Benvenuti nel sito della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia
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Santo del giorno
Santi Zenobio e Zenobia, fratelli

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ISTITUTO TEOLOGICO ORTODOSSO
Sono aperte le iscrizioni ai corsi per l’anno accademico 2026/2027
PREGHIERE DEL GIORNO
Vespro del 30 Ottobre- Memoria del santo ieromartire Zenobio e di sua sorella Zenobia
30 Ottobre
Memoria del santo ieromartire Zenobio e di sua sorella Zenobia.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo 3 stichirà prosòmia dei santi.
Tono 4. Come generoso tra i martiri.
Tinta la tua veste, o Zenobio, nel sangue del martirio, o glorioso, con la grazia la rendesti più sacra; con essa entrasti, sapiente sacerdote, nel santo dei santi, offerto come sacrificio immacolato a colui che per te fu sacrificato e come perfetta, purissima oblazione, o sacratissimo.
Mentre il corpo veniva scorticato, si mostrava più fulgida l’interiore bellezza della tua anima, ieromartire ammirabile, Zenobio di senno divino, bellezza dei sacerdoti, vanto dei vittoriosi, perenne fonte di prodigi, fugatore degli spiriti impuri e guida delle nostre anime.
Venne prescelta per lottare con te la sorella Zenobia, che aveva in comune con te, o sapientissimo, il sentire e il nome: con coraggio sopportò i bollori delle caldaie, la minaccia del fuoco e la morte violenta: perciò con te ottenne le corone della vittoria e il regno superno, o Zenobio, iniziatore ai sacri riti.
Gloria. Tono pl. 2. Di Giovanni monaco.
Intrecciamo oggi una danza canora, amici dei martiri, nella memoria dei venerabilissimi atleti Zenobio e Zenobia: essi furono difensori della Trinità; nello stadio con coraggio soffocarono il nemico invisibile nel loro sacro sangue e ottennero con gloria la corona della vittoria. Perciò ad essi acclamiamo: Coppia santa del Signore, diade benedetta e illuminata, prega il Salvatore per le nostre anime.
E ora. Theotokìon. Il terzo giorno risorgesti.
Mio soccorso e protezione sei tu, Madre di Dio purissima: ho te come aiuto nelle tribolazioni, nelle malattie e nelle angustie e glorifico te, l’irreprensibile.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendo la Madre di Dio purissima, pendere dal legno la nostra vita, come madre faceva lamento gridando: Figlio mio e Dio mio, salva quanti con affetto ti cantano.
Mattutino del 30 Ottobre- Memoria del santo ieromartire Zenobio e di sua sorella Zenobia
30 Ottobre
Memoria del santo ieromartire Zenobio e di sua sorella Zenobia
Al Mattutino.
Dopo la solita sticologia leggiamo i canoni dall’Oktòichos e questo dei santi. Poema di Giuseppe.
Ode 1. Tono pl. 4. Un canto rivolgiamo.
Stando presso il trono di Dio, come sacerdote accetto e martire eccellente, beatissimo Zenobio, libera dalle prove della vita quanto con affetto onorano la tua memoria luminosa.
Illuminato dal fulgente bagliore del triplice sole, dileguasti, o sapiente, le tenebre empie degli elleni e, illuminando tutto con lo splendore delle tue parole, hai ormai raggiunto lo splendore senza tramonto.
Come brace misticamente accesa con la fiamma del divino Spirito accendesti i cuori di tutti nel divino amore, consumando, o sacro iniziato, ogni errore.
Theotokìon. Salve, tempio santissimo, vello coperto dalla divina rugiada, fonte sigillata dell’onda immortale; Sovrana nostra, proteggi il tuo gregge dall’assalto dei nemici.
Ode 3. Radica il tuo timore.
Consacrato con la mirra dell’unzione dello Spirito, come angelo, Zenobio, officiavi e infine fosti ornato della corona dei martiri.
Ricevuta la preoccupazione delle anime, con la coltivazione del divino Spirito le rivelasti fruttifere, perciò fosti degno dalla gioia del Signore.
Si rivelò consanguinea uguale nel pensiero Zenobia, o Zenobio, poiché con te essa scelse di lottare per godere con te della gloria divina.
Theotokìon. Concepisti della Trinità quello che assunse l’umanità, Vergine Madre santissima; chiedigli di salvare i tuoi cantori.
Irmòs. Radica il tuo timore, Signore, nei cuori dei tuoi servi e sii saldezza per noi che nella verità t’invochiamo.
Kathisma Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
La sapiente pariglia di atleti celebriamo tutti con fede come martiri: Zenobio, invitto martire come anche Zenobia, onorata coppia, come coppe versanti onde divine; perciò sempre con fede vi attingiamo di volta in volta inesauribili guarigioni, piamente acclamando: o atleti illustri, pregate Cristo Dio di donare remissione dei peccati a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon
Cadendo in grave infermità, terribilmente piegato nei dolori, non sopporto l’arsura della mia pessima indolenza, ma tu, Salvatore, conoscendo la debolezza di ciascuno e correggendo come un padre quanti contro di te peccano, sollevami, perché puoi guarire le malattie delle anime e dei corpi, affinché sempre a te acclami: Grandi le tue opere, sublimi davvero i tuoi prodigi, Salvatore; e infatti tu liberi i fedeli per le suppliche della tua Genitrice.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendo sull’albero della croce il Redentore, la Madre purissima si lamentava, piangendo e gemendo amaramente e con cuore angosciato si strappava i capelli e a lui gridava: Figlio mio e Signore, come l’iniquissimo popolo degli ebrei ingiustamente ti ha appeso alla croce, o senza peccato? Come volontariamente sopporti aceto e fiele, ahimè, i chiodi e la piaga sul fianco, o longanime? Gloria alla tua divina passione, o Salvatore.
Ode 4. Cavalcasti i tuoi apostoli.
Abbellito dalle sacre lotte, ricevesti dall’alto la corona dei vincitori, sapiente Zenobio e ottenesti la letizia eterna; perciò ti celebriamo, o martire e gerarca Zenobio.
Imitando colui che volontariamente fu steso sul legno, beato Zenobio, moristi e ti spogliasti dello spessore della corruzione e della morte, indossando la veste incorrotta.
La tua intensa preghiera rovesciò le statue dei demoni, i loro templi crollarono, annientati dalla tua indistruttibile fede, beato Zenobio, gloria degli ieromartiri.
Theotokìon. Per il tuo strano parto riconciliasti con Dio quanti gli erano divenuti estranei; perciò noi fedeli ti glorifichiamo a gran voce e acclamiamo: Salve, salvezza di tutti i terrestri.
Ode 5. Perché mi hai respinto.
La natura femminile si rinvigorì nel divino Spirito e svergognò l’antico seduttore della progenitrice Eva e Zenobia fu degna della divina gloria nei cieli, rifulgendo nelle lotte.
Nube portatrice di pioggia divenne la tua lingua, santo gerarca, facendo piovere onde di pietà, irrigando i cuori dei fedeli e rendendo le menti fertili in opere virtuose, o Zenobio.
Coi raggi della verginità dileguasti la tenebra dell’amore del piacere e con la luce delle lotte dissolvesti la notte dell’ateismo, martire Zenobia, bella sposa di Cristo, divina guida allo Spirito.
Theotokìon. Sono sempre piegato sotto i pesi del peccato, o pura e a te grido: Alleggeriscimi di essi con la tua mediazione, poiché tu sei difesa glorificata dei peccatori, avendo concepito il Redentore e Salvatore.
Ode 6. Effondo la mia supplica.
La preghiera della tua anima di senno divino fu gradita come incenso, padre, poiché camminavi sulle orme profumate della passione di colui che come sole rifulse da donna illuminando tutto il creato, o Zenobio.
Col sangue delle tue lotte santificasti la terra che lo accolse, o martire e il tuo spirito, innalzato ai cieli, rallegrò divinamente la Chiesa dei primogeniti, o Zenobio, illustre gloria di gerarchi e martiri.
Restringesti l’empietà con l’ampiezza della vera pietà, o beato e indicasti le vie che ad essa conducono ai popoli nell’errore e salvasti le anime terribilmente naviganti nelle acque dell’errore.
Theotokìon. Abbellisci, o Vergine, la mia anima presa nel disgusto delle passioni e fortifica con veri pensieri di penitenza il mio povero cuore e salva me, che senza esitare mi rifugio in te, pura.
Irmòs. Effondo la mia supplica al Signore e a lui espongo le mie tribolazioni, perché si è colmata di mali l’anima mia e la mia vita si è avvicinata all’ade e come Giona supplico: Dalla corruzione scampami, o Dio.
Kontakion. Tono pl. 4. Quali primizie.
Con canti da Dio ispirati, onoriamo i martiri della verità e araldi della pietà, la coppia dei fratelli, Zenobio con la venerabile Zenobia, che insieme vissero e insieme lottarono, perciò hanno ricevuto del martirio la corona incorruttibile.
Ikos.
Celebriamo con odi canore il nobile e grande Zenobio e con lui la vergine senza macchia Zenobia, che è sua compagna di lotta. Costoro abbatterono la tracotanza del nemico e illustrarono la fede di Cristo: perciò stupendamente ricevettero dal cielo, da parte di Dio, com’era giusto, la corona incorruttibile.
Sinassario.
Il 30 di questo mese, memoria dei santi martiri fratelli Zenobio e Zenobia.
Stichi. Resiste con te alla spada, o Zenobio, anche se donna, la resistentissima Zenobia. Il 30 vengono decapitati i due fratelli Zenobi.
Lo stesso giorno memoria del santo ieromartire Marciano, vescovo di Siracusa, discepolo del santo apostolo Pietro.
Stichi. Gli assassini di cristiani strangolarono Marciano, amico intimo di Cristo.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Alessandro, Cronione, Giuliano, Macario e degli altri 13.
Stichi. Con Alessandro Cronione reca l’ardore dei titani, senza venerare il figlio di Crono. Giuliano e Macario grazie alla spada trovarono la vita beatissima. Né fuoco impetuoso, né spada affilata separarono da te, Verbo, questi 13 uomini.
Lo stesso giorno memoria della santa martire Eutropia.
Stichi. Le lampade conducono questa sposa Eutropia alla casa dello Sposo spirituale.
Lo stesso giorno memoria del santo apostolo Cleopa e del beato nostro padre Giuseppe, patriarca di Costantinopoli e dei santi martiri Asterio, Claudio, Neone e della loro sorella Neonilla.
Stichi. Claudio, Asterio, ma anche Neone apparvero nuove stelle attraverso la lotta con la spada. Stesa sul legno Neonilla corregge la colpa dell’antico legno.
Lo stesso giorno memoria dei santi apostoli del numero dei 70: Terzo, Marco, Giusto e Artemà.
Per le preghiere dei tuoi santi, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Nella fornace.
Spegnesti con i flutti del tuo sangue, Zenobio, il fuoco dell’empietà e con la nube dei prodigi ogni giorno refrigeri noi, che con fede t’inneggiamo.
Penetrasti nella nube divina, per quanto potevi, contemplasti l’invisibile illuminare la tua anima e l’intelletto, o beato, piamente cantando: O Dio, tu sei benedetto.
La martire consanguinea, che come te la pensava e con affetto visse con te santamente, con te fu degna della gioia superna, o sacerdote Zenobio: con lei con fede ti onoriamo.
Theotokìon. Ti mostrasti luogo di santificazione da cui Dio apparve santificando noi, che con fede, o Vergine, cantiamo: Benedetto, o purissima, il frutto del tuo grembo.
Ode 8. Nella fornace i fanciulli
Non ti intimorì la spada, o gerarca, né ti spaventarono i pericoli e non ti impressionò la morte, che ti mostrò partecipe della gloria immortale.
Sacerdote di sacri misteri ti rivelasti e consacrasti te stesso per divenire sacrificio di soave odore, degno della mensa celeste, o Zenobio.
Rifulgendo di prodigi, o gerarca, sfolgoravi chiaramente dello splendore del martirio e dileguasti del tutto la tenebra dell’errore.
Theotokìon. Concepisti senza coltivazione il grappolo stillante vino di remissione: Madre Vergine, allontana da me, ti prego, l’ebbrezza delle passioni.
Irmòs. Nella fornace i fanciulli di senno divino calpestando con il fuoco anche la fiamma, cantavano: Benedite, opere del Signore il Signore.
Ode 9. Fremette ogni orecchio.
Stavi nei tribunali predicando ad alta voce l’incarnazione dell’Onnipotente, la sua passione, croce, morte e resurrezione, con cui ci salvò come amico degli uomini.
O prodigio: nella carne vinse i nemici incorporei, con la sua debolezza abbatté il maligno e si unì ai liturghi celesti il lottatore celeste Zenobio, che ora diciamo beato.
Consegnaste, venerati martiri, i corpi a ogni sorta di tormenti, guardando verso la felicità eterna; uniti infatti a vicenda da affetto fraterno, rifulgeste degli splendori del martirio, perciò vi diciamo beati.
La vostra memoria, illuminata dall’irraggiamento dello Spirito, è rifulsa oggi su tutti, irraggiando grazia di prodigi e fa scorrere fiumi di guarigioni ogni volta che festeggiando vi diciamo beati, o martiri di Cristo.
Theotokìon. Illumina, o porta della luce, gli occhi del mio cuore, ti prego, scacciando lontano la profondissima tenebra del peccato dalla mia povera anima, affinché ti magnifichi e con affetto inneggi a te, inneggiatissima.
Irmòs. Fremette ogni orecchio per l’ineffabile condiscendenza di Dio; poiché l’Altissimo volontariamente scese in un corpo e divenne uomo da grembo verginale; perciò, pura Madre di Dio, noi fedeli ti magnifichiamo.
Exapostilarion. Udite, donne.
Resa ancor più purpurea la tua sacra veste col rosso del tuo sangue, beato Zenobio, ti presenti gioioso a Cristo come gerarca divino, supplicando per noi con tua sorella, la sacra vergine e martire Zenobia.
Theotokìon, stessa melodia.
I profeti ti preannunziarono come arca e mensa, urna, virgulto, monte e libro scritto, reggia e scala e ponte che fa passare alle altezze della conoscenza divina: e noi giustamente ti celebriamo come Madre di Dio.
Allo stico, stichirà dall’Oktòichos.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.
Vespro del 30 Ottobre- Memoria del santo ieromartire Zenobio e di sua sorella Zenobia
30 Ottobre
Memoria del santo ieromartire Zenobio e di sua sorella Zenobia.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, cantiamo 3 stichirà prosòmia dei santi.
Tono 4. Come generoso tra i martiri.
Tinta la tua veste, o Zenobio, nel sangue del martirio, o glorioso, con la grazia la rendesti più sacra; con essa entrasti, sapiente sacerdote, nel santo dei santi, offerto come sacrificio immacolato a colui che per te fu sacrificato e come perfetta, purissima oblazione, o sacratissimo.
Mentre il corpo veniva scorticato, si mostrava più fulgida l’interiore bellezza della tua anima, ieromartire ammirabile, Zenobio di senno divino, bellezza dei sacerdoti, vanto dei vittoriosi, perenne fonte di prodigi, fugatore degli spiriti impuri e guida delle nostre anime.
Venne prescelta per lottare con te la sorella Zenobia, che aveva in comune con te, o sapientissimo, il sentire e il nome: con coraggio sopportò i bollori delle caldaie, la minaccia del fuoco e la morte violenta: perciò con te ottenne le corone della vittoria e il regno superno, o Zenobio, iniziatore ai sacri riti.
Gloria. Tono pl. 2. Di Giovanni monaco.
Intrecciamo oggi una danza canora, amici dei martiri, nella memoria dei venerabilissimi atleti Zenobio e Zenobia: essi furono difensori della Trinità; nello stadio con coraggio soffocarono il nemico invisibile nel loro sacro sangue e ottennero con gloria la corona della vittoria. Perciò ad essi acclamiamo: Coppia santa del Signore, diade benedetta e illuminata, prega il Salvatore per le nostre anime.
E ora. Theotokìon. Il terzo giorno risorgesti.
Mio soccorso e protezione sei tu, Madre di Dio purissima: ho te come aiuto nelle tribolazioni, nelle malattie e nelle angustie e glorifico te, l’irreprensibile.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendo la Madre di Dio purissima, pendere dal legno la nostra vita, come madre faceva lamento gridando: Figlio mio e Dio mio, salva quanti con affetto ti cantano.
Mattutino del 30 Ottobre- Memoria del santo ieromartire Zenobio e di sua sorella Zenobia
30 Ottobre
Memoria del santo ieromartire Zenobio e di sua sorella Zenobia
Al Mattutino.
Dopo la solita sticologia leggiamo i canoni dall’Oktòichos e questo dei santi. Poema di Giuseppe.
Ode 1. Tono pl. 4. Un canto rivolgiamo.
Stando presso il trono di Dio, come sacerdote accetto e martire eccellente, beatissimo Zenobio, libera dalle prove della vita quanto con affetto onorano la tua memoria luminosa.
Illuminato dal fulgente bagliore del triplice sole, dileguasti, o sapiente, le tenebre empie degli elleni e, illuminando tutto con lo splendore delle tue parole, hai ormai raggiunto lo splendore senza tramonto.
Come brace misticamente accesa con la fiamma del divino Spirito accendesti i cuori di tutti nel divino amore, consumando, o sacro iniziato, ogni errore.
Theotokìon. Salve, tempio santissimo, vello coperto dalla divina rugiada, fonte sigillata dell’onda immortale; Sovrana nostra, proteggi il tuo gregge dall’assalto dei nemici.
Ode 3. Radica il tuo timore.
Consacrato con la mirra dell’unzione dello Spirito, come angelo, Zenobio, officiavi e infine fosti ornato della corona dei martiri.
Ricevuta la preoccupazione delle anime, con la coltivazione del divino Spirito le rivelasti fruttifere, perciò fosti degno dalla gioia del Signore.
Si rivelò consanguinea uguale nel pensiero Zenobia, o Zenobio, poiché con te essa scelse di lottare per godere con te della gloria divina.
Theotokìon. Concepisti della Trinità quello che assunse l’umanità, Vergine Madre santissima; chiedigli di salvare i tuoi cantori.
Irmòs. Radica il tuo timore, Signore, nei cuori dei tuoi servi e sii saldezza per noi che nella verità t’invochiamo.
Kathisma Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
La sapiente pariglia di atleti celebriamo tutti con fede come martiri: Zenobio, invitto martire come anche Zenobia, onorata coppia, come coppe versanti onde divine; perciò sempre con fede vi attingiamo di volta in volta inesauribili guarigioni, piamente acclamando: o atleti illustri, pregate Cristo Dio di donare remissione dei peccati a quanti festeggiano con affetto la vostra santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon
Cadendo in grave infermità, terribilmente piegato nei dolori, non sopporto l’arsura della mia pessima indolenza, ma tu, Salvatore, conoscendo la debolezza di ciascuno e correggendo come un padre quanti contro di te peccano, sollevami, perché puoi guarire le malattie delle anime e dei corpi, affinché sempre a te acclami: Grandi le tue opere, sublimi davvero i tuoi prodigi, Salvatore; e infatti tu liberi i fedeli per le suppliche della tua Genitrice.
Oppure stavrotheotokìon.
Vedendo sull’albero della croce il Redentore, la Madre purissima si lamentava, piangendo e gemendo amaramente e con cuore angosciato si strappava i capelli e a lui gridava: Figlio mio e Signore, come l’iniquissimo popolo degli ebrei ingiustamente ti ha appeso alla croce, o senza peccato? Come volontariamente sopporti aceto e fiele, ahimè, i chiodi e la piaga sul fianco, o longanime? Gloria alla tua divina passione, o Salvatore.
Ode 4. Cavalcasti i tuoi apostoli.
Abbellito dalle sacre lotte, ricevesti dall’alto la corona dei vincitori, sapiente Zenobio e ottenesti la letizia eterna; perciò ti celebriamo, o martire e gerarca Zenobio.
Imitando colui che volontariamente fu steso sul legno, beato Zenobio, moristi e ti spogliasti dello spessore della corruzione e della morte, indossando la veste incorrotta.
La tua intensa preghiera rovesciò le statue dei demoni, i loro templi crollarono, annientati dalla tua indistruttibile fede, beato Zenobio, gloria degli ieromartiri.
Theotokìon. Per il tuo strano parto riconciliasti con Dio quanti gli erano divenuti estranei; perciò noi fedeli ti glorifichiamo a gran voce e acclamiamo: Salve, salvezza di tutti i terrestri.
Ode 5. Perché mi hai respinto.
La natura femminile si rinvigorì nel divino Spirito e svergognò l’antico seduttore della progenitrice Eva e Zenobia fu degna della divina gloria nei cieli, rifulgendo nelle lotte.
Nube portatrice di pioggia divenne la tua lingua, santo gerarca, facendo piovere onde di pietà, irrigando i cuori dei fedeli e rendendo le menti fertili in opere virtuose, o Zenobio.
Coi raggi della verginità dileguasti la tenebra dell’amore del piacere e con la luce delle lotte dissolvesti la notte dell’ateismo, martire Zenobia, bella sposa di Cristo, divina guida allo Spirito.
Theotokìon. Sono sempre piegato sotto i pesi del peccato, o pura e a te grido: Alleggeriscimi di essi con la tua mediazione, poiché tu sei difesa glorificata dei peccatori, avendo concepito il Redentore e Salvatore.
Ode 6. Effondo la mia supplica.
La preghiera della tua anima di senno divino fu gradita come incenso, padre, poiché camminavi sulle orme profumate della passione di colui che come sole rifulse da donna illuminando tutto il creato, o Zenobio.
Col sangue delle tue lotte santificasti la terra che lo accolse, o martire e il tuo spirito, innalzato ai cieli, rallegrò divinamente la Chiesa dei primogeniti, o Zenobio, illustre gloria di gerarchi e martiri.
Restringesti l’empietà con l’ampiezza della vera pietà, o beato e indicasti le vie che ad essa conducono ai popoli nell’errore e salvasti le anime terribilmente naviganti nelle acque dell’errore.
Theotokìon. Abbellisci, o Vergine, la mia anima presa nel disgusto delle passioni e fortifica con veri pensieri di penitenza il mio povero cuore e salva me, che senza esitare mi rifugio in te, pura.
Irmòs. Effondo la mia supplica al Signore e a lui espongo le mie tribolazioni, perché si è colmata di mali l’anima mia e la mia vita si è avvicinata all’ade e come Giona supplico: Dalla corruzione scampami, o Dio.
Kontakion. Tono pl. 4. Quali primizie.
Con canti da Dio ispirati, onoriamo i martiri della verità e araldi della pietà, la coppia dei fratelli, Zenobio con la venerabile Zenobia, che insieme vissero e insieme lottarono, perciò hanno ricevuto del martirio la corona incorruttibile.
Ikos.
Celebriamo con odi canore il nobile e grande Zenobio e con lui la vergine senza macchia Zenobia, che è sua compagna di lotta. Costoro abbatterono la tracotanza del nemico e illustrarono la fede di Cristo: perciò stupendamente ricevettero dal cielo, da parte di Dio, com’era giusto, la corona incorruttibile.
Sinassario.
Il 30 di questo mese, memoria dei santi martiri fratelli Zenobio e Zenobia.
Stichi. Resiste con te alla spada, o Zenobio, anche se donna, la resistentissima Zenobia. Il 30 vengono decapitati i due fratelli Zenobi.
Lo stesso giorno memoria del santo ieromartire Marciano, vescovo di Siracusa, discepolo del santo apostolo Pietro.
Stichi. Gli assassini di cristiani strangolarono Marciano, amico intimo di Cristo.
Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Alessandro, Cronione, Giuliano, Macario e degli altri 13.
Stichi. Con Alessandro Cronione reca l’ardore dei titani, senza venerare il figlio di Crono. Giuliano e Macario grazie alla spada trovarono la vita beatissima. Né fuoco impetuoso, né spada affilata separarono da te, Verbo, questi 13 uomini.
Lo stesso giorno memoria della santa martire Eutropia.
Stichi. Le lampade conducono questa sposa Eutropia alla casa dello Sposo spirituale.
Lo stesso giorno memoria del santo apostolo Cleopa e del beato nostro padre Giuseppe, patriarca di Costantinopoli e dei santi martiri Asterio, Claudio, Neone e della loro sorella Neonilla.
Stichi. Claudio, Asterio, ma anche Neone apparvero nuove stelle attraverso la lotta con la spada. Stesa sul legno Neonilla corregge la colpa dell’antico legno.
Lo stesso giorno memoria dei santi apostoli del numero dei 70: Terzo, Marco, Giusto e Artemà.
Per le preghiere dei tuoi santi, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. Nella fornace.
Spegnesti con i flutti del tuo sangue, Zenobio, il fuoco dell’empietà e con la nube dei prodigi ogni giorno refrigeri noi, che con fede t’inneggiamo.
Penetrasti nella nube divina, per quanto potevi, contemplasti l’invisibile illuminare la tua anima e l’intelletto, o beato, piamente cantando: O Dio, tu sei benedetto.
La martire consanguinea, che come te la pensava e con affetto visse con te santamente, con te fu degna della gioia superna, o sacerdote Zenobio: con lei con fede ti onoriamo.
Theotokìon. Ti mostrasti luogo di santificazione da cui Dio apparve santificando noi, che con fede, o Vergine, cantiamo: Benedetto, o purissima, il frutto del tuo grembo.
Ode 8. Nella fornace i fanciulli
Non ti intimorì la spada, o gerarca, né ti spaventarono i pericoli e non ti impressionò la morte, che ti mostrò partecipe della gloria immortale.
Sacerdote di sacri misteri ti rivelasti e consacrasti te stesso per divenire sacrificio di soave odore, degno della mensa celeste, o Zenobio.
Rifulgendo di prodigi, o gerarca, sfolgoravi chiaramente dello splendore del martirio e dileguasti del tutto la tenebra dell’errore.
Theotokìon. Concepisti senza coltivazione il grappolo stillante vino di remissione: Madre Vergine, allontana da me, ti prego, l’ebbrezza delle passioni.
Irmòs. Nella fornace i fanciulli di senno divino calpestando con il fuoco anche la fiamma, cantavano: Benedite, opere del Signore il Signore.
Ode 9. Fremette ogni orecchio.
Stavi nei tribunali predicando ad alta voce l’incarnazione dell’Onnipotente, la sua passione, croce, morte e resurrezione, con cui ci salvò come amico degli uomini.
O prodigio: nella carne vinse i nemici incorporei, con la sua debolezza abbatté il maligno e si unì ai liturghi celesti il lottatore celeste Zenobio, che ora diciamo beato.
Consegnaste, venerati martiri, i corpi a ogni sorta di tormenti, guardando verso la felicità eterna; uniti infatti a vicenda da affetto fraterno, rifulgeste degli splendori del martirio, perciò vi diciamo beati.
La vostra memoria, illuminata dall’irraggiamento dello Spirito, è rifulsa oggi su tutti, irraggiando grazia di prodigi e fa scorrere fiumi di guarigioni ogni volta che festeggiando vi diciamo beati, o martiri di Cristo.
Theotokìon. Illumina, o porta della luce, gli occhi del mio cuore, ti prego, scacciando lontano la profondissima tenebra del peccato dalla mia povera anima, affinché ti magnifichi e con affetto inneggi a te, inneggiatissima.
Irmòs. Fremette ogni orecchio per l’ineffabile condiscendenza di Dio; poiché l’Altissimo volontariamente scese in un corpo e divenne uomo da grembo verginale; perciò, pura Madre di Dio, noi fedeli ti magnifichiamo.
Exapostilarion. Udite, donne.
Resa ancor più purpurea la tua sacra veste col rosso del tuo sangue, beato Zenobio, ti presenti gioioso a Cristo come gerarca divino, supplicando per noi con tua sorella, la sacra vergine e martire Zenobia.
Theotokìon, stessa melodia.
I profeti ti preannunziarono come arca e mensa, urna, virgulto, monte e libro scritto, reggia e scala e ponte che fa passare alle altezze della conoscenza divina: e noi giustamente ti celebriamo come Madre di Dio.
Allo stico, stichirà dall’Oktòichos.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
8X
1000 ANNI
8X
IL SACRO
LODIAMO L’ALTISSIMO
COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO
8X
LA SOLIDARIETÀ
UN AIUTO CONCRETO
PER TUTTE LE
GENERAZIONI
8X
LA VITA
CUSTODIAMO IL
CREATO CHE DIO
CI HA AFFIDATO
8X
LA PACE
TESTIMONIAMO LA PACE
E ACCOGLIAMO LA
RICONCILIAZIONE
ATTRAVERSO LA
TRADIZIONE VIVENTE
SOSTENERE COMUNITÀ, LITURGIA, FORMAZIONE E CARITÀ.
L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.
I NOSTRI LUOGHI DI CULTO
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cultura e formazione
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La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.
ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO
L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.
La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.
Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.
In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA
La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.
Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.
Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.
Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it













