza somma diviene tempio vivente di Dio e, sola, è con verità riconosciuta Theotòkos. Per le sue suppliche, o Cristo Dio, manda sul mondo la pace e alle nostre anime la grande misericordia.
I canoni del signor Giovanni con gli irmì per 8 stichi e del signor Andrea per 6 stichi.
Canone di Giovanni monaco.
Ode 1. Tono 2. Irmòs.
Venite, popoli, cantiamo un canto al Cristo Dio che ha diviso il mare e guidato il popolo che aveva liberato dalla schiavitù dell’Egitto: perché egli si è grandemente glorificato.
Venite, fedeli, allietandoci nel divino Spirito, onoriamo con inni la sempre vergine Fanciulla che oggi, da una sterile, è venuta nel mondo per la salvezza dei mortali.
Esulta, Gioacchino con Anna di senno divino, perché oggi hai fatto germogliare dai tuoi lombi la Vergine eletta da Dio, dalla quale è nato per noi il Cristo Signore.
Nasce oggi il ponte della vita per il quale i mortali che stanno nell’ade sono richiamati dalla caduta, glorificando Cristo datore di vita.
Canone del signor Andrea.
Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.
A colui che spezza le guerre col suo braccio e che guidò Israele nel Mar Rosso, a lui cantiamo, come Dio nostro redentore, poiché si è glorificato.
Esulti tutto il creato e gioisca Davide, poiché dal suo tronco è germogliato il ramo recante come fiore il Signore, redentore dell’universo.
La Santa dei santi nel santo sacrario come bimba è condotta per esser nutrita dalla mano di un angelo divino; festeggiamo tutti con fede la sua nascita.
Anna, sterile e senza prole, non poteva restare senza figli a causa di Dio, che l’aveva destinata prima dei secoli a divenire madre della Vergine pura, da cui sarebbe nato l’Autore del creato in forma di servo.
Te sola, agnella senza difetto, che nel tuo grembo fornisti a Cristo la natura umana come un vello, noi glorifichiamo con inni, in questo giorno in cui Anna ti ha partorito.
Canto, proclamo, glorifico tre ipòstasi partecipi di unica natura, eternità, santità; un unico Dio è glorificato nel Padre, nel Figlio e nello Spirito.
Chi mai vide un lattante generato senza padre, chi mai vide una madre rimasta vergine? Doppio mistero, pura Genitrice di Dio!
Katavasìa. Tracciando una croce, Mosè, col bastone verticale, divise il Mar Rosso per Israele che lo passò a piedi asciutti, poi lo riunì su se stesso con frastuono volgendolo contro i carri di faraone, disegnando, orizzontalmente, l’arma invincibile; perciò cantiamo a Cristo nostro Dio perché si è glorificato.
Ode 3. Irmòs.
Rafforzaci in te, Signore, tu che col legno uccidesti il peccato e infondi il tuo timore nel cuore dei tuoi cantori.
Vissuti irreprensibilmente per Dio, hanno generato la salvezza di tutti, i genitori dal divino sentire di colei che partorì Dio, nostro Creatore.
Il Signore, che per tutti fa scaturire la vita, da una sterile ha prodotto la Vergine: in lei egli si degnò di entrare, custodendola incorrotta dopo il parto.
Inneggiamo come Theotòkos il frutto di Anna, Maria, che ha concepito il grappolo portatore di vita, protezione e aiuto di tutti.
Un altro Irmòs.
Si è rafforzato il mio cuore nel Signore, la mia fronte si è innalzata nel mio Dio, si è dilatata la mia bocca contro i miei nemici, ho gioito per la tua salvezza.
Benedetto, Anna, il tuo grembo, che portò il frutto della verginità, che senza seme concepirà Gesù, redentore e nutritore del creato.
Tutto il creato proclama beata te, Vergine, partorita oggi da Anna come puro ramo germogliato dalla radice di Iesse, per coltivare Cristo fiore.
Mostrandoti superiore a tutto il creato, tuo Figlio, pura Madre di Dio, magnifica oggi la tua santa nascita e colma di gioia tutto l’universo.
Innalzata nel Santo dei Santi, Vergine pura Theotòkos, ti sei rivelata superiore a tutto il creato, concependo nella carne il Creatore.
Veneriamo il Padre senza principio, cantiamo il Figlio senza tempo, adoriamo lo Spirito coeterno, unico Dio trisipostàtico.
Generando l’illuminatore e il principio di vita dei mortali, pura Madre di Dio, divenisti il tesoro della nostra vita e la porta della luce inaccessibile.
Katavasìa. Una verga è assunta come figura del mistero perché, con la sua fioritura, essa designa il sacerdote: e per la Chiesa un tempo sterile, è fiorito ora l’albero della croce, come forza e sostegno.
Ypacoì. Tono 2.
Il profeta chiamò la santa Vergine porta invalicabile, custodita solo per il nostro Dio: per essa è passato il Signore, da essa procede l’Altissimo e la lascia sigillata, liberando la nostra vita dalla corruzione.
Kàthisma. Tono 4. Stupì Giuseppe.
La Vergine Maria e veramente Madre di Dio, come nube della luce oggi su noi è rifulsa e proviene dai giusti per la nostra gloria. Adamo non è più condannato, Eva è liberata dai lacci e per questo acclamiamo gridando con franchezza all’unica Pura: Annunzia gioia, la tua nascita, a tutta l’ecumène.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Ode 4. Irmòs.
Ho udito, Signore, l’annuncio della tua economia e ho dato gloria a te, solo filantropo.
Inneggiamo te, Signore, che doni a tutti i fedeli, come porto di salvezza, colei che ti ha generato.
O sposa di Dio, Cristo ti ha resa vanto e forza di tutti quelli che cantano con fede il tuo mistero.
Sovrana ignara di nozze, riscattati dalle colpe per le tue suppliche, noi tutti, grati, ti diciamo beata.
Un altro Irmòs.
Ho inteso, Signore, il tuo annunzio e ho temuto, poiché nel tuo ineffabile disegno tu, che sei Dio eterno, dalla Vergine sei venuto incarnato: Gloria alla tua gloria, o Cristo, gloria alla tua potenza.
Glorificando con inni e salmi l’augusta nascita della Theotòkos, veneriamo, fedeli, colui che aveva veramente promesso a Davide che il frutto dei suoi lombi avrebbe regnato dopo di lui.
Schiudesti il grembo di Sara, Signore, dando Isacco come frutto della vecchiaia: oggi hai donato, Salvatore, la tua Madre pura come fertile frutto del grembo.
Ascolta, Signore, la mia preghiera, dica Anna, poiché oggi mi hai concesso il frutto promesso: colei che tra tutte le donne e le generazioni, dovrà divenire la tua pura Madre.
Gioisce conte oggi l’ecumène, o Anna divina, poiché da te è fiorita la Madre del suo Redentore, colei ha germogliata dalla radice di Davide, lo scettro di potenza, che porta per noi il Cristo fiore.
Trinità eterna e indivisa per essenze, cherubicamente ti glorifico, gridando con lingua impura: santo, santo, santo l’unico Dio per tutti i secoli in eterno.
Gli oracoli dei profeti si sono compiuti con la tua nascita, Vergine pura: con fede ti chiamarono tempio, porta, monte spirituale e roveto, verga di Aronne fiorita dalla radice di Davide.
Katavasìa. Ho udito, Signore, il mistero della tua economia, ho considerato le tue opere e glorificato la tua divinità.
Ode 5. Irmòs.
Tu che hai dissolto le buie ombre degli enigmi e hai rischiarato i cuori dei fedeli con l’avvento della verità, grazie a questa divina figlia, guida anche noi, o Cristo, con la tua luce.
Inneggiamo, popoli, colei per cui divenne come noi l’autore di tutte le cose: i profeti che ne furono fatti degni, gioirono al vederla in figura, traendo da essa il frutto di una chiara salvezza.
La fioritura della verga secca manifestò a Israele la scelta del sacerdote: e ora il gloriosissimo germoglio della sterile straordinariamente celebra con la sua luce lo splendore dei genitori.
Un altro Irmòs.
Signore, nostro Dio, dacci la pace; Signore nostro Dio, sostienici; Signore, all’infuori di te non conosciamo altri, il tuo nome invochiamo.
Incorrotta fu la tua nascita, Vergine pura, ineffabile il tuo concepimento, il tuo parto uguale al tuo concepimento, Sposa non sposata, poiché della mia natura si rivestì lo stesso Dio.
Gioiscano oggi le schiere degli angeli, danzino cantando i figli di Adamo, poiché nasce il ramo che dovrà recare come fiore il Cristo, unico redentore della stirpe umana.
Oggi Eva è sciolta dalla condanna, Adamo liberato dall’antica maledizione per la tua nascita, gridando a te, pura Vergine: Per te siamo liberati dalla rovina.
Gloria a te, che oggi hai glorificato la sterile genitrice del ramo sempre verde da cui, secondo la promessa, fiorirà Cristo, fiore della nostra vita.
Ti adoriamo, Trinità indivisibile, increata, coeterna e consustanziale, che sempre proclamiamo unico Dio trisipostàtico.
Il tuo grembo divenne santa mensa, la tua purezza restò intatta come prima, o Vergine, poiché Cristo, nostro sole, è sorto da te come sposo dal talamo.
Katavasìa. O albero beatissimo, su cui è stato steso Cristo, Re e Signore! Per te cadde colui che con un albero aveva ingannato, fu adescato da Dio nella carne, in te confitto donando la pace alle nostre anime.
Ode 6. Irmòs.
Al Signore, dal ventre del mostro, Giona gridò: Fammi tu risalire, ti prego, dal profondo dell’ade affinché a te, Redentore, con voce di lode e in spirito di verità, io offra un sacrificio.
Al Signore, nell’afflizione della sterilità, gridarono i genitori divinamente saggi della Madre di Dio e generarono lei come comune salvezza e vanto di generazione in generazione.
Ricevettero un celeste dono degno di Dio, i genitori divinamente saggi della Madre di Dio: il cocchio più eccelso di quello dei cherubini, colei che partorisce il Verbo e Creatore.
Un altro Irmòs.
Come le acque del mare, o filantropo, le onde della vita mi sommergono, ma come Giona dall’abisso, strappa dalla rovina la mia vita, compassionevole Signore.
Inneggiamo la tua santa nascita, onoriamo inoltre il tuo verginale concepimento, sposa divina, Vergine non sposata: con noi esultano gli angeli e le anime dei santi.
Pura Vergine, più santa dei santi, i tuoi casti genitori ti condussero al tempio del Signore per esservi santamente allevata e preparata alla maternità divina.
O madri e sterili, danzate di gioia, coraggio, esultate, o senza prole, poiché la sterile genera la Madre di Dio, che sta per liberare Adamo ed Eva dalla maledizione e dalle pene.
Sento Davide che di te canta: Sono condotte al palazzo del re le vergini del tuo seguito; anch’io dunque con lui a te, come figlia del re, inneggio.
In te, pura Vergine, il mistero della Trinità è cantato e glorificato: il Padre si è compiaciuto, il Verbo ha posto la sua tenda fra gli uomini e con la sua ombra ti ha coperto lo Spirito santo.
Sei divenuta incensiere d’oro, poiché il fuoco divino, il Verbo, per energia del santo Spirito rese sua dimora il tuo grembo, apparendo ai nostri occhi in forma umana, o pura Genitrice di Dio.
Katavasìa. Nelle viscere del mostro marino, Giona stendendo le palme a forma di croce, chiaramente prefigurava la salvifica passione: perciò uscendo il terzo giorno, rappresentò la risurrezione ultramondana del Cristo Dio crocifisso nella carne, che con la sua risurrezione il terzo giorno illuminò il mondo.
Kontàkion. Tono 4. Autòmelo.
Gioacchino e Anna furono liberati dalla vergogna della sterilità e Adamo ed Eva dalla corruzione della morte per la tua natività, o pura; questa celebra oggi il tuo popolo, riscattato dalla schiavitù dei peccati, a te esclamando: la sterile partorisce la Theotòkos e nutrice della nostra vita.
Ikos.
La preghiera e il gemito di Gioacchino e Anna per la loro sterilità e mancanza di prole, giunsero accetti alle orecchie del Signore ed essi produssero al mondo un frutto portatore di vita; l’uno compiva sul monte la sua preghiera e l’altra portava la sua vergogna in un giardino: ma con gioia la sterile partorisce la Theotòkos e nutrice della nostra vita.
Sinassario.
L’8 di questo mese nascita della santissima Sovrana nostra Theotòkos e sempre Vergine Maria.
Stichi. Più di tutte le madri è benedetta sant’Anna, essendo madre della Vergine Madre. Il giorno otto genera colei che genererà la luce infinita.
Lo stesso giorno i santi fratelli Rufo e Rufino perirono di spada.
Stichi. Chinandosi alla spada Rufino dice al fratello: seguimi, non indugiare, Rufo.
Lo stesso giorno san Severo perì di spada.
Stichi. Sono pronto alla mia passione, dice Severo: e tu, spada, sei pronta a decapitarmi?
Lo stesso giorno sant’Artemidòro perì nel fuoco.
Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Irmòs.
Il roveto incombusto sul monte e la fornace dei caldei irrorante rugiada chiaramente prefigurano te, sposa di Dio: perché senza venirne arsa, ricevesti in un grembo materiale il divino fuoco immateriale; e noi gridiamo a colui che da te fu partorito: Benedetto il Dio dei nostri padri.
Nelle tue immateriali manifestazioni era impedita al legislatore la contemplazione del grande mistero, o venerabilissima, mentre veniva simbolicamente ammaestrato a non avere sentimenti terreni: perciò preso da stupore per il prodigio, diceva: Benedetto il Dio dei nostri padri.
Monte, porta celeste e scala spirituale ti profetizzò divinamente il sacro coro, poiché da te fu intagliata la pietra non toccata da strumento umano; e sei chiamata anche porta per cui è passato il Signore dei prodigi, Dio dei nostri padri.
Un altro Irmòs.
La fornace dei caldei avvampante di fuoco venne rinfrescata dall’intervento dello Spirito di Dio, mentre i fanciulli cantavano: benedetto il Dio dei nostri padri.
Festeggiamo, o pura e veneriamo con fede la tua santa nascita, per il cui annunzio siamo liberati dalla maledizione antica nella manifestazione di Cristo.
Ora Anna gioisce e fiera grida: Pur essendo sterile ho generato la Madre di Dio, per cui la condanna di Eva è sciolta e colei che è nelle pene smetterà di soffrire.
Adamo è liberato, Eva danza con gioia a te acclamando nello Spirito: In te siamo liberati dalla maledizione ancestrale per la venuta di tuo Figlio.
Anime infeconde, sterili e senza prole, esultate, poiché Anna ora gioisce, mostrandosi ricca di discendenti: madri, esultate di gioia con la Madre di Dio.
Glorifichiamo il Padre, il Figlio e lo Spirito, santissima Trinità in una Mònade divina, indivisibile, increata, consustanziale e coeterna.
Restando vergine dopo il parto, tu sola generasti il nostro Dio, rinnovando così la natura, liberando Eva dalla maledizione ancestrale, pura Genitrice di Dio Maria.
Katavasìa. Il folle editto di un tiranno empio sconvolse i popoli, spirando minaccia e bestemmia in odio a Dio: non spaventò però i tre fanciulli quel bestiale furore e quel fuoco crepitante; ma in mezzo al fuoco, che strideva sotto il vento rugiadoso, essi salmeggiavano: O celebratissimo Dio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto.
Ode 8. Irmòs.
Nella fornace dei fanciulli prefigurasti un tempo la Madre tua, Signore, perché la figura liberò dal fuoco costoro che in esso si muovevano senza venir bruciati. E noi inneggiamo a lei, che oggi grazie a te è apparsa ai confini e la sovresaltiamo per tutti i secoli.
La prescelta dimora della nostra riconciliazione con Dio comincia oggi a essere, per partorire per noi il Verbo, che si manifesta nello spessore della carne: lui celebriamo, noi che per lui dal non essere abbiamo ricevuto l’essere e lui sovresaltiamo per tutti i secoli.
La liberazione dalla sterilità terminò l’universale sterilità nel bene e il prodigio mostrò chiaramente Cristo che viene a dimorare tra i mortali: lui celebriamo, noi che per lui dal non essere abbiamo ricevuto l’essere e lo sovresaltiamo per tutti i secoli.
Un altro Irmòs.
Tu che stabilisci alle acque i loro limiti, poni la sabbia come confine al mare e tutto reggi, a te inneggia il sole, la luna ti glorifica, a te offre l’inno tutto il creato, Demiurgo e Creatore, nei secoli.
Tu che hai fatto prodigi per la sterile Anna, tu che hai dischiuso il suo infecondo grembo per farlo fruttificare, tu, Dio santo, come Figlio della Vergine, hai assunto carne da lei, dalla Theotòkos Vergine.
Tu che sigilli e dischiudi l’abisso, alzi le acque sulle nubi e doni la pioggia al mondo, sulla sterile radice di Anna hai fatto germogliare come ramo e frutto la purissima Madre di Dio.
Tu che sciogliesti i lacci della sterilità, alla sterile donasti l’illustre frutto, la fertile fanciulla, la Madre tua secondo la carne, di cui divieni Figlio e germoglio, o Dio compassionevole, venendo fra noi.
O agricoltore delle nostre menti e giardiniere delle nostre anime, tu che rivelasti fruttuosa la terra sterile, hai reso sant’Anna, un tempo sterile, terra coltivata, fertile, fiorente e ubertosa, che ha germogliato la Theotòkos, frutto purissimo.
Trinità santa ed eterna, Dio supremo, la moltitudine degli angeli a te inneggia e per te trema; cielo, terra e abissi davanti a te fremono, gli uomini ti benedicono, il fuoco è tuo servo, tutto il creato con timore ti obbedisce.
Prodigio nuovo: Dio Figlio di una donna e una Madre senza uomo genera senza seme e la prole è Dio, o terribile visione! O straordinario concepimento della Vergine! O concepimento tremendo! Realmente tutto ciò supera l’intelletto e la visione.
Katavasìa. Benedite, fanciulli, pari in numero alla Trinità, Dio Padre Creatore, inneggiate al Verbo che discese mutando il fuoco in rugiada e sovresaltate per i secoli lo Spirito santissimo, che concede vita a tutti.
Ode 9. Irmòs.
Più venerabile non si salmeggia.
Benedetta, purissima, noi ti magnifichiamo, o Madre di Dio, tu che da grembo verginale, incomprensibilmente, hai dato un corpo all’astro divino, sorto prima del sole e venuto corporalmente a vivere tra noi.
Colui che per le folle ribelli fece scaturire fiumi dalla dura roccia, elargisce a noi, genti docili, un frutto di letizia da grembo sterile: te, pura Madre di Dio, che noi, com’è degno, magnifichiamo.
Te, annullamento dell’antica, severa sentenza, che risollevi la nostra prima madre, causa dell’unione della nostra stirpe con Dio, ponte che conduce al Creatore, Theotòkos, noi magnifichiamo.
Un altro Irmòs.
Estranea alle madri la verginità e alle vergini il concepimento, ma in te, Theotòkos, i due prodigi si congiungono e tutte le tribù delle genti per tutti i secoli ti magnificano.
Secondo la promessa, Madre di Dio, tu ottieni una nascita degna della purezza: alla sterile fosti donata come divino frutto e tutte le tribù delle genti nei secoli ti magnificano.
Ecco che si compie l’oracolo che dice: Sorga la tenda caduta del sacro Davide in te, purissima, prefigurata; per te tutta la materia degli uomini è ricreata nel corpo di Dio.
Veneriamo le tue fasce, Theotòkos, glorifichiamo colui che ti dona come frutto a colei che un tempo era sterile e prodigiosamente apre il grembo senza prole, poiché Dio, essendo onnipotente, compie ciò che vuole.
Germogliasti in grembo, o Anna di mente divina, madre della sposa, secondo la promessa, il fiore verginale, lo splendore divino della purezza; perciò, come radice della nostra vita, ti diciamo beata.
Estranea agli empi la lode del tuo nome, Padre, Figlio e santo Spirito, Trinità eterna, onnipotente e increata, per cui tutto il mondo è stato fondato a un cenno della tua volontà divina.
Nel tuo grembo, Vergine Madre, hai ospitato Uno della Trinità santa, Cristo nostro Dio, al quale tutto il creato inneggia, per il quale tremano i troni elevati: supplicalo di salvare le nostre anime
Katavasìa. Sei mistico paradiso che, senza coltivazione, o Theotòkos, ha prodotto il Cristo, dal quale fu piantato sulla terra l’albero vivificante della croce: adorando lui, per essa che ora viene esaltata, noi ti magnifichiamo.
Un’altra. La morte, sopraggiunta alla nostra stirpe per il frutto dell’albero, è oggi distrutta dalla croce, perché la maledizione, che nella progenitrice colpiva tutta la stirpe, è annullata per la prole della pura Madre di Dio: tutte le potenze dei cieli la magnificano.
Exapostilarion. Udite, donne.
Esultano oggi tutti i confini dell’ecumène per la tua nascita, Vergine, Madre di Dio Maria, sposa ignara di nozze: con essa hai posto fine al triste obbrobrio dei tuoi genitori, privi di prole e alla maledizione che colpiva la progenitrice Eva nel suo partorire.
Un altro exapostilarion uguale.
Sii rinnovato, Adamo e tu Eva, glorificata; profeti, unitevi in coro con gli apostoli e i giusti: comune gioia di angeli e uomini, nasce oggi al mondo la Theotòkos, dai giusti Gioacchino e Anna.
Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà prosòmia, ripetendo il primo.
Tono 1. O straordinario prodigio!
O straordinario prodigio! La fonte della vita nasce dalla sterile, la grazia comincia a produrre i suoi splendidi frutti. Rallégrati, Gioacchino, divenuto genitore della Theotòkos: nessuno è come te tra i genitori terrestri, o ispirato da Dio, perché per te ci è stata data la Vergine che accoglie Dio, la dimora di Dio, il santissimo monte (2).
O straordinario prodigio! Il frutto della sterile, rifulgendo per il cenno dell’onnipotente Creatore dell’universo, ha vigorosamente posto fine alla sterilità del mondo nel bene. Madri, gridate in coro con la madre della Theotòkos: Salve, piena di grazia, con te è il Signore, che per te concede al mondo la grande misericordia.
Mostrandosi vivente colonna della castità e fulgido vaso raggiante di grazia, la gloriosa Anna ha partorito colei che è veramente la difesa, il divino fiore della verginità, colei che a tutte le vergini e a quelle che desiderano il dono della verginità, visibilmente concede la bellezza verginale e concede a tutti i fedeli la grande misericordia.
Gloria. E ora. Tono pl. 2.
Questo è il giorno del Signore, esultate, popoli: poiché ecco, il talamo della luce, il libro del Verbo della vita è uscito dal grembo; la porta che guarda a oriente è stata generata e attende l’ingresso del sommo sacerdote, lei che introduce nel mondo, sola, il solo Cristo, per la salvezza delle nostre anime.
Grande dossologia, apolytìkion e congedo.
Alla Liturgia typikà e le odi 3 e 6 del canone.
Antifona 1.
Stico. Ricordati, Signore, di Davide e di tutta la sua mitezza.
Per le intercessioni della Theotòkos.
Stico 2. Ecco, abbiamo udito che è in Efrata, l’abbiamo trovata nei campi boscosi.
Per le intercessioni della Theotòkos.
Stico 3. Cose gloriose si dicono di te, città di Dio.
Per le intercessioni della Theotòkos.
Stico 4. Dio è in mezzo a lei e non sarà scossa.
Per le intercessioni della Theotòkos.
Gloria. E ora.
Per le intercessioni della Theotòkos.
Antifona 2.
Stico 1. Il Signore ha giurato a Davide la verità e non la smentirà.
Salva, Figlio di Dio incarnato per noi.
Stico 2. Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.
Salva, Figlio di Dio incarnato per noi.
Stico 3. Là farò sorgere la potenza di Davide, ho preparato una lampada al mio Cristo.
Salva, Figlio di Dio incarnato per noi.
Stico 4. Poiché il Signore ha eletto Sion, se l’è scelta per sua dimora.
Gloria. E ora.
O Unigenito Figlio e Verbo.
Antifona 3.
Stico 1. Qui abiterò perché l’ho scelta.
Apolytìkion. Tono 4.
La tua nascita, Theotòkos, ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il sole di giustizia, Cristo nostro Dio: egli, ponendo fine alla maledizione ci ha dato la benedizione e, distruggendo la morte, ci ha donato la vita eterna.
Stico 2. L’Altissimo ha santificato la sua dimora.
La tua nascita, Madre di Dio.
Stico 3. Santo è il tuo tempio, meraviglioso nella giustizia.
La tua nascita, Madre di Dio.
Kinonikòn. Prenderò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Alliluia.
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
8X
1000 ANNI
8X
IL SACRO
LODIAMO L’ALTISSIMO
COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO
8X
LA SOLIDARIETÀ
UN AIUTO CONCRETO
PER TUTTE LE
GENERAZIONI
8X
LA VITA
CUSTODIAMO IL
CREATO CHE DIO
CI HA AFFIDATO
8X
LA PACE
TESTIMONIAMO LA PACE
E ACCOGLIAMO LA
RICONCILIAZIONE
ATTRAVERSO LA
TRADIZIONE VIVENTE
SOSTENERE COMUNITÀ, LITURGIA, FORMAZIONE E CARITÀ.
L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.
I NOSTRI LUOGHI DI CULTO
I NOSTRI LUOGHI DI CULTO
LE NOSTRE PARROCCHIE
E I LUOGHI DI CULTO
In questa sezione puoi cercare la comunità più vicina,
consultare gli orari delle celebrazioni e trovare i riferimenti della parrocchia.
Clicca qui sotto per trovare la tua parrocchia e gli orari delle liturgie.
cultura e formazione
cultura e formazione
La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.

ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO
L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.
La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.
Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.
In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA
La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.
Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.
Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.
Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it












