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Benvenuti nel nuovo sito dell’ Arcidiocesi Ortodossa d’ Italia

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Santo del giorno

Postfesta della Santa Croce

Dal 15 settembre fino al Congedo, nei giorni feriali durante la Divina Liturgia, dopo il Piccolo Ingresso cantiamo: «O venite, adoriamo e prostriamoc…
CALENDARIO
20 Settembre 2026
Domenica dopo l’Esaltazione della Santa Croce
«Il Signore disse: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”»
«Il Signore disse: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”»
MARCO 8,34

PREGHIERE DEL GIORNO

LA PREGHIERA DEL VESPERO
20 Settembre 2026

Vespro del 20 Settembre- Memoria del santo megalomartire Eustazio e della sua consorte Teòpista e dei loro figli Agapio e Teòpisto

20 Settembre

Memoria del santo megalomartire Eustazio e della sua consorte Teòpista e dei loro figli Agapio e Teòpisto.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà della festa.

Tono 2. Quando dal legno.

Un serpente di rame pose un tempo sopra un’asta Mosè il veggente per distruggere i serpenti che mordevano; ma tu, mio Salvatore, innalzasti tutto te stesso sul legno, per dare la vita a tutti con la tua divina croce vivificante; ed ora essa, innalzata, brucia le turbe dei demòni e mette in fuga le tribù dei barbari con la loro arroganza.

Assumendo dalla Vergine Madre di Dio, Salvatore, il mio corpo corruttibile e mortale, l’hai reso incorruttibile e l’hai tratto alla vita e al gaudio senza fine, dove conduci tutti i tuoi cantori, o Verbo, Cristo Dio, che doni come potente arma nelle lotte o Sovrano, la tua croce divina al tuo principe fedele.

Fa’ splendere su noi la luce inaccessibile, perché siamo tutti opera delle tue mani, o Cristo Dio e cingi d’armatura i pii imperatori, ricchi della tua croce, dando loro contro i nemici vittorie, muro, baluardo, forza e inviolabile ricchezza, o Altissimo Salvatore, disceso nel grembo incorrotto della Madre di Dio.

Dei santi. Tono 4. Hai dato come segno.

La tua chiamata, Eustazio, viene dall’alto, non dagli uomini: ti apparve lo stesso Cristo filantropo e ti catturò, o beato, con le reti della fede; dopo averti purificato dai tuoi peccati nel suo battesimo, il Sovrano ti propose la pazienza a prova della tua vita e ti rese vincitore famoso.

Con gioia accettasti dalla giovinezza l’esercizio della virtù, o Eustazio, quando, privato dei figli e della consorte, sopportavi con costanza la prigionia, sottostando a un ignobile servizio: ma il tuo valore in guerra, tu che sei dovunque celebrato, ti fece rimpiangere e splendidamente ti ricondusse.

Come incenso divino reso fragrante dal fuoco, come gradito olocausto, come sacrificio accetto, come perfettissima offerta vivente fosti presentato a Dio, col frutto di tutta la tua famiglia: perciò ti hanno ora accolto con i tuoi, o Eustazio, la dimora celeste e le schiere dei santi.

Gloria. Del santo. Tono 2. Di Efrem Karia.

Il secondo Giobbe, Eustazio, ci pone davanti se stesso, la sua vita, le lotte e le corone per incitarci alla virtù, egli che davvero superò in virtù la colonna della pazienza, Giobbe, con la consorte e i figli: fu fedele nella vita, irremovibile nelle tentazioni, vittorioso nella lotta e noi lo presentiamo come intercessore a Cristo, perché siano donate alle nostre anime l’illuminazione e la remissione delle colpe.

E ora. Della festa. Stesso tono.

Divino tesoro nascosto in terra, la croce del Vivificante apparve nei cieli a un pio imperatore, mostrando un segno spirituale della vittoria contro i nemici. Rallegrandosene con fede e affetto si affrettò ad esaltare, per impulso divino, ciò che aveva visto e a trarla con zelo dal seno della terra per la liberazione del mondo e la salvezza delle nostre anime.

Apòstica stichirà.

Tono pl. 2. Il terzo giorno sei risorto.

Subisti schiaffi, crocifissione e oltraggi, o longanime, perché volevi redimere tutti dalla mano del seduttore, o solo datore di vita: tutto tu sopporti, o sommamente buono.

Stico. Esaltate il Signore, nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.

Onoro la tua croce, o buono, i chiodi e la lancia, o Salvatore, con cui liberasti tutti dalla corruzione, come solo datore di vita e benefattore di tutti, o nostro Salvatore, unico filantropo.

Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.

Alla croce per me fosti inchiodato, o mio Salvatore più che buono, schiaffeggiato e insultato, o Redentore, abbeverato di aceto e trafitto dalla lancia e tutto sopportavi, o senza peccato.

Gloria. Del santo.

Tono pl. 2. Di Efrem Karia.

O tu dall’anima adamantina, come ti loderemo degnamente? Superasti la natura: privato dei beni, dei figli e della consorte, gridasti la beata e celebre parola di Giobbe: Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, come è parso bene al Signore, così è avvenuto. Ma il Dio che avevi amato e ardentemente desiderato, di nuovo ti donò quelli che ti erano tanto cari, stabilendo, nella sua provvidenza, che fossero tuoi compagni nella lotta; con loro, attraverso molti tormenti, giungesti al termine beato. Prendendoli con te come intercessori, o Eustazio dall’animo saldo, supplica che siamo redenti dalle nostre iniquità.

E ora. Della festa. Stesso tono.

Avanza oggi la croce del Signore: i fedeli la accolgono con affetto e ricevono guarigioni per l’anima e il corpo e da ogni malattia; salutiamola con gioia e timore: con timore per il peccato che ci rende indegni; con gioia per la salvezza che Cristo Signore in essa confitto concede al mondo, lui che possiede la grande misericordia.

Apolytìkion dei santi. Tono 4.

I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio; partecipi della tua forza hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demòni; per loro intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.

Della festa. Tono 1.

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità; concedi ai Re vittoria contro i barbari e proteggi con la tua Croce la tua città.

LA PREGHIERA DEL MATTUTINO
20 Settembre 2026

Mattutino del 20 Settembre- Memoria del santo megalomartire Eustazio e della sua consorte Teòpista e dei loro figli Agapio e Teòpisto

20 Settembre

Memoria del santo megalomartire Eustazio e della sua consorte Teòpista e dei loro figli Agapio e Teòpisto.

Al Mattutino.

Apolytìkion dei santi. Tono 4.

I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio; partecipi della tua forza hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demòni; per loro intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.

Della festa. Tono 1.

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità; concedi ai Re vittoria contro i barbari e proteggi con la tua Croce la tua città.

Dopo la prima sticologìa, kàthisma.

Tono pl. 4. Sei risorto dai morti.

In mezzo all’Eden, un albero fece fiorire la morte; in mezzo alla terra, un albero fece germogliare la vita; per aver gustato del primo, da incorruttibili, siamo divenuti corruttibili, ma, giunti in possesso del secondo, abbiamo goduto dell’incorruttela: con la croce infatti Cristo ha salvato il genere umano (2).

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono pl. 4. Conosciuto l’ordine.

In tempi lontani, Gesù di Navì misticamente prefigurava il segno della croce, quando a forma di croce levò le mani, o mio Salvatore: e il sole si fermò, finché egli non ebbe distrutto i nemici che si opponevano a te, o Dio. Ma ora il sole si oscura vedendo sulla croce te, che sciogli il dominio della morte e depredi l’ade (2).

Canone della festa, quindi quello dei santi. Acròstico: Lode all’eponimo della tranquillità. Di Teofane,

Ode 1. Tono 4. Quando l’antico Israele.

Sottomettendo alla ragione con le tue preghiere l’assalto delle mie passioni, o beatissimo martire di Cristo, preparami a celebrare la santa memoria delle tue lotte.

La tua chiamata non venne da uomini, o beatissimo, ma come un tempo Paolo, dal cielo ti chiamò Cristo, apparendo sotto forma di cervo per liberarti dal serpente velenoso.

Riempito di superna sapienza dall’alto, piamente preferisti alle ricchezze corruttibili e al piacere, o santo martire, la gioia celeste, venendo incoronato con tutta la tua famiglia.

Theotokìon. Trovando te, pura Vergine, più pura di tutto il creato, il divino Creatore dell’universo volle incarnarsi per ricreare dalla carne il genere umano.

Ode 3. Si rallegra in te.

Pazientemente sopportasti la tempesta delle prove, o gloriosissimo martire Eustazio, venendo privato della moglie e dei figli.

O gloriosissimo martire di Cristo Eustazio, i tuoi figli, salvati da Dio dalle belve che li aggredivano, misero in fuga le belve spirituali.

Come un fiume che attraversa la via, gloriosissimo martire di Cristo Eustazio, preservasti la somiglianza con Dio della tua anima, senza lasciarti abbattere dalle prove.

Theotokìon. Venite, fedeli, celebriamo con inni gioiosi la dimora della castità, la pura abitazione della verginità.

Irmòs. Si rallegra in te, o Cristo, la tua Chiesa e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.

Kàthisma del santo.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Per la condotta pia e coraggiosa, la pazienza e le lotte ti rivelasti un nuovo Giobbe, o illustre martire: privato, infatti, del piacere della vita, della moglie e dei figli, nelle pene ringraziavi Dio, che come ricompensa, al termine delle tue lotte, ti concesse ti effondere il sangue; martire vittorioso Eustazio, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti con affetto festeggiano la tua santa memoria.

Gloria. E ora. Della festa. Uguale.

Si affrettò, Elena, a estrarre dalla terra il tesoro nascosto, la croce del Salvatore, colmando di gioia i confini del mondo; per divina ispirazione ordinò che fossero erette delle chiese e trasferito lo scettro della croce nella residenza imperiale, dicendo a suo figlio: Stendi le mani e ricevi, nobile imperatore il segno della tua vittoria e del tuo potere; che le nazioni per grazia imparino da te a venerare con fede la croce e la passione di Cristo.

Ode 4. Vedendo te, sole di giustizia.

Salvata da mano divina dalla tirannia del nemico, la tua sposa, conservando la sua modestia gridava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Messo alla prova in molti modi, o martire di Cristo Eustazio, hai corso la via del martirio per il tuo Sovrano gridando: Gloria alla tua potenza, Signore.

Guidato dai precetti del Signore, con la moglie e i figli, sei apparso splendido per il sangue del tuo martirio, o Eustazio gloriosissimo.

Theotokìon. Senza nozze, Vergine concepisti e vergine rimani dopo il parto: perciò con voci incessanti, con fede incrollabile a te, nostra Sovrana, cantiamo: Salve.

Ode 5. Tu, mio Signore.

Come Giobbe apparisti, o Eustazio, irreprensibile e fedele a Dio, longanime nella via della vita.

O beatissimo martire Eustazio, chi potrà cantare le pene che hai sopportato, venendo privato della moglie e dei figli?

Theotokìon. O Madre di Dio, risana da ogni male la mia anima, tu che hai concepito il Bene sommo, il Verbo che a tutti concede benevolenza.

Ode 6. A te offrirò sacrifici.

Amando Cristo, che ti era apparso, illustre martire, stavi a lui così vicino da apparire splendente, imporporato dal tuo sangue.

Seguendone le orme, sei corso dietro a Cristo e hai partecipato alla sua passione e più ancora al suo regno, o martire santo, incoronato con tutta la tua famiglia.

Theotokìon. Seguendo le parole di Gabriele, o Vergine purissima, a te gridiamo: salve, Madre fra tutte la più benedetta, porta del sole di giustizia.

Irmòs. A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, grazie al sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Kontàkion.

Tono 2. Cercando le cose superne.

Imitando sapientemente la passione di Cristo e bevendo con fede il calice di lui, divenisti compartecipe e coerede della sua gloria, o Eustazio, ricevendo da colui che è Dio di tutti la divina remissione dall’alto.

Ikos.

Donami un inno, Dio mio, perché celebri ora e narri le lotte del tuo vittorioso, o Signore, così da tessere un armonioso elogio di Eustazio, generoso nelle lotte, sempre vittorioso nelle battaglie contro i nemici, grande nella pietà, splendente nel coro dei martiri: con loro infatti, senza sosta il sapientissimo canta a te con gli angeli ricevendo la divina remissione dall’alto.

Sinassario.

Il venti di questo mese memoria del santo megalomartire Eustazio, di Teòpista sua consorte e dei loro due figli, Agapio e Teòpisto.

Stichi. Eustazio, chiuso in un bue di bronzo rovente, tu lo salvi, o Verbo di Dio. Il 20 Eustazio viene bruciato col bue.

Lo stesso giorno memoria dei santi nostri padri Ipazio vescovo e Andrea presbitero, confessori.

Stichi. Uomini sanguinari sacrificarono Ipazio e Andrea per le sante icone.

Lo stesso giorno memoria dei santi Martino papa di Roma e Massimo e dei loro compagni.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Artemidòro e Thalos.

Stichi. La spada uccise Artemidòro e Thalos, che non venerarono Artemide, assassina di ospiti.

Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Melezio, vescovo di Cipro.

Stichi. Di questa vita passeggera non si curò Melezio. Morendo che dirai? Ho amato.

Memoria anche di Giovanni l’egiziano, il più grande dei confessori.

Il santo neomartire Ilarione, perì di spada martirizzato a Costantinopoli nel 1804.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Nella fornace persiana.

Rinchiuso nell’incandescente bue metallico come un tempo i fanciulli nella fornace, il martire di Cristo, ringraziando gridava: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

Uniti dalla legge di natura e da quella dell’amore, illustri martiri, nelle lotte avete dimostrato la stessa pazienza, cantando: Benedetto sei tu, Signore, nostro Dio.

Theotokìon. Unica fra tutte le generazioni ti sei rivelata più sublime delle divine potenze celesti, poiché ineffabilmente generasti il loro Creatore, o Madre di Dio, Sovrana purissima.

Ode 8. Stese le mani, Daniele.

Il coro dei martiri della verità, splendidamente radunato dalle leggi di natura e dal Verbo della fede, acclamiamo concordi, o fedeli, come amanti della pietà e cantiamo: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Dapprima separati dalla provvidenza, foste riuniti splendidamente per tingere col vostro sangue la porpora nuziale e innalzarvi verso il talamo celeste, mentre a Cristo inneggiavate: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Con fede e letizia hai offerto a Dio la tua sposa e il frutto del vostro grembo; come compagni di lotte hai ricevuto coloro che lo erano già per natura, cantando a Cristo: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Theotokìon. Sei il ramo germogliato dalla radice di Iesse, o Vergine, perché fioristi l’onnipotente Signore, che effonde e dona profumo a tutti quelli che cantano: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Irmòs. Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa. I fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, estinsero il potere del fuoco gridando: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Ode 9. Da te, o Vergine, montagna.

Con gioia andasti incontro alla pienezza dello splendore della Trinità, sempre esultando con i cori degli angeli: con loro, o martire Eustazio, prega perché siano salvati i tuoi cantori.

Dopo le lotte e i mali sopportati sulla terra, nei cieli ora per sempre gioisci con i giusti; concedi che ne partecipino anche i tuoi cantori, o gloriosissimo martire.

A te completamente mi affido con tutto il cuore, martire Eustazio; sii tu il mio intercessore presso il Sovrano che può salvarmi e liberarmi da ogni male.

Theotokìon. Senza conoscer uomo concepisti il Salvatore vivificante, o Theotòkos: senza sosta ti supplichiamo di salvare, con le tue preghiere da ogni afflizione, noi che ti proclamiamo Madre di Dio.

Irmòs. Da te, Vergine, monte non tagliato, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo, che congiunse le nature distinte: per questo, Madre di Dio, esultanti, ti magnifichiamo.

Exapostilarion dei santi. Nel sacro Spirito.

Ottenesti gloria immortale e vita senza fine abbandonando le cose amabili del mondo con i tuoi figli dal divino sentire e la felicissima consorte: perciò con affetto festeggiamo la tua sacratissima e divina memoria.

Stavrotheotokìon. Stesso tono.

Confidando in te, Theotòkos, con forza trionfiamo su nemici due volte più numerosi, possedendo la croce di tuo Figlio, nostra arma e trofeo, scudo, spada, dardo e freccia contro Beliar.

Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo le stichirà idiòmela dei santi.

Chi non dirà beata, o Eustazio, la tua purissima condotta di vita? Generosamente sopportasti gli assalti del principe del male; privato della moglie e dei figli, non disperavi, ma come Giobbe, grato, dicevi: Nudo uscii dal grembo di mia madre, nudo tornerò all’unico Creatore e Salvatore delle nostre anime (2).

Tono pl. 2.

Rendici propizia la Trinità increata, santo martire, tu che, dimorando senza fine nella luce immateriale, sei dimora del Figlio di Maria.

Tono pl. 4.

Entrato nell’impenetrabile nube per unirti a Cristo, sole di giustizia, andando incontro alla divina mistica immagine che dall’alto ti apparve nel cervo, tu stesso divenisti immagine vivente, o beatissimo Eustazio; ricevuta la forza nell’acqua e nello Spirito mediante il battesimo, lavato nel sangue del martirio, ottenesti di esultare con le folle degli angeli in cielo, con i quali preghi sempre perché anche noi veniamo uniti a Cristo, Salvatore e Dio.

Gloria. Del santo. Tono pl. 4.

Disdegnato il comando militare del regno di quaggiù e divenuto amante del nostro Salvatore, che ti era apparso in immagine tramite un animale, ora sei nei cori superni con la moglie e i figli, o beatissimo Eustazio: ti imploriamo, dunque, di pregare il Signore per le nostre anime.

E ora. Della festa. Stesso tono.

Ciò che Mosè prefigurò un tempo nella sua persona, mettendo così in rotta Amalek ed abbattendolo, ciò che Davide cantore ordinò di venerare come sgabello dei tuoi piedi, la tua croce preziosa, Cristo Dio, noi peccatori baciamo oggi con labbra indegne, celebrando te, che ti degnasti di esservi confitto e a te gridiamo: Signore, rendi degni anche noi con il ladrone del tuo regno.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Vedendo innalzare l’albero della croce, magnifichiamo Dio, che nella sua bontà fu crocifisso nella carne.

Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.

Con l’acqua divinizzante e il tuo sangue, o Verbo, la tua Chiesa si riveste splendidamente come sposa, cantando la gloria della croce.

Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.

L’albero della tua croce, mio Salvatore, venendo innalzato, toglie la bruttura corruttrice del peccato e fa risplendere l’universo.

Gloria. Del santo. Tono pl. 4.

Tu che come Paolo non ricevesti la tua chiamata dagli uomini, martire Eustazio, crescendo in Dio per la fiducia nella croce, valorosamente confondesti l’empietà dei tiranni e la crudeltà dei tormenti: hai dunque resistito al peccato sino al sangue, nella tua lotta contro invisibili nemici e senza sosta preghi il Re e Dio di dare a tutta la terra la pace e alle nostre anime, la grande misericordia.

E ora. Della festa. Stesso tono.

È compiuta, o Dio, la parola del tuo profeta Mosè che dice: Vedrete la vostra vita appesa davanti ai vostri occhi. Oggi la croce è innalzata e il mondo è liberato dall’inganno. Oggi si inaugura la risurrezione di Cristo ed esultano i confini della terra, offrendo a te un inno con i cembali di Davide e dicendo: Hai operato la salvezza in mezzo alla terra, o Dio, con la croce e la risurrezione: per esse ci hai salvato, o buono e filantropo. Signore onnipotente, gloria a te.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

Alla Liturgia typikà e i canoni della feste e dei santi.

Prokìmenon Tono 4. Per i santi che sono nella sua terra ha reso mirabili tutte le sue volontà in loro.

Stico. Contemplavo il Signore davanti a me sempre, perché è alla mia destra affinché non sia scosso.

L’apostolo agli Efesini. Fratelli, fortificatevi nel Signore (Domenica XXVII).

Alliluia. Hanno gridato i giusti e il Signore li ha esauditi e da tutte le loro tribolazioni li ha liberati.

Stico. Molte le tribolazione dei giusti, ma da tutte li libererà il Signore.

Vangelo secondo Luca. Disse il Signore: Guardatevi dagli uomini (Martedì II settimana).

Kinonikòn. Il giusto sarà in memoria eterna. Alliluia.

LA PREGHIERA DEL VESPERO
20 Settembre 2026

Vespro del 20 Settembre- Memoria del santo megalomartire Eustazio e della sua consorte Teòpista e dei loro figli Agapio e Teòpisto

20 Settembre

Memoria del santo megalomartire Eustazio e della sua consorte Teòpista e dei loro figli Agapio e Teòpisto.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà della festa.

Tono 2. Quando dal legno.

Un serpente di rame pose un tempo sopra un’asta Mosè il veggente per distruggere i serpenti che mordevano; ma tu, mio Salvatore, innalzasti tutto te stesso sul legno, per dare la vita a tutti con la tua divina croce vivificante; ed ora essa, innalzata, brucia le turbe dei demòni e mette in fuga le tribù dei barbari con la loro arroganza.

Assumendo dalla Vergine Madre di Dio, Salvatore, il mio corpo corruttibile e mortale, l’hai reso incorruttibile e l’hai tratto alla vita e al gaudio senza fine, dove conduci tutti i tuoi cantori, o Verbo, Cristo Dio, che doni come potente arma nelle lotte o Sovrano, la tua croce divina al tuo principe fedele.

Fa’ splendere su noi la luce inaccessibile, perché siamo tutti opera delle tue mani, o Cristo Dio e cingi d’armatura i pii imperatori, ricchi della tua croce, dando loro contro i nemici vittorie, muro, baluardo, forza e inviolabile ricchezza, o Altissimo Salvatore, disceso nel grembo incorrotto della Madre di Dio.

Dei santi. Tono 4. Hai dato come segno.

La tua chiamata, Eustazio, viene dall’alto, non dagli uomini: ti apparve lo stesso Cristo filantropo e ti catturò, o beato, con le reti della fede; dopo averti purificato dai tuoi peccati nel suo battesimo, il Sovrano ti propose la pazienza a prova della tua vita e ti rese vincitore famoso.

Con gioia accettasti dalla giovinezza l’esercizio della virtù, o Eustazio, quando, privato dei figli e della consorte, sopportavi con costanza la prigionia, sottostando a un ignobile servizio: ma il tuo valore in guerra, tu che sei dovunque celebrato, ti fece rimpiangere e splendidamente ti ricondusse.

Come incenso divino reso fragrante dal fuoco, come gradito olocausto, come sacrificio accetto, come perfettissima offerta vivente fosti presentato a Dio, col frutto di tutta la tua famiglia: perciò ti hanno ora accolto con i tuoi, o Eustazio, la dimora celeste e le schiere dei santi.

Gloria. Del santo. Tono 2. Di Efrem Karia.

Il secondo Giobbe, Eustazio, ci pone davanti se stesso, la sua vita, le lotte e le corone per incitarci alla virtù, egli che davvero superò in virtù la colonna della pazienza, Giobbe, con la consorte e i figli: fu fedele nella vita, irremovibile nelle tentazioni, vittorioso nella lotta e noi lo presentiamo come intercessore a Cristo, perché siano donate alle nostre anime l’illuminazione e la remissione delle colpe.

E ora. Della festa. Stesso tono.

Divino tesoro nascosto in terra, la croce del Vivificante apparve nei cieli a un pio imperatore, mostrando un segno spirituale della vittoria contro i nemici. Rallegrandosene con fede e affetto si affrettò ad esaltare, per impulso divino, ciò che aveva visto e a trarla con zelo dal seno della terra per la liberazione del mondo e la salvezza delle nostre anime.

Apòstica stichirà.

Tono pl. 2. Il terzo giorno sei risorto.

Subisti schiaffi, crocifissione e oltraggi, o longanime, perché volevi redimere tutti dalla mano del seduttore, o solo datore di vita: tutto tu sopporti, o sommamente buono.

Stico. Esaltate il Signore, nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.

Onoro la tua croce, o buono, i chiodi e la lancia, o Salvatore, con cui liberasti tutti dalla corruzione, come solo datore di vita e benefattore di tutti, o nostro Salvatore, unico filantropo.

Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.

Alla croce per me fosti inchiodato, o mio Salvatore più che buono, schiaffeggiato e insultato, o Redentore, abbeverato di aceto e trafitto dalla lancia e tutto sopportavi, o senza peccato.

Gloria. Del santo.

Tono pl. 2. Di Efrem Karia.

O tu dall’anima adamantina, come ti loderemo degnamente? Superasti la natura: privato dei beni, dei figli e della consorte, gridasti la beata e celebre parola di Giobbe: Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, come è parso bene al Signore, così è avvenuto. Ma il Dio che avevi amato e ardentemente desiderato, di nuovo ti donò quelli che ti erano tanto cari, stabilendo, nella sua provvidenza, che fossero tuoi compagni nella lotta; con loro, attraverso molti tormenti, giungesti al termine beato. Prendendoli con te come intercessori, o Eustazio dall’animo saldo, supplica che siamo redenti dalle nostre iniquità.

E ora. Della festa. Stesso tono.

Avanza oggi la croce del Signore: i fedeli la accolgono con affetto e ricevono guarigioni per l’anima e il corpo e da ogni malattia; salutiamola con gioia e timore: con timore per il peccato che ci rende indegni; con gioia per la salvezza che Cristo Signore in essa confitto concede al mondo, lui che possiede la grande misericordia.

Apolytìkion dei santi. Tono 4.

I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio; partecipi della tua forza hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demòni; per loro intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.

Della festa. Tono 1.

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità; concedi ai Re vittoria contro i barbari e proteggi con la tua Croce la tua città.

LA PREGHIERA DEL MATTUTINO
20 Settembre 2026

Mattutino del 20 Settembre- Memoria del santo megalomartire Eustazio e della sua consorte Teòpista e dei loro figli Agapio e Teòpisto

20 Settembre

Memoria del santo megalomartire Eustazio e della sua consorte Teòpista e dei loro figli Agapio e Teòpisto.

Al Mattutino.

Apolytìkion dei santi. Tono 4.

I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio; partecipi della tua forza hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demòni; per loro intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.

Della festa. Tono 1.

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità; concedi ai Re vittoria contro i barbari e proteggi con la tua Croce la tua città.

Dopo la prima sticologìa, kàthisma.

Tono pl. 4. Sei risorto dai morti.

In mezzo all’Eden, un albero fece fiorire la morte; in mezzo alla terra, un albero fece germogliare la vita; per aver gustato del primo, da incorruttibili, siamo divenuti corruttibili, ma, giunti in possesso del secondo, abbiamo goduto dell’incorruttela: con la croce infatti Cristo ha salvato il genere umano (2).

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono pl. 4. Conosciuto l’ordine.

In tempi lontani, Gesù di Navì misticamente prefigurava il segno della croce, quando a forma di croce levò le mani, o mio Salvatore: e il sole si fermò, finché egli non ebbe distrutto i nemici che si opponevano a te, o Dio. Ma ora il sole si oscura vedendo sulla croce te, che sciogli il dominio della morte e depredi l’ade (2).

Canone della festa, quindi quello dei santi. Acròstico: Lode all’eponimo della tranquillità. Di Teofane,

Ode 1. Tono 4. Quando l’antico Israele.

Sottomettendo alla ragione con le tue preghiere l’assalto delle mie passioni, o beatissimo martire di Cristo, preparami a celebrare la santa memoria delle tue lotte.

La tua chiamata non venne da uomini, o beatissimo, ma come un tempo Paolo, dal cielo ti chiamò Cristo, apparendo sotto forma di cervo per liberarti dal serpente velenoso.

Riempito di superna sapienza dall’alto, piamente preferisti alle ricchezze corruttibili e al piacere, o santo martire, la gioia celeste, venendo incoronato con tutta la tua famiglia.

Theotokìon. Trovando te, pura Vergine, più pura di tutto il creato, il divino Creatore dell’universo volle incarnarsi per ricreare dalla carne il genere umano.

Ode 3. Si rallegra in te.

Pazientemente sopportasti la tempesta delle prove, o gloriosissimo martire Eustazio, venendo privato della moglie e dei figli.

O gloriosissimo martire di Cristo Eustazio, i tuoi figli, salvati da Dio dalle belve che li aggredivano, misero in fuga le belve spirituali.

Come un fiume che attraversa la via, gloriosissimo martire di Cristo Eustazio, preservasti la somiglianza con Dio della tua anima, senza lasciarti abbattere dalle prove.

Theotokìon. Venite, fedeli, celebriamo con inni gioiosi la dimora della castità, la pura abitazione della verginità.

Irmòs. Si rallegra in te, o Cristo, la tua Chiesa e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.

Kàthisma del santo.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

Per la condotta pia e coraggiosa, la pazienza e le lotte ti rivelasti un nuovo Giobbe, o illustre martire: privato, infatti, del piacere della vita, della moglie e dei figli, nelle pene ringraziavi Dio, che come ricompensa, al termine delle tue lotte, ti concesse ti effondere il sangue; martire vittorioso Eustazio, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti con affetto festeggiano la tua santa memoria.

Gloria. E ora. Della festa. Uguale.

Si affrettò, Elena, a estrarre dalla terra il tesoro nascosto, la croce del Salvatore, colmando di gioia i confini del mondo; per divina ispirazione ordinò che fossero erette delle chiese e trasferito lo scettro della croce nella residenza imperiale, dicendo a suo figlio: Stendi le mani e ricevi, nobile imperatore il segno della tua vittoria e del tuo potere; che le nazioni per grazia imparino da te a venerare con fede la croce e la passione di Cristo.

Ode 4. Vedendo te, sole di giustizia.

Salvata da mano divina dalla tirannia del nemico, la tua sposa, conservando la sua modestia gridava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Messo alla prova in molti modi, o martire di Cristo Eustazio, hai corso la via del martirio per il tuo Sovrano gridando: Gloria alla tua potenza, Signore.

Guidato dai precetti del Signore, con la moglie e i figli, sei apparso splendido per il sangue del tuo martirio, o Eustazio gloriosissimo.

Theotokìon. Senza nozze, Vergine concepisti e vergine rimani dopo il parto: perciò con voci incessanti, con fede incrollabile a te, nostra Sovrana, cantiamo: Salve.

Ode 5. Tu, mio Signore.

Come Giobbe apparisti, o Eustazio, irreprensibile e fedele a Dio, longanime nella via della vita.

O beatissimo martire Eustazio, chi potrà cantare le pene che hai sopportato, venendo privato della moglie e dei figli?

Theotokìon. O Madre di Dio, risana da ogni male la mia anima, tu che hai concepito il Bene sommo, il Verbo che a tutti concede benevolenza.

Ode 6. A te offrirò sacrifici.

Amando Cristo, che ti era apparso, illustre martire, stavi a lui così vicino da apparire splendente, imporporato dal tuo sangue.

Seguendone le orme, sei corso dietro a Cristo e hai partecipato alla sua passione e più ancora al suo regno, o martire santo, incoronato con tutta la tua famiglia.

Theotokìon. Seguendo le parole di Gabriele, o Vergine purissima, a te gridiamo: salve, Madre fra tutte la più benedetta, porta del sole di giustizia.

Irmòs. A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, grazie al sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Kontàkion.

Tono 2. Cercando le cose superne.

Imitando sapientemente la passione di Cristo e bevendo con fede il calice di lui, divenisti compartecipe e coerede della sua gloria, o Eustazio, ricevendo da colui che è Dio di tutti la divina remissione dall’alto.

Ikos.

Donami un inno, Dio mio, perché celebri ora e narri le lotte del tuo vittorioso, o Signore, così da tessere un armonioso elogio di Eustazio, generoso nelle lotte, sempre vittorioso nelle battaglie contro i nemici, grande nella pietà, splendente nel coro dei martiri: con loro infatti, senza sosta il sapientissimo canta a te con gli angeli ricevendo la divina remissione dall’alto.

Sinassario.

Il venti di questo mese memoria del santo megalomartire Eustazio, di Teòpista sua consorte e dei loro due figli, Agapio e Teòpisto.

Stichi. Eustazio, chiuso in un bue di bronzo rovente, tu lo salvi, o Verbo di Dio. Il 20 Eustazio viene bruciato col bue.

Lo stesso giorno memoria dei santi nostri padri Ipazio vescovo e Andrea presbitero, confessori.

Stichi. Uomini sanguinari sacrificarono Ipazio e Andrea per le sante icone.

Lo stesso giorno memoria dei santi Martino papa di Roma e Massimo e dei loro compagni.

Lo stesso giorno memoria dei santi martiri Artemidòro e Thalos.

Stichi. La spada uccise Artemidòro e Thalos, che non venerarono Artemide, assassina di ospiti.

Lo stesso giorno memoria del nostro beato padre Melezio, vescovo di Cipro.

Stichi. Di questa vita passeggera non si curò Melezio. Morendo che dirai? Ho amato.

Memoria anche di Giovanni l’egiziano, il più grande dei confessori.

Il santo neomartire Ilarione, perì di spada martirizzato a Costantinopoli nel 1804.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. Nella fornace persiana.

Rinchiuso nell’incandescente bue metallico come un tempo i fanciulli nella fornace, il martire di Cristo, ringraziando gridava: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

Uniti dalla legge di natura e da quella dell’amore, illustri martiri, nelle lotte avete dimostrato la stessa pazienza, cantando: Benedetto sei tu, Signore, nostro Dio.

Theotokìon. Unica fra tutte le generazioni ti sei rivelata più sublime delle divine potenze celesti, poiché ineffabilmente generasti il loro Creatore, o Madre di Dio, Sovrana purissima.

Ode 8. Stese le mani, Daniele.

Il coro dei martiri della verità, splendidamente radunato dalle leggi di natura e dal Verbo della fede, acclamiamo concordi, o fedeli, come amanti della pietà e cantiamo: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Dapprima separati dalla provvidenza, foste riuniti splendidamente per tingere col vostro sangue la porpora nuziale e innalzarvi verso il talamo celeste, mentre a Cristo inneggiavate: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Con fede e letizia hai offerto a Dio la tua sposa e il frutto del vostro grembo; come compagni di lotte hai ricevuto coloro che lo erano già per natura, cantando a Cristo: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Theotokìon. Sei il ramo germogliato dalla radice di Iesse, o Vergine, perché fioristi l’onnipotente Signore, che effonde e dona profumo a tutti quelli che cantano: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Irmòs. Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa. I fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, estinsero il potere del fuoco gridando: Opere tutte del Signore, benedite il Signore.

Ode 9. Da te, o Vergine, montagna.

Con gioia andasti incontro alla pienezza dello splendore della Trinità, sempre esultando con i cori degli angeli: con loro, o martire Eustazio, prega perché siano salvati i tuoi cantori.

Dopo le lotte e i mali sopportati sulla terra, nei cieli ora per sempre gioisci con i giusti; concedi che ne partecipino anche i tuoi cantori, o gloriosissimo martire.

A te completamente mi affido con tutto il cuore, martire Eustazio; sii tu il mio intercessore presso il Sovrano che può salvarmi e liberarmi da ogni male.

Theotokìon. Senza conoscer uomo concepisti il Salvatore vivificante, o Theotòkos: senza sosta ti supplichiamo di salvare, con le tue preghiere da ogni afflizione, noi che ti proclamiamo Madre di Dio.

Irmòs. Da te, Vergine, monte non tagliato, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo, che congiunse le nature distinte: per questo, Madre di Dio, esultanti, ti magnifichiamo.

Exapostilarion dei santi. Nel sacro Spirito.

Ottenesti gloria immortale e vita senza fine abbandonando le cose amabili del mondo con i tuoi figli dal divino sentire e la felicissima consorte: perciò con affetto festeggiamo la tua sacratissima e divina memoria.

Stavrotheotokìon. Stesso tono.

Confidando in te, Theotòkos, con forza trionfiamo su nemici due volte più numerosi, possedendo la croce di tuo Figlio, nostra arma e trofeo, scudo, spada, dardo e freccia contro Beliar.

Alle lodi sostiamo allo stico 4 e cantiamo le stichirà idiòmela dei santi.

Chi non dirà beata, o Eustazio, la tua purissima condotta di vita? Generosamente sopportasti gli assalti del principe del male; privato della moglie e dei figli, non disperavi, ma come Giobbe, grato, dicevi: Nudo uscii dal grembo di mia madre, nudo tornerò all’unico Creatore e Salvatore delle nostre anime (2).

Tono pl. 2.

Rendici propizia la Trinità increata, santo martire, tu che, dimorando senza fine nella luce immateriale, sei dimora del Figlio di Maria.

Tono pl. 4.

Entrato nell’impenetrabile nube per unirti a Cristo, sole di giustizia, andando incontro alla divina mistica immagine che dall’alto ti apparve nel cervo, tu stesso divenisti immagine vivente, o beatissimo Eustazio; ricevuta la forza nell’acqua e nello Spirito mediante il battesimo, lavato nel sangue del martirio, ottenesti di esultare con le folle degli angeli in cielo, con i quali preghi sempre perché anche noi veniamo uniti a Cristo, Salvatore e Dio.

Gloria. Del santo. Tono pl. 4.

Disdegnato il comando militare del regno di quaggiù e divenuto amante del nostro Salvatore, che ti era apparso in immagine tramite un animale, ora sei nei cori superni con la moglie e i figli, o beatissimo Eustazio: ti imploriamo, dunque, di pregare il Signore per le nostre anime.

E ora. Della festa. Stesso tono.

Ciò che Mosè prefigurò un tempo nella sua persona, mettendo così in rotta Amalek ed abbattendolo, ciò che Davide cantore ordinò di venerare come sgabello dei tuoi piedi, la tua croce preziosa, Cristo Dio, noi peccatori baciamo oggi con labbra indegne, celebrando te, che ti degnasti di esservi confitto e a te gridiamo: Signore, rendi degni anche noi con il ladrone del tuo regno.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Vedendo innalzare l’albero della croce, magnifichiamo Dio, che nella sua bontà fu crocifisso nella carne.

Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.

Con l’acqua divinizzante e il tuo sangue, o Verbo, la tua Chiesa si riveste splendidamente come sposa, cantando la gloria della croce.

Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.

L’albero della tua croce, mio Salvatore, venendo innalzato, toglie la bruttura corruttrice del peccato e fa risplendere l’universo.

Gloria. Del santo. Tono pl. 4.

Tu che come Paolo non ricevesti la tua chiamata dagli uomini, martire Eustazio, crescendo in Dio per la fiducia nella croce, valorosamente confondesti l’empietà dei tiranni e la crudeltà dei tormenti: hai dunque resistito al peccato sino al sangue, nella tua lotta contro invisibili nemici e senza sosta preghi il Re e Dio di dare a tutta la terra la pace e alle nostre anime, la grande misericordia.

E ora. Della festa. Stesso tono.

È compiuta, o Dio, la parola del tuo profeta Mosè che dice: Vedrete la vostra vita appesa davanti ai vostri occhi. Oggi la croce è innalzata e il mondo è liberato dall’inganno. Oggi si inaugura la risurrezione di Cristo ed esultano i confini della terra, offrendo a te un inno con i cembali di Davide e dicendo: Hai operato la salvezza in mezzo alla terra, o Dio, con la croce e la risurrezione: per esse ci hai salvato, o buono e filantropo. Signore onnipotente, gloria a te.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.

Alla Liturgia typikà e i canoni della feste e dei santi.

Prokìmenon Tono 4. Per i santi che sono nella sua terra ha reso mirabili tutte le sue volontà in loro.

Stico. Contemplavo il Signore davanti a me sempre, perché è alla mia destra affinché non sia scosso.

L’apostolo agli Efesini. Fratelli, fortificatevi nel Signore (Domenica XXVII).

Alliluia. Hanno gridato i giusti e il Signore li ha esauditi e da tutte le loro tribolazioni li ha liberati.

Stico. Molte le tribolazione dei giusti, ma da tutte li libererà il Signore.

Vangelo secondo Luca. Disse il Signore: Guardatevi dagli uomini (Martedì II settimana).

Kinonikòn. Il giusto sarà in memoria eterna. Alliluia.

TESTI BIBLICI

APOSTOLO
20 Settembre 2026

Gal 2,16-20

VANGELO
20 Settembre 2026

Mc 8,34-38; 9,1

APOSTOLO
20 Settembre 2026

Gal 2,16-20

VANGELO
20 Settembre 2026

Mc 8,34-38; 9,1

I testi proposti non sono versioni ufficiali della Arcidiocesi, ma sono liberamente tratti da:
ANTHOLOGHION in 4 volumi, Lipa Srl, Roma 2000
Minei-Paraklitikì e Ochtoikos, di p. Iosif Restagno
Testi Liturgici vari, Edizioni Diakonia Srl
La firma che unisce cielo e terra:
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UNA FIRMA CHE TUTELA IERI, OGGI E DOMANI.
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8X
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COME I NOSTRI PADRI CI HANNO INSEGNATO

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PER TUTTE LE
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CUSTODIAMO IL
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L’otto per mille è una quota pari allo 0,8% dell’IRPEF che i contribuenti italiani possono destinare allo Stato oppure a una confessione religiosa riconosciuta. Questa scelta non costa nulla in più e si fa durante la dichiarazione dei redditi. Se non firmi, comunque i soldi non scelti vengono divisi in percentuale tra lo Stato e le confessioni religiose riconosciute in base alle firme ricevute.

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cultura e formazione

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La cultura nella Chiesa ortodossa è strettamente legata alla liturgia e alla teologia mistica, considerate fonti vive di conoscenza spirituale. La formazione dei fedeli e del clero non mira solo all’istruzione intellettuale, ma soprattutto alla trasformazione interiore (theosis). Grande valore viene attribuito allo studio dei Padri della Chiesa e alla custodia della Sacra Tradizione millenaria.

ISTITUTO
TEOLOGICO ORTODOSSO

L’Istituto Teologico Ortodosso “Santa Eufemia di Calcedonia”, creato da S.Em. il Metropolita Polycarpos nel 2021, è la scuola di formazione superiore della Sacra Arcidiocesi.

La sua offerta didattica è rivolta tanto ai candidati chierici, quanto ai potenziali insegnanti di religione nella scuola pubblica (in base all’Intesa tra l’Arcidiocesi e lo Stato), ma anche a tutti coloro che sono interessati a conoscere in modo approfondito la tradizione ortodossa.

Il ciclo di studi ha la durata di un triennio, durante il quale gli studenti hanno la possibilità di seguire on-line le lezioni, che si tengono in orario serale per tre giorni alla settimana. Le materie insegnate sono una decina per ogni anno accademico e coprono le principali discipline del sapere teologico: Liturgia, Sacra Scrittura, Teologia, Storia della Chiesa, Arte, Filosofia, Ecclesiologia e Diritto canonico, Ecumenismo. Oltre al triennio, che permette di conseguire il baccalaureato in Teologia ortodossa, sono anche offerti corsi opzionali di Psaltica (canto bizantino), Lingua Ebraica e Lingua Greca.

In aggiunta alla didattica (cioè ai corsi e agli esami), che si tiene interamente a distanza, l’Istituto organizza eventi di approfondimento scientifico sia on-line (webinar e conferenze), sia in presenza (giornate di studi e convegni). Per conoscere l’Istituto e le sue attività ☞ www.itosantaeufemia.org

EDIZIONI
DIAKONIA

La casa editrice “Edizioni Diakonia SRL” è una società, cui unico socio è la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. Essa nasce con l’intento di proporre alle Comunità Ortodosse che operano in Italia, ai fedeli e a coloro che amano la Spiritualità e la Liturgia Ortodossa, un insieme di testi, altrimenti non facilmente reperibili nella editoria italiana.

Soprattutto la collana “Libri Liturgici” nasce con lo scopo di fare ordine nel composito panorama nazionale, ove molti, spinti anche da nobili intenti, hanno pensato di proporre le più svariate tradizioni delle Preghiere della Chiesa.

Tradotti, partendo dai più antichi originali greci, questi libri cercano di far comprendere il vissuto della Chiesa Antica non solo ai fedeli ortodossi, ma a tutti. Allo stesso tempo, la collana “Preghiera dei Fedeli” diviene un valido supporto per colui che prega durante il giorno, nei minuti che ha a disposizione.

Anche la collana “Catechesi” offre al pubblico italiano una vasta gamma di testi catechetici per bambini, adolescenti e adulti e per tutti coloro che si avvicinano alla Chiesa Ortodossa. La collana “Teologia”, infine, raggruppa testi di teologia, di patristica e di storia della Chiesa. In un secondo tempo si aggiungerà una collana dedicata alla Sacra Scrittura. Per conoscere le Edizioni Diakonia e le sue pubblicazioni ☞ www.edizionidiakonia.it